RAPPORTO MARCHE+20: TRA GLI INTERVENUTI I RAPPRESENTATI DEL MONDO DELL’ECONOMIA, DEI SERVIZI E DELL’ISTRUZIONE DELLA NOSTRA REGIONE MARCHIGIANA

ANCONA – Grande partecipazione di pubblico questa mattina per la presentazione del Rapporto Progetto Marche+20. Nella sala A della Facolta’ di Economia di Ancona gremita, oltre al Presidente della Regione Gian Mario Spacca  e al Prof. Pietro Alessandrini (economista), sono intervenuti:

STEFANO CASINI BENVENUTI Direttore Irpet Toscana, l’unica Regione oltre le Marche, ad aver realizzato uno studio simile;spacca-marche+20-001

GINO SABATINI – Presidente Regionale CNA

NANDO OTTAVI – Presidente Confindustria Marche

GRAZIANO DI BATTISTA – Presidente Unioncamere Marche

DON VINICIO ALBANESI – Presidente Inrca

VILBERTO STOCCHI – Rettore Università Urbino

SAURO LONGHI – Magnifico Rettore dell’Università Politecnica

Va subito sottolineato che il Rapporto, oltre alla relazione generale del Prof. Alessandrini, raccoglie in primo luogo i contributi dei membri del Comitato Scientifico composto da: Fulvio Coltorti, Giuseppe Dematteis, Marco Pacetti, Enzo Rullani, Carlo Trigilia. In aggiunta il Rapporto presenta contributi anche di membri esterni al gruppo di lavoro.

Questo l’intervento del Presidente della Regione Gian Mario Spacca: “Le Marche sono una delle migliori regioni d’Italia per il benessere e la capacità di resistere alla crisi economica, però rischiano di  perdere la capacità di produzione del reddito e del Pil. Questo fatto, alla lunga, inciderà sulla qualità di vita perché, se non si riprenderà a produrre reddito, quindi a creare lavoro e occupazione, le Marche non riusciranno a conservare gli standard di servizi oggi tra i migliori d’Italia. Dobbiamo riportare al centro dell’attenzione la produzione del reddito, proprio per avere le risorse che ci consentiranno di creare lavoro e mantenere alti livelli di benessere e qualità della vita. Il Progetto “Marche +20” è una sfida lanciata per delineare gli scenari dei prossimi 20 anni e proporre  nuove strategie non prigioniere del presente, ma proiettando la propria mente al futuro per costruire le azioni rivolte al lungo periodo ed e’ destinato a tutti come un bagaglio di conoscenze e riflessioni per affrontare meglio il futuro: ai policy maker, ma anche alle associazioni di categoria, alle forze sociali, politiche e alle famiglie. Lo studio rinforza inoltre la consapevolezza del valore della nostra comunità nonostante il dramma della situazione economica e sociale generale: ci dice che abbiamo ancora energie sufficienti e utili per riportarci in un’area di sicurezza. Il gruppo di economisti ha lavorato molto sui dati effettuando una precisa analisi quantitativa che consente di fare il punto su dove noi siamo. E’ vero che stiamo attraversando una  fase di recessione e deflazione, ma nelle  Marche la capacità di resistenza è piuttosto forte.  Un indice di resistenza  confermato dal primato di imprenditorialità, dalla forza del sistema imprenditoriale, dal minor calo della produzione e della disoccupazione, dalla forte capacità di resistenza sui mercati internazionali, dall’ottima qualità della vita testimoniata da longevità dei marchigiani. Siamo riusciti a tutelare la coesione sociale, abbiamo protetto il sistema di vita della nostra comunità con uno sforzo enorme (oltre un miliardo di euro stanziati dalla Regione per gli ammortizzatori sociali), ma le Marche hanno anche una dissociazione frutto di questa politica regionale: la crisi si è prolungata e ha determinato un investimento sulla difesa della coesione che ha penalizzato il sostegno alla produttività.  Gli indicatori dimostrano che  abbiamo alti livelli di benessere, tra i più alti in Italia, ma siamo all’11 posto per la produzione di Pil che diminuisce con il passare del tempo. Dobbiamo quindi ripensare alle nostre strategie di governo per ritrovare un equilibrio tra gli assi fondamentali della crescita e dello sviluppo.  Come delineato nel Rapporto le uniche risorse certe che le Marche avranno a disposizione saranno quelle europee, ancora più consistenti in virtù della disponibilità garantita dalla Macroregione adriatico ionica, che trainerà i fondi del Piano Juncker (i famosi 300 miliardi di cui si sta discutendo). Risorse che andranno investite nelle reti immateriali per favorire l’integrazione virtuosa all’interno della nostra regione. L’obiettivo finale è far si che la nostra Regione sia protagonista di primo piano in Italia e in Europa”.

Questo invece l’intervento del Professor Pietro Alessandrini: “Il Progetto parte dall’analisi della situazione del corpo sociale marchigiano che, come in tutta Europa, è debilitato dalla crisi. La necessità è quella di trovare un nuovo slancio, investendo e lavorando per il futuro. È un compito che spetta a tutta la comunità regionale, partendo dalla constatazione che le Marche hanno una marcia in più rappresentata dall’alta coesione sociale e dall’elevato benessere, che però non sono garantiti per sempre. La debolezza della regione riguarda però il sistema produttivo che va rafforzato in vista degli scenari futuri. Nell’indagine si delinea uno sviluppo nuovo, senza fratture, fondato sul motore essenziale che è quello dei servizi. La strada intrapresa dalle Marche è giusta, ma occorre fare di più per la crescita culturale, energetica e digitale. Nel rapporto indichiamo che tutta l’Italia ha accumulato, in questi settori, grossi ritardi rispetto agli obiettivi europei”.

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