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FERMO–Luoghi, persone e storie del Fermano. È il passato che rivive in un’esposiziANDANDOperCASEdiTERRAone che viene ospitata dal 13 aprile all’11 maggio 2014 negli spazi di Villa Vitali a Fermo. “Andando per case di terra”, questo il titolo della mostra che è stata inaugurata domenica 13 aprile, è curata da Carlo Verducci e Giocondo Rongoni, per la parte relativa ai testi e da Francesca Folicaldi. Le fotografie di Romano Folicaldi sono una testimonianza concreta delle oltre cinquanta case di terra che ancora resistono nel Fermano. Un progetto importante, realizzato in sinergia tra istituzioni, associazioni e mondo della scuola. A ricostruire la nascita della mostra è stato il professor Carlo Verducci, nel corso della conferenza stampa di presentazione: “Il lavoro della professoressa Puggioni dell’Istituto tecnico per geometri con i suoi alunni sulla catalogazione delle case di terra – spiega Verducci – ha ottenuto da subito il sostegno del Fai, Fondo per l’Ambiente italiano. In seguito l’iniziativa è stata fatta propria dalla Fondazione Carifermo che ha fortemente creduto nel progetto. Infine è arrivato anche il sostegno della Regione Marche. L’obiettivo iniziale del nostro lavoro era quello di fare una catalogazione delle case di terra partendo da quanto rilevato a livello regionale dalla Sovrintendenza nel 2003-2004. Molti atterrati non risultavano catalogati, in quanto difficili da scovare nella fitta vegetazione”.

Il fenomeno delle case di terra è proprio dell’area medio – collinare del Fermano. Secondo il catasto napoleonico del 1812, il 40 per cento delle case di terra era a Montegranaro, quasi il 40% a Sant’Elpidio a Mare e oltre il 20% a Fermo. Sono 54 le case di terra censite che ricostruiscono una civiltà antica ma sempre attuale. Cinque delle case sono tutt’ora abitate e ad Alteta di Monte Giorgio una è stata acquistata da una famiglia inglese.

La professoressa Puggioni, accompagnata dallo studente Andrea Cameli dei Geometri, ha illustrato i dettagli del progetto: “E’ un lavoro iniziato nel 2007 grazie allo stimolo ricevuto dalla Provincia di Ascoli Piceno. Nel 2010 con la Provincia di Fermo siamo arrivati a ragionare su queste costruzioni con l’obiettivo ultimo di formare tecnici consapevoli di quello che ci circonda e difensori della nostra terra”.

Patrizia Cirilli Marini, capo delegazione di Fermo del Fai che patrocina l’iniziativa ha sottolineato: “Abbiamo accolto con piacere il progetto che rientra in pieno nelle direttive del Fai. Le case di terra rappresentano un passato di povertà e costituiscono un presidio antropico importante per tutto il territorio”. Rosalba Ortenzi, vice Presidente Consiglio Regione Marche, ha raccontato: “Entrando nelle case di terra sono sempre rimasta incantata dalla tipologia costruttiva: è un tuffo nella storia dei nostri avi, nel lavoro dei braccianti agricoli. La Regione ha voluto dare il suo sostegno in quanto, pur essendo un fenomeno circoscritto al Fermano, ha valenza regionale”. Matteo Silenzi, assessore all’Ambiente del Comune ha fatto notare come la tipologia costruttiva delle case di terra si sposi perfettamente con la bio architettura e costituisca esempio per un domani più sostenibile. Il progetto complessivo oltre che sul supporto delle istituzioni, ha contato nel lavoro concreto dell’architetto Sauro Censi, funzionario del servizio urbanistica della Provincia di Fermo e del geologo Ivan Ciarma, che hanno operato in sinergia con Andrea Carosi, presidente di ISLA, International Smart Lab. L’ingegner Amedeo Grilli, presidente della Carifermo, ha seguito da vicino il progetto negli anni in cui era alla guida della Fondazione.

