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L’Accademia di Belle Arti di Macerata, in collaborazione con i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, con le Teche Rai e con la Fondazione Filiberto Menna, ha promosso un’importante retrospettiva dedicata all’artista Magdalo Mussio, che si terrà negli spazi della GABA.MC – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata (in Piazza Vittorio Veneto 7 / dal 05 marzo al 05 aprile 2016), e contemporaneamente nelle stanze al piano terra di Palazzo Buonaccorsi (in Via Don Minzoni 24 / dal 05 marzo al 05 aprile 2016).

La retrospettiva, a dieci anni dalla scomparsa di Mussio, sarà inaugurata sabato alle 18 nella sede di Gaba.Mc, e sarà anche l’evento di punta di una due giorni (venerdì e sabato) di “Open day”. Da domani l’Accademia aprirà infatti, per il terzo anno, le porte agli studenti del liceo e a chiunque voglia scoprire l’attività dell’istituto maceratese. Sempre in occasione degli Open day nella galleria Mirionima di piazza della Libertà saranno esposte le opere degli studenti dell’Accademia. Soddisfatta la direttrice di Abamc, Paola Taddei, per «un investimento importante che come Accademia abbiamo fatto nella nuova galleria Gaba.Mc, che aspiriamo a far diventare centro nevralgico per l’arte contemporanea – ha detto Taddei – Abbiamo dotato gli spazi di innovative macchine luce che valorizzeranno di volta in volta le opere esposte». L’idea di organizzare una mostra bipolare, dislocata in due luoghi diversi, è frutto di un proficuo dialogo tra l’Accademia di Belle Arti, Macerata Musei – Palazzo Buonaccorsi e il comune di Macerata: e nasce dal desiderio di costruire un percorso espositivo che parte dai nuovi spazi dell’Accademia e giunge in un luogo storico (già sede dell’Accademia) dove l’artista ha insegnato per anni incisione.

Con più di cento opere che coprono l’intero percorso artistico di Mussio, la mostra vuole evidenziare l’attitudine multidisciplinare di un intellettuale totale che ha spaziato con disinvoltura dall’editoria alla grafica creativa, dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione. «Un poliglotta dell’arte», come lo definisce Antonello Tolve, curatore della mostra. Si tratta di un momento espositivo e assieme riflessivo che rende omaggio non solo a una ricerca straordinaria «svoltasi all’insegna dei rapporti fra scrittura e pittura, fra parola e immagine» (Pignotti), ma anche ad un uomo la cui curiosità e il cui senso del fare hanno costruito, negli anni, un caleidoscopio allusivo e illusivo legato alla eco del passato, alla memoria del presente, alla nostalgia del futuro «ricca di intimi supplizi e embrione di immaginazione operante, sommersa e prensile, quasi musica penetrante» (Villa).

Accanto ad una serie di opere in cui è possibile leggere la sperimentazione miocinetica di un equilibrista che cammina sul filo della trasparenza, la mostra propone la visione dei film Il potere del drago, Il reale dissoluto e Umanomeno realizzati da Mussio nel triennio 1971-1973 e il documentario Rai Detto tra noi (firmato da Alessandro Sartori nel 1986) che disegna l’artista nella sua casa di Pollenza. Conclude la mostra una sezione documentaria di libri, quattro testi critici e una biografia dettagliata dell’artista a firma di Ilaria Tamburro.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Magdalo Mussio nasce a Volterra nel 1925 e si forma a Firenze, dove termina prima gli studi di architettura all’Università e poi di scenografia all’Accademia di Belle Arti, con una tesi dal titolo I canovacci e la scenografia della Commedia dell’Arte. Si dedica per un breve periodo al teatro sia come regista che come scenografo e di li a poco rivolge il proprio interesse al disegno animato. Le sue prime esperienze sono al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con Antonio Rubino e per la società di produzione dei fratelli Gagliardo, Corona Cinematografica, realtà particolarmente attenta alla produzione di film d’artista.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, si trasferisce in Canada dove avvia ricerche sperimentali per disegni d’animazione e collabora con Norman MacLaren per la National Film Boarding di Montreal, esperienza che gli consente di svolgere un’intensa attività negli Stati Uniti, in Francia e in Inghilterra. Contemporaneamente esordisce nelle arti visive con la sua prima personale nel 1955 alla Galleria l’Indiano di Firenze sostenuta da Giuseppe Ungaretti, che in seguito verrà abbinata al Premio Viareggio e trasferita a Parigi. L’incontro tra l’esperienza cinematografica e quella delle arti visive favorisce la riflessione sulla relazione tra segno e poesia, tra parola e immagine, analisi fondante della ricerca verbovisiva che segna tutto il suo percorso artistico.

Al ritorno in Italia nei primi anni Sessanta, Mussio si inserisce tra i protagonisti della neoavanguardia, scrittore, poeta, editore e insegnante, aderisce al Gruppo ’63 supportando lo sconvolgimento del comune ordine linguistico per rivelare la falsità dei modelli di comunicazione imposti dal progresso della società capitalistica.

