Grande impresa del 23enne anconetano, che ha migliorato due volte il primato nazionale di salto in alto a Eberstadt (Germania)

Incredibile giornata per il salto in alto azzurro. Gianmarco Tamberi spicca il volo al meeting tedesco TAMBERI-gote293di Eberstadt e migliora per due volte il record italiano assoluto di salto in alto che dallo scorso 1° luglio ad oggi deteneva in comproprietà a quota 2,34 insieme a Marco Fassinotti (che lo aveva ottenuto indoor, oggi invece 2,30 per il torinese dell’Aeronautica). Il 23enne marchigiano ha prima superato 2,35 alla terza prova e poi subito 2,37. Questa la progressione completa dell’altista delle Fiamme Gialle: 2,20/1, 2,24/-, 2,27/1, 2,30/3, 2,33/1, 2,35/3, 2,37/1. Tamberi ha poi affrontato l’asticella a 2,39, senza fortuna, ma con un buono spunto al terzo tentativo. Vittoria al bronzo olimpico Derek Drouin salito alla stessa misura dell’azzurro (2,37) che quindi è secondo, ma con alle spalle una progressione segnata da un unico errore a 2,24. Con 2,37 Tamberi si colloca attualmente al terzo posto delle liste mondiali stagionali e al primo di quelle europee al pari dell’iridato Bohdan Bondarenko.

 “E’ tutto troppo bello! – questo il commento di Tamberi a fine gara – Una misura del genere è qualcosa di straordinario, ma dentro di me quest’anno più di una volta avevo sentito di poterla valere. E quando dico questo ho davanti agli occhi non tanto il 2,34 di Colonia, ma il 2,28 del 28 giugno a Buhl dove ero andato veramente di tanto sopra l’asticella”.

L’azzurro come sempre si è fatto notare in pedana non solo per i suoi salti, ma anche per il suo bizzarro look #halfshave, ormai un hashtag di riferimento per i suoi tifosi anche sui social network.

“L’atmosfera – racconta il saltatore “mezza-barba” – era super! Mi piace coinvolgere la gente, loro si divertono e mi diverto anche io. Sono arrivato ad Eberstadt dopo due gare a Londra e Stoccolma sotto la pioggia, dove ho comunque superato 2,28 e 2,29. Praticamente il mio personal best in condizioni bagnate e considerato che il mio è un salto che si basa molto sulla velocità d’entrata, ne sono uscito molto fiducioso. E poi volete mettere la soddisfazione di salire due volte di seguito sul podio in Diamond League?”.

Gianmarco, come noto, è figlio d’arte. Suo padre Marco che è anche il suo allenatore, è stato recordman e azzurro dell’alto a Mosca 1980. Il nonno Bruno saltava 1,86 nel 1939 e il fratello Gianluca ha il primato nazionale under 23 del giavellotto. Ora per lui, a tre settimane dai Mondiali di Pechino (22-30 agosto), si aprono nuovi scenari: “Adesso lasciatemi un paio di giorni di relax e poi giù a testa bassa fino a Pechino. Fare ai Mondiali quello che ho fatto qui potrebbe significare qualcosa di molto importante. Devo solo trovare la giusta stabilità e non portarmi dietro troppi errori. Oggi la terza prova a 2,39, non male perché affrontata più di tecnica, era il mio tredicesimo salto in gara. L’adrenalina era a duemila, forse un po’ meno le energie”. Nel 2012 a Bressanone, “Gimbo” aveva appena 20 anni e conquistò il suo primo titolo tricolore assoluto con 2,31, record italiano under 23 e pass per i Giochi Olimpici di Londra. Ma in quell’occasione fu autore di un’estrosa performance, facendo posizionare l’asticella ai 2,46 del primato mondiale. Tre anni fa fu soltanto un gioco risolto con una capriola, oggi invece è lì a tentare, sul serio, misure come 2,39 che appartengono all’elite internazionale della specialità: “Sapevo che questa era l’ultima gara per presentarmi ai Mondiali con un bel biglietto da visita. E come a Bressanone nel 2012 mi sono detto: “O lo fai o non lo fai” ed è successo. Allora avevo davanti il sogno dell’Olimpiade, un’esperienza in cui mi sono sentito catapultato dentro. Adesso è diverso, c’è Pechino all’orizzonte dove scenderò in pedana con addosso un’altra consapevolezza”.

IL RACCONTO DELLA GARA – Eberstadt è la pedana su cui, in 37 edizioni, hanno saltato i più grandi campioni dell’alto mondiale. A partire dal recordman Javier Sotomayor che qui aveva vinto la bellezza di cinque volte e che fino al 2014 deteneva il primato del meeting con 2,40 (nel 1994). Ci ha pensato poi l’anno scorso Mutaz Barshim a migliorare quel limite con uno spettacolare 2,41. Oggi però lo show l’hanno fatto Tamberi e Drouin. L’azzurro e il canadese entrano in gara a 2,20: facile per entrambi. Drouin incappa in una “X” a 2,24 come l’altro big azzurro Marco Fassinotti. Tamberi invece va direttamente a 2,27 che risolve senza intoppi. 2,30 è la misura che segna un primo significativo spartiacque nella progressione. Drouin e Fassinotti azzeccano subito il salto giusto, doppio brivido per Tamberi che deve ricorrere alla terza prova. In gara con il 2,30 in archivio c’è anche il canadese Mason. Si va a 2,33: botta e risposta alla prima tra Tamberi e Drouin, l’ex iridato Thomas ci arriva all’ultimo tentativo, Fassinotti commette un errore e decide di alzare il bersaglio a 2,35, un centimetro sopra il record italiano. Drouin è perfetto anche stavolta, Fassinotti si gioca senza fortuna le ultime due chance. A Tamberi, dopo due “X”, resta soltanto una possibilità che il 23enne non si lascia sfuggire. “Fatto e anche alto!” è il commento dello stesso Fassinotti che applaude il risultato del rivale. Ma non finisce qui. Prossimo step a 2,37 dove termina l’ascesa di Thomas e si materializza, alla prima prova, la fantastica impresa di Tamberi. Rincorsa, stacco, arco… Record! In meno di 10 minuti il primato nazionale è cresciuto di 3 centimetri. Attenzione perché Drouin non è da meno e il 2,37 del bronzo olimpico è altissimo. Oggi sembra il giorno per sognare ancora più in grande, ma 2,39 (per Drouin anche un tentativo a 2,41) stavolta resta una quota inviolata. Il terzo assalto alla misura è il più convincente per Tamberi, che torna di nuovo a casa (ad Ancona) dalla Germania (il 1° luglio era arrivato il record di 2,34 a Colonia) con il primato nazionale. Un risultato che stando alle liste outdoor di sempre ne fa il 24° altista al mondo e il 15° in Europa. Senza dimenticare che nel suo palmarès ci sono già quattro finali nei Campionati Europei: due volte quinto (all’aperto nel 2012, indoor nel 2013) e altre due volte settimo (outdoor nel 2014, in sala nel 2015), mentre nel 2011 ha conquistato il bronzo agli Europei juniores. 

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