La casa di terra è un bene culturale da tutelare – ha detto – Non è qualcosa di residuale. Non merita l’oblio, l’incuria e l’attacco da eventi atmosferici. Non deve essere dimenticata. Bene hanno fatto le istituzioni, la scuola e le associazioni nel credere fortemente in questo progetto: soltanto facendo squadra si raggiunge l’obiettivo della valorizzazione”. L’avvocato Alberto Palma, attuale presidente della Fondazione Carifermo, ha aggiunto: “E’ un gruppo di lavoro ben assortito per questo che è un progetto significativo ed originale. Come Fondazione siamo profondamente soddisfatti per esserci”. Domenica 13 aprile la mostra-evento ha preso il via alle ore 17 con l’intervento del Professor Ercole Sori, Direttore centro studi storici Sammarinesi. Alle 18 e 30 C’è STATA l’inaugurazione. Sabato 26 aprile alle 17 nuovo appuntamento con la presentazione “Costruire in terra cruda”, a cura di Michela Achilli.

La mostra resterà aperta dal 14 aprile all’11 maggio 2014, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12,30 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 e 30 alle 18 e 30. Il sabato apertura dalle 15 e 30 alle 18 e la domenica e i festivi dalle 15 e 30 alle 19 e 30.

 

FONDATO E APERTO A CIVITANOVA MARCHE, DAL 1993 E’ STATO TRASFERITO A FERMO, PRESSO VILLA VITALI CON UN BELL’ALLESTIMENTO

SILVIO ZAVATTI

SILVIO ZAVATTI

FERMO–“Al soffio gelido del vento. Le spedizioni artiche di Silvio Za

UN CONVEGNO PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI CIVITANOVA QUANDO E' STATO PUBBLICATO UN VOLUME DELLE SPEDIZIONI DI ZAVATTI. DA SINISTRA RENATO ZACATTI, CASARINI

UN CONVEGNO PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI CIVITANOVA QUANDO E’ STATO PUBBLICATO UN VOLUME DELLE SPEDIZIONI DI ZAVATTI. DA SINISTRA RENATO ZAVATTI, CASARINI, MARTELLINI, PIERLUIGI CAVALIERI, MARCO PIPPONZI • FOTO©MILLEPAESI

vatti 1961-1969”. È questo il titolo dell’importante esposizione che aprirà i battenti sabato 25 gennaio 2014, alle ore 17, presso i musei di Villa Vitali a Fermo. La mostra, aperta fino al 2 marzo 2014 nell’ambito delle Celebrazioni per il Ventennale del Museo Polare “Silvio Zavatti”, sarà anche l’occasione per presentare al pubblico il bassorilievo dedicato a Silvio Zavatti, realizzato e donato dallo scultore fermano Massimiliano Petrini. L’evento, fortemente voluto ed organizzato dall’Amministrazione Comunale, è frutto di un percorso di incontri che hanno dato vita all’importante progetto finalizzato alla celebrazione del ventennale del Museo.

L’organizzazione del Comune di Fermo è sostenuta dal Consiglio Regionale – Assemblea legislativa delle Marche, in collaborazione con l’Istituto Geografico Silvio Zavatti e l’associazione “Amici del Museo Polare” ed è sponsorizzata da Solgas e Banca delle Marche. Il primo appuntamento sarà l

CONFERENZA SU ZAVATTIALLA BIBLIOTECA ZAVATTI DI CIVITANOVA

CONFERENZA SU SILVIO ZAVATTI ALLA BIBLIOTECA ZAVATTI DI CIVITANOVA FOTO©MILLEPAESI

a mostra, presentata dalla conferenza stampa introduttiva della professoressa Daniela Tommasini, della NORS, Università di Roskilde, Danimarca, su “Ammassalik, Groenlandia, mezzo secolo dopo Silvio Zavatti. Un racconto per immagini”. Le celebrazioni proseguiranno sabato 1 febbraio 2014 alla Sala dei Ritratti con il Convegno “Venti anni del museo polare a Fermo” relatori: Renato Zavatti, figlio del fondatore oltre che direttore della rivista “Il Polo” e presidente dell’associazione “Amici del Museo Polare, il professor Luigi Martellini, Università della Tuscia di Viterbo, l’avvocato Fabrizio Emiliani, Sindaco nell’anno in cui fu inaugurato il museo, Maria Pia Casarini Wadhams, Direttore dell’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti”. L’opera musicale appositamente composta dal Maestro Fabrizio De Rossi Re, docente del Conservatorio di Fermo, su testi tratti da diari dei viaggi polari di Zavatti, con l’accompagnamento del Maestro Andrea Ceccomori al flauto e della voce recitante dell’Assessore alla Cultura Francesco Trasatti, concluderà la celebrazione del ventennale

