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di Marco Diomedi 

CIVITANOVA–Il tempo cancella le tracce, ma non i ricordi. Quelli in cui un quartiere godeva di una Parrocchia dinamica, viva. Giochi frequentati da bimbi gioiosi e vocianti, una chiesa ridata a lustro ed illuminata, in cui si poteva andare a pregare anche dopo cena prima della passeggiata, iniziative sociali e mondane. 

Oggi la realtà è ben diversa: la chiesa, che nella sua luce fungeva da punto di riferimento, sempre spenta e chiusa all’imbrunire; i giochi della parrocchia anch’essi spenti tanto che dopo la sera alcuni scriteriati si divertono a distruggere giochi, lampioni, imbrattare i muri e la bacheca; le iniziative dei seppur volenterosi organizzatori non riescono a raggiungere il massimo della gioia che invece meriterebbero.

Ma quel che più deprime è l’allontanamento che si sta verificando da parte di quei giovani che invece prima si erano avvicinati alle attività parrocchiali. Tutto ciò perché un quartiere importante come quello di San Giuseppe non ha un proprio parroco.

Se ci sono state colpe di chi c’era, nel Vangelo non è scritto che si deve perdonare, che si deve dare possibilità di rimediare? Perché tutta questa messa in scena tipo Tribunale dell’Inquisizione? Non vedo più nelle strade quella principale figura che dovrebbe portare fede e conforto tra la gente, anche solo con un semplice sorriso. Ed allora, scusate la mia franchezza, la vita di parrocchia la preferivo come prima.

Marco Diomedi (*residente nel quartiere San Giuseppe di Civitanova)

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CIVITANOVA–Fra’ Alessandro Brustenghi “la voce d

FRA' ALESSANDRO BRUSTENGHI ASSISI, LA VOCE D'ASSISI

FRA’ ALESSANDRO BRUSTENGHI, LA VOCE D’ASSISI

i Assisi” in concerto a Civitanova Marche per raccogliere fondi per la Terra Santa mercoledì 28 agosto 2013 nella Chiesa di Cristo Re a Civitanova Marche.

E’ un ritorno, perché il giovane tenore francescano fra’ Alessandro Brustenghi, ormai famoso in tutto il mondo con il suo CD “la Voce di Assisi” (ha vinto il disco d’oro per la Decca) era già stato dalle nostre parti, sempre per beneficenza, con la Delegazione di Fermo dell’Ordine del Santo Sepolcro.

Torna con piacere per un’altra serata di beneficenza che si terrà alle ore 21.30 di mercoledì 28 agosto nella Chiesa di Cristo Re a Civitanova Marche. I fondi arccolti saranno destinati alla Terra Santa, per finanziare le opere e le strutture per profughi, disagiati, bisognosi.

Sarà una bellissima serata di musica, diretta dal M° Alfredo Sorichetti, che con entusiasmo ha accettato di collaborare, con l’esecuzione di un vasto e celebre repertorio. Ci saranno il Coro Jubilate di Civitanova Marche diretto da Isabella Lupi, il Coro del ‘700 Italiano, il soprano Clara Renzi, il giovanissimo pianista Federico Tartabini.

“Un grazie alla Parrocchia – dice il Delegato dell’Ordine del Santo Sepolcro, Giovanni Martinelli – per la collaborazione, e a tutti coloro che vorranno godere di una bella serata musicale attraverso la quale sarà possibile fare del bene e aiutare le popolazioni della Terra Santa, colpite da anni di lotte e miserie”.

