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APPIGNANOTanti eventi, ad AppignanoAPPIGNANO-Cantine, legati alla festa di Sant’Antonio Abate. Si comincia oggi domenica 12 gennaio 2014 con la tradizionale benedizione degli animali e la messa al Convento di Forano. Venerdì 17 si svolgerà, invece, la prima edizione di “Sant’Antò un’ora e un po’”, cena-degustazione di piatti poveri della tradizione appignanese, in compagnia degli stornellatori del gruppo “La Macina” e della musica di Marino e la Gang.

Per prenotarsi alla cena, curata dal ristorante Lord Byron e dall’Associazione “I Legumi di Appignano”, si può chiamare il numero 333.1311166.

Domenica 19 gennaio, infine, alle 8, c’è la benedizione degli animali nella chiesetta dei Santi, nel cuore del paese.

Nella foto una tipica cantina di Appignano relativa ad altre manifestazioni popolari legate a Leguminaria. 

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APPIGNANO–In un magico connubio di terra e fuoco, i forni di carta e dAPPIGNANO-2013-Festai fibra hanno rivelato, d’un tratto, le sagome enormi, incandescenti, di una brocca e del campanile del paese. Sono i simboli di Appignano, l’omaggio dei Maestri Vasai Laura Scopa e Orazio Bindelli a questa Leguminaria 2013 che fa spettacolo alla Mostra mercato della terracotta e della ceramica e che, con oltre 10 mila visitatori, si conferma fra le rassegne più amate dell’autunno marchigiano, capace di valorizzare il territorio. 

Gli arrivi da fuori regione, lievitati rispetto al 2012, danno ragione al Comune che, da undici anni consecutivi, grazie al sostegno della Regione Marche e della Provincia di Macerata, alla creatività della Pro Loco e dei Maestri Vasai Appignanesi e all’energia delle associazioni cittadine, sportive e non solo, punta su questa originalissima manifestazione, che abbina i legumi al APPIGNANO-Osterie2vino e alle ceramiche, per promuovere le sue eccellenze: l’agricoltura di qualità e l’artigianato artistico. 

È il sodalizio vincente che fa di Leguminaria non una semplice rassegna, ma un modello di sviluppo sostenibile. Merito dei contadini custodi dell’Associazione “I Legumi di Appignano” e dei Maestri Vasai della Scuola di Ceramica M.A.V., entrambe fortemente volute dall’Amministrazione comunale, per non disperdere un patrimonio di ricchezza. Comune Bandiera Verde Agricoltura, Centro italiano della Ceramica: Appignano è da anni impegnato nel recupero e nel mantenimento in purezza dei suoi caratteristici cece Quercia, fagiolo Solfì “Occhio di luna” e roveja rosso mattone, attraverso il programma di ricerca scientifica condotto dal Centro di Monsampolo del Tronto (Ap), così come a mantenere viva l’arte della lavorazione della terracotta, facendo nel contempo sistema con le altre città marchigiane per migliorare le varie iniziative. 

Un lavoro minuzioso che, quest’anno, è sfociato, in collaborazione col Sistema museale della Provincia di Macerata, nell’istituzione della Collezione civica della terracotta e della ceramica popolare di Appignano che, nel Palazzo comunale, raccoglie 160 manufatti, un tornio e 16 pannelli con foto d’epoca.

APPIGNANO–Turisti alla scoperta delle bellezze più nascostAPPIGNANO-SCUOLA DI CERAMICA-9546-LGe, come le ceramiche di Appignano. Merito dell’iniziativa di “Noi Marche”, realizzata in collaborazione con i Camping maceratesi e del Fermano e con il supporto dell’assessorato al Turismo del Comune.

Nel laboratorio della Scuola di Ceramica Maestri Vasai di Appignano, i visitatori, anche stranieri, sperimentano la lavorazione della terracotta al tornio e ricevono in regalo le “opere” create sotto la supervisione del maestro Fabio Tavoloni e dell’artista Laura Scopa.

Quindi una visita al centro storico del paese ed una degustazione dei vini locali nella Cantina storica di Villa Forano. “Sono piccole iniziative – dice Daniela Zepponi, assessore comunale alla Cultura e al Turismo – realizzate con la collaborazione dei volontari del Taxi sociale, della traduttrice Lucia Cerquetella, della MAV e della Pro Loco, che vanno senza dubbio perfezionate, ma che dimostrano che anche ad Appignano, un tempo considerato esclusivamente centro industriale del mobile, c’è la voglia e la possibilità di offrire un turismo di qualità”.

Nella foto: un gruppo di turisti polacchi davanti alla Scuola di ceramica

APPIGNANO – Un impegno immediato di tutte le forze di governo, a tutti i livelli, a rivedere e modificare la nuova tassa sui rifiuti per dare sollievo alla pressione fiscale che sta soffocando il Paese. Lo chiede Osvaldo Messi, sindaco di Appignano, nella lettera inviata a Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, Enrico Letta, presidente del Consiglio dei Ministri, e ai parlamentari Mario Morgoni e Irene Manzi.
Preoccupato per le drammatiche conseguenze degli aumenti da capogiro che la Tares comporterà, il sindaco fa notare l’iniquità della tassa che graverà sulle famiglie, sui commercianti e sui piccoli imprenditori senza tenere conto delle virtuosità dei territori. 
“Il Comune di Appignano – scrive Messi – è all’80% di raccolta differenziata, valore che rappresenta un’eccellenza rispetto alla media nazionale, eppure gli appignanesi dovranno sborsare più soldi, al pari di cittadini di altre zone meno attente all’ambiente”. 
Nell’evidenziare il momento critico di angosciosa crisi economica e di calo dei consumi in cui giunge la tassazione, Messi mette in luce, nel suo ruolo di primo cittadino, anche il clima di disagio che si respira tra la gente: “Attraverso questo ennesimo balzello ci vediamo depauperati dal nostro ruolo di amministratori e costretti ad assumere le caratteristiche di esattori di uno Stato, che sembra approfittarsi della fiducia che ancora godiamo tra i cittadini grazie alla nostra diligenza e rigore”. 

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