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L’Accademia di Belle Arti di Macerata, in collaborazione con i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, con le Teche Rai e con la Fondazione Filiberto Menna, ha promosso un’importante retrospettiva dedicata all’artista Magdalo Mussio, che si terrà negli spazi della GABA.MC – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata (in Piazza Vittorio Veneto 7 / dal 05 marzo al 05 aprile 2016), e contemporaneamente nelle stanze al piano terra di Palazzo Buonaccorsi (in Via Don Minzoni 24 / dal 05 marzo al 05 aprile 2016).

La retrospettiva, a dieci anni dalla scomparsa di Mussio, sarà inaugurata sabato alle 18 nella sede di Gaba.Mc, e sarà anche l’evento di punta di una due giorni (venerdì e sabato) di “Open day”. Da domani l’Accademia aprirà infatti, per il terzo anno, le porte agli studenti del liceo e a chiunque voglia scoprire l’attività dell’istituto maceratese. Sempre in occasione degli Open day nella galleria Mirionima di piazza della Libertà saranno esposte le opere degli studenti dell’Accademia. Soddisfatta la direttrice di Abamc, Paola Taddei, per «un investimento importante che come Accademia abbiamo fatto nella nuova galleria Gaba.Mc, che aspiriamo a far diventare centro nevralgico per l’arte contemporanea – ha detto Taddei – Abbiamo dotato gli spazi di innovative macchine luce che valorizzeranno di volta in volta le opere esposte». L’idea di organizzare una mostra bipolare, dislocata in due luoghi diversi, è frutto di un proficuo dialogo tra l’Accademia di Belle Arti, Macerata Musei – Palazzo Buonaccorsi e il comune di Macerata: e nasce dal desiderio di costruire un percorso espositivo che parte dai nuovi spazi dell’Accademia e giunge in un luogo storico (già sede dell’Accademia) dove l’artista ha insegnato per anni incisione.

Con più di cento opere che coprono l’intero percorso artistico di Mussio, la mostra vuole evidenziare l’attitudine multidisciplinare di un intellettuale totale che ha spaziato con disinvoltura dall’editoria alla grafica creativa, dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione. «Un poliglotta dell’arte», come lo definisce Antonello Tolve, curatore della mostra. Si tratta di un momento espositivo e assieme riflessivo che rende omaggio non solo a una ricerca straordinaria «svoltasi all’insegna dei rapporti fra scrittura e pittura, fra parola e immagine» (Pignotti), ma anche ad un uomo la cui curiosità e il cui senso del fare hanno costruito, negli anni, un caleidoscopio allusivo e illusivo legato alla eco del passato, alla memoria del presente, alla nostalgia del futuro «ricca di intimi supplizi e embrione di immaginazione operante, sommersa e prensile, quasi musica penetrante» (Villa).

Accanto ad una serie di opere in cui è possibile leggere la sperimentazione miocinetica di un equilibrista che cammina sul filo della trasparenza, la mostra propone la visione dei film Il potere del drago, Il reale dissoluto e Umanomeno realizzati da Mussio nel triennio 1971-1973 e il documentario Rai Detto tra noi (firmato da Alessandro Sartori nel 1986) che disegna l’artista nella sua casa di Pollenza. Conclude la mostra una sezione documentaria di libri, quattro testi critici e una biografia dettagliata dell’artista a firma di Ilaria Tamburro.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Magdalo Mussio nasce a Volterra nel 1925 e si forma a Firenze, dove termina prima gli studi di architettura all’Università e poi di scenografia all’Accademia di Belle Arti, con una tesi dal titolo I canovacci e la scenografia della Commedia dell’Arte. Si dedica per un breve periodo al teatro sia come regista che come scenografo e di li a poco rivolge il proprio interesse al disegno animato. Le sue prime esperienze sono al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con Antonio Rubino e per la società di produzione dei fratelli Gagliardo, Corona Cinematografica, realtà particolarmente attenta alla produzione di film d’artista.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, si trasferisce in Canada dove avvia ricerche sperimentali per disegni d’animazione e collabora con Norman MacLaren per la National Film Boarding di Montreal, esperienza che gli consente di svolgere un’intensa attività negli Stati Uniti, in Francia e in Inghilterra. Contemporaneamente esordisce nelle arti visive con la sua prima personale nel 1955 alla Galleria l’Indiano di Firenze sostenuta da Giuseppe Ungaretti, che in seguito verrà abbinata al Premio Viareggio e trasferita a Parigi. L’incontro tra l’esperienza cinematografica e quella delle arti visive favorisce la riflessione sulla relazione tra segno e poesia, tra parola e immagine, analisi fondante della ricerca verbovisiva che segna tutto il suo percorso artistico.

Al ritorno in Italia nei primi anni Sessanta, Mussio si inserisce tra i protagonisti della neoavanguardia, scrittore, poeta, editore e insegnante, aderisce al Gruppo ’63 supportando lo sconvolgimento del comune ordine linguistico per rivelare la falsità dei modelli di comunicazione imposti dal progresso della società capitalistica.