LEONELLO ALESSANDRINI

LEONELLO ALESSANDRINI

E’ il giorno della Cavalcata, domani la città rende omaggio all’Assunta

 
FERMO (13 agosto 2013)-E’ arrivato il giorno della Cavalcata dell’As-sunta. Domani sera, a partire dalle 20,45, il Magnifico Corteo Storico in costume del quindicesimo secolo muoverà dalla Chiesa di Santa Lucia per giungere in Cattedrale, dove l’Arcivescovo di Fermo, Mons. Luigi Conti, officerà la Solenne Liturgia della Parola in onore della Beata Vergine Assunta in Cielo, Patrona della Città. Qui le magistrature fermane, i Priori delle dieci Contrade e le corporazioni cittadine offriranno ceri e doni alla loro Protettrice, come da antichissima tradizione. La festa dell’Assunta a Fermo ha infatti radici lontane: risale all’incirca all’anno Mille il primo documento in cui vengono menzionate le celebrazioni in onore della Vergine (senza tuttavia specificare in cosa consistessero), mentre il primo riferimento esplicito alla Cavalcata e al Palio dell’Assunta è del 1182, anno in cui i tre castelli di Monterubbiano, Montotto e Cuccure promettevano “di portare ogni anno a Fermo, in occasione della Festa di Santa Maria di Mezz’Agosto, “unum pallium bellum et bonum”. Oltre alla nobiltà fermana, alle cerimonie partecipavano infatti anche i rappresentanti dei castelli e delle terre accomandate a Fermo, che dovevano portare offerte alla Città e alla sua Protettrice. Usanza che rivive nella moderna edizione della Cavalcata, con le delegazioni degli antichi Castelli di Acquaviva Picena, Grottazzolina e Petritoli che prenderanno parte al corteo. Ampiamente descritta e disciplinata negli Statuta Firmanorum del 1382-1383, la Cavalcata dell’Assunta ha il suo documento più significativo nella stupenda Pagina Miniata contenuta nel “Missale de Firmonibus”, conservato nel Museo Diocesano e realizzato intorno al 1436 da Giovanni di mastro Ugolino da Milano, abitante a Fermo in Contrada San Bartolomeo, su commissione del Vescovo Giovanni de Firmonibus. Una testimonianza unica ed originale di quello che era il momento più importante della vita religiosa e politica della Città e dello Stato di Fermo, a cui l’attuale Cavalcata dell’Assunta si ispira. Saranno oltre 1.200 i figuranti che domani sera prenderanno parte al solenne corteo, accuratamente preparato dal regista Oberdan Cesanelli e dai cerimonieri delle Contrade. Figura principale è quella del Podestà, impersonato dal Sindaco e presidente della Cavalcata dell’Assunta Nella Brambatti, che sfoggerà il sontuoso abito realizzato l’anno scorso dalle allieve dell’Ipsia Moda. Per questa edizione la scelta è ricaduta sul vestito del vice-presidente vicario Leonello Alessandrini, realizzato dalle alunne della quarta classe sotto la guida dell’insegnante Giuseppina Sirocchi e della responsabile dei costumi storici della Cavalcata Marcella Ciferri Stabile. La Dama della Cavalcata sarà la giovane fermana Katiuscia Copponi, che ha conquistato la fascia di Miss Fermo durante la finale di Miss Cinema Marche tenutasi in piazza del Popolo alla fine dello scorso mese. Questo l’ordine di sfilata delle Contrade: Campolege (vincitrice della scorsa edizione del Palio), Torre di Palme, Fiorenza, Castello, Molini Girola, San Martino, Capodarco, Pila, Campiglione e San Bartolomeo.

IN COLLEGAMENTO IDEALE CON I GIOVANI CHE STAVANO CONCLUDENDO LA GMG A RIO CON PAPA FRANCESCO

CIVITANOVA–Singolare presenza sulla spiaggia libera, ieri mattina  davanti allo Stadio, in una domenica da solleoneNEOCATECUMENALI-SPIAGGIA-28-7-2013-0520 con tante persone al mare, di un gruppo di giovani di Mestre, giunti nelle Marche per un pellegrinaggio a Loreto e Macerata. Disposti in cerchio, hanno recitato dapprima le lodi, poi hanno dato il via ad alcune significative testimonianze di vita. Persone che hanno ritrovato il gusto di vivere, della famiglia, del rapporto più cordiali con gli altri. In particolare parole, che hanno attirato l’attenzione di passanti e bagnanti, quelle di una giovane mamma con tre figli ed di un’altra ragazza, molto determinata con il dono di una bimba. Una cinquantina i presenti, guidati dal Parroco Don Giovanni Frezzato della Parrocchia di San Giovanni Evangelista di Mestre (Venezia). Almeno una decina i ragazzi con chitarre e strumenti musicali, per accompagnare le lodi ed animare l’incontro. “Non potendo andare alla Gmg a Rio – ha spiegato un componente del gruppo neocatecumenale – abbiamo compiuto questo pellegrinaggio a Loreto e poi abbiamo deciso di fare un gesto in spiaggia. Ci hanno detto che se andavamo a farlo in Piazza XX Settembre questa mattina, con il sole a picco, non ci sarebbe stato nessuno, mentre qui in spiaggia abbiamo NEOCATECUMENALI-SPIAGGIA-0509-lg-visto tanta cordiale attenzione e curiosità”. In effetti i neocatecumenali hanno proprio come loro abitudine quella di esprimere cordialmente e molto apertamente quello che pensano. E’ una loro caratteristica quella di andare fra il popolo, fra la gente, nelle strade e nelle città, per un risveglio spirituale. “A Mestre –  ci ha detto uno dei ragazzi giunti a Civitanova, Giovanni Zuliani, studente intenzionato a diventare infermiere professionale – nella nostra parrocchia abbiamo diversi gruppi, diverse comunità che fanno un cammino di fede”. Anche a Civitanova c’è una realtà analoga, per cui ritmi musicali ed i canti ci erano già noti.  In pratica in diverse realtà italiane dei gruppi giovanili e non solo hanno voluto collegarsi idealmente, spiritualmente con i 3 milioni di giovani che a Rio con Papa Francesco stavano portando a termine la Giornata Mondiale della Gioventù (Gmg), mentre è stato l’annuncio che la prossima si terrà nel 2016 a Cracovia (Polonia), la città celebre per l’Università, la cattedrale  e la Piazza del Mercato, dove è stato Cardinale Giovanni Paolo II prima di salire sulla cattedra di Pietro. “Prima di ripartire per Mestre – ci ha detto simpaticamente Giovanni Zuliani – faremo un bel bagno, vista la temperatura di oggi particolarmente elevata!”