In quegli anni per la Fondazione Lerici realizza diversi documentari, tra cui I ragazzi di Terezin e diventa redattore della Casa Editrice Lerici di Milano. Nel 1966 è art director del «Marcatrè. Rivista di cultura contemporanea», diretta da Eugenio Battisti – laboratorio a cui partecipano attivamente, tra gli altri, anche Germano Celant, Enrico Crispolti, Umberto Eco, Gillo Dorfles, Filiberto Menna e Edoardo Sanguinetti – e della collana Marcalibri di cui cura anche l’aspetto grafico. Ma Mussio continua a lavorare ancora per il teatro e nel 1967 realizza le scenografie del Majakovskij & C. alla rivoluzione d’Ottobre per la regia di Carlo Quartucci, in scena al Teatro Alfieri di Torino.

Il rapporto tra scrittura ed esistenza, tra la storia e la memoria, assume forma di libro e a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta Mussio pubblica volumi di scrittura visuale come il Fastidio delle Parole (Edition d’ecriture, Paris, 1968), In pratica (Lerici Editori, Milano, 1968) e Praticabile per memoria concreta (Lerici Editore, Roma, 1970). Negli stessi anni è nuovamente attivo nella Capitale dove realizza alcuni film d’animazione tra cui Reale dissoluto, Il potere del drago e Umanomeno, film animato accompagnato da musiche dei Pink Floyd che viene premiato nel 1972 con il Nastro d’Argento.

Dai primi anni Settanta si trasferisce nelle Marche, dove assume la direzione artistica della casa editrice Nuovo Foglio per cui dirige la collana Altro-Altrouno e nel 1973 è redattore della rivista romana «Harck». Successivamente per le Edizioni Out of London Press dirige la collana d’arte Altro e, nel 1978, è responsabile editoriale della rivista «La città di Riga» editata da La Nuova Foglio. All’attività editoriale, ma soprattutto artistica, che lo porta ad esporre presso diverse gallerie, musei e istituti culturali in tutto il mondo come, ad esempio, il Finch Museum di New York, la National Gallery of Victoria di Melbourne e l’Università di Sydney, affianca per lungo tempo l’insegnamento di Tecniche della grafica e dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Infine dopo aver vissuto per circa un trentennio nella campagna maceratese, a Pollenza, dove compone anche il suo ultimo libro, Monodico/Radure dell’essere (riedizione di un volume, Chiarevalli monodico. 1963/1986, simbolo di una ricerca trentennale), nel 2005 si stabilisce a Civitanova Alta, luogo in cui porta ancora avanti la sua ricerca artistica e dove scompare il 12 agosto del 2006.

a cura di Ilaria Tamburro

Alla ricerca della parola dimenticata

di Antonello Tolve

In tutte le fasi dell’opera di Magdalo Mussio, il rapporto tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, tra visione pratica e attenzione teorica si confonde sulla superficie di un racconto emotivo, sul solco di un infinito intrattenimento metodologico e collaborativo, sulla temperatura rovente di un dispositivo estetico che sorpassa l’esclusivo processo di trasformazione delle cose per disegnare una eterotopia cosmografica e disporre simultaneamente di un patrimonio visivo che contiene e trattiene la presenza del passato, la nostalgia del presente, la sensibilità visionaria del futuro, il freddo sapore dell’ora preumana. Guadando la storia del suo fare è possibile percepire immediatamente un flusso continuo e inarrestabile di sollecitazioni, di ricerche incrociate che oscillano tra gli archetipi dell’immaginario collettivo (tra l’originario e l’originale) e le esigenze transemiotiche di un artista la cui onnivora attività intellettuale è riuscita a costruire negli anni uno spazio espressivo, unico nel suo genere, che assorbe al suo interno la revisione degli stilemi avanguardistici, i lasciti della stagione informale, la parabola dell’atmosfera verbovisiva (e della visione multicodica) degli anni ’60 e ’70.

Dall’editoria alla grafica creativa (come non ricordare i modelli sperimentali offerti nella redazione del marcatrè, la rivista diretta da Eugenio Battisti, o gli straordinari impaginati della casa editrice La Nuova Foglio), dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione, dalla scultura all’insegnamento, per giungere via via, tra il 1975 e il 1995, al felice sodalizio con Alfio Vico e Lucy Passett della Galleria Il Falconiere (dove approdano alcuni dei nomi più interessanti dell’arte – Yarrott Benz, Giosetta Fioroni, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Suzanne Santoro, Mario Schifano e Nanda Vigo ne sono esempi evidenti), l’attività interdisciplinare e sentitamente indisciplinata di Mussio, incarna l’esigenza di riflettere sulla storia delle cose, sulla leggerezza e la trasparenza della parola, sulle trame dell’archiviazione, sulla lingua del ricordo scordato, del numero dimenticato, della parola immaginata.