In quegli anni per la Fondazione Lerici realizza diversi documentari, tra cui I ragazzi di Terezin e diventa redattore della Casa Editrice Lerici di Milano. Nel 1966 è art director del «Marcatrè. Rivista di cultura contemporanea», diretta da Eugenio Battisti – laboratorio a cui partecipano attivamente, tra gli altri, anche Germano Celant, Enrico Crispolti, Umberto Eco, Gillo Dorfles, Filiberto Menna e Edoardo Sanguinetti – e della collana Marcalibri di cui cura anche l’aspetto grafico. Ma Mussio continua a lavorare ancora per il teatro e nel 1967 realizza le scenografie del Majakovskij & C. alla rivoluzione d’Ottobre per la regia di Carlo Quartucci, in scena al Teatro Alfieri di Torino.

Il rapporto tra scrittura ed esistenza, tra la storia e la memoria, assume forma di libro e a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta Mussio pubblica volumi di scrittura visuale come il Fastidio delle Parole (Edition d’ecriture, Paris, 1968), In pratica (Lerici Editori, Milano, 1968) e Praticabile per memoria concreta (Lerici Editore, Roma, 1970). Negli stessi anni è nuovamente attivo nella Capitale dove realizza alcuni film d’animazione tra cui Reale dissoluto, Il potere del drago e Umanomeno, film animato accompagnato da musiche dei Pink Floyd che viene premiato nel 1972 con il Nastro d’Argento.

Dai primi anni Settanta si trasferisce nelle Marche, dove assume la direzione artistica della casa editrice Nuovo Foglio per cui dirige la collana Altro-Altrouno e nel 1973 è redattore della rivista romana «Harck». Successivamente per le Edizioni Out of London Press dirige la collana d’arte Altro e, nel 1978, è responsabile editoriale della rivista «La città di Riga» editata da La Nuova Foglio. All’attività editoriale, ma soprattutto artistica, che lo porta ad esporre presso diverse gallerie, musei e istituti culturali in tutto il mondo come, ad esempio, il Finch Museum di New York, la National Gallery of Victoria di Melbourne e l’Università di Sydney, affianca per lungo tempo l’insegnamento di Tecniche della grafica e dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Infine dopo aver vissuto per circa un trentennio nella campagna maceratese, a Pollenza, dove compone anche il suo ultimo libro, Monodico/Radure dell’essere (riedizione di un volume, Chiarevalli monodico. 1963/1986, simbolo di una ricerca trentennale), nel 2005 si stabilisce a Civitanova Alta, luogo in cui porta ancora avanti la sua ricerca artistica e dove scompare il 12 agosto del 2006.

a cura di Ilaria Tamburro

Alla ricerca della parola dimenticata

di Antonello Tolve

In tutte le fasi dell’opera di Magdalo Mussio, il rapporto tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, tra visione pratica e attenzione teorica si confonde sulla superficie di un racconto emotivo, sul solco di un infinito intrattenimento metodologico e collaborativo, sulla temperatura rovente di un dispositivo estetico che sorpassa l’esclusivo processo di trasformazione delle cose per disegnare una eterotopia cosmografica e disporre simultaneamente di un patrimonio visivo che contiene e trattiene la presenza del passato, la nostalgia del presente, la sensibilità visionaria del futuro, il freddo sapore dell’ora preumana. Guadando la storia del suo fare è possibile percepire immediatamente un flusso continuo e inarrestabile di sollecitazioni, di ricerche incrociate che oscillano tra gli archetipi dell’immaginario collettivo (tra l’originario e l’originale) e le esigenze transemiotiche di un artista la cui onnivora attività intellettuale è riuscita a costruire negli anni uno spazio espressivo, unico nel suo genere, che assorbe al suo interno la revisione degli stilemi avanguardistici, i lasciti della stagione informale, la parabola dell’atmosfera verbovisiva (e della visione multicodica) degli anni ’60 e ’70.

Dall’editoria alla grafica creativa (come non ricordare i modelli sperimentali offerti nella redazione del marcatrè, la rivista diretta da Eugenio Battisti, o gli straordinari impaginati della casa editrice La Nuova Foglio), dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione, dalla scultura all’insegnamento, per giungere via via, tra il 1975 e il 1995, al felice sodalizio con Alfio Vico e Lucy Passett della Galleria Il Falconiere (dove approdano alcuni dei nomi più interessanti dell’arte – Yarrott Benz, Giosetta Fioroni, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Suzanne Santoro, Mario Schifano e Nanda Vigo ne sono esempi evidenti), l’attività interdisciplinare e sentitamente indisciplinata di Mussio, incarna l’esigenza di riflettere sulla storia delle cose, sulla leggerezza e la trasparenza della parola, sulle trame dell’archiviazione, sulla lingua del ricordo scordato, del numero dimenticato, della parola immaginata.

