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QUATTRO ORE DI CONFRONTO E DISCUSSIONE APERTA, POI IL VOTO UNANIME DELLA DELIBERA CONTRO I TAGLI

 

SAN SEVERINO MARCHE–E’ stata approvata con il voto unanime di tutti i presenti la delibera con la quale il Consiglio comunale di San Severino Marche, riunitosi in una “seduta aperta” alla partecipazione della cittadinanza, ha rigettato con forza la proposta di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera regionale. Questo era l’unico punto all’ordine del giorno dell’Assise settempedana che si è contraddistinta per un dibattito molto articolato e che ha fornito numerosi spunti di riflessione. Un dibattito durato quasi quattro ore, terminato ieri sera poco dopo le 21,30. Il primo ad intervenire, nella grande sala del Cine Teatro Italia, è stato il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Camerino, Flavio Corradini, che ha sottolineato: “Ci vuole coraggio ad organizzare questo tipo di manifestazioni”. Corradini ha poi lanciato un invito: “Dobbiamo dare speranza e fiducia ai cittadini e dobbiamo, come istituzioni presenti sul territorio, fare squadra”. Poi ha preso la parola il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, che ha voluto evidenziare la partecipazione di altri primi cittadini del territorio: “La vostra presenza qui, a questo Consiglio, è molto significativa – ha detto, aggiungendo – Come politici stiamo vivendo un momento particolare di forte disagio. E’ giunto il tempo di dire basta ai giochi di potere e di far sentire la nostra voce. Non vogliamo assistere indifferenti alla dissoluzione del Paese. Il comportamento che tiene banco a livello nazionale lo stiamo vivendo con la Regione che ci impone le sue decisioni, in materia di sanità, per evitare il commissariamento. Il mio non è uno sfogo, ma è una denuncia – ha poi proseguito il sindaco di San Severino Marche – Una denuncia contro la sanità che sperpera, che è fatta di dirigenti e portaborse. Contro un’Asur che non si accorge di quello che riesce a fare il nostro “Bartolomeo Eustachio”. Un’Asur che non si accorge, e che non vuol sapere, che il nostro Ospedale è un’eccellenza marchigiana. San Severino, insieme a Camerino e Matelica, ha dato vita ad un’integrazione che sta producendo risultati molto positivi dal punto di vista quantitativo e qualitativo. A chi ci chiede di evitare il commissariamento, e che non si accorge di questo, noi rispondiamo dicendo che non ci stiamo. Che vogliamo che la Regione sia commissariata. Alla salute non si può rinunciare, qui si rischia di grosso prendendo certe decisioni” – ha poi concluso il sindaco Martini.

A seguire il direttore generale dell’Area Vasta 3 dell’Asur Marche, Enrico Bordoni, ha presentato il Piano di riorganizzazione che da vicino interesserà, a breve, anche il “Bartolomeo Eustachio”: “A San Severino Marche attualmente ci sono 94 posti letto, ma quelli attivi sono 76. La riduzione è di 35 posti letto reali, con un aumento di 16 posti letto post acuzie. Con il numero di posti letto proposto – ha poi precisato Bordoni che ha presentato anche la riorganizzazione del servizio di pronta emergenza sanitaria “118” – vi sarebbe la continuazione di tutte le attività medico e chirurgiche a livello attuale. A San Severino Marche verrà garantito lo stesso numero di prestazioni di quest’anno e dell’anno scorso”. A dare voce ai sindaci del territorio è intervenuto il primo cittadino di Camerino, Dario Conti: “Abbiamo superato anche l’anomalia dei tre presidi ospedalieri in uno, siamo ormai un modello in un’organizzazione amministrativa e sanitaria che spesso, sbagliando, non mette al centro di tutto i malati. Fuori si parla dell’accoglienza e della qualità delle nostre strutture, della professionalità dei nostri medici, ma l’Asur non comprende il valore di tanti sforzi e di tanto lavoro. Personalmente sono del parere che l’Asur unica vada chiusa, che si debba dare personalità giuridica alle Aree Vaste. E sono anche del parere che sia giunto il momento di iniziare a ragionare su di un presidio ospedaliero unico che sia baricentrico per il nostro territorio”. “A San Severino Marche non cambia nulla?”. E’ stata questa la domanda posta provocatoriamente, dopo la presentazione del Piano di riorganizzazione da parte del direttore generale dell’Area Vasta 3, dal consigliere regionale Francesco Massi, il quale ha aggiunto, intervenendo al dibattito: “San Severino presenta delle grandi eccellenze come oculistica, ostetricia e ginecologia che molti ammirano. Servono 50mila euro per un nuovo ecografo? Li possiamo chiedere all’emiro, per la cui accoglienza la Regione ha speso qualcosa come 350mila euro”. Alla “necessità di scelte eque” si è richiamato il consigliere regionale Angelo Sciapichetti, che ha sottolineato: “Sappiamo che si devono fare dei tagli, che servono coraggio e franchezza, ma occorre una concertazione con le amministrazioni locali. Questo a prescindere dal fatto che nessun sindaco ci dirà che siamo stati bravi”.