Uscite da una lampisteria dei sogni, da un pensiero che si sofferma sulla soglia del pensiero per leggere – del pensiero stesso – i flussi e gli innumerevoli ragionamenti del quotidiano, le immagini prodotte da Magdalo Mussio trattengono e tratteggiano la cultura di massa, la «memoria di un codice» da decifrare, il silenzio traforato dal buio della mente, il gusto alchemico della sapienza materiale, la parola ricercata e detta per caso, il «terrore della propria immagine», l’attesa atavica dei segni.

Come apparizioni su superfici sempre diverse che costituiscono una vera e propria cartografia poligrafica – cartografo amanuense della differenza è l’etichetta applicata all’artista da Alberto Signorini nel ’91 – le sue opere catturano lo spettatore e, quasi a creare una tattica di accerchiamento laterale della realtà, lo invitano in un territorio magico dove tipografia, macchina da scrivere e scrittura manuale si intersecano ad architetture impossibili, a brani poetici, a preesistenze e assenze necessarie, al sapore tiepido della cancellatura, al capriccio della ragione, allo «speciale rapporto con l’errore» del chiarevalli monodico e al difetto eccezionale.

*** Con questa mostra l’Accademia di Belle Arti di Macerata vuole ricordare l’uomo, l’amico, il docente: e, a dieci anni dalla sua scomparsa, restituire – per quanto possibile – il ritratto di un intellettuale totale della cultura italiana il cui impegno ha abbracciato i vari campi del sapere.

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CIVITANOVA–La Fototeca Comunale di Civitanova Marche – Centro Comunicazioni Visive si rinnova nell’immagine e nella metodologia di gestione e apre le porte al pubblico per questo nuovo inizio con un evento “open day” di fotografia e comunicazione visiva; un’occasione per conoscerne la storia, incontrare i nuovi e vecchi membri dello staff e ascoltare le proposte culturali per il futuro. L’appuntamento è per il 22 e 23 maggio, vicoFOTOTECA-21-5-2015- cIirolo sforza 6, Civitanova Marche ore 9/12; 16/19.

La due giorni è stata presentata questa mattina, alla stampa, dal presidente Primo Recchioni e dal direttore Francesca Iacopini, alla presenza dell’assessore alla Cultura Giulio Silenzi, dei fotoamatori e dei membri del Direttivo.

La Fototeca vive un momento di passaggio dopo la morte di Paolo Domenella che l’ha arricchita e lanciata – ha spiegato Recchioni – e vuole dare spazio ai giovani e alle nuove idee. Ci auguriamo che saranno in tanti a portarci il loro contributo”.

In programma quattro mostre e l’avvio di un Dipartimento giovani con Paolo Brasca e molto altro ancora.

La Fototeca – ha spiegato Iacopini – non vuole essere solo un centro di raccolta di vecchie foto, ma un luogo dove parlare e ragionare intorno alle immagini. Per trent’anni Paolo Domenella e i fotoamatori hanno lavorato per mettere le radici e per una costruzione solida dell’istituzione. Grazie al patrimonio lasciato, oggi possiamo pensare ad una nuova mission, anche grazie al sostegFOTOTECA-21-5-2015- cIirono dell’Amministrazione comunale: l’interazione con il pubblico e con i giovani”.

Questa mattina è stata presentata anche la nuova immagine coordinata dell’Ente, che prima non aveva un vero e proprio logo, e il sito Internet creati da Giulio Vesprini di Asinus in cathedra. Si tratta di un’evoluzione stilistica originata da una Rolleiflex.

La fototeca si apre alla città – ha detto Silenzi – agli appassionati di foto, e ce ne sono tanti, e vuole diventare un luogo dove le persone vogliono condividere sensazioni, immagini che parlano soprattutto della nostra città. Questa istituzione, che è cresciuta a poco a poco con la forza del volontariato, è ora pronta alla svolta, ad aprirsi anche alle altre associazioni ed enti e scuole, e collaborare alle iniziative organizzate dal Comune. Il patrimonio è enorme (oltre 10 mila lastre) e permetterà di raccontare il “come eravamo” per capire meglio l’identità di questa città, la sua memoria, come era e quanto sia cambiata. Un plauso va al presidente Recchioni e alla direttrice Francesca Iacopini che sta dando nuovo slancio a questa ormai gloriosa istituzione”.

Alla conferenza stampa erano presenti anche l’ex presidente Enrico Lattanzi, i fotoamatori Umberto Polizio, Ciro Lazzarini, Luigi Sampaolesi.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina facebook della Fototeca http://www.fototecacomunale.it, inviare una mail a info@fototecacomunale.it o telefonare al numero 320 6044277

Programma dettagliato

VENERDI’ e SABATO 9 – 12 : apertura al pubblico della mostra “L’immagine fotografica come documento storico e strumento di comunicazione – percorsi di lettura dei fondi d’archivio”

VENERDì 16 – 19 : presentazione alla città della nuova immagine istituzionale

SABATO 16 – 19: presentazione alla città della nuova politica culturale

Fototeca Comunale – Centro Comunicazioni visive: La storia

Fondato nel 1982 per iniziativa di Paolo Domenella, Luigi Sampaolesi, Umberto Polizio, Ciro Lazzarini, Primo Recchioni, Roberto Gaetani, Primo e Fabrizio Garbuglia, Ivano Quintavalle, il Gruppo Fotoamatori civitanovesi è all’origine della Fototeca Comunale di Civitanova Marche, centro comunicazione visiva, la cui nascita è ufficializzata dal Consiglio Comunale con delibera n .429 del 1983.