Uscite da una lampisteria dei sogni, da un pensiero che si sofferma sulla soglia del pensiero per leggere – del pensiero stesso – i flussi e gli innumerevoli ragionamenti del quotidiano, le immagini prodotte da Magdalo Mussio trattengono e tratteggiano la cultura di massa, la «memoria di un codice» da decifrare, il silenzio traforato dal buio della mente, il gusto alchemico della sapienza materiale, la parola ricercata e detta per caso, il «terrore della propria immagine», l’attesa atavica dei segni.

Come apparizioni su superfici sempre diverse che costituiscono una vera e propria cartografia poligrafica – cartografo amanuense della differenza è l’etichetta applicata all’artista da Alberto Signorini nel ’91 – le sue opere catturano lo spettatore e, quasi a creare una tattica di accerchiamento laterale della realtà, lo invitano in un territorio magico dove tipografia, macchina da scrivere e scrittura manuale si intersecano ad architetture impossibili, a brani poetici, a preesistenze e assenze necessarie, al sapore tiepido della cancellatura, al capriccio della ragione, allo «speciale rapporto con l’errore» del chiarevalli monodico e al difetto eccezionale.

*** Con questa mostra l’Accademia di Belle Arti di Macerata vuole ricordare l’uomo, l’amico, il docente: e, a dieci anni dalla sua scomparsa, restituire – per quanto possibile – il ritratto di un intellettuale totale della cultura italiana il cui impegno ha abbracciato i vari campi del sapere.

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CIVITANOVA–Ieri sera, venerdi 28 marzo 2014, allFORZA ITALIA-29-3-2014-ass.F.I.a presenza del Senatore Remigio Ceroni, si è tenuta, presso l’Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche, la seconda Assemblea pubblica di Forza Italia. Folta la partecipazione di iscritti e simpatizzanti, che hanno potuto conoscere i nuovi organismi del Movimento, nominati martedì scorso a Roma dal Presidente Silvio Berlusconi.

Ha aperto l’incontro Consuelo Fortuna, che ha illustrato l’attività svolta nel primo mese di attività del coordinamento comunale da lei guidato.

Il Presidente del comitato regionale Marche, Ceroni, ha invece presentato i membri del nuovo organismo regionale che vede la presenza, al suo fianco, di 5 vice-presidenti, in rappresentanza delle 5 province.

Per Macerata è stata indicata Barbara Cacciolari di Matelica, imprenditrice e presidente dell’Associazione Commercio Futuro, che si è presentata spiegando di essersi avvicinata al movimento grazie al sito web Forza Silvio, dove ha potuto avere dettagliate informazioni sul programma e relazionarsi direttamente con i vertici del partito, scoprendo così di condividerne fortemente gli obiettivi.

Presentato quindi il nuovo coordinamento provinciale di Macerata guidato da Lorena Polidori, funzionario della Provincia, alla sua prima esperienza politica. La affiancano 4 vice-presidenti con specifiche funzioni, che sono: Alessia Pupo di Tolentino, responsabile del fund raising, Fabio Pistarelli, responsabile degli enti locali, Debora Pantana, responsabile dei club Forza Silvio e Umberto Marcucci, responsabile dell’attività dei Club.

La riunione si è chiusa con una “riflessione sui prossimi interventi politici del movimento rispetto alle problematiche dell’amministrazione civitanovese, che appare – si afferma in una nota – assolutamente deficitaria e inconcludente, per cui il coordinamento cittadino ha preso l’impegno di organizzare, già dai prossimi fine settimana, dei “gazebo” per informare i cittadini sugli errori della Giunta Corvatta, a partire dalla gestione anomala della questione Civita Park, del Palazzetto dello sport e dei servizi pubblici locali”.

 

Sabato 22 e domenica 23 marzo 2014 • Omaggio in 6 aperture all’Imperatore Augusto nel bimillenario della morte

• Nelle Marche: 50 beni aperti, 32 Iniziative collaterali, 1.300 Apprendisti Ciceroni®, 350 volontari, 5 delegazioni, 2 gruppi FAI, 1 gruppo FAI Giovani,

• Per la prima volta esposta nelle Marche la copia del 1793 della Tabula militaris Peutingeriana: la cartina militare dell’Impero romano in 6 metri e 82 cm, dalla Scozia all’India, fu studiata e redatta da due osimani e stampata a Jesi 

ANCONA–È l’appuntamento che ormai da ventidue anni gli italiaMAPPA A3-BIS.inddni si danno all’inizio della primavera. Una festa di partecipazione popolare per tutti coloro che – sempre più numerosi – ricercano nei tesori del nostro patrimonio storico-artistico e paesaggistico non solo le radici della propria identità, ma anche quella particolare emozione che offre la visione partecipata del bello. 

Chiese, archivi storici, aree archeologiche, giardini, palazzi, torri, archeologia industriale, carceri, ipogei, eremi e sedi dell’informazione aspettano l’invasione pacifica che caratterizza le Giornate FAI di Primavera.

