di ALDO CAPORALETTI

E’ stata resa nota nei giorni scorsi dall’assessore Silenzi, in forte ritardo rispetto alla tradizione, la Stagione Teatrale di Civitanova, mentre nellTDC-ORSINI-la leggendae altre città marchigiane i cartelloni sono stati presentati da tempo e sono anche iniziate con successo le rappresentazioni.

La stagione di prosa di Civitanova si concentra essenzialmente sul Teatro Annibal Caro, che ha una capienza di 300 posti e quindi limita la partecipazione, mentre viene escluso il Rossini, principale teatro cittadino, che di posti ne conta 900, evento questo senza precedenti.

La stagione teatrale si struttura in 6 spettacoli, di cui volendo essere generosi se ne possono salvare un paio: “La leggenda del grande inquisitore”, da Dostoevskij, con protagonista Umberto Orsini (nella foto) e “La misteriosa scomparsa di W”, interpretato da Ambra Angiolini.

Per un’analisi corretta del valore della stagione di prosa proposta a Civitanova, può essere utile un confronto con l’offerta teatrale di città delle sue stesse dimensioni, della nostra Provincia e delle provincie ad essa confinanti, e precisamente: Macerata, Fermo, Jesi ed Osimo.

Macerata, Teatro Lauro Rossi, ha in cartellone 8 spettacoli, tutti in doppia serata, con protagonisti: Sergio Rubini e Michele Placido (Zio Vanja), Stefano Accorsi (Giocando con Orlando),

Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti (La scena), Alessandro Gassman (Riccardo III).

Fermo, Teatro dell’Aquila, ha in programma 7 spettacoli, di cui 3 in doppia serata, con: Toni e Peppe Servillo (Le voci di dentro), Luca Ward e Vittoria Belvedere (My fair lady), Vanessa Gravina, Pierfrancesco Favino (Servo per due), Renato Carpentieri (Operette morali).

Jesi, Teatro Pergolesi, ha in cartellone 8 spettacoli, in serata unica, con protagonisti: Marco Columbro e Enzo Jacchetti (Il vizietto), Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti (Il bell’Antonio), Enzo Vetrano e Stefano Randisi (L’uomo, la bestia e la virtù), Lina Sastri (Linapolina).

Osimo, Teatro La Nuova Fenice, ha in programma 6 spettacoli, tutti in serata unica, con protagonisti: Pamela Villoresi (Eva contro Eva), Luca Barbareschi (Il discorso del re), Francesca Inaudi (Molto rumore per nullla), Lucrezia Lante della Rovere (Come tu mi vuoi).

Il confronto proposto definisce modesta la stagione teatrale di Civitanova, come la gestione dell’assessore Silenzi, che da un anno e mezzo in carica non ha prodotto nulla di proprio – caso unico in Italia – anzi si è distinto nell’eliminazione di importanti iniziative esistenti.

Ci si chiede a questo punto se sia opportuno impiegare ingenti risorse in festival estivi come “Futura”, affidato a quel “campione” di rispetto e collaborazione che è Gino Troli, seguito da pochi, andando a penalizzare la regolare attività delle istituzioni culturali cittadine.

Lo scorso ottobre si è tenuta una conferenza stampa a rendiconto di “Futura”, da cui è emerso che il festival è costato 220.000 Euro (inclusa la spesa per gli Stadio), in gran parte a carico del Comune, poiché molti contributi promessi dagli sponsor non sono arrivati.

Due dei Teatri di Civitanova, il Rossini e il Cecchetti, svolgono anche la programmazione cinematografica, ma sono in ritardo con la digitalizzazzione, la sala privata Capitol l’ha effettuata lo scorso anno, e c’è il rischio che essi sospendano uno dei compiti istituzionali: il cinema.

                                                            Aldo Caporaletti 

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