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CIVITANOVA–Una ragazza civitanovese si sta facendo strada – grazie alla sua prepar

MARIA ELENA MATTEUCCI

MARIA ELENA MATTEUCCI

azione e versatilità – nel campo dello spettacolo. Si tratta di Maria Elena Matteucci (nelle foto). Si è diplomata dapprima presso il Liceo Classico Giacomo Leopardi di Civitanova, per poi frequentare a Milano – nell’anno 2011-2012 –l’Accademia M.A.S. (Musica Arts & Show), dedicandosi così alla recitazione, al canto ed alla danza, non disdegnando il pianoforte.

Attualmente frequenta nella capitale il secondo anno del Dams, presso l’Università di Roma Tre. Maria Elena ha partecipato a diversi concorsi e rassegne di canto, come “Sarete famosi” e stage di danza con maestri prestigiosi quali Loris Petrillo di Contact, Rosaria De Cicco e Liliana De Curtis. A Firenze ha preso parte al concorso internazionale “Expression”. Nel 2009 ha interpretato, in veste di protagonista, la Commedia musicale “Buonanotte Bettina” di Garinei e Giovannini, portata in scena dalla Compagnia teatrale “Piccola Pietra”. Nel 2012 Maria Elena Matteucci ha partecipato al film “Niente può fermarci”, con Serena Autieri e Gérard Depardieu (regia di Luigi Cecinelli), uscito nelle sale lo scorso giugno.

In questo 2013 che si sta per concludere la ragazza civitanovese è stata protagonista in Aretusa. Canto delle acque nelle metamorfosi”, portata in scena dalla Compagnia Bucci di Firenze (regia di Roberto Lori).MATTEUCCI-MARIA ELENA-LG7509

“Aretusa” è stata rappresentata, con il patrocinio delle Università di Macerata e Camerino (domenica 14 luglio 2013), nel suggestivo Anfiteatro Romano di Urbisaglia. In aprile, invece, era andata in scena la “prima” al Marchetti, storico teatro camerte.

Gli altri interpreti sono stati: Fabio Bacaloni (Alfeo), Giampaolo Valentini (Il Vecchio Poeta), Roberto Lori (Poseidone). Danzatori: Michela Paoloni, Virginia Potetti, Maria Elena Matteucci, Fabio Bacaloni, Roberto Lori. Sceneggiatura di Franco Pallotta, musiche di Nazzareno Zacconi, coreografie di Roberto Lori, costumi Atelier Aurora, audio luci Riccardo Rocchetti, fotografia Daniele Carbini.

La singolare storia di Aretusa continua ad ammaliare. E’ la storia della Ninfa d’acqua limpida che dal Peloponneso, attraversando le profondità della terra, riaffiora senza smarrirsi – intatta e cristallina – rifornendo di linfa vitale gli abitanti della più grande città greca d’Occidente, ovvero Siracusa, dove appunto i turisti di tutto il mondo ammirano tuttora la fontana di Aretusa, nella splendida isola di Ortigia (il nucleo storico della meravigliosa città siciliana). In “Aretusa” il tema principale del dramma è la Natura. Aretusa – liquida e carnale – viene inseguita da Alfeo – fiume possente dell’Elide – che non esita ad attraversare il mare per raggiungere…l’Amata. La sotterranea corrente di Alfeo continua così ad alimentare la bella fonte perenne di Ortigia.

E Maria Elena ha incarnato sulla scena la freschezza giovanile e zampillante dell’Acqua e dell’Amore.

Per documentarsi sulla rappresentazione da segnalare infine MATTEUCCI-ARETUSA-7512-LGil pregevole volumetto (copertina nella foto) – a cura di Fabio Pallotta (geologo ed autore di testi teatrali) e Enzo Catani (già docente di archeologia e storia dell’arte greca e romana) – intitolato appunto “Aretusa. Canto delle acque nelle Metamorfosi”, pubblicato dall’Editore Monacchi di Urbino.

PROSEGUONO LE INIZIATIAVE DEL PROGETTO “S-TRAVOLGIAMO I LUOGHI DELLA CULTURA”

CAMERINODomani martedì 23 aprile 2013 la Compagnia Simona Bucci di Firenze porterà in scena “Aretusa: Canto delle acque nelle Metamorfosi” di Enzo Catani e Fabio Pallotta, regia di Roberto Lori e Diego Dezi. Lo spettacolo si terrà presso il Teatro F. Marchetti di Camerino alle ore 21.15. La rappresentazione teatrale è realizzata in collaborazione con la Scuola di Scienze Ambientali dell’Università di Camerino, il Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università di Macerata e la Regione Siciliana con l’Assessorato e il Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e con il Parco Archeologico di Morgantina. Lo spettacolo è uno dei numerosi eventi organizzati nell’ambito del progetto “S-travolgiamo i luoghi della cultura: i giovani c’entrano!”, promosso dalla Regione Marche e nato dalla collaborazione tra il Polo Museale UNICAM e 14 partner del nostro territorio, tra cui il Comune di Camerino.

L’umido calore che si sprigiona dall’intimo abbraccio di un atomo di ossigeno e due di idrogeno scatena la vita e, con essa, il racconto mitico che, dagli albori dei tempi, gli umani narrano per spiegare l’origine delle cose. Ed è singolare la storia di Aretusa; la Ninfa d’acqua limpida che dal Peloponneso attraversa le profondità della terra e riaffiora senza smarrirsi, intatta e cristallina, a rifornire di vitale linfa ellenica gli abitanti della più grande città greca d’Occidente: Siracusa.

In Aretusa: Canto delle acque nelle Metamorfosila Natura costituisce il tema principale del dramma, mentre la mitologia fornisce il pretesto narrativo e la materia per la rappresentazione teatrale. Con il racconto del mito e della metamorfosi di Aretusa si intrecciano le vicende di altre divinità dell’Olimpo, di semidei e di eroi locali, ambientate in Grecia ed in Sicilia. Aretusa, liquida e carnale, sarà inseguita da Alfeo, fiume possente dell’Elide, il quale non esita ad attraversare intonso il mare pur di raggiungere l’Amata. La sotterranea corrente di Alfeo alimenterà così la bella fonte perenne di Ortigia, felice di offrirsi alla vita terrena, in una continua metamorfosi che genera il ciclo vitale dell’acqua.

L’armonia musicale ed i versi poetici fra i movimenti coreografici offrono l’eterno messaggio: ”idrosfera canta, canta nelle metamorfosi”; il Mare è lì, da sempre, ad invadere il Mondo, ad imporre la Vita.

 

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