E così sarà anche nelle Marche come è stato illustrato oggi in una conferenza stampa dall’assessore alla Cultura Pietro Marcolini e dalla Presidente regionale del FAI Marche e Capo Delegazione di Ascoli Piceno, Alessandra Stipa Alesiani. Erano presenti anche i capi delegazioni provinciali FAI Manuela Francesca Panini, di Ancona; Patrizia Marini, di Fermo; Maria Paola Scialdone, di Macerata.

“Il turismo culturale nelle Marche – ha affermato l’assessore Marcolini – è in continua crescita, tanto che nel 2013 ha sfiorato il 30%: la Regione crede che le Marche possano diventare una metà imperdibile per gli amanti della cultura e questo è possibile nella misura in cui si favorisce in modo sistematico la valorizzazione culturale del territorio. Per questo siamo lieti di aprire la stagione del turismo culturale 2014 con le “Giornate del Fai”: un grande week end di Primavera nella cultura e nell’arte che prevede la visita di luoghi spesso sconosciuti al grande pubblico, l’apertura di Nuovi Musei come nel caso di Ascoli Piceno, visite guidate nelle città d’arte. 

Prossimo appuntamento ad aprile gli itinerari robbiani di Arcevia, la mostra delle maioliche di Senigallia e il Grand Tour musei del 17 e 18 maggio promosso dalla Regione Marche.” 

Quest’anno la più grande festa dedicata alla cultura e all’ambiente – che fino a oggi ha coinvolto più di sette milioni di persone – si svolgerà sabato 22 e domenica 23 marzo “ed è dedicata ad Augusto – ha spiegato la Presidente Alessandra Stipa – nel secondo millenario della sua morte. I numeri sono in crescita e così anche la sensibilità degli amministratori locali. Infatti c’è sempre più domanda di aprire borghi interi. Ci fa piacere che si sia instaurata una virtuosa sinergia tra pubblico e privato, che funziona realmente e in maniera soddisfacente dentro linee ferree di ruoli e regole. Le Marche, disseminate di un patrimonio ricchissimo, dimostreranno anche quest’anno tutta la loro vitalità culturale.” 

Saranno aperti infatti 50 beni culturali, si svolgeranno 32 iniziative collaterali, coinvolgendo 1.300 Apprendisti Ciceroni®, 350 volontari, 5 delegazioni, 2 gruppi FAI, 1 gruppo FAI Giovani e 6 aperture “sulle tracce di Augusto”. Ad Ancona: presso il Museo Archeologico nazionale, l’esposizione di teste di età giulio-claudia; Ad Ascoli: Museo Archeologico statale; A Fermo: Cisterne romane in via degli Aceti e Piazza del Popolo; A Fabriano: Parco archeologico ; A Cagli: Cantiere Ponte Mallio e via Flaminia. Questo omaggio ad Augusto è a oggi l’unica manifestazione nazionale che avrà al centro l’opera di rifondazione dello stato imperiale nei suoi vari aspetti. 

“E per la prima volta – ha ricordato Alessandra Stipa – sarà esposta nelle Marche, al Museo Archeologico di Ascoli Piceno, la Tabula Militaris Peutingeriana dove sono ben riconoscibili anche le Marche e le principali città romane. “La Regione Marche ha contribuito alla ristampa della mappa e di un volume di studio
finanziando con 20 mila euro il progetto presentato dall’Associazione culturale Giovane Europa. Ne hanno parlato in conferenza stampa i proprietari della Tabula, la famiglia Brandozzi, ricordando la storia di questo straordinario documento. La Tabula Peutingeriana medievale è costituita da undici fogli di pergamena che uniti formano una lunghezza di 682 cm per un’altezza di 34 cm. Vi è rappresentato il mondo conosciuto dagli antichi romani (Europa, Asia e Africa) che si estendeva presumibilmente dalle colonne d’Ercole fino alle estreme regioni orientali, ben oltre il confine dell’Impero (India, Birmania, isola di Ceylon).

