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La pittura di Mario Logli come teatro della città

Nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale e del Teatro Sanzio

URBINO–La mostra per gli 80 anni di Mario Logli (14 settembre-13 ottobre 2013), interprete ideale di Urbino vissuta nella memoria, si inserisce fra le iniziative per la candidatura di Urbino a Capitale europea della cultura per il 2019.

LOGLI • LAURANA, PACIOLI E LA PIAZZA DELLA MIA INFANZIA

LOGLI • LAURANA, PACIOLI E LA PIAZZA DELLA MIA INFANZIA

La mostra, circa settanta olii su tela, è prima di tutto un riconoscimento alla città stessa e ai suoi abitanti che, conservando gelosamente nelle proprie case le immagini che il pittore ha delineato di Urbino, lo hanno considerato come il miglior interprete del sogno della propria città. Per questo motivo la scelta dei luoghi espositivi è caduta sulle Sale del Castellare, vecchia sede della Scuola del Libro, e sul Teatro Sanzio come luogo che simbolicamente rappresenta la città: il palcoscenico / la piazza, i palchi / le case, la platea / le storie.

Il progetto espositivo mette in scena nelle Sale del Castellare alcune opere di Logli davanti ad un numero indefinito di cavalletti da pittore. Da un lato si racconta il maestro davanti ai suoi allievi, dall’altro le ombre dei cavalletti evocano la memoria della Scuola che un tempo occupava quegli stessi spazi.

Il Teatro Sanzio, di cui nel 2013 si celebrano i 160 anni dalla apertura, accoglie i dipinti di Logli costruiti come teatrini, come scenografie ingannevoli, come giochi prospettici per rappresentare l’età irripetibile dei giochi in piazza. Nei dipinti di Logli fra i luoghi più citati compare la massa compatta del teatro, impiantato originalmente su un torrione delle mura: gran parte dei dipinti sono collocati sul palcoscenico come sfondo delle storie della città, segnale del bozzetto di un nuovo fondale dipinto che nel suo realizzarsi potrà diventare un forte segno di vitalità progettuale per la città.

Nei palchi, immaginati come condominio, sono collocati alcuni dipinti, a suggerire la grand

LOGLI • PORTAMI VIA

LOGLI • PORTAMI VIA

e popolarità di Logli tra i cittadini.

Nel foyer una cassa da viaggio accoglie per tutta la stagione teatrale 2013-2014 una selezione di opere dell’artista urbinate rappresentative dei diversi periodi della sua attività.

La mostra, promossa e patrocinata dalla Cittàdi Urbino, è prodotta e realizzata dallo studiomjras di Urbino che nelle persone di Roberto Bua, Silvia Cuppini, Joan Martos firma il progetto. L’introduzione al catalogo è di Silvia Cuppini.

L’esposizione si avvale del generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e del contributo di Benelli Armi, di TVS S.p.A., dell’Hotel Excelsior di Pesaro e dell’Hotel San Domenico di Urbino.

Teatro Sanzio e Sale del Castellare Orari 10-13, 15-19

La Biografia di Mario Logli

Mario Logli nasce ad Urbino nel 1933 e si forma presso la Scuola del Libro nella sezione di Litografia diretta da Carlo Ceci. La Scuola per l’Illustrazione e Decorazione del Libro dispone di un’ampia Biblioteca e l’insegnante di Stilistica, prima Francesco Carnevali poi Carlo Ceci, avvia gli studenti a studiare letteratura teatrale e a interpretare i testi, mettendo in scena veri e propri spettacoli come programma educativo finalizzato all’illustrazione di una storia.

Un momento significativo per l’apprendistato dell’arte è la successiva frequentazione della bottega del ceramista Armando De Santi.

