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CIVITANOVA–Dalle Marche alla Polinesia! Skipper partito felicemente per il giro del mondo in barca a vela: 5 anni in mare. Si tratta del sanseverinate Gianluca Pistoni, che ha sempre tenuto la sua barca al Club Vela di Civitanova. «E’ il mio sogno. Spaventato? No, emozionato, mi spaventa di più passare la vita in un ufficio». 
Per me questo è un sogno che si avvera: la mia famiglia quasi non voleva credere che io partissi veramente, ma invece sabato mattina sono salpato irrevocabilmente. Adesso eccomi in mare». Gianluca Pistoni ha avuto dunque il corPISTONI-GIAN LUCA-aggio di credere nel suo sogno, ci ha lavorato per otto anni e con la sua imbarcazione, “Zahir”, finalmente c’è riuscito: partire per il giro intorno al globo. Alcuni decenni fa era partito per un giro a vela sul pianeta la famigia Caglini di Fabriano. Dopo aver sentito e letto le avventure di altri che prima di lui hanno tentato l’impresa si è innamorato dell’idea e ha deciso di provarci: il suo è un viaggio che lo porterà lontano e che sulla carta durerà all’incirca cinque anni! Pistoni, quarantaduenne di San Severino, è uno skipper professionista, che va in barca a vela da quindici anni, con alle spalle già l’esperienza della traversata dell’Atlantico e il giro dei Caraibi.
 Questa prima tappa della sua “circumnavigazione” del globo, che affronta senza sponsor, ospitando persone in barca per mantenersi, è cominciata da Civitanova.

Con lui ci sono altre cinque persone a bordo: Italo Mattei di Ancona e Angelo Duro di Vasto che fungono da equipaggio, poi una ragazza di Milano e due ragazzi, uno ceco e l’altro cagliaritano, che sono i passeggeri. Questi ultimi scenderanno a Trapani, ma il viaggio proseguirà toccando le Baleari, Gibilterra e Gran Canaria, dove scenderanno Mattei e Duro, allorchè si imbarcheranno altre tre persone, tra cui il civitanovese Michele Merani: rotta Santa Lucia, nelle Piccole Antille. 
La traversata oceanica la Zahir la compirà insieme a 250 barche a vela, che partecipano alla regata amatoriale Atlantic Rally for Cruiser. «Noi non saremo iscritti alla gara – precisa Pistoni – ma certamente fare la traversata con altre imbarcazioni è più sicuro». L’arrivo è previsto a Santa Lucia intorno al 10 dicembre «poi mi fermerò lì fino all’inverno prossimo. Nei mesi di gennaio-febbraio 2016 ripartirò per affrontare il Pacifico con tappe previste alle Galapagos, Isole Marchesi e Polinesia. I primi tempi, quando parlavo di questo progetto, la mia famiglia mi prendeva per matto, poi anche mia madre, quando sabato mi ha visto partire, mi ha detto “vai vai”».
 La giornata tipo sulla Zahir – barca a vela di 15,80 metri costruita nel 2003 su progetto di Finot, dotata di pannelli solari, dissalatore, vele particolari, radar e mezzi di soccorso per traversate oceaniche – trascorre tra il controllo delle vele, delle rotte e del meteo, la preparazione dei pasti, l’organizzazione dei turni dell’equipaggio. «Spaventato? Direi invece piuttosto emozionato – conclude Pistoni – sarei più spaventato a dover passare la mia vita dentro un ufficio».

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SAN SEVERINO MARCHE–Si è spento, all’età

SAN SEVERINO • LA PIAZZA ED IL TEATRO FERONIA

SAN SEVERINO • LA PIAZZA ED IL TEATRO FERONIA

di 90 anni, Gioacchino Panichelli, una delle figure di spicco della Resistenza settempedana, componente il Battaglione Mario, formazione partigiana particolarmente attiva sulle montagne fra le località di Chigiano e Valdiola. Il suo cuore ha cessato di battere, nella mattinata di sabato, all’ospedale di Camerino. Panichelli lascia la moglie, la signora Domenica, e la figlia Miriam.

Il sindaco della città, Cesare Martini, in un messaggio di cordoglio inviato a nome dell’intera Amministrazione comunale, ha fatto giungere alla famiglia le più vive condoglianze e ricordato la figura di Gioacchino e la sua impegnata lotta a favore della libertà. Da diverso tempo Panichelli era ospite della casa di riposo Lazzarelli. Personaggio caratteristico si concedeva passeggiate e chiacchierate in piazza Del Popolo con tanti settempedani ma anche con chi, vedendolo calzare il basco in testa e con un fazzolettone tricolore dell’Anpi al collo, lo avvicinava. Amava portare sempre con sé una grossa borsa carica di documenti, ritagli di giornali ed altro. Nella sua testa e nei suoi occhi i ricordi, mai cancellati, della lotta per la Resistenza.

I funerali si terranno domani (lunedì 3 febbraio 2014) alle 9,30 presso la chiesa della casa di riposo Lazzarelli. La salma sarà tumulata al cimitero di Crosciano.

