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Con l’Arcivescovo, Mons. Luigi Conti, attorno all’altare nella chiesa cattedrale fa quadrato tutta la chiesa fermana, nella consapevolezza del legame di fede e storico-artistico che cementa tutta la nostra vasta comunità, che comprende la provincia di Fermo e parte di quella di Macerata (da Corridonia, San Claudio a Civitanova, Potenza Picena).

La lettera aperta resa nota oggi nel corso della cerimonia religiosa per il 10° anniversario della riapertura della basilica cattedrale metropolitana di Fermo è lunga una decina di cartelle. Ne riportiamo alcuni stralci significativi.

Duomo di Fermo. Interno. La cattedrale è stata riaperta 10 anni fa dopo un attento restauro

Duomo di Fermo. Interno. La Cattedrale è stata riaperta 10 anni fa dopo un attento restauro


«La funzione della Cattedrale nel decimo anniversario della riapertura, nel cuore dell’Anno della fede e nella memoria viva dell’Arcivescovo Franceschetti».

FERMO–”Di ritorno dall’Udienza che Papa Francesco mi ha concesso nel contesto della Visita ad Limina appena ieri, 4 maggio 2013, sento l’esigenza – scrive Mons. Luigi Conti – di condividere con tutta la Diocesi e, in particolare, con i partecipanti all’evento di oggi, 5 maggio, alcune considerazioni che derivano dalla storia della nostra cattedrale – stilata a suo tempo con grande perizia e competenza dal compianto Mons. Germano Liberati – nonché da una riflessione dell’arcivescovo di Barcellona, il Card. Lluis Martinez Sistach, in un convegno internazionale per il quinto centenario della cattedrale di Salamanca.

IL VESCOVO LUIGI CONTI A CIVITANOVA, SOTTO IL GONFALONE DEL COMUNE, PER L'ANNUALE PROCESSIONE DI SAN MARONE CON SFILATA IN MARE DI BARCHE, SCAGI E MOTONAVI. SAN MARONE S' STATO IL PRIMO MARTIRE DEL PICENO.

IL VESCOVO LUIGI CONTI A CIVITANOVA, SOTTO IL GONFALONE DEL COMUNE, PER L’ANNUALE PROCESSIONE DI SAN MARONE CON SFILATA IN MARE DI BARCHE, SCAFI E MOTONAVI. SAN MARONE E’ STATO IL PRIMO MARTIRE DEL PICENO. NELLA FOTO LA PROCESSIONE ESCE CON L’URNA DEL SANTO, PORTATA A SPALLA DAI PESCATORI, DALLA CHIESA DEL PORTO CRISTO RE

 

“Le cattedrali sono in forte simbiosi con la comunità locale, con la sua storia, la sua cultura e la sua particolare forma artistica che, nel caso della nostra Cattedrale, ha visto diversi rifacimenti e ricostruzioni nel corso dei secoli. La comunità diocesana e la società civile hanno costruito la cattedrale e questa riflette la vita di entrambe. La nostra cattedrale è il riflesso della storia della Chiesa fermana e del suo ampio territorio. Su questo lascio la parola a Mons. Liberati”.

Per una storia dell’edificio

“Tentare semplicemente di delineare e documentare la storia della Basilica Cattedrale Metropolitana di Fermo (2) significa dover fare la storia di quattro cattedrali. Occorre, infatti, prendere l’avvio da quella paleocristiana per giungere a quella neoclassica, attraverso quella romanica e la successiva gotica. Non si tratta, infatti, di descrivere soltanto aggiunte o modernizzazioni o aggiornamenti stilistico-decorativi – precisa il Vescovo Conti – che segnano per lo più l’evoluzione storica di tante chiese, bensì di ricuperare funditus strutture, proporzioni, piante, stilemi che di volta in volta sono mutati in successive quattro ricostruzioni, tutte ex novo o quasi; esse hanno abbracciato sedici secoli di storia religiosa e civile di Fermo e si sono caratterizzate secondo necessità, stili, gusti diversificati nel tempo, in un continuo divenire cui fanno da codicillo gli ultimissimi interventi a cavaliere tra il secondo e terzo millennio”.

“Di ricostruzioni dunque si tratta e non di ristrutturazioni, segnate da eventi talora importanti nella storia fermana, dal sorgere e dallo svilupparsi della prima comunità cristiana, alle distruzioni del Barbarossa, alla rivisitazione storico-stilistica del tardo settecento. Quattro cattedrali, l’una sopra l’altra, tutte nuove, tutte diverse. Chi oggi vi entra non può non accorgersene, tali sono le sedimentazioni che dall’ipogeo si dispiegano nella facciata e nell’atrio, fino all’aula, maestosa e solenne che accoglie il fedele o il visitatore: un complesso di forme plurime e di volumi diversi che induce a pensare ad una comunità cristiana mai paga dell’esistente e sempre volta ad un dinamismo culturale di difficile riscontro: una creatività senza limiti di tempo e di gusto.

Le origini paleocristiane e il primo tempio

Non sono state ancora chiarite le origini e la diffusione del cristianesimo nel territorio Piceno in genere e a Fermo in particolare; del pari non è possibile stabilire l’epoca esatta della prima chiesa, data la documentazione quasi del tutto assente a tal riguardo. Qualche elemento più probante ci viene dall’archeologia: un sarcofago cristiano del V secolo, oggi nella cripta della cattedrale, reperti di altra natura collocati nell’ipogeo di essa, iscrizioni funerarie cristiane nel lapidario della città, ma non ancora studiate, ci offrono elementi abbastanza sicuri, almeno come terminus ante quem, per affermare la presenza di una comunità cristiana a Fermo tra la fine del IV sec. e l’inizio del V4. Nel VI sec. certamente a Fermo era già costituita la diocesi insieme ad altre quattordici del Piceno“.

NOTE-1 Cfr. L’Osservatore Romano, Anno CLIII n. 97 (46.341), del 27 aprile 2013, p. 7. 2 Fermo, di origine preromana, poi municipio romano, è una cittadina del Piceno, nelle Marche meridionali, divenuta provincia nel 2004; conta 35.000 abitanti, sita a brevissima distanza dal mare Adriatico e posta su un colle a 319 m. s.l.m. L’Arcidiocesi di Fermo è tra le più antiche (V secolo) del territorio, assai vasta (comprende 53 comuni) e la più popolosa delle Marche. La sua Cattedrale, dedicata all’Assunta, è posta nel punto più alto del colle detto “Girifalco”. Il titolo di Basilica Metropolitana le è stato conferito nel 1589 dal papa Sisto V, già Cardinale e Arcivescovo di Fermo (1571 – 1577); il presule di Fermo è a tutt’oggi Metropolita con le diocesi suffraganee di Macerata-Tolentino-Recanati- Cingoli-Treia, Camerino-San Severino Marche, Ascoli Piceno e Montalto – Ripatransone (oggi accorpate nella diocesi di S. Benedetto del Tronto).

 
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