La proposta per collegare i 237 chilometri di costa adriatica, ed i 20 centri principali, con treni moderni e una mobilità davvero integrata

Legambiente: “La Regione si faccia promotore del progetto chiamando a raccolta i migliori cervelli per rendere le Marche più desiderabili, competitive e contemporanee”

Dal rapporto “Pendolaria” ancora troppe criticità nel servizio di trasporto su rotaie: pochi investimenti, 2,1 euro per abitante, e servizi inadeguati per i pendolari di lunga tratta

ANCONA–Disporre da Pescara a Rimini di un servizio di trasporto ferCIVIT-STAZIONE-FS-FOTO©MILLEPAESI-7659roviario con caratteristiche europee che colleghi i 237 chilometri, ed i 20 centri principali, con treni moderni a orari cadenzati, abbonamenti integrati e coincidenze con autobus locali, treni e pullman verso collegamenti interni e nazionali, ma anche il sistema di porti (commerciali e turistici) e aeroporti (Rimini, Ancona, Pescara). È questa l’idea di base della“metropolitana della Città Adriatica”: una sfida per rendere le Marche più desiderabili, competitive e contemporanee”. E la Regione Marche può farsi fin da subito promotore di questo progetto, vista la necessità di dover rinnovare a breve il Contratto di Servizio per i trasporti ferroviari.

È questa la proposta che arriva dal Treno Verde 2014 di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, storica campagna dedicata al rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico (in sosta fino a domani al binario 1 ovest della Stazione di Ancona), presentata questa mattina alla presenza di Maura Malaspina, assessore all’Ambiente della Regione Marche; Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale Legambiente; Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona; Danilo Antolini, direttore Regionale Trenitalia; Luigino Quarchioni, presidente Legambiente Marche; Francesca Pulcini, vice presidente Legambiente Marche.

“Pochi territori in Italia sono cambiati come quelli costieri della fascia adriatica tra Abruzzo, Marche e l’Emilia-Romagna. Eppure, a fronte di questi cambiamenti, la risposta in termini di possibilità di spostamenti attraverso il trasporto pubblico ferroviario o su gomma, nazionale o locale, è ancora organizzato come se niente fosse successo – spiega Eduardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – Pensiamo che sia arrivato il momento di avere un disegno per il futuro del trasporto su ferro per dare la possibilità a oltre un milione di persone che vivono lungo questo tratto di costa (e almeno il doppio durante il periodo estivo) di poter ripensare i propri spostamenti potendo contare su un affidabile ed efficiente servizio di trasporto ferroviario.

La metropolitana della città adriatica è il sogno di poter disporre da Pescara a Rimini di un servizio di trasporto ferroviario con caratteristiche europee. 

Chiediamo alla Regione Marche di farsi promotore di questo progetto, perché al centro della città adriatica e perché ha la possibilità di fare del nuovo contratto di servizio ferroviario (che scade nel 2014) l’occasione per iniziare il progetto”.

L’idea di base della proposta è quella di facilitare e aumentare l’uso dei trasporti pubblici, usare mezzi a risparmio energetico e a basso impatto ambientale, potenziare le connessioni fra le città marchigiane della costa: un’occasione innanzitutto per migliorare la  qualità della vita dei cittadini e rispondere all’esigenza sempre crescente di un servizio di trasporto  pubblico più efficiente. L’infrastruttura c’è, tutti i 237 km sono a doppio binario, serve invece un salto di qualità negli investimenti per l’acquisto di treni ed il potenziamento e riorganizzazione del servizio.

“Una vera priorità per la nostra Regione, dove la maggior parte degli abitanti vive e si riversa sulla costa – commentano Luigino Quarchioni e Francesca Pulcini, rispettivamente presidente e vicepresidente di Legambiente Marche -. Ottimizzare e potenziare il trasporto pubblico significa, quindi, liberare le città dal traffico e dallo smog, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere le nostre città più moderne e competitive. Per questo chiediamo alla Regione Marche e a tutti gli enti locali di chiamare a raccolta i migliori cervelli per definire un proposta per la linea adriatica e aprire al contempo un tavolo di confronto con le aziende di trasporto e tutte le forze sociali per arrivare quanto prima alla realizzazione di questa infrastruttura così importante per il nostro territorio”.

Le attuali criticità del trasporto ferroviario nelle Marche emergono chiaramente dal rapporto “Pendolaria 2013” di Legambiente e tracciano ancora una volta il quadro di una mobilità su rotaia ridotta ai minimi termini nel territorio regionale: pochi passeggeri, 26.469 al giorno, pochi investimenti, 2,1 euro per abitante e servizi inadeguati per i pendolari di lunga tratta, come quelli che si spostano tra Marche ed Emilia Romagna o sulla tratta Ancona-Roma.

C’è da sottolineare che nel bilancio regionale del 2014 è stato fortunatamente risparmiato dai tagli il settore dei trasporti. E del resto non era possibile togliere ulteriori risorse a quelle già irrisorie e inadeguate che erano state destinate al trasporto ferroviario pendolare nel bilancio precedente: 3,06 milioni per il servizio e 1,25 per il materiale rotabile. Eppure L’84,95% delle risorse impiegate in mobilità sono state destinate alla costruzione di strade. Un dato ancora più alto di quello nazionale, del 71,9%; soldi per muovere cemento e grandi opere, a scapito delle necessità dei pendolari. Mentre è appena del 15,5% la percentuale di risorse finanziarie destinate alle ferrovie.

Tagli di treni e linee: dal 2011 al 2013 i tagli ai servizi sono stati del 14,3%. È stata mantenuta l’estensione della rete, di 341 km, ma resta da verificare se nel 2014 ci sarà un aumento delle tariffe: si avvicina infatti la scadenza del Contratto di Servizio tra la Regione e il gestore dei treni, ovvero Trenitalia, prevista per il 31 dicembre 2014. Per quanto riguarda gli investimenti per il materiale rotabile, particolarmente importanti per i pendolari perché sono quelli per l’ammodernamento e l’acquisto dei treni, le Marche sono agli ultimi posti in Italia con 1,25 milioni a bilancio. Peggio solo l’ Umbria (0,5 mln) e la Sicilia che non ha fatto alcun investimento. Le Marche sono inoltre la regione che meno ha investito in Italia per i servizi aggiuntivi ed il materiale rotabile nel periodo 2003 – 2013, con appena 31,5 milioni stanziati (la provincia di Bolzano ne ha spesi 570).

 

 

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