SAN SEVERINO MARCHE–Oggi Domenica 12 gennaio 2014, a partire dalle

IL TEATRO FERONIA DI SAN SEVERINO NELLA BELAL PIAZZA CENTRALE DEL PAESE

IL TEATRO FERONIA DI SAN SEVERINO NELLA BELLA PIAZZA CENTRALE DEL PAESE

ore 17, il Teatro Feronia ospita il primo appuntamento del nuovo anno con la rassegna “Incontri con l’autore”, promossa dai Teatri di Sanseverino, nel corso del quale sarà presentato il libro “Una zappata nelle Marche… sfiorando le radici”, a cura di Vincenzo Lombardo. Si tratta di una vera e propria raccolta di scritti in cui l’autore traccia un bilancio della propria vita guardando indietro con il cuore in mano.

L’aspetto fondamentale e unificatore di questa raccolta – scrive la professoressa Milena Ranieri – è un’umanità cercata fuori di sé, oltre che dentro di sé, nella convinzione che è necessario essere con gli altri per una vita più piena ed autentica”.

L’introduzione dell’incontro sarà a cura di Francesco Rapaccioni, direttore artistico de “i Teatri di Sanseverino”. Nel corso della presentazione commenti musicali a cura di Monica Micheli all’arpa, Maurizio Moscatelli ai fiati, Paolo Moscatelli al violino. Le voci recitanti saranno affidate ad Alberta Ricottini, Enrico Borsini, Alberto Piantoni. Previsti anche un contributo immagini a cura di Claudio Scarponi, un contributo video di Daniele Mariani e Giuseppe Ciccarelli. Il coordinamento sarà affidato a Gabriela Lampa.

L’appuntamento fa parte del cartellone della stagione in dialetto de “i Teatri di Sanseverino” che il 16 marzo vedrà impegnata la compagnia Teatroclub Amedeo Gubinelli nella presentazione della commedia “C’era una volta San Severino” di Amedeo Gubinelli per la regia di Alberto Pellegrino. L’incasso sarà devoluto in beneficenza all’Associazione Nazionale Persone Down sezione di Macerata. Infine domenica 23 marzo, alle ore 17, il gruppo teatrale L’Alternativa presenterà, sempre al Feronia, “La quinta stagione, ovvero mejo ‘n’ovo óggi che ‘na Galina domà”, scritto e diretto da Maria Cristina Perticarari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOLENTINO • E’ prematuramente scomparso, nella tarda serata

PAOLO SCISCIANI AL CENTRO DELLA FOTO CON IL SINDACO PEZZANESI (A DESTRA) E MASSI

PAOLO SCISCIANI AL CENTRO DELLA FOTO CON IL SINDACO DI TOLENTINO GIUSEPPE PEZZANESI (A DESTRA) E MASSI

di sabato 4 gennaio 2014, all’Ospedale di San Severino Marche dove era ricoverato a seguito di una grave malattia, Paolo Scisciani. Molto noto a Tolentino ha legato il suo nome, in maniera indissolubile, alla Mostra mercato di antiquariato e modernariato Fierantiqua e soprattutto alla rievocazione storica della Battaglia di Tolentino, combattuta nel 1815 dalle truppe franco-napoletane guidate dal principe Gioacchino Murat e dagli austriaci del Barone Federico Bianchi.

Paolo Scisciani, 56 anni, diplomato in ragioneria, sin da giovane si è distinto per l’intraprendenza imprenditoriale e per doti organizzative e per spiccata lungimiranza. Negli anni ’80 aveva dato vita ad una agenzia pubblicitaria PS che ha affiancato molti importanti eventi, oltre che aziende e attività commerciali, tra cui Radio Onda. Sua la fortunata edizione della guida della Città di Tolentino edita in occasione del prestigioso premio, conferito proprio a Tolentino quale uno dei “100 Comuni della Grande Italia”.

Successivamente si è dedicato alla professione di rappresentante di commercio. Comunque la sua attività privata si è sempre intersecata con quella pubblica e di promozione del territorio. Come detto, da una sua felice intuizione, negli anni ’90, è nata Fierantiqua la mostra mercato di antiquariato, modernariato, collezionismo e artigianato artistico che si tiene nel centro storico, ancora oggi, ogni quarta domenica del mese. Insieme al mercato di Ascoli Piceno è senza dubbio la rassegna periodica più longeva delle Marche e che ha fatto da esempio a tante altre manifestazioni del genere nate successivamente. Ma senza dubbio, il suo più grande successo organizzativo è quello legato all’Associazione Tolentino 815 con la quale da venti anni promuoveva la rievocazione della Battaglia di Tolentino. Questo grande evento si è fatto conoscere, grazie al lavoro instancabile e continuo di Scisciani, in tutto il mondo, tanto da far divenire l’appuntamento tolentinate di inizio maggio, uno di quelli più importanti nel campo della ricostruzione di un fatto storico ed a cui partecipano gruppi provenienti da tutta Europa. Parallelamente ha curato con grande passione e competenza la pubblicazione di tanti volumi sempre dedicati all’approfondimento, nei più disparati aspetti, di tutte le questioni strettamente connesse alla Battaglia e a Murat. Infatti, in questi anni si è prodigato per la riscoperta e lo studio dell’epopea napoleonica e murattiana, dando vita a concerti, spettacoli, conferenze, mostre, degustazioni, presentazione di libri, proiezione di film.