Le Giornate FAI di Primavera sono aperte a tutti, ma naturalmente un trattamento privilegiato viene riservato agli iscritti FAI. A loro saranno dedicate visite esclusive, corsie preferenziali, eventi speciali. Tra le aperture speciali riservate agli iscritti: 
• Ascoli Piceno- Museo Archeologico Statale
Venerdì 21, ore 11.30: Presentazione di una stampa all’acquaforte (fine ’700) della Tabula Peutingeriana, voluta dall’Arcivescovo di Loreto Bellinio. Orto Urbano privato
Sabato 22, ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.30; Domenica 23, ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.30
• Grottammare alta (AP) Casa Pazzi – residenza privata
Sabato 22, ore 15.00–18.30; Domenica 23, ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.30
Palazzo Palmaroli – residenza privata
Domenica 23, ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.30
Villa Sgariglia e giardino – residenza privata
Domenica 23, ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.30
• Fermo Palazzo Grisostomi (proprietà Grisostomi)
Sabato 22 ore 10.00 – 12.30 / 15.00 – 17.30; Domenica 23, ore 10.00 – 13.00 / 14.30 – 17.30
• Macerata Sala Giovannetti, Palazzo degli Studi
Domenica 23, ore 18.30. “Aspetti di vita ebraica nelle Marche”, conferenza di Paola Magnarelli
• Cinema Teatro Italia Giovedì 20 ore 17.30. “Il Novecento italiano nelle Marche da Anselmo Bucci a Diego De Minicis”, conferenza di Roberto Cresti. ore 18.30. Omaggio a Diego De Minicis scultore (1913-1942), mostra a cura di Roberto Cresti e Maria Paola Scialdone. Inaugurazione della mostra e visita guidata con i curatori. Sabato 22, ore 16.00 – 17.00 e Domenica 23, ore 11.00 – 12.00. “Architettura di regime: Cesare Bazzani a Macerata”, passeggiata tematica a cura di Angela Montironi.

Tra i 50 siti visitabili nelle Marche segnaliamo:
● ad Ancona: le ex Officine Squadra Rialzo di Falconara Marittima, meraviglioso esempio di archeologia industriale, giunto intatto sino ai nostri giorni e, per il suo grande valore storico-tecnico, sottoposto a vincolo di tutela dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche, come sono parimenti vincolati i rotabili ferroviari conservati al suo interno.

E l’Eremo dei Frati Bianchi a Cupramontana (AN), situato in una profonda gola naturale, caratterizzato da grotte scavate nella ripida parete di arenaria alla fine del 1200 dai primi monaci che decisero di viverci.
● a Pesaro e Urbino: il Museo Diocesano di Fano, dove visitare un raffinatissimo pastorale interamente intagliato in avorio, dono fatto da Pio V nel 1567 al Vescovo fanese Francesco Rusticucci; due meravigliosi Crocifissi scolpiti in legno e dipinti, l’uno del tempo di Giotto e di Dante, l’altro rinascimentale; e ancora sei stupende tele di Francesco Pittoni, pittore veneto attivo a cavallo dei secc. XVII/XVIII. C’è poi l’Accademia delle belle arti di Urbino ospitata nella chiesa dedicata alla Vergine Annunziata, consacrata nel 1757 dall’arcivescovo Guglielmi.
● A Fermo: le Cisterne romane e Villa Brancadoro. Le Grandi Cisterne, con una superficie di circa 2.200 mq, costituiscono la principale testimonianza di epoca romana della città di Fermo. Come le Piccole Cisterne, anche le Grandi facevano parte del complesso sistema di approvvigionamento idrico della città romana. Oppure Villa Brancadoro (o Belluco), l’edificio, posto in una posizione strategica, su una collina che sovrasta il fiume Tenna, proprio nel punto in cui la vallata si apre verso il mare, è un luogo misterioso, legato a leggende come quella del telaio d’oro ed alla presenza di cavalieri, che occupavano il loro tempo libero in battute di caccia nei boschi che ancora lo circondano; la presenza di un labirinto fa correre la nostra fantasia verso storie d’amori e di amanti.

● A Macerata: Palazzo Floriani Carradori. Proprietà privata dei conti degli Azzoni, normalmente non accessibile al pubblico, Palazzo Floriani-Carradori è di particolare interesse storico-artistico. Pregevoli sono la sua imponente struttura cinquecentesca, attribuita all’architetto Pellegrino Tibaldi, che nelle Marche ha firmato anche la Loggia dei Mercanti e Palazzo Ferretti di Ancona, e la sua collocazione urbanistica, che preserva tuttora l’aspetto della Macerata del XVI-XVII secolo, sorta a ridosso del più tardo complesso di S. Giorgio.
● Ad Ascoli Piceno il Museo Archeologico, il Museo dell’Alto Medioevo e la Tabula Peutingeriana. Una mappa con le stazioni di posta, le indicazioni di oltre 3.000 toponimi. Terra e mare sono visivamente ben riconoscibili. Roma è al centro della mappa e la penisola italiana ha un’importanza rilevante. Le strade sono molto suggestive ed appaiono dritte. Le città sono contrassegnate con una vignetta. Malgrado la rete stradale romana fosse molto più ampia rispetto a quella visualizzata sulla mappa, la Tabula è una vera e propria “road map” nella quale le strade e le distanze tra le città sono i dati principali. 

Nel 2007 la Tabula Peutingeriana è stata inserita dall’UNESCO nell’Elenco delle Memorie del Mondo. La Tabula Militaris Itineraria et Theodosiana di Cristianopoulo Podocataro è stata realizzata per volontà dell’archeologo, Arcivescovo di Loreto, Bellinio, nobile osimano, che la correda con un volume pubblicato nel 1809, nel quale riassume i suoi ultimi studi sulla Tabula, integrando e correggendo il lavoro degli studiosi dei secoli precedenti. 

