Alla Biblioteca Spezioli e ai suoi tesori”. La dedica di Dario Fo

FERMO–Sulla copia del volume Einaudi “Dario Fo. Teatro. A cura di Franca Rame” collocato sugli scaffali della Biblioteca Civica di Fermo, da qualche giorno campeggia la dedica autografa: “Alla Biblioteca Romolo Spezioli e ai suoi tesori. Dario Fo”.

L’attenzione che, con questo gesto e con le lusinghiere parole pronunciate in occasione dello spettacolo teatrale “In fuga dal Senato” dello scorso sabato al Teatro dell’Aquila, il Maestro del teatro italiano, il Premio Nobel per la letteratura, Dario Fo, ha voluto rivolgere alla Biblioteca cittadina sono motivo di grande soddisfazione per la Città di Fermo.

Lo sono tanto più, in quanto l’apprezzamento è rivolto in particolare alla ricchezza documentaria della Biblioteca, alla sua capacità – attraverso il suo prestigioso posseduto – di dare risposta alle richieste, alle istanze culturali che le sono rivolte.

Dario Fo ha trovato alla “Romolo Spezioli” il libro che cercava, quel libro che ha detto di aver cercato in tanta parte d’Italia: “La vita di Cola di Rienzo” scritta da Zefirino Re e pubblicata a Firenze, per i tipi di Le Monnier, nel 1854.

Su Cola di Rienzo, oggetto della ricerca del Maestro, i cataloghi della Biblioteca “Spezioli” hanno permesso di rintracciare e proporre all’illustre studioso ed attore anche una serie di altre importanti pubblicazioni, assai apprezzate per il numero e per l’interesse bibliografico: una rara edizione della “Vita” pubblicata a Bracciano nel 1631, contenente due ritratti incisi del Tribuno romano; le “Osservazioni storico-critiche” parimenti sulla Vita scritte da Tommaso Gabrini e pubblicate a Roma nel 1806; il ricco saggio “Cola di Rienzo e il suo tempo” di Felice Pepencordt, pubblicato a Torino da Pomba nel 1844; un “Elenco delle lettere” curato e pubblicato dalla Società Romana di Storia Patria nel 1887; la monografia “Cola di Rienzo e la canzone ‘Spirto gentil’ di Francesco Petrarca”, di Francesco Torraca, edito a Roma nel 1885; la roboante “Vita” scritta da Gabriela D’Annunzio e pubblicata in esemplari numerati, con i caratteri della stamperia originale di Giambattisa Bodoni, da Mondadori nel 1930 e, per finire, la più recente “Vita” scritta da Ugo Reale e pubblicata da Editori Riuniti nel 1982, con dedica autografa dell’Autore al Prof. Luigi Valentini.

Ancora una volta la Biblioteca si rivela un serbatoio di fonti e di notizie storiche, letterarie e scientifiche di prim’ordine: grazie, Maestro, per aver invitato il numerosissimo pubblico –affluito in teatro a rendere omaggio alla Sua arte- ad andare in biblioteca e, se già ci va, ad andarci di più!

Dalla biblioteca un coro unanime: “Grazie, Maestro, per il suo affetto”.

 

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