A lui si deve il rifacimento di tutti i costumi tipici di inizio Ottocento e indossati nel Dipartimento del Musone nel periodo napoleonico e rifatti fedelmente sui modelli del Bertarelli che all’epoca condusse un preciso censimento sulla popolazione e sugli usi e costumi locali. Sempre grazie al suo impegno è stato fondato a Tolentino il Gruppo di rievocatori del 2° Cavalleggeri che ricostruisce un reparto di cavalleria che ha combattuto diverse battaglie, oltre a quela di Tolentino, a fianco di Murat e che è il gruppo a cavallo più numeroso in Italia. Per la perizia di cavalieri e cavalli è molto apprezzato e viene invitato continuamente a partecipare a rievocazioni e manifestazioni equestri in tutto il mondo. Grazie al suo impegno si è giunti alla emanazione di una legge regionale per l’istituzione dei Parchi Storici della Battaglia di Filottrano e di Tolentino con l’intento di salvaguardarne i luoghi e la storia. Nelle scorse settimane aveva donato al Comune e alla Biblioteca Filelfica oltre un centinaio di prestigiosi volumi del Fondo Pappalardo riguardanti Gioacchino Murat. Insieme ai Sindaci di Tolentino e Pizzo Calabro stava valutando l’ipotesi di dar vita a un nuovo gemellaggio nel nome di Murat e della battaglia del 1815. Recentemente, Paolo Scisciani insieme alla moglie Patrizia e alla suocera Pina aveva risistemato un casolare di campagna a Colle Regnano, trasformandolo in agriturismo. Con la sua consueta attenzione, aveva adottato tutta una serie di accorgimenti nel recupero architettonico, energetico e ambientale che gli avevano permesso di ottenere molti premi e riconoscimenti a livello nazionale, segnalandosi come una delle strutture più ospitali ed ecosostenibili d’Italia.

Paolo Scisciani lascia la moglie Patrizia, i figli Lorenzo e Riccardo. I funerali saranno celebrati martedì 6 gennaio. Il feretro muoverà alle 14.45 verso la Concattedrale di San Catervo.

Il Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi anche a nome dell’Amministrazione comunale, dei colleghi di Giunta e della Città tutta ha inviato un messaggio di cordoglio alla Famiglia Scisciani. Il Sindaco ha ricordato le grandi doti umane e professionali di Paolo e si è detto molto addolorato per la morte di una persona che si è sempre impegnata per far conoscere e apprezzare la storia di Tolentino. Grazie alle sue manifestazioni, la rievocazione in primis, la Città ha potuto godere di una grande attenzione mediatica. Ogni suo evento richiamava al Castello della Rancia e non solo, il pubblico della grandi occasioni. Ogni sua manifestazione si distingueva per la perfetta organizzazione e per la ricchezza del programma, sempre studiato in maniera strategica per impressionare il pubblico di tutte le età, capace di interessare anche gli studiosi più eruditi con i quali, in questi anni, ha intessuto una fitta rete di rapporti. Grazie a lui tutti noi abbiamo potuto riscoprire le vicende storiche della Battaglia di Tolentino e quindi approfondire le nostre radici. Ci mancheranno i suoi continui consigli per promuovere insieme iniziative di alto livello. Avevamo appena iniziato a lavorare – ha detto Pezzanesi – sul prossimo Bicentenario della Battaglia che cadrà, nel 2015. Continueremo a farlo ispirandoci a lui, al suo prezioso lavoro di questi anni e a lui lo dedicheremo.

Ora il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla moglie Patrizia e ai figli Lorenzo e Riccardo.

IL RICORDO PERSONALE DI PAOLO SCISCIANI DA PARTE DI LUCA ROMAGNOLI 

Personalmente per oltre trenta anni ho affiancato Paolo Scisciani, quale ufficio stampa e comunicazione, nelle sue diverse manifestazioni. Con lui ho condiviso tanti momenti faticosi e tante soddisfazioni. Grande organizzatore, aveva sempre l’intuizione giusta per anticipare i tempi e i gusti del pubblico. Ha sempre riservato una grande attenzione alla comunicazione e alla pubblicità e tutti i colleghi giornalisti ben conoscono la sua continua considerazione dei media, a cui inviava periodicamente comunicati, volumi e notizie delle sue molteplici iniziative. Insieme abbiamo ottenuto importanti dirette televisive nazionali (indimenticabile quella con Fazio e Brosio per Quelli che il Calcio) e tanti servizi su importanti periodici.

