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Iginio Straffi l'inventore delle Winx

Iginio Straffi l’inventore delle Winx

MACERATA–“Cercando un imprenditore che potesse rappresentare lo spirito del Laboratorio umanistico per la creatività e l’innovazione non è difficile pensare a Iginio Straffi, una persona che ha trasformato una grande passione, una vocazione e un talento evidenti in qualcosa di particolarmente importante”. 

Con queste parole il Rettore dell’Università di Macerata Luigi Lacchè ha introdotto Iginio Straffi – “definirlo papà delle Winx sarebbe riduttivo” ha specificato il rettore – Presidente e fondatore dello studio di animazione “Rainbow”, notissimo come creatore e regista delle famose serie di animazione Winx Club, Huntik, Monster Allergy, i cui personaggi animano anche il parco Rainbow MagicLand di Roma, con collaborazioni con il colosso Usa dei media Viacom, proprietario della Paramount.

L’imprenditore marchigiano è stato scelto come padrino di questo nuovo percorso formativo rivolto dall’Ateneo ai propri laureati e dottori di ricerca nonché agli studenti degli ultimi anni per stimolare e sviluppare la creatività e l’attitudine all’innovazione, con particolare riguardo all’imprenditorialità e al collegamento tra la formazione ricevuta e le attività di impresa.

Quasi novanta persone hanno partecipato all’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio in Aula Magna. Straffi, introdotto dal rettore Lacchè, ha dialogato direttamente con gli studenti del Laboratorio, coordinati dalla professoressa Francesca Spigarelli, sottoponendosi alle tante domande specifiche sulla sua attività, dalle sfide dell’internazionalizzazione agli ostacoli da affrontare per affermarsi sul mercato degli audiovisivi, affrontando colossi come Disney e Pixar, dall’importanza del merchandising a quello dei social media.

“Sono vissuto a Macerata da quando avevo otto anni fino ai 30 e qui ho sognato quello che poi è diventata la Rainbow”, – ha raccontato Straffi, ricordando anche il suo periodo universitario, quando studiava Lingue e letterature straniere e moderne proprio a Unimc. 

“Ricordo qui la segreteria e i luoghi comuni di passaggio”, ha detto riferendosi ai corridoi della sede storica dell’Ateneo.
“Io non ho avuto un vero mentore – ha proseguito rispondendo al pubblico -, ma una persona, Lamberto Pigini, che ha creduto nell’iniziativa che volevo mettere in piedi e che mi ha aiutato insieme ai suoi collaboratori”. 

“Per quanto riguarda l’idea dell’impresa e di come realizzarla, ho trovato motivazioni personali che vengono da molto lontano, quando disegnavo fumetti sui diari dei compagni dei licei. Dal punto di vista creativo e artistico, invece, ho fatto io da guida per tanti ragazzi che conoscevo qui nelle Marche e con cui sono partito venti anni fa, appassionati del mondo dei fumetti e dei cartoni, che avevano un certo talento, ma che non riuscivano a mettere a frutto questa capacità in un’esperienza lavorativa. Non avevano chiaro cosa fosse il cartone animato industriale come quello che, un po’ follemente, avevo deciso di mettere in piedi nella campagna tra Loreto e Porto Recanati. Abbiamo messo su una vera a propria scuola di animazione e ora ben tredici di quelle persone sono le colonne portanti della Rainbow”.

 
 

 
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IN COLLEGAMENTO IDEALE CON I GIOVANI CHE STAVANO CONCLUDENDO LA GMG A RIO CON PAPA FRANCESCO

