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LA FLOTTA REGIONALE TRENITALIA CRESCE E SI AMMODERNA

• Treni e tecnologie all’avanguardia, a servizio dei pendolari, per un investimento in autofinanziamento di circa 3 miliardi
• In consegna 200 nuovi treni: 90 Vivalto, 70 treni elettrici, 40 diesel, e 235 treni completamente rinnovati
• l’intera flotta cambia look

La flotta regionale di Trenitalia cresce e si ammoderna: arrivano nuovi e confortevoli treni con un look del tutto rinnovato che, d’ora in poi, connoterà tutta la flotta.BROCHURE NUOVO TRENO REGIONALE 20mar2014

Protagonista assoluto, al suo battesimo ufficiale, il nuovo elettrotreno Jazz, commissionato da Trenitalia ad Alstom Ferroviaria, progettato e fabbricato interamente in Italia, dotato di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, che ne fanno un campione di innovazione, velocità, comfort e versatilità.

Fra i nuovi treni in consegna, Jazz si affianca al Vivalto, composto da carrozze doppio piano di ultima generazione, prodotte da AnsaldoBreda, e dalla Locomotiva E464, costruita nelle officine liguri di Bombardier.

Carrozze e locomotive aggiornano il loro look esibendo una livrea esterna vivace, accattivante e dinamica che verrà estesa all’intera flotta regionale e che si propone di simboleggiare, anche esteticamente, modernità e leggerezza, intesa come valore, unite all’eccezionale energia ed impegno profuse da Trenitalia in questo particolare settore.

Non ha infatti precedenti, almeno in tempi recenti, lo sforzo finanziario messo in atto nel trasporto regionale dalla società di trasporto del Gruppo FS Italiane, con investimenti in autofinanziamento per 3 miliardi di euro, destinati ad ammodernare la flotta e a rinnovare tutte le tecnologie al servizio dei pendolari.

Gli investimenti in treni e tecnologie si aggiungono a specifiche iniziative per il Trasporto Pubblico Locale che connotano alcuni passaggi salienti del nuovo Piano Industriale 2014-2017 di FS Italiane, e riguardano interventi di RFI sulle infrastrutture, in particolare nei nodi urbani, e proposte tecniche sui modelli di offerta che, se condivisi dalle Regioni, potranno imprimere una positiva svolta a qualità ed efficacia del servizio ferroviario nelle aree metropolitane, suburbane e regionali.

LA NUOVA FLOTTA: 200 NUOVI TRENI E 235 TRENI RINNOVATI

Saranno 70 gli elettrotreni Jazz che Trenitalia consegnerà nei prossimi mesi alle Regioni, iniziando da Marche e Umbria, per proseguire poi con Piemonte, Abruzzo, Calabria, Lombardia e Lazio, che avevano pianificato l’acquisto di questa tipologia di treni nel Contratto di Servizio 2009-2014.

Insieme ai Jazz sono in consegna i nuovi Vivalto, in tutto 90 treni, 500 le nuove carrozze commissionate da Trenitalia, di cui 185 già consegnate, che diventeranno 350 a fine anno, in servizio nel Lazio, in Liguria, Piemonte, Toscana, Friuli, Veneto e Lombardia.

Sono invece ben 569 le locomotive E464, in parte utilizzate in accoppiamento proprio con le carrozze Vivalto, oggi in forza alla flotta Trenitalia, altre 29 ne sono state ordinate recentemente e porteranno il contingente a sfiorare le 600 unità.

In arrivo, infine, a partire da fine 2014 – inizio 2015, 40 automotrici diesel che saranno consegnate ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise e Toscana.

Rilevanti anche gli investimenti per l’ammodernamento e il completo revamping della flotta esistente che, a regime, produrranno 235 treni completamente ristrutturati: 200 con carrozze Media Distanza (MD) e 35 con carrozze a Piano Ribassato (PR).

Tutti i treni si contraddistingueranno d’ora in avanti per una carrozzeria esterna del tutto rinnovata e personalizzata con colori vivaci e accattivanti: l’intera flotta regionale di Trenitalia, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, avrà quindi nei prossimi mesi un’identica e ben riconoscibile fisionomia.

