L’AUGURIO DI NATALE DI MARIO COLTORTI CON LE PAROLE DI ELIOT

 

Ogni anno, alla vigilia di Natale, il Prof. Mario Coltorti, civitanovese, luminare della Medicina, titolare di cattedra allUniversità di Napoli e cultore di filosofia e letteratura, leggeva una lirica del grande poeta e drammaturgo inglese Thomas Stearns Eliot, premio Nobel per la letteratura nel 1948.

Riporto il testo della poesia “La coltura degli alberi di Natale”, nella quale Coltorti ritrovava la sua concezione religiosa della vita, per ricordare la figura di questo illustre civitanovese scomparso cinque anni fa, proprio in questo periodo, al passaggio dell’anno: il 3 gennaio 2009.

L'ALBERO DI NATALE 2013 A CIVITANOVA IN PIAZZA XX SETTEMBRE DONO DI ESINE • FOTO DI CIRO LAZZARINI

L’ALBERO DI NATALE 2013 A CIVITANOVA IN PIAZZA XX SETTEMBRE DONO DI ESINE • FOTO DI CIRO LAZZARINI

Aldo Caporaletti

 

LA COLTURA DEGLI ALBERI DI NATALE

 Vi sono molti atteggiamenti riguardo al Natale

E alcuni li possiamo trascurare:

Il torpido, il sociale, quello sfacciatamente commerciale,

Il rumoroso (essendo il bar aperto fino a mezzanotte),

E l’infantile – che non è quello del bimbo

Che crede ogni candela una stella, e l’angelo dorato

Spieganti l’ale alla cima dell’albero

Non solo una decorazione, ma anche un angelo.

Il fanciullo stupisce di fronte all’albero di Natale

Lasciatelo dunque in spirito di meraviglia

Di fronte alla Festa, a un evento accettato non come pretesto.

Così che il rapimento splendido, e lo stupore

Del primo albero di Natale ricordato, e le sorprese, l’incanto

Dei primi doni ricevuti (ognuno

con un profumo inconfondibile e eccitante).

E l’attesa dell’oca o del tacchino, l’evento

Atteso e che stupisce al suo apparire.

E reverenza e gioia non debbano

Essere mai dimenticate nella più tarda esperienza

Nella stanca abitudine, nella fatica, nel tedio.

Nella consapevolezza della morte, nella coscienza del fallimento

Nella pietà del convertito

Che si potrebbe tingere di vanagloria

Spiacente a Dio e irrispettosa verso i fanciulli

(E qui ricordo con gratitudine anche

Santa Lucia, con la sua canzoncina e la sua corona di fuoco)

Così che prima della fine, l’”ottantesimo” l’ultimo, qualunque esso sia

Le accumulate memorie dell’emozione annuale

Possano concentrarsi in una grande gioia

Simile sempre a un grande timore, come nell’occasione

In cui il timore giunse ad ogni anima

Perchè l’inizio ci ricorderà la fine

E la prima venuta la seconda venuta

 Thomas Stearns Eliot

Buon Natale e un migliore Anno 2014 ai lettori di Millepaesi.

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