Paolo ha davvero sacrificato molto del suo tempo nel nome di una passione infinita per la nostra Città e la sua Storia. La rievocazione della Battaglia è divenuta, grazie al suo incessante lavoro e alla sua caparbietà che hanno vinto anche le resistenze dei più importanti cattedratici – anche le vacanze erano spesso programmate per partecipare a manifestazioni o eventi similari con l’intento di stringere nuovi e proficui rapporti – uno degli eventi più seguiti a livello internazionale.

La spettacolarizzazione rigorosa di un evento storico come la nostra battaglia del 1815 consente agli spettatori di poter vivere da protagonista, insieme agli stessi rievocatori, le fasi più importanti di quella che è considerata come la prima battaglia combattuta per l’indipendenza d’Italia. Tante le iniziative collaterali che ha ideato e realizzato. Grande il patrimonio di ricerca storica che ci lascia quale sua eredità. Paolo ci ha insegnato che si può sognare in grande e che con impegno e passione queste visioni possono diventare realtà, possono trasformarsi in grandi e apprezzati eventi, amati da tutti. Caro Paolo mi mancherà quel sorriso pieno di soddisfazione che mi riservavi al termine di ogni manifestazione, quando ormai tutto si era concluso, quando già cominciavi a lavorare per qualche altra idea da realizzare, perché nella tua testa pensavi e sognavi davvero tante belle cose! Un abbraccio forte a Patrizia, Lorenzo e Riccardo.   Luca Romagnoli

 

Il mensile Bell’Italia, rivista edita dAllegretto Sandroa Giorgio Mondadori che va “alla scoperta del più bel Paese del mondo”, nel numero di novembre 2013 dedica, nelle pagine della rubrica “Buona Italia”, due servizi a San Severino Marche ed alle sue botteghe tipiche. In un reportage, a cura di Auretta Monesi con fotografie di Franco Cogoli, si parla della macelleria norcineria Massi e del panificio Allegretto.

La cittadina di San Severino Marche – si legge – è generosa di atmosfere e ambienti ricchi di storia e di monumenti. La parte alta con il castello, l’antico Duomo, i palazzi e le chiese si affaccia sulla San Severino sottostante, che ruota attorno all’ellisse di piazza del Popolo. Sotto ai porticati del grande slargo, Sandro Massi, ultimo esponente di una famiglia di norcini da tre generazioni, prepara insaccati e salumi di valore, tra i quali spicca il ciauscolo”.

In un altro servizio, arricchito con una foto di una crostata e con un’immagine di Sandro Allegretto all’opera, si parla, invece, de “La bottega del pane dal 1924”. Si legge sempre nelle pagine di Bell’Italia: “Sembra di entrare in una bottega di riALLEGRETTO-Forno Allegrettogattiere: mobili antichi, tele dipinte, soprammobili. E rastrelliere piene di pani e pagnotte di ogni forma e dimensione. Un buon profumo di forno esce lungo la via fiancheggiata da palazzi nobili, dalle finestre ermeticamente chiuse. Ma il Panificio Allegretto, è apertissimo dal 1924 e sforna dodici tipi di pani, focacce salate e dolci, torte, pizze, ciambellani, crostate, biscotti al mistrà e alle vernaccia di Serrapetrona, sformati di verdura e tanto altro ancora”.  

SAN SEVERINO MARCHE–Popolazione di poco inferiore ai 13mila abitanti, un saldo migratorio positivo, donne che superano nei numeri totali gli uomini, indici di vecchiaia ed invecchiamento migliori rispetto al passato. Questa la situazione registrata, nei dodici mesi del 2012, dall’ufficio Anagrafe del Comune di San Severino Marche, fotografata nelle pagine di cui si compone l’Annuario statistico.

I residenti in città sono esattamente 12.965, di cui 6.742 donne e 6.223 uomini. Di questi oltre 11mila hanno dai 20 ai 64 anni mentre la quota degli over 65 si attesta di poco sotto le 5mila unità. Le famiglie settempedane, complessivamente, sono 5.397 di cui il 33,06% composte da una sola persona, il 26,81% da due persone, il 19,34% da tre, il 14,04% da quattro individui ed un restante 4,52% da cinque persone. Sono 84 le famiglie con sei componenti (1,56%), 24 quelle formate da sette persone (0,44%) ed appena 12 quelle con più di sette componenti (0,22%).

Positivo il movimento migratorio registrato dall’ufficio Anagrafe del Comune di San Severino Marche nei dodici mesi del 2012: le iscrizioni sono state 286 contro 243 cancellazioni. Negativo, invece, il movimento naturale con 174 morti e 92 nati.

La maggior parte dei settempedani risulta essere nata in città o nella nostra regione (10.731 unità). Sono 1.346, in calo rispetto al passato, i cittadini residenti nati all’estero. Altri 158 residenti sono nati nel Lazio, 128 in Puglia, 94 in Sicilia, 93 in Campania, 83 in Lombardia, 54 in Piemonte, 50 in Emilia Romagna, 47 in Abruzzo, 31 in Toscana, 31 in Sardegna, 27 in Umbria, 19 in Calabria, 18 in Liguria.