La prima sede dell’istituzione è in via Saragat, quartiere Fontespina, dove le sale seminterrate di una scuola vengono attrezzata dalle donazioni dei fotoamatori che allestiscono un archivio, un laboratorio stampa con camera oscura e locali per mostre temporanee.

Nel 2004 l’amministrazione comunale investe nell’Istituzione e nelle sue capacità di realizzare eventi culturali di primo piano e le fornisce una nuova prestigiosa sede, affacciata sulla piazza principale della città.

In oltre trent’anni di attività, la fototeca ha al suo attivo mostre, incontri ed eventi anche di rilevanza nazionale, riflessioni a tutto campo sulla comunicazione visiva contemporanea, diventando luogo di riferimento e confronto non solo per fotografi professionali ed amatori, ma anche per intellettuali, artisti e scrittori mossi dalla volontà di interpretare la realtà attraverso le sue immagini.

Oggi la fototeca si presenta con un organico e una filosofia di gestione totalmente rinnovate. L’istituzione è chiamata oggi ad interrogarsi sulla fotografia non solo come strumento di documentazione, ma come mezzo di produzione artistica originale, capace come e più di altri di rappresentare la velocità, la connessione, la liquidità del mondo contemporaneo.

Visite straordinarie per le scuole a cura degli Apprendisti Ciceroni® del FAI

MATTINATE FAI PER LE SCUOLE

una visita a misura di studente

III edizione 2014

Progetto nazionale FAI realizzato in collaborazione con il

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Da lunedì 24 a sabato 29 novembre 2014 il Settore Scuola Educazione del FAI – Fondo Ambiente Italiano ha invitato gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado a scoprire il patrimonio storico-artistico delle loro città, accompagnati e guidati da altri studenti, gli Apprendisti Ciceroni®, appositamente preparati dai volontari FAI e dai loro docenti.

Grazie infatti alle Delegazioni FAI attive su tutto il territorio nazionale, sono stati aperti, gratuitamente e in esclusiva per le classi, oltre 100 meravigliosi tesori in 80 città d’Italia, poco conosciuti e spesso chiusi al pubblico.

In orario scolastico gli studenti delle classi hanno avuto l’occasione di partecipare a visite guidate condotte da loro coetanei, con l’obiettivo di avvicinare il mondo dei giovani alla storia e alla cultura del luogo e di vivere un’insolita esperienza di “educazione tra pari”.

Le classi potevano prenotarsi  contattando la Delegazione FAI locale.

delegazionefai.fermo@fondoambiente.it 3490865628 (Segreteria) 0734676415 (Capo Delegazione)

BENI APERTI NELLE MARCHE

ASCOLI PICENO Sala Cola Dell’Amatrice (Ex Pescheria) – presso Chiostro Grande, Chiesa di San Francesco

Sala Cola dell’Amatrice, restituita alla città di Ascoli, nel mese di marzo del 2012, dopo un’attenta e accurata opera di restauro, conserva decorazioni ornamentali in stile rococò eseguite da Tommaso Marini e degli affreschi, alcuni dei quali attribuiti a Cola dell’Amatrice.

Giorni di visita: 27 e 28 novembre

Orari: 8.30-12.30

FABRIANO (AN) – Chiesa dei Santi Biagio e Romualdo e chiostro attiguo

La chiesa, di origine medievale, viene quasi completamente rifabbricata in seguito al disastroso terremoto del 1741, quando fu dotata anche di un pregevole fonte battesimale.

Giorni di visita: dal 24 al 28 novembre

Orari: 8.45-12.30

 

 

FALERONE (FM) – Chiesa San Paolino
La chiesa di San Paolino, di origine longobarda, è realizzata con pietre di fiume e con materiale proveniente da edifici romani in rovina, ed è un pregevole esempio di architettura romano-gotica.
Giorni di visita: 27 novembre
Orari: 9.00-12.00

FERMO – Museo Diocesano della Curia arcivescovile

Ospitato nei locali dell’oratorio della estinta confraternita del Suffragio, il Museo Diocesano di Fermo costituisce un’importante testimonianza delle espressioni artistiche della vasta comunità dell’Arcidiocesi della città, dal periodo paleocristiano fino al 1900.

Giorni di visita: 24-25-26 novembre.

