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ANCONA–Una scossa di terremoto di magnitudo 4,9 della scala Richter è stata registrata nei pressi di Numana, alleCONERO-VISTO DALLA TERAZZA DI SIROLO-FOTO©MILLEPAESI-9132-LG 3,32 della notte. L’epicentro ha avuto luogo in mare, a una profondità di 8,4 chilometri. Il sisma è stato avvertito per diversi secondi lungo tutta la costa adriatica. Alla prima scossa ha fatto seguito una sequenza di scosse di magnitudo compresa tra 2,3 e 2,0 e alle 5,07 una di magnitudo 4,0.

Nella Sala Operativa Unificata Permanente del Dipartimento regionale della Protezione Civile ha avuto luogo immediatamente una riunione operativa, alla quale, oltre al  Direttore (Roberto Oreficini) ed ai responsabili delle diverse funzioni del Dipartimento, hanno partecipato rappresentanti della Prefettura, della Provincia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Era presente anche l’assessore regionale alle infrastrutture Paola Giorgi.

Le notizie pervenute dal territorio segnalano paura fra la popolazione che si è riversata in strada ma, fortunatamente, al momento, non sono giunte segnalazioni di danni significativi a persone o edifici.

I sindaci dei Comuni della zona epicentrale hanno disposto, a titolo precauzionale, l’effettuazione di sopralluoghi che vengono svolti dai tecnici comunali e dai Vigili del Fuoco.

 Alle ore dieci è iniziata una riunione presso il Centro Operativo Comunale di Loreto, alla quale stanno partecipando anche i Sindaci dei Comuni maggiormente interessati dall’evento (Numana, Sirolo, Porto Recanati, Camerano e Loreto) e i rappresentanti regionali e provinciali del volontariato di Protezione civile.

 

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ABBADIA DI FIASTRA (MC)-Ben venga il riordino della Protezione civile, purchéPROTEZ-CIVILE-pettinari_CAL4854 la nuova governance, più in linea con i canoni attuali di sicurezza, e una più oculata gestione dei fondi, per  contenere la spesa pubblica, si traducano in maggiori garanzie per i cittadini. È il messaggio consegnato oggi (13 luglio 2013), ad Abbadia di Fiastra, in occasione del convegno organizzato dalla Provincia di Macerata, insieme alla Regione Marche, sulla modifica della legge 225 che, 21 anni fa, istituiva il Servizio nazionale di Protezione civile. Un modello che nelle Marche funziona, “perché tutti, Istituzioni e Volontariato, ne sono partecipi”, ha detto il presidente Pettinari aprendo i lavori e facendo appello alla sensibilità di ognuno ad essere “sentinella dell’ambiente”.protezione civile_CAL4827
Le principali novità normative riferite al sistema degli Enti locali le ha spiegate Roberto Oreficini Rosi, capo dipartimento per la Protezione civile della Regione. Ora sono i programmi territoriali a doversi armonizzare con i piani di emergenza di protezione civile, in particolare quelli comunali e regionali, e non viceversa: per questo è importante che i Comuni adottino i piani, con i sindaci in prima linea. 
La regola vale anche per gli incendi boschivi, un problema “caldo” nei mesi estivi, che Gianni Scamuffa, della Regione, ha approfondito illustrando la campagna antincendio 2013 delle Marche. PROTEZIONE CIVILE-13-7-2013-
Qui entra in gioco la Provincia che, fino al 15 settembre, ha messo a punto un Piano di previsione e prevenzione forte del contributo operativo, oltre che della Regione, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco, della Prefettura, della Polizia provinciale, delle Comunità montane, di ben 36 Gruppi comunali di Protezione civile e 6 Associazioni, per un totale di 500 volontari abilitati, impegnati in 700 turni nei territori delle Comunità Montane di San Severino, San Ginesio e Camerino, e dislocati in 7 pattuglie mobili (3 di vigilanza e 4 di pronto intervento) e in 5 postazioni di avvistamento. Il ruolo indispensabile dei volontari è stato ribadito da Pettinari: “senza di loro non esisterebbe alcun Piano di prevenzione”. 
Alla giornata informativa sono intervenuti Pietro Giardina, Prefetto di Macerata, Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino, Sarda Cammarota e Susanna Balducci, della Regione, Luigi Vissani della Provincia, Giuseppe Bordoni e Dino Poggiali, Comandanti del Corpo forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco e, in rappresentanza delle organizzazioni di volontariato, Roberto Natali. Nel dibattito non sono mancati gli interventi dei numerosi sindaci presenti che, nella nuova legge, non solo continuano ad essere le figure di riferimento del sistema di Protezione civile, ma assumono nuove competenze, dalla direzione dei servizi di emergenza al coordinamento del soccorso e dell’assistenza alle popolazioni colpite.

PESARO–Domani Mercoledì 24 aprile 2013 riaprirà al traffico la Statale Adriatica. Si tratta del tratto interessato dalla frana del colle Ardizio, che dunque riaprirà alle ore 22 di mercoledì, con alcune limitazioni di velocità dovute alla presenza del cantiere, operativo anche nei prossimi giorni. Nel centro abitato (dal cartello “Pesaro” al cavalcavia), infatti, il limite sarà fissato a 30 km/orari; dalla fine del centro abitato, nel tratto dove è presente il cantiere di competenza Anas sono previsti i 40km/orari, mentre da lì a Fosso Sejore si potrà procedere normalmente. Il tutto è stato adeguatamente segnalato nel pomeriggio di oggi,  23 aprile. Proseguendo le attività di cantiere, tutti gli enti competenti sono stati invitati dal responsabile regionale della Protezione Civile Roberto Oreficini – che ha condotto i lavori del tavolo operativo insieme al sindaco Luca Ceriscioli e all’assessore provinciale Massimo Galuzzi – a mantenere la massima vigilanza per garantire la sicurezza necessaria. Il tavolo operativo verrà riconvocato in seguito alle comunicazioni relative alla concessione dello stato di emergenza, ma intanto è stato aggiornato il cronoprogramma con gli interventi svolti e in corso di ultimazione.

Il Comune ha terminato di montare le nuove reti paramassi sopra il cavalcavia e nella giornata di oggi completerà il montaggio del guard-rail metallico di protezione. La Provincia ha ripulito il vallo paramassi e ha posto le basi per il montaggio di ulteriori valli e reti paramassi. L’Anas ha asportato i detriti delle due frane che hanno invaso la carreggiata della Statale e ha posizionato una serie di new jersey in cemento per agevolare gli ulteriori lavori di messa in sicurezza della falesia.

 

 

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