Nel vasto territorio comunale, uno dei più grandi delle Marche con i suoi 193,77 chilometri quadrati, l’area del centro storico è quella più abitata anche se 1.408 settempedani risultano residenti nel rione Mazzini, 1.273 nel rione Miliani, 912 in quello di Contro. Fuori dal capoluogo dimorano altri 4.163 cittadini.

ANNUARIO STATISTICO: IN AUMENTO SIA L’INDICE DI VECCHIAIA CHE QUELLO DI INVECCHIAMENTO MA IL SALDO NATURALE FRA VIVI E MORTI RIMANE NEGATIVO.

Indici di vecchiaia e di invecchiamento in aumento rispetto al passato. Queste le prime importanti conferme che arrivano dal nuovo Annuario statistico dal quale emerge però anche una diminuzione dell’indice di natalità ed un aumento di quello di mortalità. Il primo passa dal 9,48 del 2011 al 7,09 del 2012 mentre quello di mortalità a da un 11,92 del 2011 arriva al 13,40 nel 2012. L’indice di vecchiaia passa da 211,32 a 225,39 mentre quello di invecchiamento cresce, seppur di poco, dal 25,84 del 2011 al 26,49 del 2012. Cala l’indice di emigratori età che dal 29,42 passa al 18,71, e cresce quello di immigratori età che dal 17,88 del 2011 arriva al 22,10 del 2012. Forte l’incremento migratorio che da un -11,54 del 2011, con cifre negative dunque, passa al 3,39.

Quanto al movimento naturale nel 2012 sono nati nel Comune di San Severino Marche 92 bambini di cui 41 maschietti e 51 femminucce. Altri 16 bambini sono venuti alla luce in altri Comuni italiani, nessuno all’estero da coppie settempedane. Una curiosità: le famiglie con gemelli sono 37, una sola con 3 gemelli.

Fra gli anziani figurano 8 ultracentenari. Appartiene ad una nonnino, nato nel lontano 1910, il record di longevità.

ANNUARIO STATISTICO: IL NUMERO DI MASCHIETTI E FEMMINUCCE FINO A 4 ANNI E’ UGUALE. IN LEGGERO CALO SIA L’ETA’ MEDIA DEI PAPA’ CHE DELLE MAMME

 Si eguaglia il numero di maschietti e femminucce fino a quattro anni essendo, rispettivamente, 265 e 266 i residenti nel Comune in questa prima fascia d’età. L’età media dei genitori diminuisce per i padri (passando da 35,32 nel 2011 a 64,70 nel 2012). In calo anche quella delle neo mamme (da 31,95 nel 2011 a 30,55 nel 2012). Dieci anni prima, nel 2002, l’età media delle mamme era di 9,28 anni contro i 33,22 dei papà.

ANNUARIO STATISTICO: LE DONNE VIVONO MOLTO DI PIU’ RISPETTO AGLI UOMINI

Anche l’annuario statistico 2012 conferma: le donne settempedane vivono qualche anno di più rispetto agli uomini. Sono 168 quelle che hanno più di 90 anni, contro una settantina di uomini. Fra questi ultimi la classe più numerosa è quella che va dai 45 ai 49 anni (459 in totale). Stesso discorso pure per le donne (500 in totale). Nel totale delle donne, esattamente 6.742, 3.150 risultano coniugate, 2.346 nubili, 1.102 vedove e 144 divorziate. Per gli uomini rispetto al totale di 6.223 unità ne risultano 3.168 coniugati, 2.729 celibi, 195 vedovi e 131 divorziati.

ANNUARIO STATISTICO: CROLLO DEI MATRIMONI, SIA IN CHIESA CHE IN COMUNE

Anche nel 2012 sono stati pochi i “sì” per i settempedani. Il numero dei matrimoni, infatti, è sceso di molto rispetto al 2010, anno in cui si erano raggiunte però, a dire il vero, cifre record anche rispetto al passato. I matrimoni religiosi e quelli civili, complessivamente, sono stati 36. Di gran lunga si continua a preferire il rito religioso rispetto a quello civile, 21 contro 15 le unioni. Entrambi gli sposi quasi sempre risiedevano in città.

ANNUARIO STATISTICO: ROCCI E VISSANI I COGNOMI PIU’ DIFFUSI

I Vissani superano, seppure di una sola unità, i Rocci nei cognomi più ricorrenti tra i cittadini residenti a San Severino Marche. I primi sono stati i più numerosi dagli anni Quaranta agli anni Ottanta poi però, dal 1981 ad oggi, il cognome più diffuso risulta essere quello dei Paciaroni. Dietro gli Sparvoli, i Meschini, i Caciorgna, i Dignani, i Palazzesi, i Cipolletti e, al decimo posto, i Bianchi. All’anagrafe sono esattamente 86 i Vissani, 85 i Rocci, 79 i Paciaroni, 78 gli Sparvoli, 66 i Meschini, 64 i Caciorgna, 62 i Dignani, 59 i Palazzesi, 54 i Cipolletti, 52 i Bianchi, 49 Bonifazi. I meno numerosi, si fa per dire, sono gli Angeloni, i Gianfelici, i Papa ed i Romagnoli. Fino agli anni Venti i più numerosi erano i Cipolletti, dagli anni Venti ai Quaranta del secolo scorso i Prosperi.

