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Buon Anno 2014 a tutti i nostri lettori di Millepaesi!  Con il Calendario de

AURELIO CIARROCCHI NEL RITRATTO OPERA DEL FIGLIO ARNOLDO

AURELIO CIARROCCHI NEL RITRATTO OPERA DEL FIGLIO ARNOLDO

lle Grafiche Fioroni di Casette d’Ete, naturalmente. La tipografia, originaria di Civitanova, operava in origine in Corso Vittorio Emanuele, quindi si è trasferita – diversi anni fa – in una zona baricentrica del nostro distretto industriale civitanovese-fermano). Il Calendario (molto pratico, sia in casa che in ufficio, per le dimensioni e per i nomi dei Santi di ogni giorno, che molti hanno invece obliterato, non si sa perchè) è stato  dedicato quest’anno ad Aurelio Ciarrocchi, indimenticabile tipografo di Civitanova Alta, autore di poesie in vernacolo, acquarellista e pittore per passione, personaggio a tutto tondo della “Citanò Arda de na’ orda” (Civitanova Alta di una volta), dotato di una sottile ironia nella vita quotidiana, come nel verso, ma soprattutto padre del pittore ed incisore Arnoldo Ciarrocchi, che da ragazzino egli mandò a studiare alla Scuola del libro di Urbino, avendone intuita l’inclinazione. Arnoldo non ha tradito le attese, tanto da essere diventato poi affermato artista e docente presso le Accademie di Belle Arti di Roma, Napoli e Palermo. Vittorio Sgarbi lo ha sempre apprezzato e valorizzato. Arnoldo Ciarrocchi sarebbe stato ancor più noto oggi se si fosse affidato a dei mercanti d’arte, cosa che invece ha sempre rifuggito, per rimanere coerente con la sua filosofia di vita ed artistica, basata sulla massima schiettezza e libertà personali. Ma incisioni e quadri gli daranno sempre più ragione. Del resto il mondo artistico italiano era ben consapevole del suo valore, anche quando era ancora in vita, tanto è vero che è stato nominato membro della prestigiosa Accademia di San Luca a Roma (risale al Cinqucento), che si trova proprio dietro lCIARROCCHI-POESIE-CALENDARIO-2014a famosa Fontana di Trevi. Proprio all’Accademia Arnoldo tenne una bellissima mostra, che noi di Millepaesi ricordiamo come fosse oggi, con tutta la solarità nei quadri dell’estate civitanovese, marchigiana ed italiana. Facemmo una “sorpresa” ad Arnoldo unitamente all’amico giornalista Domenico Bartolini, arrivando qualche ora prima del “vernissage”, quando il maestro stava sovrintendendo agli ultimi ritocchi alle collocazioni dei quadri, per esaltare, con gli opportuni abbinamenti di soggetti, il miglior impatto visivo entrando nelle sale.

Il Calendario Fioroni, dunque, presenta nel contempo sia le poesie di Aurelio, sia i disegni ed alcune opere di Arnoldo, tra cui spicca il ritratto del padre, davvero realistico. Aurelio aveva la Tipografia in un bel palazzo all’inizio di Via Roma e noi ricordiamo da bambini la sua macchina piana, con la quale stampava manifesti cittadini, dei consigli comunali e dei comizi elettorali in bianco e nero e più raramente su carta colorata. E ogni volta che transitiamo in Via Roma, per andare alle Poste che si trovano di fronte,  il nostro pensiero corre ad Aurelio ed alla sua tipografia che sapeva di magia.

“Abbiamo voluto dedicare il Calendario 2014 ad Arnoldo – ci ha detto Enzo Marinacci delle Grafiche Fioroni – anche perché quest’anno ricorrono già i 10 anni della sua scomparsa. Noi lo portiamo tutti nel cuore per l’amicizia che si era sviluppata con Arnoldo negli anni, per il suo legame forte con la storia di Civitanova, passando  per l’ammirazione verso il letterato  civitanovese del Cinquecento Annibal Caro (al servizio a Roma della nobile e potente famiglia Farnese), traduttore dell’Eneide di Virgilio. Arnoldo Ciarrocchi era ovviamente espertissimo nell’arte incisoria (vederlo lavorare al torchio era incantevole) come nell’arte tipografica. Scrupolosissimo, quasi maniacale nell’impaginazione, nella formulazione delle didascalie e nella certosina correzione delle bozze quando stampava i cataloghi delle sue mostre”. Il “visto si stampi” scaturiva sempre dopo severe e meditate revisioni. La parola stampata è parola definitiva, soleva sillabare. Arnoldo Ciarrocchi negli ultimi anni della sua esistenza li ha vissuti in Contrada Asola a Civitanova Alta, in una zona molto bella e panoramica, con una visione meravigliosa dalle colline al mare, paesaggi che sono anche  il motivo dominante di tanti suoi quadri, sia ad olio che acquerelli.