CIVITANOVA–Singolare presenza sulla spiaggia libera, ieri mattina  davanti allo Stadio, in una domenica da solleoneNEOCATECUMENALI-SPIAGGIA-28-7-2013-0520 con tante persone al mare, di un gruppo di giovani di Mestre, giunti nelle Marche per un pellegrinaggio a Loreto e Macerata. Disposti in cerchio, hanno recitato dapprima le lodi, poi hanno dato il via ad alcune significative testimonianze di vita. Persone che hanno ritrovato il gusto di vivere, della famiglia, del rapporto più cordiali con gli altri. In particolare parole, che hanno attirato l’attenzione di passanti e bagnanti, quelle di una giovane mamma con tre figli ed di un’altra ragazza, molto determinata con il dono di una bimba. Una cinquantina i presenti, guidati dal Parroco Don Giovanni Frezzato della Parrocchia di San Giovanni Evangelista di Mestre (Venezia). Almeno una decina i ragazzi con chitarre e strumenti musicali, per accompagnare le lodi ed animare l’incontro. “Non potendo andare alla Gmg a Rio – ha spiegato un componente del gruppo neocatecumenale – abbiamo compiuto questo pellegrinaggio a Loreto e poi abbiamo deciso di fare un gesto in spiaggia. Ci hanno detto che se andavamo a farlo in Piazza XX Settembre questa mattina, con il sole a picco, non ci sarebbe stato nessuno, mentre qui in spiaggia abbiamo NEOCATECUMENALI-SPIAGGIA-0509-lg-visto tanta cordiale attenzione e curiosità”. In effetti i neocatecumenali hanno proprio come loro abitudine quella di esprimere cordialmente e molto apertamente quello che pensano. E’ una loro caratteristica quella di andare fra il popolo, fra la gente, nelle strade e nelle città, per un risveglio spirituale. “A Mestre –  ci ha detto uno dei ragazzi giunti a Civitanova, Giovanni Zuliani, studente intenzionato a diventare infermiere professionale – nella nostra parrocchia abbiamo diversi gruppi, diverse comunità che fanno un cammino di fede”. Anche a Civitanova c’è una realtà analoga, per cui ritmi musicali ed i canti ci erano già noti.  In pratica in diverse realtà italiane dei gruppi giovanili e non solo hanno voluto collegarsi idealmente, spiritualmente con i 3 milioni di giovani che a Rio con Papa Francesco stavano portando a termine la Giornata Mondiale della Gioventù (Gmg), mentre è stato l’annuncio che la prossima si terrà nel 2016 a Cracovia (Polonia), la città celebre per l’Università, la cattedrale  e la Piazza del Mercato, dove è stato Cardinale Giovanni Paolo II prima di salire sulla cattedra di Pietro. “Prima di ripartire per Mestre – ci ha detto simpaticamente Giovanni Zuliani – faremo un bel bagno, vista la temperatura di oggi particolarmente elevata!”

Terremoto nel Conero, riunione della Protezione civile presso il Coc di Loreto

Paura ma non danni. Operative sul territorio tutte le strutture coinvolte

LORETO– Nessun danno, solo panico. Sono le conseguenze della sequenz

LORETO • DA SINISTRA: IL PREFETTO DI MACERATA GIARDINA, ILPRESIDENTE DELLA REGIONE GINA MARIO SPACCA, GLI ASSESSORI PIETRO MARCOLINI E PAOLA GIORGI

LORETO • DA SINISTRA: IL PREFETTO DI MACERATA GIARDINA, IL PRESIDENTE DELLA REGIONE GIAN MARIO SPACCA, GLI ASSESSORI PIETRO MARCOLINI E PAOLA GIORGI

a sismica che ha interessato, nella notte, il tratto costiero del Conero, tra le province di Ancona e Macerata. Il punto è stato fatto nel corso di una riunione della Protezione civile al Centro operativo comunale (Coc) di Loreto. Località scelta perché baricentrica rispetto all’area interessata dal terremoto. Il Coc continuerà a fungere, anche nelle prossime ore, da punto di raccordo della Protezione civile, potendo contare anche sulla vicinanza del Centro Giovanni Paolo II (località Montorso), già cablato per ogni eventuale esigenza operativa. La Sala operativa unificata di Ancona sarà comunque potenziata nella turnazione del personale, mentre le Sale operative provinciali al momento non vengono attivate, essendo la situazione sotto controllo. Le verifiche strutturali effettuate dai Vigli del Fuoco (circa 25 e “solo a scopo precauzionale”), insieme a quelle condotte dai tecnici dei Comuni della zona interessata, non hanno evidenziato criticità.

LORETO • IL TAVOLO DEL COC CHE DALLE ORE 10 ALLE 13 HA FATTO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SISMICA, PER FORTUNA SENZA DANNI A PERSONE E COSE

LORETO • IL TAVOLO DEL COC CHE DALLE ORE 10 ALLE 13 HA FATTO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SISMICA NELLA ZONA DEL CONERO, PER FORTUNA SENZA DANNI A PERSONE E COSE • UN SOSPIRO DI SOLLIEVO PER TUTTI • RECUPERATA TRANQUILLITA’ PER CHI E’ IN VACANZA

“D’altronde – è stato sottolineato – l’area è risultata oggetto, in passato, di altri fenomeni tellurici, che hanno indotto a modificare i regolamenti edilizi, elevando gli standard costruttivi a un livello tale da consentire agli edifici di resistere all’intensità dei fenomeni come quelli avvenuti nella notte”. Anche le strutture ospedaliere non segnalano criticità sanitarie da parte della popolazione: “Solo una decina di prestazioni riconducibili a stati d’ansia”.