Su carta di cotone, stampata a Jesi nel 1793, la mappa è formata da dodici fogli stampati all’acquaforte, tratti dall’edizione medievale di Vienna in rapporto uno a uno. L’opera, conservata fino ai giorni d’oggi dagli eredi del Vescovo Bellinio, è oggi nella collezione Gianni Brandozzi di Ascoli Piceno, che ne cura la conservazione e la valorizzazione.

Anche in questa edizione inoltre il FAI propone in tutta Italia itinerari culturali, visite a borghi e aree naturalistiche, oltre a escursioni e biciclettate. Inoltre, visto il successo del progetto “Arte. Un ponte tra culture”, verranno riproposte le visite guidate in lingua, ideate per dar modo ai cittadini di origine straniera di servirsi della cultura come ulteriore strumento di integrazione sociale.
Per l’elenco completo delle aperture delle Giornate FAI basta consultare il sito www.giornatefai.it oppure telefonare al numero 02.87119115. Con un touch si potrà inoltre scaricare gratuitamente sugli store di Google e Apple la App delle Giornate FAI di Primavera: pochi secondi per visualizzare la mappa con tutte le aperture, l’App riconoscerà la vostra posizione e vi saprà indicare i luoghi più vicini. Chiunque può partecipare iscrivendosi alla Fondazione, o con un contributo libero durante le visite o mandando un SMS da 1 euro fino al 23 marzo al 45595*. Una raccolta fondi essenziale, un piccolo grande gesto nei confronti degli oltre 7.000 volontari che in questi anni hanno scritto un’importante pagina di storia sociale e artistica del nostro Paese.

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MACERATA–La Provincia di Macerata rinnova per il 2014 la collMC-ISTITUTO RESISTENZA-OK9571aborazione con l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea “M. Morbiducci” e con l’Anpi provinciale per valorizzare e far conoscere alle nuove generazioni le iniziative ma soprattutto gli ideali legati alla celebrazione del Giorno della Memoria, della Giornata del Ricordo, della Liberazione d’Italia, della Festa della Repubblica e della Costituzione.

Non solo cerimonie ma occasioni concrete per conservare la memoria e non disperdere quei valori che permettono di continuare a riflettere sul passato, così da non dimenticare quanto il nostro Paese ha perso e conquistato”.

Lo hanno sottolineato Antonio Pettinari, Presidente della Provincia, il civitanovese Claudio Gaetani, Presidente dell’Isrec Macerata, e Lorenzo Marconi, presidente dell’Anpi, oggi in Provincia in occasione della firma dell’accordo a cui hanno partecipato Paolo Cartechini, presidente del Consiglio provinciale, Annalisa Cegna, dell’Isrec, e l’assessore Leonardo Lippi. L’intesa permetterà di organizzare e realizzare in maniera più incisiva e coordinata una serie di attività sul territorio grazie anche ai cinquemila euro di contributo messi a disposizione dall’Amministrazione provinciale.

Per la ricorrenza del Giorno della Memoria (27 gennaio) si sta mettendo a punto un calendario ricco di iniziative che, dal 21 al 30 gennaio, toccheranno diversi luoghi del Maceratese a fare da cornice alla cerimonia ufficiale in programma martedì 28 gennaio al cineteatro “Don Bosco” di Tolentino, con la partecipazione degli studenti delle scuole superiori della città. “Una celebrazione – dice il presidente Pettinari – in mezzo ai giovani e per i giovani, sulla scia di quella dell’anno scorso ospitata all’Istituto tecnico commerciale ‘Gentili’ di Macerata”.

Nella foto: la firma dell’accordo di collaborazione tra Provincia, Isrec e Anpi

MONTECOSARO–L’associazione culturale “Gruppo folk

CLAUDIO SCOCCO CON IL GRUPPO FOLK JUNIOR NEL CORSO DI UNA ESIBIZIONE ESTIVA ALL'IPPODROMO MORI DI CIVITANOVA ALTA

CLAUDIO SCOCCO CON IL GRUPPO FOLK JUNIOR NEL CORSO DI UN’ ESIBIZIONE ESTIVA ALL’IPPODROMO MORI DI CIVITANOVA ALTA

Li matti de Montecò” inizierà – da venerdì 24 gennaio 2014, tutti i venerdì alle ore 21,30 – dei corsi gratuiti di danze folk per adulti e bambini, presso l’aula magna della Scuola Media del centro storico. Volantini per divulgare l’iniziativa sono stati recapitati anche nelle scuole di Montecosaro e Morrovalle. “Vogliamo promuovere gratuitamente il ricordo delle tradizioni e dei divertimenti antichi dei nostri nonni – ci ha detto Claudio Scocco, l’animatore del gruppo – per non dimenticarli e farli conoscere alle nuove generazioni. Si tratta di balli salutari e giocosi, arricchiti da musiche e coreografie sprizzanti gioia. Inoltre contro…la crisi abbiamo pensato al…tutto gratuito! Un’iniziativa che è tesa a valorizzare il nostro territorio e le tradizioni popolari dovrebbe essere un buon proposito per il nostro paese”. Il Gruppo folk di Montecosaro in questi ultimi anni si è guadagnato la crescente simpatia delle persone, per l’allegria che sempre porta alle feste popolari, partendo da quelle di Montecosaro, per passare a quelle di Civitanova (Carnevale e non solo) e della provincia di Macerata (festa della mietitura e dintorni).