LOGLI • RICORDI RIMASTI IN PIAZZA

LOGLI • RICORDI RIMASTI IN PIAZZA

Nel 1955 si trasferisce a Milano, chiamato a svolgere la sua attività presso l’editore Garzanti. Nel capoluogo lombardo Logli può mettere a frutto le sue conoscenze a contatto con registi e scenografi di grande intelligenza e portare anche nella pittura l’impianto teatrale come segno della memoria dei luoghi, di Urbino e delle città delle Marche, poste in collina come Recanati o lambite dal mare come Senigallia, visibili depositi di storia.

Dal 1964 al 2002 è responsabile del settore illustrativo dell’Istituto Geografico De Agostini. Contemporaneamente collabora con Ezio Frigerio, disegnando costumi teatrali per il Piccolo all’epoca guidato da Strehler. Il primo riconoscimento come pittore avviene nel 1970 alla Galleria Libreria di Porta Romana dove espone No-Man-Land, presentato da Marco Valsecchi. L’inquietante tema dell’inquinamento della terra da parte dell’uomo viene approfondito nel 1975 con Gli Invasori.

Ogni mostra raccoglie intorno a un tema una serie di opere, così nel 1980 nascono Le Isole volanti e nel 1982 Dopo i Trionfi, per i quali Paolo Volponi fra l’altro scrive: “Ossessivamente urbinate è il suo gruppo di opere, e non solo e nemmeno tanto per i soggetti ma proprio per l’essenza, per l’interna qualità che si riconosce in ogni singolo dipinto come opera d’arte del clima versato e irresistibile di Urbino: dimensione, flusso, quieta catastrofe. E anche perché contiene ancora dentro di sé, dopo trent’anni di esercizio del pittore, ingredienti, fermenti, ricette, manipolazioni tipici della gloriosa Scuola del Libro, già nei locali bassi del Palazzo Ducale: tutti i suoi pregi di applicazione, ricerca, controllo, materia, mano, e anche i suoi piccoli difetti di insistenza, minuziosità.

Nello stesso anno, sullo stesso soggetto, interviene Carlo Bo: “Com’è Urbino nella memoria? Logli da anni ce ne dà una risposta soddisfacente, al punto di non temere smentite. Più che ai luoghi si riferisce alle idee, immagini interiori del cuore, e su questa strada finisce per toccare il punto vero della questione: ricreare, passare al filtro dell’intelligenza due o tre categorie essenziali o che per lui sono essenziali.

Del 1984 è il Teatro delle memorie e del 1987 Archeologie del futuro presentata da Enrico Baj.

Nell’introduzione di Raffaele De Grada a Geometrie lunari dell’87 si legge: “Si sente che Logli è nato ad Urbino, che il suo modo di impostare il quadro risente di lontane e sobrie visioni spaziali per le quali è possibile anche invocare le grandi ombre dei maestri del passato nel senso di una disposizione mentale.

Grazie alla mostra Finestre dell’anima, organizzata a Recanati nell’88 in occasione delle celebrazioni leopardiane, Logli può essere presente nei principali musei di tutto il mondo.

Seguono nel 1992 Nature silenti e nel 1996 Architetture dell’anima con la presentazione di Rossana Bossaglia.

Dal 1997 al 2008 si susseguono rassegne come Città in fuga, Città del sogno, realizzata a Urbino e a San Marino, Tra terra e cielo, Il sogno dei Duchi, I luoghi del ritorno a Recanati per Beniamino Gigli. Nel 2010 a Senigallia espone Lieti colli e spaziosi campi, dedicata all’amico Giacomelli e per la quale Carlo Emanuele Bugatti scrive:”Logli è entrato nella storia dell’arte italiana un po’ da cantore e un po’ da profeta. Ci resterà perché le sue opere figureranno bene in qualsiasi museo d’arte moderna, a rappresentare angosce e splendori di fine millennio. Sempre che i musei non fuggano via nello spazio, con le loro città.”

