CIVITANOVA/SANT’ELPIDIO A MARE–Commovente rimpatriata (a tavola alla Perla dDELFINA-50 ANNI-EX ALIEVI-1055-LGi Porto Sant’Elpidio) a 50 anni dal diploma per un bel gruppetto di ex studenti del Professionale per il commercio. Si tratta di una classe composta da civitanovesi ed elpidiensi (nella foto), che con molto piacere  si sono ritrovati per ricordare i bei tempi della giovinezza. Organizzatore il ragioniere Tullio Moretti di Sant’Elpidio a Mare,  diplomatosi poi a Fermo, mentre Anna Mandozzi ha declamato una poesia scritta per l’occasione. “Riconoscersi al primo impatto – ha detto – è stato come un…terno al lotto!” “Poi son riemersi, come per incanto, episodi relativi alla nostra beata gioventù, sono stati rievocati gli scherzi, le improvvisate, in un crescendo di amarcord davvero bello!”

“Siamo andati a scuola a Palazzo Evangelisti a Sant’Elpidio a Mare – ci ha raccontato Tullio Moretti – allora era Preside il Prof. Mario Cecarini, che ha poi insegnato al Ragioneria di Civitanova, così come la moglie Prof. Maria Renzi.

Fra i partecipanti – tra gli altri – Patrizia Verdini, Elide Beato, Susi Mozzorecchia, Delfina Torretti. Quest’ultima ci ha raccontato entusiasta di questo piacevole “ripescaggio” del passato. A tavola ognuno ha avuto modo di raccontare mezzo secolo di attività lavorative, di vicende familiari, di soddisfazioni e di problemi inevitabili. Un variegato spaccato umano e sociale ricco di spunti se fosse da raccontare tutto nei dettagli. “E’ stato proprio bello – ci ha detto  Delfina Torretti, ad esempio – che a Civitanova  in Corso Garibaldi (angolo Via Vodice) – fino a poco tempo fa si è occupata con il marito, Luigi Castellucci, della storica rivendita di macchine da cucire Necchi, sempre alle prese con ricami e mondo femminile alle prese con la dimensione della casa. Il marito ha fornito in tanti decenni le macchine da cucire specifiche per i calzaturifici della nostra zona civitanovese-elpidiense, quando quasi tutte le donne facevano ancora le orlatrici in casa o nelle aziende, dove si lavorava con ottimismo, guadando fiduciosi al futuro, senza essere attanagliati dai problemi insorti dopo le ripercussioni della crisi del 2008, con la conseguente scomparsa di tante realtà familiari ed artigianali, che hanno contrassegnato lo sviluppo delle nostre zone, dal dopoguerra fino ad oltre il duemila.