Venerdì 26 luglio 2013 la cerimonia inaugurale

URBINOArrivano da cinquantadue (52) nazioni diverse, in gran parte dall’Africa e dall’Estremo Oriente. L’età media non supera i trentacinque anni, conoscono poche parole di italiano e provengono da culture profondamente differenti. Sono i centosessanta (160) sacerdoti stranieri iscritti al corso di lingua italiana dell’Università di Urbino, promosso dalle Pontificie Opere Missionarie di Roma in collaborazione con l’Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. La cerimonia inaugurale si terrà domani venerdì 26 luglio alle ore 17,15 presso l’aula magna dell’Area Scientifica Didattica Paolo Volponi, in via Saffi 15.

Alla presentazione interverranno l’Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado Mons. Giovanni Tani, il Rettore dell’Università di Urbino Stefano Pivato e quanti hanno collaborato alla realizzazione del progetto: il sindaco di Urbino Franco Corbucci, il presidente dell’Ersu Giancarlo Sacchi, il direttore Area Vasta n.1 dell’Asur Marche Maria Capalbo, il presidente Adriabus Giorgio Londei e padre Savadogo Nabons-Wende Hbnoi, responsabile studenti.

Gli studenti sacerdoti, alloggiati al Collegio universitario “Il Colle”, sono stati suddivisi in nove classi in base al luogo di provenienza e al diverso grado di preparazione. Le lezioni, per un totale di dodici settimane (termine il 27 settembre), si svolgono nei laboratori del centro Linguistico d’Ateneo, nelle aule di Palazzo Battiferri e nelle aule del Polo Volponi.

La conoscenza della lingua italiana è necessaria ai sacerdoti stranieri per poter frequentare da ottobre, per alcuni anni, i corsi di studio alle pontificie università romane e poi tornare nelle loro Diocesi di provenienza.

I sacerdoti dall’8 luglio stanno seguendo il programma di corso organizzato da Lingua Ideale, il centro universitario di lingua e cultura italiana per stranieri. In particolare il corso ha una struttura che prevede tre moduli al giorno con inizio alle ore 8,30 e termine alle ore 17,30. Lingua Ideale, spin-off dell’Università, nasce in risposta all’interesse crescente per la lingua e la cultura italiana a livello nazionale ed internazionale. La sua missione è quella di offrire agli stranieri corsi di lingua e cultura italiana accuratamente progettati per soddisfare le esigenze linguistico-professionali di diverse tipologie di utenza. Il team è composto da docenti specializzati nella didattica dell’italiano come Lingua Straniera o Lingua Seconda, da studiosi di italianistica e da esperti nella promozione e gestione di eventi.

CIVITANOVA–Il “Biondo” di Gerardo e Nazzareno Mugnano aprirà la sfilata degli scafi portando a bordo leSAN MARONE-processione san marone 019 reliquie di San Marone, patrono di Civitanova Marche, durante la processione in mare che si svolgerà, come tradizione, il 16 agosto 2013, dopo la messa celebrata dall’Arcivescovo di Fermo, Mons. Luigi Conti.

In base al sorteggio effettuato venerdì al Mercato Ittico, alla presenza degli armatori, dell’assessore alla Pesca Francesco Peroni e del direttore dei Teatri Alfredo Di Lupidio, si è stabilito l’ordine delle barche che prenderanno il largo. Dopo il Biondo ci saranno altri 16 imbarcazioni: Taoma, Predatore, Braveheart, Galileo Padre, Giuseppe Palestini, Bruno, Giglio del Mare, Alessandro il Grande, Provveditore, Il Greco, Fratelli Medori, Albatros Selvaggio, Ferdinando A., Nuovo Alcione e Dante Padre.