È stato segnalato nel 1973 e ’74 nei cataloghi Bolaffi. È stato prescelto da una giuria di critici europei tra i cinque migliori artisti italiani del momento. Come invitato partecipa al Festival dei Due Mondi a Spoleto e all’Arte Europea in Giappone presso il Museo Laforet di Tokyo. Fra i moltissimi riconoscimenti vanno menzionati L’Ambrogino d’oro di Milano, il Premio Lombardia e quello per l’Arte Fantastica di Stoccarda.

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Marcolini: “La Regione candida Urbino, la sua storia, i suoi figli migliori e quanti l’hanno vissuta ed amata, a Capitale della Cultura 2019”  • Appuntamento al teatro Sanzio, giovedì 23 maggio, per una presentazione-evento

 

ANCONA–“Ospitare la figura di uno fra i maggiori scrittori e poeti del Novecento come Paolo Volponi, coniugandola con la sua città per il rapporto umano, spirituale, ispirativo con essa intrattenuto, ha accresciuto il valore di questa pubblicazione”: così l’assessore alla Cultura, Pietro Marcolini, alla presentazione, nella sede regionale, del nuovo numero del periodico nostro lunedì, dedicato a Paolo Volponi e alla sua città, Urbino. “Dopo Lorenzo Lotto nel 2011, Giacomo Leopardi nel 2012, non credevamo fosse facile affiancare agli altri due numeri della nuova serie di nostro lunedì un monografico che fornisse lo stesso sguardo mentale e lo stesso respiro artistico – ha aggiunto l’assessore – Possiamo dire che anche quest’anno nostro lunedì ha vinto la sfida, così come è riuscito a segnare la distanza dai luoghi comuni che hanno riguardato spesso Urbino, città ducale, ideale, ma anche città normale, oltre la bellezza e la singolarità che la fanno unica”.

Francesco Scarabicchi, ideatore del periodico, ha specificato che nostro lunedì “proprio per guardare al rapporto tra l’autore e il luogo dov’è venuto al mondo, ha inteso dedicare a  Paolo Volponi e Urbino il numero 2 della nuova serie qualificando la congiunzione corsiva come ponte di collegamento esistenziale, civile, sociale, storico e artistico che coniuga le forme, i contenuti e gli stili, tra parola e sguardo, tra scrittura e pittura, per restare ad un “amore appassionato ed esclusivo” (Antonio Paolucci) di Volponi che troverà il suo culmine nella doppia donazione, tra il 1991 e il 2003, di diciannove dipinti alla Galleria nazionale delle Marche che ha sede in Palazzo Ducale”.

“La consapevolezza dei patrimoni di cui le Marche dispongono – ha sottolineato Marcolini – è motivazione per seguitare a sostenere e diffondere la coscienza del privilegio di cui disponiamo pur nella difficoltà del momento che attraversiamo. E’ con questo spirito che la Regione Marche candida Urbino, la sua storia, i suoi figli migliori e quanti l’hanno vissuta ed amata, a Capitale della Cultura 2019. Una sfida complessa, che vogliamo tentare, convinti del contenuto e non solo del contenitore che proponiamo. E Volponi è nei nostri pensieri non solo per averlo conosciuto personalmente ed aver con lui condiviso momenti ed aspetti della militanza politica, ma perché a lui nelle Marche si continua a dedicare un importante Premio Letterario annuale nella città “gemella” di Urbino, secondo quanto sosteneva Volponi, e cioè Fermo, e perché abbiamo voluto fonderlo in un prestigioso libro d’arte dal titolo L’Animale poetico con le incisioni immaginifiche e stagliate di un grande artista marchigiano come Valeriano Trubbiani”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Maria Clara Muci, Assessore alle Politiche Sociali e Bilancio del Comune di Urbino e Corrado Mariotti, presidente UBI Banca Popolare di Ancona.

Francesca Di Giorgio, Grafica e coordinatrice del nostro lunedì ha ricordato che una presentazione – evento si terrà giovedì prossimo, 23 Maggio 2013, alle ore 18.00 ad Urbino  al Ridotto del Teatro “Sanzio”.

 

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