 

STUDENTE UNIVERSITARIO A BOLOGNA • QUEST’ANNO HA VINTO IL PREMIO SERRAPETRONA • HA PUBBLICATO ADESSO CON AFFINITA’ ELETTIVEIL LUSINGHIERO GIUDIZIO DI DAVIDE RONDONI

Un giovanissimo poeta siciliano, Giuseppe Nibali (nella foto), di appenaNIBALI GIUSEPPE 22 anni, si sta facendo largo nel panorama letterario italiano. E’ nato a Catania nel 1991, studente all’Università di Bologna, dove è laureando in lettere, collaboratore di giornali e riviste anche nazionali. Millepaesi aveva già parlato di lui – alcuni mesi orsono –per la sua vincita del Premio Serrapetrona. Ora Nibali ha pubblicato il volume “Come dio su tre croci”, edito da Affinità Elettive. Il noto poeta e critico letterario italiano Davide Rondoni ha scritto nella quarta di copertina dell’opera di Nibali: “Ecco un libro esagerato. Perché esagerata – qualsiasi sia la misura della sua voce e l’intesità del dettato – è la poesia, arte che non sta da nessuna parte e ovunque. Nibali alla sua prima pubblicazione si mostra poeta di movimenti primari (il sacro, la memoria, l’amore, la terra…) e sembra lottare e amare sperdutamente la lingua con cui, musicalmente, tenta di dare rilievo a ciò che della vita è imperdibile, nel bene e nella pena. Una prova di forza, nibali-COPERTINA LIBRO-mossa da una segreta umiltà di servo, per contendere con l’arma fantastica e povera delle parole il senso della vita a ogni buio o viltà che vorrebbero negarlo. Un libro veramente impegnato, perché impegnato con tutto e con il destino.”

Quali sono stati finora i tuoi poeti preferiti?

“I miei modelli principali si diramano dal meraviglioso blocco ottocentesco, quello di Leopardi e del Foscolo, per intenderci, passando poi attraverso tutta la tradizione novecentesca, da Quasimodo, che io reputo centrale nella storia letteraria italiana, a Ungaretti e Montale. Dall’ermetismo e dal post-ermetismo. Ho in mente, più recentemente, poeti come Luzi, Gatto, Pasolini. Leggo molto anche poeti contemporanei. È bene infatti fare capire che i poeti sono vivi, e io, collaborando con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna, ho avuto la possibilità di imparare da maestri, penso soprattutto a Davide Rondoni, della cui collana fa parte il mio libro, e Giancarlo Sissa”.

Quali gli scrittori e poeti siciliani di cui ti sei nutrito maggiormente?

“Quasimodo, come dicevo, è stato per me “folgorante”, soprattutto il Quasimodo l’ultimo periodo, quello che dall’ermetismo tendeva già la mano verso qualcosa di ignoto, verso qualcosa d’altro. In più trovo in lui le tematiche care alla mia poesia: la terra, la carne bella e putrida della Sicilia. Questa sera, tutta foscoliana che diventa, da Catania a Palermo, un eterno presente. Poi naturalmente, esulando dalla poesia, nel pensiero, nel “modo” siciliano, Sciascia e Pirandello rimangono tanto grandi da essere essenziali, per uno studio sull’uomo siciliano e sul suo palcoscenico “serale”. Quest’uomo pirandelliano, nello sfondo quasimodiano della sera diventa – per dirla con Sciascia – “metafora” italiana e universale. Sono loro le “tre corone” siciliane”

Com’è il panorama letterario attuale della Sicilia?

“Il problema nasce proprio qui, nel presente, muto, ma pieno di bollori. C’è un’isola nascosta, silenziosa che lavora dalle viscere di questo paese in frantumi eppure muove, spinge, con la dignità che compete. Penso al lavoro di poeti e critici come Giuseppe Condorelli e Paolo Lisi che, pur fra mille difficoltà, riescono ogni anno a organizzare un evento interessante e culturalmente elevato come “IsolaPoesia”, evento a cui ho avuto l’onore di partecipare questa estate. Per quanto riguarda i poeti siciliani, sono tanti, per lo più “diasporati” nelle principali città italiane, incerti sempre fra l’esilio e la salvezza della casa. Ma vivi, anche, per dirla ancora con Quasimodo, nella «rottura impetuosa/ con la terra impareggiabile».

Giuseppe Nibali • Nota bio • bibliografica 

Giuseppe Nibali è nato a Catania il 15 luglio 1991. Vive a Bologna dove è laureando in Lettere moderne presso l’Alma Mater Studiorum. Avendo cominciato molto presto l’attività di corrispondente, oggi vanta collaborazioni con quotidiani e periodici siciliani e nazionali, fra i quali “La Sicilia”, “Il Mercatino”, “Timeo” e “Avviso ai naviganti”.