All’incontro presso il Coc di Loreto hanno partecipato rappresentanti istituzionali, della protezione civile, del volontariato, delle forze dell’ordine, dei Vigili del Fuoco, delle due Province coinvolte e dei Comuni interessati: Camerano, Numana, Sirolo, Loreto, Castelfidardo, Porto Recanati. Hanno partecipato anche i Prefetti di Ancona, Alfonso Pironti, e di Macerata, Pietro Giardina; il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca; gli assessori regionali, Paola Giorgi e Pietro MarcoliniI lavori sono stati introdotti da Marco Cattaneo (Istituto nazionale geofisica e vulcanologia) che ha descritto il fenomeno sismico registrato: due scosse principiali di magnitudo 4.9 e 4.0, seguite da altre scosse di minore magnitudo, all’interno di una zona geologicamente attiva e monitorata.

L’epicentro è in mare; la sua superficialità consente alla popolazione di avvertire anche quelle di modesta intensità. “Le Marche – ha detto – sono una delle regioni meglio monitorate in Italia e la rete di rilevazione verrà incrementata con nuova strumentazione già nelle prossime ore”. Il direttore del dipartimento regionale della Protezione Civile, Roberto Oreficini, ha riferito che “tutto il sistema era operativo dopo pochi minuti dalla prima scossa e rimarrà pienamente attivo per tutta la durata del fenomeno”.

ANCONA–Una scossa di terremoto di magnitudo 4,9 della scala Richter è stata registrata nei pressi di Numana, alleCONERO-VISTO DALLA TERAZZA DI SIROLO-FOTO©MILLEPAESI-9132-LG 3,32 della notte. L’epicentro ha avuto luogo in mare, a una profondità di 8,4 chilometri. Il sisma è stato avvertito per diversi secondi lungo tutta la costa adriatica. Alla prima scossa ha fatto seguito una sequenza di scosse di magnitudo compresa tra 2,3 e 2,0 e alle 5,07 una di magnitudo 4,0.

Nella Sala Operativa Unificata Permanente del Dipartimento regionale della Protezione Civile ha avuto luogo immediatamente una riunione operativa, alla quale, oltre al  Direttore (Roberto Oreficini) ed ai responsabili delle diverse funzioni del Dipartimento, hanno partecipato rappresentanti della Prefettura, della Provincia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Era presente anche l’assessore regionale alle infrastrutture Paola Giorgi.

Le notizie pervenute dal territorio segnalano paura fra la popolazione che si è riversata in strada ma, fortunatamente, al momento, non sono giunte segnalazioni di danni significativi a persone o edifici.

I sindaci dei Comuni della zona epicentrale hanno disposto, a titolo precauzionale, l’effettuazione di sopralluoghi che vengono svolti dai tecnici comunali e dai Vigili del Fuoco.

 Alle ore dieci è iniziata una riunione presso il Centro Operativo Comunale di Loreto, alla quale stanno partecipando anche i Sindaci dei Comuni maggiormente interessati dall’evento (Numana, Sirolo, Porto Recanati, Camerano e Loreto) e i rappresentanti regionali e provinciali del volontariato di Protezione civile.

 

LORETO–La Delegazione Pontificia e il Centro Studi Lauretani ha reso noto che sabato 20 luglio 2013 verrà inaugurata presso la Sala degli Svizzeri del Museo-Antico Tesoro (Palazzo Apostolico) di Loreto la mostra La Passione. Passione e gloria di nostro Signore Gesù Cristo, del Maestro Davide Frisoni. L’appuntamento è alle ore 18,00 alla presenza di Mons. Giovanni Tonucci, l’Arcivescovo Delegato Pontificio di Loreto, dell’artista e dei curatori della mostra, Cosimo Resta e Vito Punzi.