Dai numeri della città in cifre risulta poi che i nomi maschili più ricorrenti, almeno negli ultimi venti anni, sono quelli di Alessandro e Lorenzo seppure in città ci siano molti Andrea (159), Marco (157 totale), Francesco (152), Giovanni (134), Alessandro (123), Mario (120), Luca (116). Fra gli anni Sessanta ed Ottanta la maggior parte dei genitori ha dato per nome ai propri figli Andrea mentre dagli anni Quaranta agli anni Sessanta era molto diffuso il nome Mario. Fra gli anni Venti e gli anni Quaranta si è imposto il nome Giovanni. I nomi meno diffusi? Filippo, Sandro, Luciano, Pietro, Simone e Daniele. Dal 1981 ad oggi non esiste più un settempedano che si chiami Luciano. Ci sono un Sandro e un Franco.

Tra le donne, invece, dagli anni ottanta ad oggi il nome più diffuso è quello di Sara che ha finito per scalzare quello di Giulia mentre fra gli anni Sessanta ed Ottanta a San Severino si preferiva metter nome alle bambine Paola. Dal 1900 al 1960, per ben sessant’anni, è stato però quello di Maria il nome più comune tanto che oggi ben 329 settempedane ancora lo conservano. Seguono altri nomi: Paola, Laura, Anna, Rita, Giulia, Rosa e Francesca. I nomi meno diffusi? Silvana, Roberta, Martina, Patrizia, Gina ed Elisa. Negli ultimi venti anni sono scomparsi diversi nomi prima piuttosto comuni: Gina, Giovanna, Anna Maria, Giuliana, Giuseppa e Rita

ANNUARIO STATISTICO: PIU’ DI 2MILA I SETTEMPEDANI RESIDENTI ALL’ESTERO

Sono sempre di più, in totale 2.446, i cittadini settempedani emigrati in altri paesi del mondo ed iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero. La maggior parte di essi (1.897) vive in America, mentre altri 448 hanno trovato soggiorno negli altri paesi dell’Unione Europea. In Australia vivono 21 settempedani, in Asia 4 ed in Africa 3. Moltissimi da San Severino Marche raggiunsero in passato l’Argentina dove oggi risultano risiedere ben 1.638 emigrati. Altri 126 sono residenti in Brasile, 80 in Cile, 20 negli Stati Uniti, 9 in Venezuela, 7 in Messico, 5 in Costa Rica, 3 in Canada, 3 in Perù. Nell’ambito dell’Europa i settempedani si sono mossi di più verso la Germania (in tutto 123), il Belgio (111), la Spagna (102), la Francia (47).

ANNUARIO STATISTICO: POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE IN DIMINUZIONE

Un capitolo a parte dell’Annuario statistico del Comune di San Severino Marche è dedicato alla popolazione straniera residente pari, nel 2012, a 1.186 abitanti. Nel 2011 gli stranieri erano 1.233. La comunità più numerosa è quella albanese (408 residenti), seguita da quella romena (212 residenti). Al terzo posto la comunità indiana (87 residenti). Dietro le altre cittadinanze: Marocco (80), Ucraina (48), Nigeria (41), Macedonia e Senegal (35), Cina (34).

SAN SEVERINO MARCHE–C’era una volta San Severino: scene di vita, poesie e canzoni d

ALBERTO PELLEGRINO

ALBERTO PELLEGRINO

i un tempo”, per la regia di Alberto Pellegrino, è l’ultimo appuntamento, in programma per domani sera (sabato 27 luglio 2013) alle 21, con la rassegna dialettale promossa dal Gruppo Amatori 500, in collaborazione con il Comune di San Severino Marche. Lo spettacolo, l’ultimo della prima edizione del “Memorial Lauro Paciaroni”, è ad ingresso libero e si tiene nella sede del sodalizio in via Bigioli.

SAN SEVERINO MARCHE–La chiesa di Santa Palazia, nella frazione diSANTA PALAZIA- Palazzata di San Severino Marche, è stata interessata dal crollo improvviso di parte della copertura, circa 16 metri quadrati di tetto, venuta al suolo dopo il cedimento di una trave in legno, causato probabilmente dalle forti piogge dei   giorni scorsi. A rendersi conto dell’accaduto sono stati alcuni abitanti del posto che hanno dato subito l’allarme ai Vigili urbani prontamente intervenuti insieme ai Vigili del fuoco e ai Carabinieri della locale stazione. L’edificio, nato probabilmente in epoca medioevale, è stato più volte rimaneggiato fino ad una ricostruzione pressoché completa nel XIX secolo. Dal terremoto del settembre 1997 l’edificio era stato chiuso al culto perché dichiarato inagibile. Di proprietà dell’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, la chiesa negli scorsi anni aveva visto approvato un progettoSANTA PALAZIA-ESTERNO- di ricostruzione, che è però rimasto in attesa di finanziamento da parte della Regione. Il “buco” di circa 4 metri quadrati, apertosi dopo il cedimento della copertura, è stato in parte tamponato grazie all’intervento di un’autoscala dei vigili del fuoco ma si rende ora necessaria un’immediata messa in sicurezza per evitare che ceda tutto il tetto. Il materiale di pregio custodito all’interno del luogo di culto, fra cui tre tele, una statua ed una reliquia, è stato messo in sicurezza dai pompieri e consegnato dai Carabinieri al Parroco, don Pacifico Marinà. Alle operazioni di pronto intervento ha assistito l’assessore comunale alle manutenzioni, Giampaolo Muzio, uno dei primi a giungere sul posto dove si è recato anche il direttore dell’ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche, arch. Luca Maria Cristini. Nelle foto: la chiesa di Santa Palazia interessata dal crollo