 

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ROMA • FORUM OGGI 27 MARZO 2014 SUL TRASPORTO REGIONALE CHE SI SVOLGERA’ A ROMA TERMINI.

AL FORUM PARTECIPERANNO AMMINISTRATORI REGIONALI, L’AD DI FS ITALIANE MAURO MORETTI E IL MINISTRO DEI TRASPORTI MAURIZIO LUPI.

NEL CORSO DELLA GIORNATA CI SARA’ ANCHE LA PRESENTAZIONFS-etr_500_at_Termini_station_in_Rome_500x315E DEI NUOVI TRENI CHE VERRANNO ASSEGNATI  AL TRASPORTO REGIONALE, I PRIMI DEI QUALI COMINCERANNO AD ARRIVARE, GIA’ DALLE PROSSIME SETTIMANE, PRIORITARIAMENTE NELLE MARCHE, IN UMBRIA E IN ABRUZZO!

La proposta per collegare i 237 chilometri di costa adriatica, ed i 20 centri principali, con treni moderni e una mobilità davvero integrata

Legambiente: “La Regione si faccia promotore del progetto chiamando a raccolta i migliori cervelli per rendere le Marche più desiderabili, competitive e contemporanee”

Dal rapporto “Pendolaria” ancora troppe criticità nel servizio di trasporto su rotaie: pochi investimenti, 2,1 euro per abitante, e servizi inadeguati per i pendolari di lunga tratta

ANCONA–Disporre da Pescara a Rimini di un servizio di trasporto ferCIVIT-STAZIONE-FS-FOTO©MILLEPAESI-7659roviario con caratteristiche europee che colleghi i 237 chilometri, ed i 20 centri principali, con treni moderni a orari cadenzati, abbonamenti integrati e coincidenze con autobus locali, treni e pullman verso collegamenti interni e nazionali, ma anche il sistema di porti (commerciali e turistici) e aeroporti (Rimini, Ancona, Pescara). È questa l’idea di base della“metropolitana della Città Adriatica”: una sfida per rendere le Marche più desiderabili, competitive e contemporanee”. E la Regione Marche può farsi fin da subito promotore di questo progetto, vista la necessità di dover rinnovare a breve il Contratto di Servizio per i trasporti ferroviari.

È questa la proposta che arriva dal Treno Verde 2014 di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, storica campagna dedicata al rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico (in sosta fino a domani al binario 1 ovest della Stazione di Ancona), presentata questa mattina alla presenza di Maura Malaspina, assessore all’Ambiente della Regione Marche; Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale Legambiente; Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona; Danilo Antolini, direttore Regionale Trenitalia; Luigino Quarchioni, presidente Legambiente Marche; Francesca Pulcini, vice presidente Legambiente Marche.

“Pochi territori in Italia sono cambiati come quelli costieri della fascia adriatica tra Abruzzo, Marche e l’Emilia-Romagna. Eppure, a fronte di questi cambiamenti, la risposta in termini di possibilità di spostamenti attraverso il trasporto pubblico ferroviario o su gomma, nazionale o locale, è ancora organizzato come se niente fosse successo – spiega Eduardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – Pensiamo che sia arrivato il momento di avere un disegno per il futuro del trasporto su ferro per dare la possibilità a oltre un milione di persone che vivono lungo questo tratto di costa (e almeno il doppio durante il periodo estivo) di poter ripensare i propri spostamenti potendo contare su un affidabile ed efficiente servizio di trasporto ferroviario.

La metropolitana della città adriatica è il sogno di poter disporre da Pescara a Rimini di un servizio di trasporto ferroviario con caratteristiche europee. 

Chiediamo alla Regione Marche di farsi promotore di questo progetto, perché al centro della città adriatica e perché ha la possibilità di fare del nuovo contratto di servizio ferroviario (che scade nel 2014) l’occasione per iniziare il progetto”.