Prima o poi– ha scritto Mons. Tonucci nel catalogo della mostra – ogni artista, che sia un pittore o uno scultore, o un incisore, dovrà trovarsi faccia a faccia con il tema della passione e della crocifissione di Gesù. […] Come tanti artisti prima di lui, anche Davide Frisoni sente il fascino inquietante della passione di Cristo e svolge la sua meditazione con un forte coinvolgimento, che sembra essere anche personale. Nelle sue figure non c’è nulla della indifferenza classicheggiante di chi cura soltanto la perfezione della forma e la piacevolezza dei toni di colore. C’è nelle sue composizioni, una violenza convincente, che fin da un primo sguardo fa sentire l’intensità di una partecipazione che si trasmette allo spettatore. C’è in esse un invito a prendere parte e persino a prendere posizione di fronte al mistero rappresentato.”.

La “Passione” di Frisoni è costituita di 14 oli su tavola, cui il Maestro, in considerazione del luogo che ospita l’esposizione, ha voluto aggiungere altri cinque oli dedicati alla Sancta Mater Domus

La mostra, realizzata in collaborazione con la Galleria Restante di Bologna e il Caffè Bramante di Loreto, sarà visitabile fino all’8 settembre 2013 secondo gli orari del Museo-Antico Tesoro.

Per info: 071.97.47.198 – museoanticotesoro@gmail.com .

 

 

LORETO–La Delegazione Pontificia di Loreto rende noto che domenica 30 giugno 2013 verrà inaugurata presso le Cantine del Bramante del Palazzo Apostolico di Loreto la mostra “Quasi dalla fine del mondo”: l’Argentina di Papa Francesco. L’appuntamento è alle ore 18,00 presso la Sala del Pomarancio della Basilica della Santa Casa, dove interverranno Mons. Giovanni Tonucci, l’Arcivescovo Delegato Pontificio di Loreto, e il Governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca. Di seguito si accederà alle sale espositive della Cantine del Bramante attraverso il cosiddetto Passaggio della Mula, recentemente recuperato.

La mostra, sebbene pensata prima che il Card. Bergoglio venisse eletto Papa, rappresenta un riguardoso omaggio al Santo Padre. Patrocinata dalla Regione Marche insieme alla Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù è stata organizzata da Artifex-Comunicare con l’Arte ed affidata alla curatela di Roberto Vega Andersen.

La Regione Marche – dice il Presidente Spacca – partecipa con grande convinzione a questo progetto che getta un ponte tra l’Italia e l’Argentina. E’ infatti anche attraverso la cultura che le relazioni istituzionali ed economiche tra Paesi possono svilupparsi. La mostra che si inaugura a Loreto ha già riscosso un grande successo nella sua tappa in Vaticano, dove è stata visitata in un solo mese da 40mila persone. Sono certo che anche i marchigiani e i turisti in visita nella nostra regione sapranno apprezzare con altrettanto calore questo progetto omaggio alla terra d’Argentina. Si tratta di un evento sostenuto dalla nostra Regione che offre un’occasione internazionale di promozione alla città di Loreto”.

L’esposizione è dedicata in particolare alla figura del “gaucho”, tra tradizione, arte e fede. Divisa in diverse sezioni, è il risultato di un’attenta selezione di opere appartenenti a importanti collezionisti argentini che hanno generosamente messo a disposizione le loro opere. Conoscere l’Argentina, la sua cultura e la sua storia è l’intento dell’esposizione. La fratellanza fra il popolo argentino e italiano la rende un omaggio alle due nazioni che condividono un lungo percorso di storia.

Composta da oltre 200 opere, fra dipinti, stampe, fotografie antiche e artistiche, ori, argenti, preziosi tessuti antichi e moderni e documenti storici, presenta un percorso espositivo articolato in tre sezioni ben definite: la prima iconografica, con dipinti, stampe e libri, la seconda riguarda l’ergologia del “gaucho”, con particolare attenzione agli oggetti in argento e alle manifatture tessili che sono state utilizzate fin dalle origini. La terza è dedicata alla memoria di José Cura Brochero Gabriel del Rosario.

Nella prima sezione è ampia la panoramica sui luoghi e le genti, ritratti storici carichi di suggestioni e molte tranche-de-vie raccontano da vicino vita e costumi del popolo argentino. Fra questi spiccano il gaucho sudamericano di Mauricio Rugendas, il corpus di immagini straordinarie di Celine Frers e Daniel Sempé, le fotografie antiche in albumina che raccontano di gauchos, di contadini nei campi, o rimandano a scene romantiche cariche di intensità e bellezza. Acquerelli e stampe antiche hanno un ruolo importante nella descrizione dei paesaggi, delle pampas, e ancor più quale rimando ai costumi dell’epoca come in La guitarreada, in Bailando gato en el galpòn o in Leva de gauchos.