Orari: 9.00-12.00

JESI (AN) – Palazzo Honorati-Carotti (sede dell’ex Tribunale di Jesi)

Di origine rinascimentale, il Palazzo è stato ristrutturato e ampliato più volte a partire dal 1703, dopo l’acquisto, da parte di Bernardino Honorati (1692-1716) e da parte del Marchese Silvestri.

Giorni di visita: 25-26-27 novembre

Orari: 9.00-12.30

MONTE URANO (FM) – Castello

Come tanti altri Comuni della Provincia di Ascoli Piceno, Monte Urano è edificato su un colle da cui si domina la costa del mare Adriatico, alle spalle la catena dei monti Sibillini. Il percorso comprende la visita alla Torre dell’Orologio, alla Torre Civica e alla Porta del Sole.

Giorni di visita: 26 novembre

Orari: 9.00-12.00

PEDASO (FM) – Chiesa di Santa Maria e San Pietro Apostolo (detta “la Chiesolina”)

La chiesa, in stile neogotico, è stata costruita alla fine del XVIII secolo in seguito al trasferimento degli abitanti di Pedaso dal Monte Serrone, che stava franando, alla riva del mare.

Giorni di visita: 25 novembre

Orari: 9.00-12.00

SANT’ELPIDIO A MARE (FM) – Museo della Collegiata

La Collegiata di Sant’Elpidio Abate, affacciata sulla piazza principale della città, è uno scrigno di tesori dallo straordinario valore artistico ed etnoantropologico, quali opere di età romana e dei maestri Pomarancio e Palma il Giovane.

Giorni di visita: 28 novembre

Orari: 9.00-12.00

SASSOFERRATO (AN) – Percorso cittadino

Un percorso alla scoperta di alcuni tesori architettonici della città: la Chiesa S. Pietro Apostolo, il Monastero delle Clarisse di S. Chiara e la Chiesa di Santa Maria del Ponte del Piano.

Giorni di visita: dal 24 al 28 novembre

Orari: 8.45-12.30

SERVIGLIANO (FM) – Ex stazione ferroviaria (Casa della Memoria)

L’ex stazione ferroviaria ospita la “Casa della memoria”, che, attraverso materiale fotografico e documentario, ricostruisce la storia dell’adiacente campo di prigionia di Servigliano, usato per i prigionieri di guerra durante i due conflitti mondiali.

Giorni di visita: 28 novembre

Orari: 8.30-12.30

TORRE DI PALME (FM) – Chiesa di Sant’Agostino

La chiesa di S. Agostino fu commissionata tra il XIV e il XV secolo dai monaci dell’Ordine di S. Frediano di Lucca, confluiti poi nell’Ordine dei Canonici Regolari Agostiniani. All’interno è conservato un pregevole polittico di Vittore Crivelli, realizzato negli anni Ottanta del Quattrocento.
Giorni di visita: 24 novembre

Orari: 9.00-12.00

Per informazioni e prenotazioni consultare il sito internet www.faiscuola.it/sezione “Mattinate FAI per le Scuole”.

 

Domenica 26 ottobre 2014 visite guidate, letture animate e laboratori didattici gratuiti alla mostra “Arte e cibo” di Civitanova Alta

CIVITANOVA 23/10/2014 – La Pinacoteca civica “Marco Moretti” di Civitanova Alta ha aderito alla terza edizione del Grand Tour Cultura 2014: “Musei – archivi – biblioteche, crocevia di culture”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche e dal Mab Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da Icom, Anai e Aib).

PINACOTECA-arte e ciboIl Grand Tour Cultura ha l’obiettivo di comunicare, mediante aperture straordinarie, letture, spettacoli, concerti, il valore di musei, archivi e Biblioteche nell’offerta culturale regionale, non come meri contenitori, ma cercando di valorizzare l’aspetto di imprescindibile servizio di valore sociale delle istituzioni culturali, dove ci si incontra e si scambiano saperi, dove il patrimonio sono le opere d’arte, i libri, i documenti, le persone che le frequentano ed i professionisti che vi lavorano.
Con questo intento domenica 26 ottobre dalle ore 17, presso la mostra “Arte e cibo. Oggetti, dipinti, design dai Piceni ai giorni nostri”, allestita nell’Auditorium di Sant’Agostino, si terranno gratuitamente, visite guidate, letture animate e laboratori didattici.

Per info e prenotazioni telefonare allo 0733/813837,

CIVITANOVA–Anche per gli appassionati d’arte suona la campanella. Riprendono, infatti, il 7 ottobre 2014 le lezioni organizzate dall’associazione “Arte” fondata da Anna Donati, organizzate in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ogni martedì nella sala consiliare del Comune. L’iniziativa, che è ad ingresso gratuito, registra ogni anno centinaia di iscritti.

Ricchissima la rosa degli incontri tenuti da massimi esperti locali, tra cui il professor Stefano Papetti, l’attore Giorgio Felicetti, il dottor Paolo Staffolani, l’architetto Roberto Giannoni, dottor Paolo Fioravanti, professor Anton Giulio Mancino, l’architetto Luciano Mei, il Maestro Lorenzo Di Bella, Luigino Quarchioni di Legambiente, professor Roberto Cresti.