L’idea di base della proposta è quella di facilitare e aumentare l’uso dei trasporti pubblici, usare mezzi a risparmio energetico e a basso impatto ambientale, potenziare le connessioni fra le città marchigiane della costa: un’occasione innanzitutto per migliorare la  qualità della vita dei cittadini e rispondere all’esigenza sempre crescente di un servizio di trasporto  pubblico più efficiente. L’infrastruttura c’è, tutti i 237 km sono a doppio binario, serve invece un salto di qualità negli investimenti per l’acquisto di treni ed il potenziamento e riorganizzazione del servizio.

“Una vera priorità per la nostra Regione, dove la maggior parte degli abitanti vive e si riversa sulla costa – commentano Luigino Quarchioni e Francesca Pulcini, rispettivamente presidente e vicepresidente di Legambiente Marche -. Ottimizzare e potenziare il trasporto pubblico significa, quindi, liberare le città dal traffico e dallo smog, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere le nostre città più moderne e competitive. Per questo chiediamo alla Regione Marche e a tutti gli enti locali di chiamare a raccolta i migliori cervelli per definire un proposta per la linea adriatica e aprire al contempo un tavolo di confronto con le aziende di trasporto e tutte le forze sociali per arrivare quanto prima alla realizzazione di questa infrastruttura così importante per il nostro territorio”.

Le attuali criticità del trasporto ferroviario nelle Marche emergono chiaramente dal rapporto “Pendolaria 2013” di Legambiente e tracciano ancora una volta il quadro di una mobilità su rotaia ridotta ai minimi termini nel territorio regionale: pochi passeggeri, 26.469 al giorno, pochi investimenti, 2,1 euro per abitante e servizi inadeguati per i pendolari di lunga tratta, come quelli che si spostano tra Marche ed Emilia Romagna o sulla tratta Ancona-Roma.

C’è da sottolineare che nel bilancio regionale del 2014 è stato fortunatamente risparmiato dai tagli il settore dei trasporti. E del resto non era possibile togliere ulteriori risorse a quelle già irrisorie e inadeguate che erano state destinate al trasporto ferroviario pendolare nel bilancio precedente: 3,06 milioni per il servizio e 1,25 per il materiale rotabile. Eppure L’84,95% delle risorse impiegate in mobilità sono state destinate alla costruzione di strade. Un dato ancora più alto di quello nazionale, del 71,9%; soldi per muovere cemento e grandi opere, a scapito delle necessità dei pendolari. Mentre è appena del 15,5% la percentuale di risorse finanziarie destinate alle ferrovie.

Tagli di treni e linee: dal 2011 al 2013 i tagli ai servizi sono stati del 14,3%. È stata mantenuta l’estensione della rete, di 341 km, ma resta da verificare se nel 2014 ci sarà un aumento delle tariffe: si avvicina infatti la scadenza del Contratto di Servizio tra la Regione e il gestore dei treni, ovvero Trenitalia, prevista per il 31 dicembre 2014. Per quanto riguarda gli investimenti per il materiale rotabile, particolarmente importanti per i pendolari perché sono quelli per l’ammodernamento e l’acquisto dei treni, le Marche sono agli ultimi posti in Italia con 1,25 milioni a bilancio. Peggio solo l’ Umbria (0,5 mln) e la Sicilia che non ha fatto alcun investimento. Le Marche sono inoltre la regione che meno ha investito in Italia per i servizi aggiuntivi ed il materiale rotabile nel periodo 2003 – 2013, con appena 31,5 milioni stanziati (la provincia di Bolzano ne ha spesi 570).

 

 