ORARI DI APERTURA MOSTRA

Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30

Chiusa il martedì e giovedì pomeriggio

Sabato, domenica e festivi apertura dalle 15,30 alle 19

Info 0734/226166

BIOGRAFIA SILVIO ZAVATTI

Silvio Zavatti è una figura unica nel panorama italiano e uno degli scopi dell’Istituto Geografico Polare, che porta il suo nome, è quello di far conoscere a livello nazionale ed internazionale l’importanza e il valore di quanto fu da lui istituito, al quale dedicò tutta la propria vita.

Affascinato dalle regioni polari fin da giovane (come Ufficiale aveva trascorso due anni su navi britanniche, che lo avevano portato verso le acque gelide dell’Antartide), nel 1944 aveva fondato l’Istituto Geografico Polare a Forlì, sua città natale. Gli eventi del primo dopoguerra lo portarono a ritornare a Porto Potenza Picena, dove aveva svolto importanti incarichi durante la guerra. Nel 1945 iniziò la pubblicazione della rivista “IL POLO”, ancora adesso, dopo 68 anni, l’unica rivista polare in Italia.

Stabilitosi a Civitanova Marche, promosse la fondazione della Biblioteca Comunale (che ora porta il suo nome), e ne divenne il direttore; sempre a Civitanovai, nel 1969, allestì il suo Museo Polare (ultimo piano di Palazzo Sforza lato nord), ancora adesso unico in Italia.

Gli anni ’60 del secolo scorso furono dedicati alle spedizioni polari.

1959, Isola di Bouvet, Antartide (dove aveva tentato di installare una stazione meteorologica, allo scopo di dare all’Italia un posto nel campo della ricerca polare antartica, al pari di altre potenze internazionali);

1961, Rankin Inlet, Canada Artico;

1962, Lapponia;

1963, Angmagssalik, Groenlandia Orientale;

1967, di nuovo a Rankin Inlet, Canada Artico.

1969, Repulse Bay, Canada Artico.

Il Museo Polare di Civitanova Marche conteneva reperti di grande importanza artistica, di valore etnografico, e di enorme valore divulgativo. I giovani scolari dell’epoca, affascinati dalle spiegazioni erudite ed entusiaste del Prof. Zavatti, ancora adesso raccontano i ricordi indelebili delle loro visite al Museo Polare. Nel frattempo anche la Biblioteca Polare (all’epoca l’unica in Italia) stava crescendo, attraverso continue e importanti acquisizioni.

Eventi successivi portarono alla temporanea chiusura del Museo Polare. Silvio Zavatti morì il 13 maggio 1985. Nel periodo precedente aveva ottenuto assicurazioni che la Città di Fermo avrebbe acquisito il suo Museo, assieme alla Biblioteca Polare, gli Archivi, e la rivista “IL POLO”, assicurando così, nella splendida cornice di Villa Vitali, la conservazione di tutto questo patrimonio culturale che avrebbe perpetuato il suo ideale divulgativo delle regioni polari da lui tanto amate.

Nel mese di ottobre 1993 a Villa Vitali di Fermo, venne inaugurato il Museo Polare, in un week-end memorabile, con la partecipazione di importanti ospiti, tra cui la vedova del generale Umberto Nobile, Gertrude Stolp Nobile. Speciali accordi vennero stipulati tra il Comune di Fermo e la famiglia Zavatti per garantire il futuro di questa importantissima ed unica istituzione.

L’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo, grazie al costante impegno del Comune di Fermo, giunge pertanto a celebrare i suoi primi 20 anni e, attraverso queste iniziative di commemorazione, intende farsi conoscere ad un pubblico più vasto, dando altresì a Silvio Zavatti, un grande personaggio della storia italiana, il riconoscimento ampiamente meritato.

 

FERMO • LA BELLA ADDORMENTATA-29 LUGLIO 2013-VILLA VITALI-0231-LG

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