Ha ideato e diretto il programma radiofonico “Spes Publica” in onda su RVS. Nel 2013 ha vinto il premio nazionale di poesia “Serrapetrona • Le stanze del tempo” ed ha ricevuto una Menzione d’onore al premio nazionale “Inedito • Premio colline di Torino”. Compare nella antologia poetica “100.000 poets for the change – primo movimento”. Nel secondo semestre del 2013 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica: “Come dio su tre croci”, edito da Affinità Elettive di Ancona, animata da Valentina Conti.            Ennio Ercoli

MILLEPAESI IN RETE HA SUPERATO LE 30.000 LETTURE DA QUANDO E’ STATO ATTIVATO, POCHI MESI FA. UN DOVEROSO E SENTITO GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CI SEGUONO E CI LEGGONO CON ATTENZIONE E SIMPATIA.

MILLEPAESI E’ DI NUOVO IN EDICOLA CON TANTI ARTICOLI INTERESSANTI

CORREDATI DA AMPIE FOTO ILLUSTRATIVE

PRINCIPALI ARGOMENTI DI QUESTO APPUNTAMENTO CON

GLI AFFEZIONATI  LETTORI: 

• SI SONO DIPLOMATI I PRIMI GEOMETRI 

   ALL’ITCG CORRIDONI DI CIVITANOVA

 

FONTESPINA HA RIEVOCATO LA SCIABICA E LE PROPRIE

  TRADIZIONI MARINARE

CROCE VERDE: 80 ANNI DALLA COSTITUZIONE, 60 DALLA

   RIFONDAZIONE, 40 DALL’ATTIVAZIONE DEL CORPO DEI

   MILITI, 30 DALLA COSTRUZIONE DELLA SEDE ATTUALE

•  AVIS CIVITANOVA MARCHE RICEVE LA DELEGAZIONE

    AVISINA PUGLIESE GIUNTA IN BICICLETTA E DIRETTA AD

    ASSISI

 

•  IL 7 SETTEMBRE ALL’IPPODROMO MORI SI DISPUTERA’ LA

   CORSA DEI QUARTIERI DE CITANO’ : 11 CAVALLI PER GLI 11

   RIONI

•  OGGI SPOSI: IL MATRIMONIO DI LAURA CINGOLANI E

   STEFANO COPPOLA, DUE CIVITANOVESI IN IRLANDA

•  OMAGGIO A ELIO DIOMEDI, IL CIVITANOVESE

    APPASSIONATO DELLE PIRAMIDI

•  LE RAGAZZE DI NURA DANZA DI ALEXIA SAGRIPANTI

    PREMIATE A RIMINI

•   L’ITALIA DI IERI, DI OGGI E DI DOMANI SECONDO VALERIO

    CASTRONOVO, LO STORICO HA PARLATO AL LIDO CLUANA

•  MONTECOSARO • INAUGURATA UN’EDICOLA VOTIVA NEL

    LUOGO DELL’ ANTICA PIEVE DI SAN LORENZO

•   LORETO • IL GIUSTO TRIBUTO AL PITTORE POMARANCIO

•   IL TEATRO DIALETTALE: IMPERTINENTE E DIVERTENTE

•   PORTO POTENZA: INAUGURATO IL NUOVO MONUMENTO

     AI CADUTI PROGETTATO DA TONI CASOLE

•   POTENZA PICENA GEMELLATA CON SANNICOLAU MARE

    (ROMANIA) 

•   FERRARI CLUB POTENZA PICENA UNA REALTA’ DAL 1998

•   MARCHE: 5 MILIARDI DI EURO PER LE MAGGIORI OPERE

     INFRASTRUTTURALI

•    ACLI MARCHIGIANE: RIFLESSIONI AD AMANDOLA

      SULL’ATTUALE MOMENTO SOCIALE ED ECONOMICO

•     MARCHE: LA CAMPAGNA TORNA A SEDURRE I GIOVANI

      PER OCCUPAZIONE, LAVORO E REDDITO

•     IL GIORNALISTA PAOLO DI MIZIO (TG5) PREMIATO A

      SANT’ELPIDIO A MARE, IL PADRE DOTT. VINCENZO E’

      STATO DIRETTORE DEL LOCALE OSPEDALE

•    CONFRATERNITE FERMANE ED ELPIDIENSI

•    FANO-GROSSETO (E 78): UN LAND BRIDGE DALL’ADRIATICO

     AL TIRRENO

•   B-CHEM VOLLEY PORTO POTENZA • INTERVISTA AL

     PRESIDENTE MAURIZIO BERNARDI

•   LEONARDO E ROBERTA ZUCCHINI DUE CIVITANOVESI IN

    ASCESA NELL’ATLETICA LEGGERA

•   IL RITORNO DI OSVALDO JACONI ALLA GUIDA DELLA

    CIVITANOVESE HA RIACCESO FORTI ENTUSIASMI NEGLI

    SPORTIVI MILITANTI E NON • I NUOVI CALCIATORI

    ROSSOBLU

 

 

severgnini_-in piedi-unimc02Dopo 32 anni, il giornalista è tornato a Macerata: “una delle mie prime palestre di scrittura”.