VILLA POTENZA DI MACERATA–Una veste completamente rinnovata per il Potenza, nei tratti del fiume che scorre nella frazione di Villa Potenza.
Qui la Provincia ha ultimato le opere di manutenzione e messa in sicurezza, programmate ed appaltate in autunno, ripristinando una delle aree più apprezzate di Macerata, molto significativa per le tradizioni cittadine e dal punto di vista storico, archeologico e naturalistico.
I fiumi rappresentano una grande opportunità di valorizzazione paesaggistica, e la Provincia, eseguendo i lavori, ha reso fruibile un tratto di fiume che, per le sue caratteristiche, rappresenta un vero e proprio parco fluviale, dove non solo gli abitanti del posto ma tutti gli amanti della natura e della tranquillità potranno passeggiare e trascorrere il tempo libero.
Gli interventi, principalmente rivolti alla riapertura della sezione di deflusso delle acque al di sotto delle campate del ponte, ripulendo l’alveo dalla vegetazione e ripristinando le zone in erosione, sono stati realizzati con i fondi di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, per un importo di circa 40 mila euro: risorse disponibili perché svincolate dal Patto di stabilità che ostacola, purtroppo, l’attuazione di molti altri lavori urgenti e altrettanto importanti pianificati dall’Amministrazione provinciale anche a seguito dei vari eventi alluvionali.
“Per questi – spiega il presidente Antonio Pettinari – abbiamo i progetti, abbiamo le risorse, siamo pronti ad appaltare ma, come si sa, il Patto di stabilità ce lo impedisce.
In questo senso, nell’attesa che i vincoli del Patto si allentino, confidiamo molto nelle azioni più volte annunciate dalla Regione per la messa in sicurezza degli argini anche attraverso l’asportazione della ghiaia, che permetterebbe di abbassare l’alveo del fiume e di finanziare i lavori stessi”.
Il Genio civile della Provincia sta nel frattempo affrontando una serie di pronto-interventi per tamponare le situazioni di maggior rischio.

ANCONA–Rischio declassamento del porto di Ancona?

IL PORTO DI ANCONA • FOTO©MILLEPAESI

IL PORTO DI ANCONA • FOTO©MILLEPAESI

Venerdì l’assessore Paola Giorgi incontra il commissario Giampieri: “Impegno per rafforzare lo scalo dorico, non condivisibili proposte di ridimensionamento”
“Una scelta non condivisibile, che rischia di penalizzare non solo la città di Ancona, ma tutta l’economia regionale, in un momento in cui la centralità della macroregione Adriatico Ionica – di cui la Regione Marche, con l’azione del presidente Spacca è motore – viene riconosciuta dalla stessa programmazione dell’Unione europea”.

Lo afferma l’assessore regionale ai Porti, Paola Giorgi, che interviene in merito al dibattito che si è svolto oggi nell’Assemblea legislativa, con l’approvazione di una mozione contro il declassamento dello scalo dorico.

“La questione è all’esame del governo regionale da tempo, in quanto l’infrastruttura, insieme all’aeroporto e all’interporto, rappresenta uno snodo strategico nella realizzazione della piattaforma logistica delle Marche”, ricorda l’assessore. Giorgi anticipa anche che venerdì prossimo (24 gennaio) è in programma un incontro con il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Ancona, Rodolfo Giampieri, per una valutazione comune delle strategie da adottare. “Ho già espresso, con una lettera inviata la scorsa settimana all’Assoporti (l’Associazione dei porti italiani) tutta la perplessità in merito a una proposta di riordino che non tiene conto del ruolo svolto dalle Regioni, competenti nella materia e, in particolare della Regione Marche, specie ora che il porto di Ancona è stato inserito in uno dei nove corridoi infrastrutturali europei (l’Helsinki-Mediterraneo), sottolinea l’assessore.

Giorgi ricorda anche che il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, sabato scorso ha parlato personalmente con il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sul ruolo del porto di Ancona: una delle priorità già sottoposte al ministro in occasione dell’incontro istituzionale del luglio scorso presso la Prefettura di Pesaro. “L’ipotizzato accorpamento delle Autorità portuali, che dovesse prevedere il declassamento del porto di Ancona – conclude Giorgi – sarebbe totalmente in controtendenza rispetto a progetti e programmi europei che evidenziano la centralità dell’infrastruttura regionale in un ampio contesto di sviluppo economico. La Regione continuerà a lavorare, con l’impegno e la determinazione sempre dimostrata, su tutti i fronti per rafforzare gli investimenti infrastrutturali delle Marche che non possono prescindere dalla sinergia operativa tra il porto, l’aeroporto e l’interporto, rafforzata dal dialogo che si sta attivando tra i soggetti interessati, grazie alla regia regionale, specie ora che l’Europa guarda con particolare interesse all’area Balcanica”.

