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Lunedì 15 giugno 2015 alle ore 18,00 nell’auditorium di Palazzo Montani (Piazza Antaldi, 2 – 61121 Pesaro), per la serie “Pesaro Storie” proposta dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con l’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro, con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e con l’Ente Olivieri, viene presentato

1915: l’Italia va in trincea

(pp. 310, il Mulino 2015)

di Gastone Breccia.

Sarà presente l’autore.

Rievocando la storia militare dei primi mesi della Grande guerra sul fronte italo-austriaco, dalla mancata irruzione oltre frontiera dell’ultima settimana di maggio – quando le truppe austroungariche erano impegnate altrove, soprattutto in Galizia, e solo un velo di soldati presidiava il confine verso l’Italia – alle grandi battaglie di logoramento autunnali, lo studio di Gastone Breccia fa rivivere «in presa diretta» episodi noti e meno noti del conflitto. Viene così descritta la condotta della guerra nella sua concreta realtà quotidiana: dalla brillante impresa degli alpini sul Monte Nero al sanguinoso fallimento della quarta offensiva sul fronte dell’Isonzo. Una disamina che non tralascia di considerare i mutamenti profondi nel morale e nello spirito di una generazione di soldati che persero le loro illusioni ma si trasformarono in un esercito capace di sopportare altri tre durissimi anni di guerra.

Gastone Breccia, docente di Storia bizantina all’Università di Pavia, ha pubblicato diversi scritti di taglio storico-filologico su testi della cultura bizantina. Ha pubblicato un saggio sull‘arte della guerra a Bisanzio, apparso nel 2001 su “Medioevo greco. Rivista di storia e filologia bizantina”; altri saggi sulla guerriglia a Roma e a Bisanzio sono usciti sulla stessa rivista negli anni successivi. Su “Limes” nel 2006 ha pubblicato anche un’analisi delle difficoltà delle guerre in Iraq alla luce delle teorie belliche classiche. Con Mondadori sono poi usciti I figli di Marte (2012), La tomba degli imperi (2013) e Nei secoli fedele (2014); con il Mulino L’arte della guerriglia (2013) e Le guerre afgane (2014).

L’indomani – martedì 16 giugno alle ore 17,30 – presso palazzo Almerici, sede della Biblioteca Oliveriana (via Mazza, 97 – 61121 Pesaro) si inaugura la mostra La Grande guerra in Oliveriana, che darà conto di quanto il primo conflitto mondiale ha sedimentato nel fondi della biblioteca (giornali, libri, fotografie, ecc.).

Ingresso libero in entrambe le manifestazioni

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“Costretta a rinunciare alla conduzione del suo programma per non prestarsi a siparietti pubblicitari in quanto giornalista”

ANCONA–”Costretta a rinunciare alla conduzione del programma che aveva portato ad un discreto successo perché… giornalista. E come tale impossibilitata, in ossequio al suo codice etico, a prestarsi a “siparietti” pubblicitari. Succede alla collega Lisa Marzoli e succede, purtroppo, all’interno del servizio pubblico Rai”. Lo afferma il Presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Dario Gattafoni, che così prosegue:

“La Marzoli, giornalista professionista iscritta all’Ordine delle Marche, era stata “prestata” dal Tg2 alla Rete perché conducesse “Cronache animali”, un programma dedicato ai nostri compagni di vita a quattro zampe che, partito timidamente sotto un 4% di share, era via via cresciuto fino all’11%. E per di più senza costare un soldo alla Rai, visto che la Marzoli era già alle sue dipendenze come giornalista”.

“Tutto è filato liscio fino a che la direzione di rete – prosegue Gattafoni  – non ha deciso di accogliere nel programma il cosiddetto “product placement”, una forma di pubblicità di prodotti per animali fatti scorrere in trasmissione con marchi bene in vista e “consigli per gli acquisti” più o meno palesi”.

“La Marzoli si è ovviamente rifiutata, facendo presenti i vincoli etici derivanti dal suo status professionale, ma alla fine si è dovuta arrendere all’intransigenza dell’Azienda, rifiutando anche gli strampalati “consigli” che qualcuno le avrebbe rivolto neppure tanto sottovoce: “autosospendersi” per un certo periodo dalla sua iscrizione all’Ordine oppure far finta di non vedere perchè “tanto lo fanno tutti, giornalisti e non”.

“Ora pare che il programma sarà affidato ad un conduttore esterno, con conseguente aumento dei costi”.

“L’Ordine dei giornalisti delle Marche, nel sottolineare la correttezza professionale della collega, che deve costituire un esempio per tutti, esprime sconcerto e preoccupazione – sottolinea Gattafoni – per decisioni che palesano una grave mancanza di rispetto verso norme professionali poste a garanzia della qualità e dell’indipendenza dell’informazione e che dunque, come tali, dovrebbero costituire un patrimonio di stile, lealtà e affidabilità specialmente per il servizio pubblico radiotelevisivo. Si associa inoltre alla richiesta di chiarimenti avanzata dal presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Enzo Iacopino, ai vertici della Rai”.

“Alla collega Marzoli va la convinta solidarietà e il pieno sostegno della categoria, uniti all’auspicio che all’interno dell’Azienda Rai, attraverso il recupero di un dialogo anche con la rappresentanza sindacale ‘Usigrai, si possa giungere – conclude il Presidente Gattafoni – ad una più rispettosa gestione del personale giornalistico, a prescindere da logiche che appaiono più consone alla Tv commerciale che al servizio pubblico radiotelevisivo”.

 

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