Oltre alle relazioni in aula, si organizzano anche visite guidate in pullman ad Arezzo, Urbino, Siena, Perugia, Bologna.

Questo il programma completo della rassegna: 7 ottobre – Stefano Papetti “Piero Della Francesca: la sintesi prospettica fra forma e colore”; 14 ottobre – Stefano Papetti: “La storia della Vera Croce e la corte urbinate”; 21 ottobre – Stefano Papetti – “La storia della Vera Croce e la corte urbinate”; 28 ottobre – Giorgio Felicetti: Il teatro e la narrazione”; 4 novembre – Giorgio Felicetti – “Il linguaggio della narrazione teatrale: la lingua parlata”; 11 novembre – Paolo Staffolani “Ragionevole utilizzo degli antibiotici”; 18 novembre – Paolo Staffolani – “Ragionevole utilizzo degli antibiotici”; 25 novembre – Roberto Giannoni – “Chiese scomparse nel territorio di Civitanova Marche”; 2 dicembre – Paolo Fioravanti “La medicina al tempo dei faraoni”; 9 dicembre – professor Anton Giulio Mancino – “Cattiva maestra la televisione?”; 16 dicembre – Anton Giulio Mancino – “(Dis) informare sul piccolo schermo”; 20 gennaio – architetto Luciano Mei – “Architettura dell’entusiasmo degli anni 50 (frammenti nella nostra città)”; 27 gennaio – Luciano Mei – “Architettura dell’entusiasmo negli anni 50 (frammenti nella nostra città)”; 3 febbraio – M° Lorenzo Di Bella – “Il fenomeno musicale”; 10 febbraio – Luigino Quarchioni – “Ambiente: nutrire il pianeta”; 17 febbraio – Luigino Quarchioni – “Ambiente: Green economy”; 24 febbraio – Roberto Cresti – “Diego Martelli e l’avventura anarchica dei Macchiaioli”; 3 marzo – Stefano Papetti – “L’eredità di Piero. Antonello da Messina e Giovanni Bellini”; 10 marzo – Roberto Cresti – “Ardengo Soffici fra Ottocento e Novecento”; 17 marzo – Stefano Papetti – “Andrea Mantegna e la cultura antiquaria”; 24 marzo – Roberto Cresti – “Anselmo Bucci e le Marche”; 31 marzo – Stefano Papetti – “Carlo Crivelli e il Rinascimento”; 14 aprile – Roberto Cresti – “Arnoldo Ciarrocchi e Orfeo Tamburi fra le Marche e Roma”; 21 aprile – Stefano Papetti – “Pittori del Rinascimento fra le due coste adriatiche”; 28 aprile – Roberto Cresti – “Mario Giacomelli: la fotografia come vita”; 5 maggio – Stefano Papetti – “La pittura nelle corti marchigiane del Rinascimento”.

Ingresso libero, ore 18. martedì dell'arte

CASETTE D’ETE–Circa trecento persone hanno partecipato oggi (6 settembre 2014), dalle ore 17 alle 21, presso il “Casale Raccosta” (un edificio anteriore al 1736) all’inaugurazione della mostra aperta fino al 30 settembre – promossa dall’associazione “Artenaturalmente” e coordinata dal direttore artistico  Cecilia Casadei – per ricordare Vincenzo Raccosta, scomparso improvvisamente il 4  marzo scorso, che diversi anni fa (2011)

La presentazione della mostra da parte di Cecilia Casadei al Casale Raccosta • Foto©Millepaesi

La presentazione della mostra da parte di Cecilia Casadei al Casale Raccosta • Foto©Millepaesi

aveva avviato questa manifestazione artistica estiva chiamando a raccolta tanti pittori ed incisori marchigiani. Appassionato di pittura sin da ragazzo, unitamente al ciclismo, Vincenzo Raccosta aveva frequentato l’Istituto Industriale Montani di Fermo. I pennelli ed i colori gli regalavano ore di vera felicità quando, specie d’inverno e nelle giornate piovose, poteva dedicarsi in qualità di autodidatta a ciò che sentiva nell’animo, dando forma sulla tela a scene di vita naturale, ritratti, nonchè a manifesti, una sorta di sintesi pittoriche di eventi e comportamenti umani nella storia. La sua casa è stata come trasformata, al primo piano, in un museo dell’arte contemporanea, mentre al piano terra leggermente rialzato hanno trovato posto le opere di tanti amici artisti che avevano esposto anche nelle scorse stagioni. Altri se ne sono aggiunti per l’occasione. La sua scomparsa ha galvanizzato i suoi amici appassionati di pittura (Maurizio Governatori e Cleofe Ramadoro in primis), che si sono stretti attorno alle sorelle Bianca e Silvana, per ricordare Vincenzo nel modo migliore, esponendo i suoi lavori in maniera organica, in quella cornice naturale in cui è vissuto, che è stata tirata a lucido per l’occasione fra siepi pareggiate ed agavi gigantesche e solenni, vere sculture en plein air.