  Elogiando la decisione di invitare i consiglieri regionali all’Assise pubblica sul tema del riordino della sanità, il consigliere regionale Enzo Marangoni è intervenuto per sottolineare: “Stiamo di fronte ad una macelleria ospedaliera fatta con criteri ragionieristici. Verranno fatti dei tagli che vesseranno la provincia di Macerata”. Non si può fare solo un discorso sui posti letto, ma si deve fare un discorso più ampio sui servizi – ha detto il consigliere provinciale Pietro Cruciani, aggiungendo – La nostra specialistica non può essere portata fuori ma va potenziata magari creando un comprensorio maceratese”.

  Polemico con le istituzioni locali e la Regione il consigliere provinciale Luigi Zura Puntaroni che ha denunciato la mancanza di futuro dopo aver affermato pubblicamente: “Vorrei ringraziare l’Amministrazione comunale per questo invito anche se la Provincia non ha competenze in materia di sanità”. A farsi portavoce per conto del Comitato per la Difesa e la Tutela dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio” è intervenuto il segretario dell’organismo, Marco Massei: “Nelle decisioni sull’ospedale ci sono stati un evidente ritardo nel confronto e la mancanza di partecipazione democratica”. Gli stessi concetti, messi nero su bianco nella delibera votata all’unanimità dal Consiglio comunale settempedano, sono stati anche ribaditi dai rappresentanti sindacali presenti all’Assise pubblica. Il consigliere capogruppo comunale Fernando Taborro: “Per questa riforma si è scelto un metodo sbagliato, senza coinvolgere i territorio – ha denunciato questi, sottolineando poi nel proprio intervento – Si penalizzata chi è già penalizzato, si fa una media e si cala sul sistema senza alcun aggiustamento che, invece, è dovuto. Il documento del Consiglio comunale cittadino boccia politicamente questo modo di fare e, nel merito, sottolinea che non è accettabile che si tagli solo nel nostro ospedale che, invece, è un punto di riferimento per l’intera vallata e per le eccellenze maturate, a livello regionale, nel tempo”. “Chiediamo all’assessore regionale Mezzolani che riceva la Conferenza dei capigruppo per rappresentargli l’esito di questo incontro – è stata invece la proposta del consigliere capogruppo Gilberto Chiodi, che ha aperto il proprio intervento ringraziando per il lavoro svolto la Commissione comunale paritetica sulla Sanità – Nell’Area Vasta 3 la media di posti letto per abitante deve tenere necessariamente conto di quella che è la densità abitativa: con 118 posti letto per chilometro quadrato, infatti, abbiamo bisogno di un numero di ambulanze indubbiamente maggiore rispetto ad altre realtà tanto per cominciare – ha aggiunto Chiodi, che ha poi proseguito – Ci sono bilanciamenti disomogenei a livello regionale e c’è una volontà di andare a diminuire il livello dei servizi essenziali. Una volontà, questa, che è pericolosa e che porterà alla mobilità di pazienti altrove ed alla minaccia per alcuni servizi. Infine occorre tenere conto dei costi proprio dei servizi da una zona ad una zona e rispettare la cosiddetta sanità di prossimità”.

Vorrei che qualcuno ci spieghi dove ci sta portando questo riordino, che cosa accadrà da qui a dieci, venti anni – è stata la questione posta dal consigliere capogruppo Alessandra Aronne, che ha anche domandato – Che cosa accadrà con i medici di famiglia? E con il servizio di pronta emergenza sanitaria 118?”.

A chiudere i numerosi interventi è stato il consigliere regionale presidente della Commissione regionale sulla Sanità, Francesco Comi: “Siamo nel bel mezzo del dibattito sulla riorganizzazione ospedaliera marchigiana. Il Piano attuale incide sui 188 milioni di euro in maniera molto marginale rispetto al Piano di luglio che però è stato applicato solo in provincia di Macerata e non nelle altre province. Con la sua attuazione si completa solo un percorso già avviato. Registriamo un’integrazione alla proposta perché il dibattito sulla riorganizzazione del Piano medesimo è work in progress e cammina attraverso gli atti di competenza del Parlamento e del ministro della Salute. Da quando sono presidente della Commissione regionale sulla Sanità la spending review ha imposto tagli per 565 milioni di euro – ha poi detto Comi che venendo alla questioni più locali ha specificato – La provincia di Macerata è quella con il maggior numero di ospedali in Italia, dentro la Balduzzi c’è una riduzione della frammentazione ospedaliera. Il problema è che tutti vogliono i posti letto per acuti e nessuno vuole quelli di lungo degenza anche se i territori, da qui a pochi anni, avranno bisogno di questi. Poi con questa riorganizzazione punteremo all’equità. Nel senso che la stessa operazione non deve costare, come avviene oggi, a Camerino quattro volte meno di Torrette. L’equità misurerà il valore della prestazione con il costo del servizio. In quest’ottica San Severino ha un indice di efficienza molto elevato”.