SANT’ELPIDIO A MARE – In occasione dell’incontro con il Governatore della Regione Marche Gian Mario Spacca, organizzato per discutere dell’impianto di stoccaggio del Gas, gli amministratori locali hanno avuto modo di discutere anche della situazione venutasi a creare in occasione delle piogge dello scorso dicembre in particolare per quel che concerne il crollo del muro di Via Tevere.

“Subito dopo il crollo – osserva in merito il Sindaco Alessio Terrenzi – si era detto che si sarebbe intervenuti in compartecipazione tra Comune e Provincia, tanto che la Provincia ha già inserito l’intervento nel proprio piano delle opere pubbliche con copertura derivante dai fondi che la Regione deve ancora inviare a Comuni e Province relativi all’alluvione del 2011. Abbiamo appreso che quei fondi, deliberati per Sant’Elpidio a Mare e per la Provincia di Fermo dalla Regione, non potranno essere usati prima del 2015 pertanto la Provincia non può avere fondi per finanziare quell’opera. Il Comune dovrà coprire tutti i costi e la Provincia contribuirà con la progettazione che è già in corso. E’ notizia di queste ore che, accanto ai 15 milioni di euro già stanziati per la prima tranche dell’emergenza dal Consiglio dei Ministri, ulteriori 5 milioni di euro sono stati destinati agli interventi di somma urgenza necessari per ripristinare le principali infrastrutture danneggiate dalla pioggia del 2 dicembre per cui è stato dichiarato lo stato di emergenza. Posto che nel fermano ci sono delle priorità d’intervento come, ad esempio, il ponte di Rubbianello, al momento non è dato sapere se per Sant’Elpidio a Mare ci saranno delle somme a disposizione e, nel caso, non è dato sapere di quale entità si potrebbe parlare. Ricordo che siamo ancora in attesa dei fondi del 2011 pertanto chiedo alla Regione di tenere in considerazione la nostra città nella ripartizione dei fondi. Colgo l’occasione anche per sollecitare i consiglieri regionali del fermano ad attivarsi affinché la regione si ricordi di questo territorio che è stato messo in difficoltà dalla pioggia. In ogni caso, visto che per noi quell’opera è una priorità per la quale riteniamo indispensabile intervenire, è necessario rivedere l’elenco annuale ed il piano triennale delle opere pubbliche in virtù di ciò perché non si può pensare di intervenire solo confidando nell’arrivo di fondi sui quali non si ha nessuna certezza. Purtroppo si è trattato di un evento imprevisto ed improvviso che ha reso necessario riprogrammare gli interventi a suo tempo pianificati e non possiamo non intervenire per ripristinare una situazione di sicurezza nella zona. Se non si è intervenuti fino ad ora è perché ci sono tante incertezze e a differenza dell’alluvione precedente non si può intervenire anticipando le somme, cioè senza avere la copertura dei costi: per la realizzazione dell’opera è necessario andare in consiglio comunale per indicare dove si prendono i soldi necessari per quell’intervento che, come oramai credo si sia capito, è piuttosto corposo”.
 
Con l’occasione, il Sindaco ricorda che è necessario anche tenere in considerazione privati cittadini e aziende private che, come avvenuto per il Comune, hanno subito dei danni e sono in attesa di essere risarciti.

ANCONAGalleria del RisorgGALLERIA RISORGIMENTO-21-05-2013 Sopralluogo lavori Galleria Corona 011imento interdetta stasera 14 gennaio 2014 e nei giorni 15-16-17 gennaio – dalle ore 21 fino alle 6 del mattino – per consentire all’impresa Sveco, che ha effettuato i lavori di manutenzione, di eseguire le “prove di collaudo” riguardanti la volta, all’imbocco sud. La circolazione stradale è dirottata su percorsi alternativi. Nella foto la Galleria quando si stavano effettuando i lavori nell’estate 2013.