Con l’arrivo dei colonizzatori l’Argentina conobbe, unitamente al processo di evangelizzazione, la preziosa arte dell’oreficeria. Gli orafi spagnoli trasmisero le più raffinate tecniche per la creazione di oggetti liturgici: ostensori, calici, crocifissi che portarono a notevoli espressioni dell’arte orafa. Fra i metalli preziosi l’argento è stato sfruttato lungamente dai gauchos e dai contadini per la realizzazione di utensili ad uso domestico, per impreziosire l’abbigliamento e per le bardature e i finimenti dei cavalli.

Nella parte espositiva che vede protagonisti i manufatti in oro, argento, smalto e pietre preziose, la mostra si apre come un vero e prezioso scrigno su una collezione unica: la collezione Pallarols. Sette generazioni di orafi hanno composto un percorso di fede e arte che vede fra gli oggetti più preziosi lo Stendardo in argento, oro, pietre preziose e smalto realizzato da Carlos Pallarols Cuni, con ricami d’argento eseguiti dalla madre dell’orafo, doña Carolina Cuni, eseguito per la Confraternita del Santissimo Sacramento della Cattedrale Metropolitana della Città di Buenos Aires( 1934). Il Calice in oro, argento e pietre preziose, opera di Carlos Pallarols Cuni (utilizzato nel Congresso Eucaristico del 1934), il Pettorale d’oro realizzato per Sua Ecc.za Monsignor Enrique Rau, Vescovo del Mar della Plata da Carlos Pallarols Cuni (c.ca 1945), l’Incensiere d’argento con figura di uccello realizato da José Pallarols e Torras (c.a 1920), la Figura di Cristo in argento brillante e il Mate in argento opaco con figure di angeli realizzati da Juan Carlos Pallarols.

José Pallarols y Torras, di origine catalana, si stabilì a Buenos Aires all’inizio del XX secolo. Oggi, Juan Carlos Pallarols che rappresenta la settima generazione è l’orefice più autorevole dell’Argentina. La famiglia, nel tempo, ha risposto alle richieste più importanti della Chiesa e dei committenti argentini. I tesori realizzati dai Pallarols sono parte integrante del patrimonio argentino. Coinvolti nelle vicende politiche del paese, durante il governo peronista Carlos Pallarols Cuni venne chiamato a lavorare al mausoleo di Eva Duarte (Evita Peròn), ma alla caduta del regime i Pallarols dovettero fuggire e riparare nel convento francescano di Corrientes. Di ritorno a Buenos Aires strinsero ancor più i rapporti con la chiesa e con le famiglie più ricche del paese. Dalla bottega, luogo simbolo del fare prezioso, nasce un flusso ininterrotto di opere civili, religiose e istituzionali, come il bastone del comando presidenziale.

La seconda sezione della mostra è dedicata ai gauchos e alla cultura gauchesca. Il gaucho è il personaggio simbolo delle pampas rioplatensi. Abile cavallerizzo e mandriano, figura centrale, fortemente evocativa e parte integrante della storia del paese, accresce la propria storia attraverso il rapido sviluppo dell’allevamento del bestiame bovino ed equino portato dai conquistadores. All’origine, nelle estancias dei Gesuiti che fornivano il bestiame alle missioni che la Compagnia di Gesù amministrava in Paraguay, Brasile, Argentinas e Uruguay, i gauchos erano indigeni evangelizzati, creoli di radice ispano-indigena e schiavi neri. Il gaucho, nato in queste circostanze, adotta una personalità ribelle ma molto rispettosa di un codice proprio di giustizia e carico di fede. Da guardiano delle grandi praterie, con la caduta nel 1810 del governo monarchico spagnolo, il gaucho viene inserito nelle file dell’esercito patriota. Nel nord argentino, i gauchos de Güemes capitanati da Martín Miguel de Güemes, scrissero un capitolo importante della storia del paese.