In rosso Cecilia Casadei, a destra le sorelle di Vincenzo Bianca e Silvana. Foto ©Millepaesi

In rosso Cecilia Casadei, a destra le sorelle di Vincenzo Bianca e Silvana. Foto ©Millepaesi

Ha tracciato la figura e l’opera di Vincenzo Raccosta – una persona mite, riservata, senza gli assilli di chi va di fretta, ma dai forti convincimenti morali ed artistici – Cecilia Casadei di Pesaro, che di lui ha anche scritto oggi sulla pagina della cultura-spettacoli de Il Resto del Carlino di Fermo. Inquadrata la sua opera in uno stile naif, che coinvolge e dispone  alla riflessione sulla vita, ha sottolineato l’importanza dell’arte nella vita di ognuno, perchè apre alle dimensioni spirituali dell’anima. L’attività di Vincenzo Raccosta è stata documentata da un catalogo con foto dei quadri, stampato dalle Grafiche Fioroni di Casette d’Ete, comprensivo dell’elenco delle mostre, soprattutto collettive, cui av

CASALE RACCOSTA • L'INGRESSO DELLA MOSTRA FOTO©MILLEPAESI

CASALE RACCOSTA • L’INGRESSO DELLA MOSTRA • FOTO©MILLEPAESI

eva preso parte dal 2003 in poi. Nel medesimo volume foto e curriculum degli altri artisti presenti con una loro opera al Casale Raccosta. Si tratta di: Carla Abbondi, Vittorio Amadio, Arnoldo Annibali, Fabrizio Bandini, Guido Bandini, Franco Bastianelli, Mauro Brattini, Agostino Cartuccia, Giampiero Castellucci, Manuela Cerolini, Marisa Cesanelli, Silvio Craia, Luigi Fioravanti, Graziella Gabrielli, Giovanni Garbuglia, Maurizio Governatori, Alessandro Guerrini, Carlo Iacomucci, Marisa Marconi, Svitlana Maryjni, Franco Morresi, Cipriano Olivieri, Sandro Pazzi, Riccardo Piccardoni, Alfredo Pirri (scomparso nel giugno del 2014), Franco Polverini, Cleofe Ramadoro, Fernando Rea, Anna Riccitelli, Romanina Romanella, Maria Silenzi, Giancarlo Splendiani, Lucia Spagnuolo, Roberto Torregiani, Sandro Trotti, Mario Vespasiani. La serata è stata contrassegnata infine da tanta musica e dalle canzoni interpretate da giovani di talento. Declamate, altresì, delle poesie in vernacolo di Tullio Mariani di Casette d’Ete, ma  trasferitosi in Toscana, da parte di Giorgio Rossi e Primo Sacchini, della locale Compagnia teatrale.  Apertura mostra: tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 20, fino al 30 settembre 2014. (e.e.)

 

Tra i tanti visitatori della mostra civitanovese, Riccardo Benelli, ideatore della mostra permanente degli abiti di scena di Patty Pravo alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze.

CIVITANOVA–È stata prorogata fino al 18 maggio 2014 la mostra degli abiti di s

ABITO DI CAVALLI REALIZZATO PER PATTY PRAVO • UNO DEI CAPI ESPOSTI A SAN FRANCESCO • FOTO©MILLEPAESI

ABITO DI CAVALLI REALIZZATO PER PATTY PRAVO • UNO DEI CAPI ESPOSTI A SAN FRANCESCO • FOTO©MILLEPAESI

cena di Patty Pravo a sostegno di Emergency organizzata presso lo Spazio multimediale San Francesco a Civitanova Alta. In considerazione del grande afflusso di visitatori (oltre mille persone) e delle numerose offerte per l’asta silente dei preziosi abiti della notissima cantante italiana, la mostra ha continuato ad essere aperta gratuitamente al pubblico nei giorni 10, 11, 17 e 18 maggio, sempre dalle ore 16,00 alle 20,00. Per altri due fine settimana si avrà la possibilità di apprezzare i modelli creati dai più grandi stilisti italiani per Patty Pravo e si potranno rilanciare le offerte di acquisto. Questa iniziativa, che festeggia il ventesimo anniversario della nascita dell’associazione umanitaria di Gino Strada, crea un ideale legame con la “Partita del Cuore” che si terrà il 19 maggio allo stadio Franchi di Firenze tra la Nazionale Cantanti e la squadra di Emergency (diretta RAI1). Domenica scorsa Riccardo Benelli, ideatore della mostra permanente degli abiti di scena di Patty Pravo alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze ha visitato la mostra civitanovese, la Pinacoteca Moretti e la Città Alta complimentandosi con i patrocinatori dell’evento nelle persone del Sindaco Corvatta e dell’Assessore Silenzi, con gli organizzatori Mauro Di Cecco, Rossella Martini e Fabio Pozza, con la direttrice della Pinacoteca civica Enrica Bruni, prospettando future collaborazioni con il Museo del Costume di Firenze.