Ricordiamo infine che “Li Matti de Montecò” sono stati chiamati più volte ad animare manifstazioni popolari Subbiano, in provincia di Arezzo, non sono mancate inoltre uscite nel Lazio e finanche in Spagna! Il papà di Claudio Scocco era appassionato di organetto e saltarello; in casa ha cercato di tramandare questa tradizione. Il testimone alal fine è stato raccolto ed ora il Gruppo è sempre più lanciato, tanto da aver inciso anche un Cd, con il quale documenta il cammino percorso sin qui.

 

MARTINA PIRANI

MARTINA PIRANI

Inizia davvero bene il nuovo anno 2014 per la ballerina Martina Pirani (è nata a Macerata, vive a Firenze, ma trascorre parte dell’estate anche a Civitanova, da dove parte quindi per Zara e la Grecia, vedere l’articolo nell’ultimo numero in Millepaesi in edicola). “Ballerò in effetti ­ come ci ha confermato lei stessa poco fa, oggi 1 gennaio 2014 – in “Aida” a Palazzo Camozzini a Verona, sotto la regia del Mº Riccardo Serenelli, con la Compagnia di Villa inCanto, che ha sede a Recanati. Precedentemente avevamo fatto opere (Aida, Carmen, La serva padrona, ecc) sia a Villa Collorredo Mels e successivamente a Londra. A Verona andremo in scena esattamente venerdì 10 gennaio”. Auguri, dunque, a Martina, nonché a tutti i componenti della Compagnia leopardiana, impegnata in questa importante trasferta.

 
 

CIVITANOVA–Una ragazza civitanovese si sta facendo strada – grazie alla sua prepar

MARIA ELENA MATTEUCCI

MARIA ELENA MATTEUCCI

azione e versatilità – nel campo dello spettacolo. Si tratta di Maria Elena Matteucci (nelle foto). Si è diplomata dapprima presso il Liceo Classico Giacomo Leopardi di Civitanova, per poi frequentare a Milano – nell’anno 2011-2012 –l’Accademia M.A.S. (Musica Arts & Show), dedicandosi così alla recitazione, al canto ed alla danza, non disdegnando il pianoforte.

Attualmente frequenta nella capitale il secondo anno del Dams, presso l’Università di Roma Tre. Maria Elena ha partecipato a diversi concorsi e rassegne di canto, come “Sarete famosi” e stage di danza con maestri prestigiosi quali Loris Petrillo di Contact, Rosaria De Cicco e Liliana De Curtis. A Firenze ha preso parte al concorso internazionale “Expression”. Nel 2009 ha interpretato, in veste di protagonista, la Commedia musicale “Buonanotte Bettina” di Garinei e Giovannini, portata in scena dalla Compagnia teatrale “Piccola Pietra”. Nel 2012 Maria Elena Matteucci ha partecipato al film “Niente può fermarci”, con Serena Autieri e Gérard Depardieu (regia di Luigi Cecinelli), uscito nelle sale lo scorso giugno.

In questo 2013 che si sta per concludere la ragazza civitanovese è stata protagonista in Aretusa. Canto delle acque nelle metamorfosi”, portata in scena dalla Compagnia Bucci di Firenze (regia di Roberto Lori).MATTEUCCI-MARIA ELENA-LG7509

“Aretusa” è stata rappresentata, con il patrocinio delle Università di Macerata e Camerino (domenica 14 luglio 2013), nel suggestivo Anfiteatro Romano di Urbisaglia. In aprile, invece, era andata in scena la “prima” al Marchetti, storico teatro camerte.

Gli altri interpreti sono stati: Fabio Bacaloni (Alfeo), Giampaolo Valentini (Il Vecchio Poeta), Roberto Lori (Poseidone). Danzatori: Michela Paoloni, Virginia Potetti, Maria Elena Matteucci, Fabio Bacaloni, Roberto Lori. Sceneggiatura di Franco Pallotta, musiche di Nazzareno Zacconi, coreografie di Roberto Lori, costumi Atelier Aurora, audio luci Riccardo Rocchetti, fotografia Daniele Carbini.