CECCOTTI-AREA-ASSEMBLEA 18 GENNAIO 2014.9187

CIVITANOVA–E’ partito ieri pomeriggio, venerdi 10 gennaio 2014, con l’incontro svoltosi in sala giunta con i rappresentanti delle associazioni di categoria, il percorso di “progettazione partecipata” avviato dall’Amministrazione comunale di Civitanova per la ridefinizione urbanistica dell’area Ceccotti. Un incontro che ha riscosso una nutrita partecipazione dai rappresentanti degli enti invitati ed è stato introdotto dal sindaco Tommaso Claudio Corvatta. “Questa è la sede per iniziare a promuovere idee – ha rimarcato il primo cittadino – Come amministrazione abbiamo impresso delle linee guida, nella direzione della riqualificazione urbanistica, della promozione della mobilità, di interventi ecosostenibili, all’insegna del contenimento dei volumi. L’area Ceccotti rappresenta la principale opportunità di svolta per Civitanova Marche e riteniamo preziosa la collaborazione di un professionista di altissimo spessore come l’architetto Sandro Polci”.

LA VECCHIA FORNACE CECCOTTI NELL'AREA OMONINA VISTA DALL'ADRIATICA

LA VECCHIA FORNACE CECCOTTI NELL’AREA OMONINA VISTA DALL’ADRIATICA

Proprio Polci ha quindi introdotto, con l’aiuto di una serie di slide, alcuni elementi cruciali per la riqualificazione dell’area. “Non siamo qui per proporre soluzioni o un progetto già definito, altrimenti tutto questo percorso non avrebbe senso. Abbiamo deciso di partire da un incontro con gli stakeholders, perché riteniamo necessario capire quali possano essere gli interlocutori per intervenire. Altrimenti sarebbe come apparecchiare una tavola imbandita senza avere chi cucina”.

Di seguito, alcuni spunti per avviare il confronto. “L’area Ceccotti non deve diventare un altro quartiere o un’altra linea di traffico su gomma, non è questo l’obiettivo. Va invece sgretolato quel muro tra due parti della città costituito fin qui dalla Stazione ferroviaria. La mobilità deve superare questa barriera, attraverso un sovra o sottopasso che porti verso Corso Umberto I°. Un altro obiettivo sarà quello di riqualificare l’ex Fornace Ceccotti, simbolo del fervore produttivo della Civitanova del Novecento. In Europa esistono esempi molto interessanti, come quelli della riqualificazione di opifici industriali nella Ruhr, che potrebbero fornire spunti positivi. Pensiamo inoltre ad un polo verde, che vada in continuità con il Parco del Castellaro, un’area che deve essere verde, ma vissuta, tenendo conto che in questa zona gravitano all’incirca 140.000 persone e questo sito può diventare anche un’attrattiva turistico-ricettiva”.

In tema di parcheggi, l’architetto pensa “ad una soluzione non visibile, che potrebbe ricavarsi realizzando un basamento sopra l’attuale livello dei posti auto. Il proposito è quello di evitare di portare il traffico su gomma dentro la nuova area”. Da Polci anche una precisazione sulla progettazione partecipata. “E’ una modalità apparentemente lenta, ma non è così. E’ invece la strada più breve perché consente di raggiungere una soluzione condivisa. Quello che inizia oggi è un percorso di durata complessiva di circa 4 mesi”.

Dopo una serie di interventi e suggerimenti da parte dei presenti alla riunione, la chiusura dell’assessore all’urbanistica Francesco Micucci. “Sappiamo tutti in linea di massima cosa vogliamo fare, l’obiettivo di questi incontri è quello di trovare soluzioni condivise e praticabili, contemperando le idee con i criteri economici necessari a tenere in piedi l’operazione”. Ilprossimo appuntamento è fissato per sabato 18 gennaio, alle ore 15.30, in sala consiliare, dove si svolgerà la prima assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza. In settimana sarà inoltre attivata una sezione al sito internet comunale, in cui verranno inseriti relazioni e documenti relativi agli incontri sull’ex Ceccotti e sarà allestito un indirizzo mail dedicato per raccogliere osservazioni, suggerimenti e contributi per la ridefinizione urbanistica dell’area. 

