mauriziTONINO-CIVITANOVA – Verrà inaugurata domani 24 aprile 2015  nello Spazio Multimediale San Francesco a Civitanova Alta alle ore 18 la mostra L’arte della Meraviglia, dell’artista marchigiano Tonino Maurizi. Organizzata con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e Turismo e dei Teatri di Civitanova, è curata da Paola Ballesi in collaborazione con la Pinacoteca Civica Marco Moretti, e sarà aperta al pubblico fino al 24 maggio 2015.

Novanta opere tra dipinti, sculture, acquarelli, disegni e collages, raccontano una storia lunga sessant’anni fatta di lavoro e di entusiasmo, di fatica e audacia, di slanci appassionati e di concretezza, di visioni immaginifiche divenute realtà e terreno propizio per la felice congiunzione di arte e artigianato secondo il dettato del Bauhaus che Tonino Maurizi ha fatto proprio attraverso l’originale interpretazione di Ivo Pannaggi, l’artista maceratese eletto fin dai banchi di scuola a suo maestro di vita.
Una storia che ha avuto inizio dalle suggestioni ricavate dal ‘sapere della mano’ nella falegnameria paterna e dalla eccellente formazione ricevuta all’Istituto d’arte di Macerata, allora presieduto da Renzo Ghiozzi (in arte Zoren), da insegnanti di indubbio spessore quali Guglielmo Ciarlantini, Vincenzo Monti, Nino Ricci, Marone Marcelletti, Paolo Magri-Tilli e Alberto Sensini. Un ambiente stimolante grazie anche a compagni di scuola come Valeriano Trubbiani, Danilo Bergamo, Silvio Craia, Paolo Gubinelli, Giorgio Cegna, Guido e Carlo Bruzzesi, Cecco Bonanotte, Dante Ferretti e altri ragazzi di talento che avrebbero avuto importanti affermazioni nel mondo dell’arte. “Presentiamo il meglio della produzione di Maurizi – ha affermato la direttrice della Pinacoteca Enrica Bruni, durante la conferenza stampa a cui hanno partecipato anche l’assessore Giulio Silenzi, l’artista e la curatrice Paola Ballesi -. Intendiamo valorizzare il genio locale, apriamo quindi una finestra su quelle che sono le eccellenze di Civitanova Marche”.
Segnata in gioventù da grande irrequietezza, l’avventura di Tonino Maurizi prosegue con il viaggio sulle orme di Pannaggi, quando non ancora maggiorenne lascia il suo paese verso la Svizzera, la Francia e il Nord Europa, con l’intenzione di acquisire alla fonte le tendenze artistiche del contemporaneo, carpirne i segreti e condividerne i fascinosi ideali. Ideali che lo introducono al design industriale e del prodotto, alla funzionalità dell’oggetto e alla decorazione degli interni sconfinando dalla progettazione dello spazio verso la scenografia e la moda.
Ma è nella Milano della fine degli anni ‘50 che la frequentazione con artisti e studenti che gravitano attorno all’Accademia di Brera gli spalanca il mondo della neoavanguardia dove respira il clima trasgressivo e alchemico dell’arte che rivoluziona la vita tracciandone nuove coordinate di riferimento suggerite dalle sperimentazioni più spericolate ed azzardate del movimento spaziale, nucleare e di altri giovani artisti che operavano nello spazio espositivo Azimut.
Le molteplici e varie esperienze giovanili che nei primi anni ’60 lo portano ad esporre le sue opere in tutt’Italia, sono anche la linfa vitale della sua attività imprenditoriale che nel giro di pochi anni trasforma la bottega del padre in un’azienda-laboratorio in cui poter pensare, disegnare, progettare e realizzare il nuovo modo di abitare e di vivere la casa creando mobili, oggetti, sculture dalle linee pulite, essenziali, e dipinti dettati da istintività espressiva, pieni di colore.
Da circa un ventennio accanto all’impegno aziendale ha ripreso a svolgere un’intensa attività espositiva soprattutto all’estero a cominciare nel 2008 da Pechino, alla Collettiva Olympic Fine Arts Beijing organizzata in occasione dei Giochi Olimpici, e Dhaka, alla 13th Asian Art Biennale Bangladesh, e di recente nel giugno 2014 a Beirut all’International Banner Art Exhibition, in ottobre in Malaysia alla Langkawi Art di Kuala Lumpur e a Macerata, in chiusura d’anno, con una personale organizzata dall’associazione Brigata Amici dell’Arte presso la Galleria Terraferma.
La declinazione del neoespressionismo astratto è la cifra della sua pittura, che, forte di una potente gestualità di marca informale, si avvale di spatolate veloci, immediate, assestate come fendenti senza ripensamenti sulla tela o sulla tavola per far rutilare il pigmento in fantasmagorie di forme e colori che appaiono all’improvviso, pronte a stupire sul crinale del visibile. Così la sua energia creativa alimentata dal sacro fuoco, riservato a pochi eletti, di chi non smette mai di meravigliarsi e meravigliare produce un segno impulsivo e gestuale che, sia che faccia esplodere il colore come un fuoco d’artificio, sia che imbrigli la materia nei volumi delle forme, ogni volta puntualmente mette in scena l’arte della meraviglia.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 24 aprile al 24 maggio tutti i fine settimana (incluso il primo maggio), dalle ore 17.00 alle ore 20.00.

Nella foto da sinistra Bruni, Maurizi, SIlenzi e Ballesi

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