SAN SEVERINO MARCHE–La ventiduesima edizione del San Severino Blues sarà dedicata ad unEmmanuel amico del festival: Bob Brozman, il grande chitarrista etnomusicologo, morto ad aprile la cui musica rivivrà grazie alla versatilità e all’empatia del numero uno al mondo della chitarra acustica, Tommy Emmanuel, ospite protagonista dell’intera rassegna, attesoil 13 luglio in piazza del Popolo, luogo simbolo della città di San Severino Marche. L’artista australiano è una star di culto per migliaia di fans in tutto il mondo grazie ai suoi indimenticabili live a suon di finger picking: diteggiatura sulle corde come un pianista e percussione sulla cassa della chitarra. Tecnica stupefacente, asservita a divertenti e coinvolgenti composizioni country, folk, blues, bluesgrass e jazz. Ingresso posto unico 20 euro. Sempre a San Severino Marche, domenica 14 luglio, tour turistico nelle chiese del Glorioso e S.Maria Annunziata, al Castello di Aliforni ed in vigna, fino al gran concerto che sarà allestito al Castello di Serralta: qui il suono della chitarra elettrica creerà una perfetta miscela di riffs blues del Delta e fragranze africane grazie a Roland Tchakounté, la più intrigante personalità della scena blues africana approdata in Europa, dal Camerun in Francia. Ingresso posto unico 10 euro. Poi il San Severino Blues festival lascia la sua patria originaria e si trasferisce nel Maceratese: ancora chitarre elettriche a Pollenza, il 17 luglio: saranno quelle di Eric Guitar Davis e Luca Giordano. Dopo il successo dell’estate scorsa a Cingoli, il giovane talento di Chicago torna a grande richiesta. Un cuore funk e un’attitudine rock, dal vivo ovviamente, daranno vita a un mix coinvolgente di energia pura e raffinatezza, da gustare gratuitamente in piazza della Libertà. Coinvolgimento assicurato con l’International Soul Caravan di Sax Gordon il 26 luglio a Tolentino, alle Terme di Santa Lucia. L’artista di Detroit, ricercato turnista e punto di riferimento dei sassofonisti blues e rhythm’n’blues del mondo, si ritroverà con musicisti amici in un esplosivo concerto di soul e R&B. Con lui, infatti,ci saranno Raphael Wressnig, l’incendiario hammondista funk austriaco di fama europea, e Igor Prado, il miglior chitarrista blues-soul brasiliano. Ingresso 15 euro compresa consumazione al bar. Il 27 luglio si torna in piazza del Popolo, a San Severino, per il concerto gratuitoSSM-BLUES-2013-foto di Vasti Jackson, uno dei più importanti performer, autori e produttori di New Orleans, più volte nominato ai Grammy Award. Poliedrico chitarrista elettrico, spazierà dal blues al soul, dal funk al jazz. Jackson vanta collaborazioni illustri con Bobby Rush, Cassandra Wilson, BB King, Winton Marsalis, Martin Scorzese. Il 10 agosto a Gagliole, sotto la Rocca Varano, si torna al suono della chitarra acustica grazie alle note di Franco Morone: il poeta italiano del fingerstyle arricchisce il suo repertorio di raffinate melodie blues, jazz e celtiche con la rivisitazione di canti popolari italiani nel nuovo disco realizzato con la bella voce di Raffaella Luna. Ingresso libero. Gran finale a Cingoli con una due giorni gratuita in piazza Vittorio Emanuele II dedicata a grandi classici. Il 14 agosto la Colours Jazz Orchestra celebra, in chiave jazz, i successi universali ed eterni dei Beatles coinvolgendo dal vivo il famoso hammondista Gianni Giudici, e la cantante ghanese-statunitense Ginger Brew , vocalist e solista stabile di Paolo Conte. Il 15 agosto si passa al rock-blues di Stan Skibby, tra i più carismatici e versatili chitarristi elettrici odierni. Da Chicago si è affermato, oltre che per collaborazioni eccellenti con Albert King, Chuck Berry, Koko Taylor, Buddy Guy, anche per il suo tributo a Jimi Hendrix: Billy Cox, bassista di Jimi nella Band of Gypsys, l’ha coinvolto in diversi tour celebrativi del mitico chitarrista di Seattle.