 

severgnini_unimc03MACERATA–Una vera folla di ragazzi ha applaudito il giornalista e scrittore Beppe Severgnini, ospite stamattina 24 aprile 2013 dell’Università di Macerata. Erano, infatti, presenti diverse classi di licei e istituti delle province di Macerata e Fermo. “Siete un pubblico impressionante” li ha salutati il giornalista, twittando la foto dell’Auditorium San Paolo stipato di pubblico. E una raffica di citazioni del suo intervento sono state twittate dagli studenti in presa diretta. Severgnini è il giornalista italiano con più follower su Twitter e per questo l’Ateneo lo ha invitato nell’ambito del progetto ‘#scritturebrevi’. Introdotto dai saluti del Rettore Luigi Lacchè e del direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Filippo Mignini, che ha regalato a Severgnini un libro di Matteo Ricci, insieme ai professori Francesca Chiusaroli e Diego Poli, il prestigioso testimonial ha parlato dell’importanza della sintesi, “è una lavoro fatto per qualcun altro che vi sarà grato”, ripercorrendo le proprie esperienze e citando grandi autori e giornalisti, da Tacito a Giuseppe Pontiggia, da Indro Montanelli a Ennio Flaiano, senza tralasciare sferzate relative alla situazione politica italiana.

 Per Severgnini si è anche trattato di un ritorno a Macerata, che lo ha visto militare di leva al Car (Centro addestramento reclute) nel 1981 (un anno prima che venisse fondato Millepaesi, ndr), esattamente nel mese in cui spararono a Giovanni Paolo II. “Ho ricordi molto belli, anche se fatico a dire la ‘r’, perché nei dintorni di Crema pronunciano tutti Macevata”. Proprio la caserma maceratese è stata una delle sue prime palestre di scrittura. “I miei commilitoni chiedevano a me di scrivere le lettere per le loro ragazze. Credo di aver aiutato una piccola fetta dell’Italia sentimentale dell’81”.

 E tornando alle scritture brevi, ha coniato una nuova espressione. “Penso che alla scrittura vada applicata quella che da oggi a Macerata chiameremo la tecnica del cibo cinese. Perché è tutto sminuzzato? Perché cuoce più in fretta, consumando poco commestibile, ed è più digeribile. Quando si scrive spezzando, fai un regalo a chi deve digerire quello che scrivi”. E, proseguendo: “Tutti i grandi della letteratura hanno tessuto almeno un elogio alla brevità. La precisione è compagna della brevità. La brevità è la compagna dell’ironia, che è la sorella laica della misericordia, perché condensa in un sorriso intelligente. Il rispetto sacrale per quello che abbiamo scritto ci impedisce di intervenire con l’accetta. Qualunque testo accorciato e tagliato migliora. A un giornalista non si possono perdonare seriosità, lunghezza, disonestà intellettuale”. Per concludere: “La scrittura sintetica non è l’unica forma di scrittura. L’italiano non è soltanto brevità. La sintesi ha molti avversari, anche in gamba. La sintesi è uno strumento fra i tanti. Ma Twitter è la macchina della verità e molte persone, anche in campo politico, sono molto contente, perché non devono passare attraverso giornalisti e uffici stampa e possono far vedere quello che sono veramente. Ma qui sta il dramma: la scrittura breve non perdona, 100 righe perdonano, 140 caratteri no.  Scrivere è gioia, ma la gioia può portare guai”.

Il progetto di Unimc #scritturebrevi – che si giova dei contributi di esperti di informatica, linguisti, manager d’azienda, paleografi, diplomatisti ed epigrafisti, specialisti di lingue antiche e moderne, di scritture settoriali e di sistemi grafici di ogni tempo – ha dato vita a un’idea, una ricerca, tre convegni, tre quaderni, un hashtag – #scritturebrevi, utilizzato anche all’estero e che ha attirato l’attenzione dell’Accademia della Crusca nonché della stampa nazionale -; un sito, un blog collettivo, http://www.scritturebrevi.it, e un Prin, Progetto di rilevante interesse nazionale, per la realizzazione di un dizionario elettronico delle abbreviazioni.

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