SAN SEVERINO MARCHE–Il Comune di San Severino Marche ha lanciato una sottoscrizione pubblica, di cui si è fatto subito promotore il Comitato per la Difesa e la Tutela dell’Ospedale “Bartolomeo Eustachio”, per l’acquisto di un nuovo ecografo da donare al Dipartimento materno infantile. La raccolta fondi – saranno necessari circa 50 mila euro – coinvolgerà tre istituti di credito: la Banca delle Marche, la Ubi Banca e la banca Monte dei Paschi di Siena. Recandosi in una delle numerose filiali di uno dei tre istituti presenti in tutto il territorio regionale, sarà possibile effettuare una donazione, anche di pochi euro, senza costi di commissione. A presentare l’iniziativa pubblica sono stati il Sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, il vice sindaco e assessore comunale alla Sanità, Vincenzo Felicioli, il direttore del Dipartimento materno infantile del nosocomio settempedano, Angelo Mantovani, ed il segretario del Comitato per la Difesa e la Tutela dell’Ospedale “Bartolomeo Eustachio”, Mario Chirielli. “La pubblica sottoscrizione per l’acquisto di un nuovo ecografo per il nostro ospedale è un segnale che viene dal territorio, che vale più di ogni protesta, che intende dimostrare la vicinanza della gente ma anche la preoccupazione per la salute. Come istituzioni abbiamo avviato questa campagna dopo aver rigettato le proposte di una riorganizzazione del sistema ospedaliero che interessa da vicino anche il nostro ospedale con azioni che continuano ad essere calate dall’alto e che non tengono conto delle esigenze del territorio. Una realtà come la nostra, che nel mondo della sanità marchigiana produce e funziona ed è fatta solo di situazioni positive ed eccellenze, non può essere penalizzata – ha ancora una volta ribadito il sindaco, Cesare Martini, alla presentazione della pubblica sottoscrizione per l’acquisto dell’ecografo – La creazione dell’Asur unica regionale – ha pubblicamente denunciato il primo cittadino settempedano – va rivista e ripensata: occorre tornare nelle periferie ed ascoltare la voce della gente comune, dei pazienti”. Sulla stessa linea il vice sindaco ed assessore comunale alla Sanità, Vincenzo Felicioli: “Il software dell’ecografo presente presso il Dipartimento materno infantile viene aggiornato da anni, ma oramai il macchinario va sostituito. Abbiamo già costituito un comitato tecnico, composto dal sottoscritto, dal direttore del Dipartimento, dottor Angelo Mantovani, e dal presidente del Comitato per la Difesa e la Tutela dell’Ospedale “Bartolomeo Eustachio”, dottor Marco Marchetti, perché sia garantita la gestione dei fondi che si andranno a raccogliere. Ci auguriamo di riuscire a mettere insieme più dei cinquantamila euro necessari per provvedere poi ad acquistare anche altre apparecchiature”. “Sarebbe necessaria – ha sottolineato a proposito il dottor Angelo Mantovani – anche una strumentazione per la refertazione standardizzata delle ecografie ostetriche. L’ecografo, comunque, non serve solo per le gravidanze, ma anche per la ginecologia e la pediatria. Se questi strumenti non si aggiornano le risposte non sono garanti di una perfetta diagnosi”. 

Da sinistra: Chirielli, Felicioli, il Sindaco Cesare Martini, Mantovani

Da sinistra: Chirielli, Felicioli, il Sindaco Cesare Martini, Mantovani

Per il Comitato per la Difesa e la Tutela dell’Ospedale “Bartolomeo Eustachio”, il segretario Mario Chirielli, intervenuto al lancio della sottoscrizione pubblica ha sottolineato: “Siamo qui per ovviare ad una assurdità visto che non sono stati messi a disposizione dalla Regione i fondi necessari per comperare un’apparecchiatura indispensabile in quello che è uno degli ospedali più efficienti delle Marche per quanto riguarda il punto nascita”.

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