La ventiduesima edizione del San Severino Blues Festival è stata presentata nella sala delle conferenze della Provincia di Macerata dal direttore artistico, Mauro Binci, dall’assessore allo Sviluppo Culturale del Comune di San Severino Marche, Simona Gregori, e dall’assessore Culturale della Provincia, Massimiliano Sport Bianchini.

Grazie alla musica – ha spiegato l’assessore Gregori, sottolineando l’importanza della bella iniziativa del 14 luglio – promuoveremo il territorio e le sue ricchezze. Il blues è da sempre legato alla città di San Severino Marche, ne è un ottimo biglietto da visita che vede distinguerci in Italia ed all’estero”.

E di “pubblico fidelizzato” al festival ed alla Città di San Severino Marche ha parlato anche l’assessore provinciale Massimiliano Sport Bianchini: “Questo centro sta facendo un importante percorso culturale a livello provinciale e regionale senza eguali: con il blues ma anche con i teatri. Vedo molto cose positive in questa rassegna che sa unire diverse realtà del Maceratese in questo contesto confuso, in questo momento in cui si rischia di non riuscire a fare sistema e distretto. Quello del San Severino Blues festival poi – ha aggiunto Bianchini – è uno dei pochi progetti veri di internazionalizzazione perché porta nei nostri territori molti artisti stranieri ma anche molti appassionati di questo genere da ogni dove: chi vuole ascoltare certa musica deve per forza arrivare a San Severino Marche”.

Per il direttore artistico, Mauro Binci, ci sono ormai star legate da una forte unione alla rassegna, come la grande Patty Smith. Ad un’altra stella, Bob Brozman, non a caso è dedicata la ventiduesima edizione.

Nella foto: Tommy Emmanuel, protagonista della 22esima edizione del San Severino Blues festival

SAN SEVERINO MARCHE–Dopo l’annuncio, dato nei mesi scorsi, è arrivataMOSE' DI SEGNI100 l’edizione ebraica del libro “Mosé Di Segni, medico partigiano”, pubblicazione realizzata, nella versione originale, dall’Anpi e dal Comune di San Severino Marche ed edita dalla Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, con il contributo della Comunità Montana. All’edizione ebraica, che segue fedelmente il testo italiano, è stata aggiunta una introduzione destinata a far conoscere e spiegare il significato della lotta partigiana nel Maceratese e il contributo della popolazione settempedana a questa lotta. Il libro rafforza la documentazione conservata nel Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto, dove si parla del ruolo di San Severino Marche nella lotta di Liberazione e nella protezione degli ebrei e di altri perseguitati.

L’annuncio della traduzione della pubblicazione, contenente un prezioso manoscritto del dottor Mosè Di Segni, alcune ricerche ed altre notizie riprodotte e raccolte dal giornalista settempedano Luca Maria Cristini, era stata accolta con grande felicità in città. I contatti fra la famiglia Di Segni e San Severino Marche sono vivi e costanti. Ai figli del medico Mosè Di Segni, il rabbino capo di Roma Riccardo, il medico israeliano Elio, e la scrittrice Frida,  il Comune di San Severino Marche ha concesso, nel 2011, la cittadinanza onoraria.

La pubblicazione in ebraico intende conservare per i nostri figli e nipoti il ricordo degli avvenimenti nei quali è stata coinvolta la nostra famiglia durante la seconda guerra mondiale – spiega il professor Elio Di Segni – Inoltre, questa traduzione offre l`occasione di ricordare, conservare, insegnare e tramandare, il contributo di singole persone e di una intera popolazione che non solo non abbandonò la nostra famiglia e altri perseguitati ma ci accolse come compagni nella lotta contro il nazifascismo e per l’ideale di un futuro migliore. La pubblicazione in ebraico da` l`occasione di far conoscere al pubblico israeliano alcuni aspetti della seconda guerra mondiale nell`Italia centrale, un capitolo della storia non particolarmente conosciuto in Israele. Gli avvenimenti che seguirono la caduta del regime fascista il 25 luglio del 1943 furono la causa della fuga della nostra famiglia da Roma a Serripola, un frazione di San Severino Marche, alla fine del mese di settembre”. Nella stessa premessa al volume, Elio Di Segni ricorda ancora: “La conservazione del ricordo dei “dieci mesi di San Severino” ha una grande importanza dal punto di vista della memoria collettiva della popolazione locale. Questa conservazione non solo permette di mantenere il ricordo della lotta di Liberazione ma permette anche di comprendere e conservare i valori che ispirarono questa lotta. La pubblicazione di questo libro si inquadra nella crescente tendenza che si manifesta in tutto il mondo occidentale di conservare il ricordo degli avvenimenti della seconda guerra mondiale tanto di più quanto più va diminuendo il numero dei testimoni diretti di quegli eventi”.

Nella foto: la copertina della versione ebraica del libro “Mosè Di Segni, medico partigiano”

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