La singolare storia di Aretusa continua ad ammaliare. E’ la storia della Ninfa d’acqua limpida che dal Peloponneso, attraversando le profondità della terra, riaffiora senza smarrirsi – intatta e cristallina – rifornendo di linfa vitale gli abitanti della più grande città greca d’Occidente, ovvero Siracusa, dove appunto i turisti di tutto il mondo ammirano tuttora la fontana di Aretusa, nella splendida isola di Ortigia (il nucleo storico della meravigliosa città siciliana). In “Aretusa” il tema principale del dramma è la Natura. Aretusa – liquida e carnale – viene inseguita da Alfeo – fiume possente dell’Elide – che non esita ad attraversare il mare per raggiungere…l’Amata. La sotterranea corrente di Alfeo continua così ad alimentare la bella fonte perenne di Ortigia.

E Maria Elena ha incarnato sulla scena la freschezza giovanile e zampillante dell’Acqua e dell’Amore.

Per documentarsi sulla rappresentazione da segnalare infine MATTEUCCI-ARETUSA-7512-LGil pregevole volumetto (copertina nella foto) – a cura di Fabio Pallotta (geologo ed autore di testi teatrali) e Enzo Catani (già docente di archeologia e storia dell’arte greca e romana) – intitolato appunto “Aretusa. Canto delle acque nelle Metamorfosi”, pubblicato dall’Editore Monacchi di Urbino.

In onda al sabato e alla domenica mattina

Conto alla rovescia per il nuovo programma di Rai 2 “Cronache anim

LA GIORNALISTA LISA MARZOLI NEGLI STUDI DELLA NUOVA TRASMISSIONE "CRONACHE ANIMALI"

LA GIORNALISTA LISA MARZOLI NEGLI STUDI DELLA NUOVA TRASMISSIONE “CRONACHE ANIMALI” (RAI 2)

ali”, che partirà dal 18 gennaio 2014. Si tratta di un programma sul mondo degli animali e l’ambiente, che andrà in onda al sabato ed alla domenica mattina. La conduzione è stata affidata alla spigliata giornalista Lisa Marzoli (è nata a Ortona, vissuta a Porto Potenza, liceale al Leonardo da Vinci di Civitanova), già inviata di Uno Mattina e conduttrice in questi anni del Tgr Lazio. Tecnicamente sono stati già effettuati dei numeri di prova della trasmissione, cui si riferisce la foto. Per Lisa Marzoli davvero una bella occasione professionale, di cui ha dato notizia questa settimana anche il periodico “Oggi”.

Nella capitale Lisa – oltre che condurre il Tgr – ha preso parte sin dagli esordi a “Buongiorno regione”, quando doveva trovarsi al mattino presto nei vari angoli della città, per stare sulla cronaca. Negli anni precedenti per un anno ha lavorato anche alla Rai di Torino. Da studentessa Lisa Marzoli ha frequentato, dopo il Liceo, l’Università di Macerata, dove si è brillantemente laureata in Scienze della comunicazione. La passione giornalistica l’ha sfoderata sin dai banchi di scuola, quando ha scritto i primi articoli per Millepaesi, quindi per il Carlino Macera

a, conducendo in simultanea per anni il Tg di Teleadriatica (quando la sede si trovava nel Centro Aurora di Civitanova), realizzando interviste nei vari angoli della regione Marche. Dopo la laurea l’approdo alla Rai a Roma, dove si è fatta apprezzare per lo sprint nei collegamenti in diretta e nella conduzione in studio.

MACERATA–Riflettere sul passato per non dimenticare quanto il Paese ha perso e conquistato. È il messaggio consegnato dalla Provincia MC-5_cerimonia 4novembre_monumento_CAL6280attraverso la conferenza “La Grande Guerra e il sogno di una Grande Italia”, tenuta questa mattina nella sala consiliare dal professor Angelo Ventrone, docente di Storia contemporanea all’Università di Macerata, a coronare le iniziative celebrate in città in occasione del 4 Novembre, Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.  
Una lezione di storia, nel  95° anniversario della fine del primo conflitto mondiale, alla presenza non solo delle autorità civili e militari ma anche degli studenti, come “momento culturale e didattico rivolto soprattutto alle nuove generazioni”. MC-8_cerimonia 4novembre_monumento_CAL6306
Lo ha sottolineato Paolo Cartechini, Presidente del Consiglio provinciale, nel dare il suo benvenuto all’iniziativa organizzata al termine delle cerimonie commemorative ufficiali promosse dall’apposito Comitato provinciale, presieduto dal Prefetto, in collaborazione con la Provincia e il Comune di Macerata. 

La Giornata si è aperta con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa dell’Immacolata; quindi l’afflusso dei Gonfaloni dei Comuni e della Provincia e dei Labari delle Associazioni d’Arma al monumento ai Caduti.  MC-7_cerimonia 4novembre_monumento_CAL6301

In Piazza della Vittoria, davanti alle massime autorità civili, religiose e militari, sono seguiti gli onori al Prefetto, l’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro, la lettura dei messaggi del Presidente della Repubblica e del Ministro della Difesa e, infine, la Preghiera per la Patria. 

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