 

CIVITANOVA–E’ partito ieri pomeriggio, venerdi 10 gennaio 2014, con

LA VECCHIA FORNACE CECCOTTI NELL'AREA OMONINA VISTA DALL'ADRIATICA

LA VECCHIA FORNACE CECCOTTI DI CIVITANOVA MARCHE NELL’AREA OMONINA VISTA DALL’ADRIATICA

l’incontro svoltosi in sala giunta con i rappresentanti delle associazioni di categoria, il percorso di “progettazione partecipata” avviato dall’Amministrazione comunale di Civitanova per la ridefinizione urbanistica dell’area Ceccotti. Un incontro che ha riscosso una nutrita partecipazione dai rappresentanti degli enti invitati ed è stato introdotto dal sindaco Tommaso Claudio Corvatta. “Questa è la sede per iniziare a promuovere idee – ha rimarcato il primo cittadino – Come amministrazione abbiamo impresso delle linee guida, nella direzione della riqualificazione urbanistica, della promozione della mobilità, di interventi ecosostenibili, all’insegna del contenimento dei volumi. L’area Ceccotti rappresenta la principale opportunità di svolta per Civitanova Marche e riteniamo preziosa la collaborazione di un professionista di altissimo spessore come l’architetto Sandro Polci”.

Proprio Polci ha quindi introdotto, con l’aiuto di una serie di slide, alcuni elementi cruciali per la riqualificazione dell’area. “Non siamo qui per proporre soluzioni o un progetto già definito, altrimenti tutto questo percorso non avrebbe senso. Abbiamo deciso di partire da un incontro con gli stakeholders, perché riteniamo necessario capire quali possano essere gli interlocutori per intervenire. Altrimenti sarebbe come apparecchiare una tavola imbandita senza avere chi cucina”.

Di seguito, alcuni spunti per avviare il confronto. “L’area Ceccotti non deve diventare un altro quartiere o un’altra linea di traffico su gomma, non è questo l’obiettivo. Va invece sgretolato quel muro tra due parti della città costituito fin qui dalla Stazione ferroviaria. La mobilità deve superare questa barriera, attraverso un sovra o sottopasso che porti verso Corso Umberto I°. Un altro obiettivo sarà quello di riqualificare l’ex Fornace Ceccotti, simbolo del fervore produttivo della Civitanova del Novecento. In Europa esistono esempi molto interessanti, come quelli della riqualificazione di opifici industriali nella Ruhr, che potrebbero fornire spunti positivi. Pensiamo inoltre ad un polo verde, che vada in continuità con il Parco del Castellaro, un’area che deve essere verde, ma vissuta, tenendo conto che in questa zona gravitano all’incirca 140.000 persone e questo sito può diventare anche un’attrattiva turistico-ricettiva”.

In tema di parcheggi, l’architetto pensa “ad una soluzione non visibile, che potrebbe ricavarsi realizzando un basamento sopra l’attuale livello dei posti auto. Il proposito è quello di evitare di portare il traffico su gomma dentro la nuova area”. Da Polci anche una precisazione sulla progettazione partecipata. “E’ una modalità apparentemente lenta, ma non è così. E’ invece la strada più breve perché consente di raggiungere una soluzione condivisa. Quello che inizia oggi è un percorso di durata complessiva di circa 4 mesi”.

Dopo una serie di interventi e suggerimenti da parte dei presenti alla riunione, la chiusura dell’assessore all’urbanistica Francesco Micucci. “Sappiamo tutti in linea di massima cosa vogliamo fare, l’obiettivo di questi incontri è quello di trovare soluzioni condivise e praticabili, contemperando le idee con i criteri economici necessari a tenere in piedi l’operazione”. Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 18 gennaio, alle ore 15.30, in sala consiliare, dove si svolgerà la prima assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza. In settimana sarà inoltre attivata una sezione al sito internet comunale, in cui verranno inseriti relazioni e documenti relativi agli incontri sull’ex Ceccotti e sarà allestito un indirizzo mail dedicato per raccogliere osservazioni, suggerimenti e contributi per la ridefinizione urbanistica dell’area. 

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