Info: 0733-891019- info@pinacotecamoretti.it

 

 

CIVITANOVA ALTA– Assemblea ordinaria domani sera (venerdì 1

CIVITANOVA ALTA • PIAZZA DELLA LIBERTA'

CIVITANOVA ALTA • PIAZZA DELLA LIBERTA

6 maggio 2014) alle ore 21 presso la sala consiliare della Pro Loco di Civitanova Alta. All’odg la chiusura del bilancio 2013 ed il rinnovo del consiglio direttivo. L’idea di Maurizio Morlacco, assieme a Nazzareno Paolini (colonna portante dell’associazione, artefice da anni del bel presepe alla Tramvia) ed altri concittadini, è quella di far risorgere dalle ceneri una Nuova Pro-Loco. Il presidente in carica è Enrico Pecorari, che assieme a Nazzareno Paolini ha tenuto accesa la fiammella, mentre gli altri si sono dissolti nel nulla, ci spiega Maurizio Morlacco. L’idea originaria era quella di dare uno slancio alle iniziative per far conoscere e valorizzare il centro storico. A Montelupone partendo dal basso ci sono riusciti. A Civitanova Alta storicamente si è sempre invocato nei decenni gli amministratori, ma la realtà si cambia dal basso, a partire dal gusto di fare qualcosa per il proprio paese, tanto più che gli abitanti di Civitanova Alta esprimono storicamente una forte identità. Si tratta di aggregare un gruppo anche piccolo di persone entusiaste per ravvivare la situazione. Speriamo che questo tentativo di rilancio possa avere corso, perchè Civitanova Alta lo merita e piace a tutti, anche e soprattutto ai turisti occasionali, di passaggio, nonché a persone colte, come ci è accaduto di registrare dai tempi di Tutto in gioco, quando ogni relatore giunto da Milano e Roma ha veramente espresso l’apprezzamento spontaneo per il nostro centro storico, ricco di opere architettoniche e artistiche oltre che si scorci davvero poetici. 

 

 

MONTECOSARO-“Ho il cielo sulla testa e non la ragnatela

IL SINDACO STEFANO CARDINALI, RINALDA MORI CIARROCCHI, FRANCESCO MICHELI DIRETTORE ARTISTICO DELLO SFERISTERIO E IL M° ALFREDO SORICHETTI

IL SINDACO STEFANO CARDINALI, RINALDA MORI CIARROCCHI, FRANCESCO MICHELI DIRETTORE ARTISTICO DELLO SFERISTERIO ED IL M° ALFREDO SORICHETTI

di fili dell’energia elettrica. Posso dare lo spago all’aquilone e far salire in Paradiso mongolfiere di carta”. Così Arnoldo Ciarrocchi amava descrivere l’Asola, uno dei suoi paesaggi più cari. Questi e altri incantevoli scorci animano i quadri in mostra nell’esposizione inaugurata ieri, sabato 12 aprile 2014, al Palazzo comunale di Montecosaro, la seconda dedicata dalla Stagione Concertistica 2014 al celebre artista civitanovese. Opere realizzate con le più svariate tecniche (olio, acquarello, incisione…) che rappresentano le nostre colline e il mare: Morrovalle, l’Asola, Fontespina e, ovviamente, Montecosaro, centro storico amato da Ciarrocchi. La curatrice della mostra Rinalda Mori Ciarrocchi, moglie di Arnoldo, ha così fatto da “cicerone” ai vari ospiti presenti, tra i quali la giuria del concorso lirico internazionale Anita Cerquetti: Francesco Micheli, Direttore artistico del Macerata Opera festival, la Presidente di giuria Ines Salazar, Michelangelo Zurletti, direttore artistico del Teatro Belli di Spoleto e Inhye Kim (soprano), accompagnati dal direttore artistico della Stagione Concertistica “Montecosaro all’Opera” Alfredo Sorichetti.

Questi giorni Montecosaro, tra il Concorso lirico e la pittura, sta vivendo l’arte a 360 gradi – ha detto il sindaco Stefano Cardinali -: quella appena inaugurata è la seconda mostra che in pochi mesi dedichiamo a Ciarrocchi, grazie anche alla disponibilità di Rinalda. E’ un onore poter esporre le colline che Arnoldo amava tanto”.

Poi, doveroso, spazio alla musica con alcune interpretazioni che hanno allietato i presenti. Proprio oggi, infatti, alle 17 al Teatro delle Logge, si terrà la finale della IV edizione del Concorso internazionale dedicato ad Anita Cerquetti.

La mostra resterà aperta fino all’11 maggio il sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 20 e nei giorni feriali dalle 17 alle 20. Per visitarla 0733/560030 e 0733/1780642.

 

Programma 1 FERMO 2014 del 13gen14 OK

Programma 1 FERMO 2014 del 13gen14 OK

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