La messa sarà celebrata alle ore 17 nella Chiesa di Cristo Re, antistante il porto peschereccio e turistico, con il suo inconfondibile “campanile-faro”, voluto fortemente dallo storico parroco dei pescatori, Don Eliseo Scorolli, un tipo energico, preparato, al tempo stesso capace di parlare all’animo del popolo, con il quale aveva stabilito una sintonia profonda. Morì, purtroppo, in un tragico incidente stradale, verificatosi nel 1995 lungo la Statale Adriatica 16 in Zona Tre Case, a nord di Fontespina, poco prima di arrivare a Porto Potenza Picena.

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FERMO–Con la stima e la soddisfazione per l’operato svolto negli ultimi cinqueSerafini anni, il Vescovo dell’Arcidiocesi di Fermo, S.E. Mons. Luigi Conti, ha deciso di riconfermare alla presidenza del Coordinamento Oratori Fermani Don Sebastiano Serafini (nella foto), parroco della Parrocchia San Tommaso di Canterbury di Lido San Tommaso e da poco Direttore della Caritas Diocesana. Si occuperà ancora degli oratori per altri cinque anni, continuando il lavoro svolto, che ha portato alla messa in rete e alla promozione degli oratori del territorio dell’Arcidiocesi di Fermo, coinvolti dalle numerose attività formative e di aggregazione. Inoltre, l’Arcivescovo ha ritenuto opportuno riconfermare don Sebastiano, per altri cinque anni, nel servizio di Direttore del Ricreatorio San Carlo, che assumerà le vesti di Centro giovanile per la città di Fermo ed Osservatorio del Coordinamento di Pastorale Integrata per l’Arcidiocesi.

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Il teologo e scrittore grande protagonista del dibattito con il presidente della comunità don Vinicio Albanesi, sul tema: “La coscienza occidentale in tempo di crisi”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERACAPODARCO DI FERMO – “Vengo non so da dove; sono non so chi; muoio non so quando; vado non so dove; mi stupisco di essere lieto”, parte dal famoso detto medioevale riportato dal fisolofo tedesco Karl Jaspers, Vito Mancuso, interrogato sul significato della vita dal presidente della Comunità don Vinicio Albanesi, durante il dibattito di apertura della X Festa della Comunità, dal tema “La coscienza occidentale in tempo di crisi”.

Di fronte a una platea di centinaia di persone, davanti a svariate personalità e autorità locali e nazionali, tra cui il sindaco di Fermo Nella Brambatti, il Prefetto Emilia Zarrilli, l’onorevole Paolo Petrini e il consigliere regionale Rosalba Ortenzi, il teologo milanese e il presidente della Comunità di Capodarco hanno dato vita a un dibattito ricco di spunti di riflessione e di analisi.

“Il segreto della vita” spiega il teologo “è armonia” e il compito della spiritualità consiste proprio nel risvegliare questa logica di armonia che l’uomo moderno sta perdendo.

Interrogato da don Albanesi sul rapporto tra coscienza e libertà, Mancuso, citando la famosa Critica della ragion Pura di Kant, spiega che la libertà è una delle tre antinomie per eccellenza. La libertà ci contraddistingue da ogni altro essere: “teoreticamente parlando” spiega “noi siamo libertà”, ma si tratta di una libertà non assoluta.  Per essere veramente liberi occorre acquisire una dimensione autonoma nella propria solitudine.  Non per niente Alfred North Whitehead, continua Mancuso, ci ha offerto “la più bella definizione di religione” proprio riferendola alla solitudine: “la religione”, scriveva Whitehead, “è ciò che l’individuo fa nella propria solitudine”: “deponendo ciò che sono per gli altri e restando solo me stesso” spiega lo scrittore  “sono libero”.

Interrogato su quali siano gli elementi da sviluppare nella dimensione moderna per riuscire ad acquisire la libertà, Mancuso suggerisce di coltivare un rapporto armonioso con la natura, di connettersi il più possibile con la realtà ma, soprattutto, di combattere sempre la menzogna, soprattutto quella che alberga dentro di noi. Infine avere sempre la massima apertura alla rivelazione continua  della vita e alla sua dimensione eucaristica: “in fondo” conclude  “noi siamo solo un pezzo di materia che diventa pensante”. Dopo questo incontro, la festa è proseguita con la tradizionale cena e l’esibizione del duo Frères Chaos, ex concorrenti di “X Factor” particolarmente amati dai giovanissimi.

Domani 23 giugno, è prevista una passeggiata nel bosco della Comunità e, dopo la cena, grande finale con l’atteso concerto del gruppo Marta sui Tubi, freschi partecipanti, tra i 14 big, all’ultima edizione del festival di Sanremo.

 

 

 

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