Consolidato il proprio ruolo, non solo economico, all’interno della nuova struttura del paese, il gaucho si caratterizza per il forte gusto di lussuosi finimenti in argento che esibisce con orgoglio nelle feste domenicali, nelle celebrazioni nazionali, durante le battaglie. Con l’avvento della ferrovia il suo ruolo è ridimensionato ma acquista la valenza del mito. Il poema epico Martín Fierro, scritto da José Hernández nel 1872, divenne il libro più importante del secolo. Il modello ergologico dei gauchos venne adottato anche dai proprietari delle estancias e dai cittadini di Buenos Aires. Persino gli emigranti, che dalla fine dell’800 invadono l’Argentina, adottano questo costume locale, bevono il mate e si fanno ritrarre con l’abito del gaucho e la barba finta per mostrare ai parenti lontani la loro nuova vita. A tutti gli effetti i gauchos trasformano la cultura contadina in modello suggestivo e caratteristico, ed emblema della storia rioplatense.

La mostra presenta anche un nucleo unico e significativo di argenteria di uso “gauchesco”: erpici, mates, bombillas, brocche, bardature complete, redini, cavezze, staffe, freni, pretales, pastoie, fruste, speroni, accendini, tabacchiere, coltelli “verijeros”, coltelli da cintura.

Una intera sezione della mostra è dedicata ai “poncho”, realizzati con vari materiali: lana di agnello, seta, cotone e vigogna, di differenti stili, epoche e provenienza (patagonica o settentrionale). Completano la sezione oggetti di abbigliamento per il gaucho e il cavallo, tutti pezzi di rarità eccezionale e altissima qualità.

L’ultima sezione della mostra ricorda José Cura Brochero Gabriel del Rosario, sacerdote diocesano di origine argentina e di famiglia cattolica italiana, nato nel 1840 nella città di Santa Rosa de Rio Primero in Provincia di Cordoba. Il 20 Dicembre 2012 Sua Santità Benedetto XVI ha firmato il decreto per la sua beatificazione, un passo ulteriore verso la sua canonizzazione.

La proiezione all’interno della mostra di diversi video provenienti dall’Argentina, daranno una significativa testimonianza del paese.

Giorni e orari di apertura:

– dal 1/7 al 7/7 compresi, dal lunedì alla domenica dalle ore 16.00 alle 20.00

– dal 8/7 al 28/7 compresi, dal giovedì alla domenica dalle ore 16.00 alle 20,00

Termine della mostra martedì 30 luglio 2013.

NUMANA–La Conero Running, manifestazione sportiva alla sua seconda edizione, è una mezza maratona competitiva, che si svolgerà a Numana domenica  28 aprile 2013. Si tratta di Corsa di caratura nazionale, che si prefigge l’obiettivo di diventare la più grande mezza maratona dell´Adriatico. Sede del Campionato di Società di Mezza Maratona Master Marche, la Conero Running mira a raccogliere tra i suoi partenti non solo dilettanti e professionisti dell´atletica leggera, ma anche curiosi che vogliono cimentarsi per la prima volta sulla distanza di 21,097 Km. La partenza è fissata alle ore 9,00 in Via Litoranea a Numana. I numerosi appassionati sfileranno tra le strade della Riviera del Conero, toccando i territori dei comuni di Numana, Porto Recanati e Loreto. Il percorso, completamente pianeggiante e chiuso al traffico, offrirà agli atleti la possibilità di correre immersi nello splendido panorama offerto dalla Riviera del Conero: con un occhio verso le bellezze suggestive del Monte e l’altro al lungomare della riviera adriatica, senza trascurare l´imponente e storico Santuario di Loreto, che si fa ammirare da lontano con il suo bel campanile disegnato da Luigi Vanvitelli, lo stesso architetto della Reggia di Caserta. La Conero Running, alla sua quarta edizione, è un grande evento di carattere nazionale, che si svolgerà presso il Porto Turistico, grazie all’iniziativa dell’A.S.D. Atletica Recanati in collaborazione con il Comune di Numana e la Fondazione dell’Ospedale Salesi Onlus. L’obiettivo è quello di creare un unico grande evento sportivo, turistico, culturale ed enogastronomico che, secondo le previsioni, dovrebbe portare per un week-end nella cittadina della Riviera del Conero e nel suo hinterland, oltre 2.000 atleti over 18, provenienti da tutto il territorio nazionale ed internazionale. L’evento, inoltre, grazie all’organizzazione di numerosi eventi collaterali e all’indotto generato da accompagnatori e addetti ai lavori, dovrebbe far salire complessivamente la portata dell’evento a quasi 10.000 presenze.

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