PRIMO PASSO PER DARE VITA AL MUSEO DELLA CECCHETTI

di Ennio Ercoli
CIVIITANOVA–In una splendida giornata di sole dall’atmosfera quasi es

ALVISE MANNI, ANNA VECCHIARELLI, TOMMASO CORVATTA, GIOVANNI FAGGIOLATI, ALBERTO FRANCINELLI, CARLO FOSCHI • FOTO©MILLEPAESI

ALVISE MANNI, ANNA VECCHIARELLI, TOMMASO CORVATTA, GIOVANNI FAGGIOLATI, ALBERTO FRANCINELLI, CARLO FOSCHI • FOTO©MILLEPAESI

tiva oggi (lunedì 29 ottobre 2013) nella zona Civitanova 2000, dove una volta c’era la fabbrica metalmeccanica per costruire treni, è stato tagliato il nastro per la collocazione dello storico tornio della Cecchetti (risalente al 1862) nel capannone dove una volta c’era il reparto “forge” della fabbrica civitanovese, chiusa il 30 giugno del 1994.

Sono intervenuti alla cerimonia, semplice, ma toccante e significativa, il Sindaco Tommaso Claudio Corvatta, l’industriale maceratese Giovanni Faggiolati, titolare della Faggiolati Pumps Spa a Sforzacosta, che ha restaurato a sue spese lo storico tornio costruito in Francia ed acquistato da Adriano Cecchetti di seconda mano, per effettuare la revisione delle ruote dei treni (sia carrozze passeggeri, che carri merci). C’erano anche la Prof. Anna Maria Vecchiarelli, Presidente dell’Archeo Club di Civitanova, il Prof. Alberto Francinelli, che quale presidente precedente aveva sposato la causa di salvare il tornio, per la quale si è speso incessantemente anche Alvise Manni, oggi Presidente del Centro Studi civitanovesi, che sull’argomento aveva promosso con gli altri amici menzionati dei convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica e l’amministrazione comunale.

IL TORNIO DELLA CECCHETTI RESTAURATO DALL'IMPRENDITORE GIOVANNI FAGGIOLATI  ©FOTO MILLEPAESI

IL TORNIO DELLA CECCHETTI RESTAURATO DALL’IMPRENDITORE GIOVANNI FAGGIOLATI ©FOTO MILLEPAESI

Un convegno sul tornio era stato tenuto l’anno passato anche presso l’Ipsia di Villa Eugenia, dove i ragazzi sono preparati ad usare i torni moderni. In quella sede l’incontro fu particolarmente fruttuoso, grazie alla disponibilità del Prof. Popolo e del Prof. Ing. Angelo Gaglioppa, che in precedenza ha lavorato nella stessa Cecchetti, ovvero “Sgi Spa”, appartenuta negli ultimi anni all’industriale Alberto Gallinari di Reggio Emilia. 

CECCHETTI - EX REPARTO FORGE, DOVE E' STATO COLLOCATO IL TORNIO DEL 1862 PERFETTAMENTE RESTAURATO • FOTO©MILLEPAESI

CECCHETTI – EX REPARTO FORGE, DOVE E’ STATO COLLOCATO IL TORNIO DEL 1862 PERFETTAMENTE RESTAURATO • FOTO©MILLEPAESI

L’idea di non mandare al macero il tornio del 1862 era venuta prima di smantellare la fabbrica Cecchetti all’ing. Ferdinando Cabassi ed al Dr. Giuseppe Manni, entrambi dirigenti d’impresa presso l’azienda di Gallinari, il cui ingresso era appunto in Via Cecchetti all’altezza del Santuario di San Marone. Gallinari accolse la proposta e nel 1990 donò il tornio al Comune.

Nel 1994 la fabbrica chiuse i battenti dopo un periodo alquanto convulso di manifestazioni sindacali (allorchè le maestranze da 350 unità scesero a 150 infine a 50), iniziarono le demolizioni dei capannoni per lasciare spazio al nuovo quartiere residenziale (compreso tra Via Cecchetti, Via Carducci e la linea ferroviaria per Macerata) che ora è quasi ultimato. Per anni il tornio era rimasto in un’area della vecchia fabbrica, fra cumuli di erbacce, terriccio e ghiaia, alla mercè degli impietosi agenti atmosferici. Da qui l’azione tenace di Alvise Manni, dell’Archeoclub per recuperare il tornio e metterlo in salvo, prima che andasse del tutto perduto. I convegni effettuati in merito furono oggetto di alcuni articoli di stampa, fu così che l’industriale Giovanni Faggiolati di Sforzacosta, che produce ed esporta pompe in Europa e nel mondo, si fece avanti, dicendo: “Se l’amministrazione mi autorizza al restauro ci pensiamo, noi nelle nostre officine”. E così è stato. Caricare su un camion la prima volta il tornio del peso di 16 tonnellate non fu agevole, si dovette ricorrere ad un mezzo più adeguato. Finchè il 12 luglio di questa estate 2013 il tornio è stato riportato a Civitanova, perfettamente restaurato e piacevole da vedersi, quale possente macchina, potenziale nucleo forte del “Museo della Cecchetti” che si spera di assemblare, dato che nell’area di Civitanova 2000 uno spazio è stato destinato ad un edificio ad hoc. Al momento, come abbiamo già detto, è stato collocato nel capannone ex forge, i cui pali in ferro sono stati trattati e restaurati, mentre a terra è stato realizzato una soletta in cemento. Nelle prossime settimane la struttura verrà completata, in quanto con lastre di vetro verranno realizzati tetto e pareti. 

Questa anteprima del museo (la possiamo chiamare così per speditezza) si trova proprio alle spalle di Via Don Bosco, che – una volta terminati i lavori nella zona Cecchetti per il sottopasso con Via Torino – verrà aperta, collegandola al nuovo quartiere. Ci vorrà ancora qualche anno per completare tutto il disegno. Oggi però – grazie al restauro di Giovanni Faggiolati – tutti erano di buon umore, ex operai che aspettano da tanto tempo che si realizzi qualcosa che ricordi la storica fabbrica civitanovese, responsabili comunali e cittadini delle varie associazioni culturali. 

“Ho studiato all’Iti Montani di Fermo, dove si era diplomato anche Adriano Cecchetti, opero nel settore della meccanica, per cui quando ho saputo dello storico tornio – ha spiegato Faggiolati – ho sentito un “richiamo forte” ed ho pensato anche all’emozione che avrà provato sicuramente lo stesso Cecchetti quando fece venire dalla Francia questo colossale tornio, a vantaggio dell’operatività della fabbrica civitanovese. Questo tornio – è bene ricordarlo – ha sfamato nei decenni tante famiglie civitanovesi. Era un patrimonio da salvare e salvaguardare per la trasmissione della storia industriale della nostra comunità. Torno a ribadire che nella nostra provincia di Macerata, cominciando proprio da Civitanova, la meccanica e le fonderie hanno caratterizzato il settore economico, prima ancora della calzatura, che è sopraggiunta poi, in un secondo momento. Io stesso con la mia fabbrica posso produrre ed esportare pompe perché nella nostra zona ci sono tante fonderie, che eseguono magistralmente le nostre committenze.

Nel convegno tenutosi dapprima in sala Consiliare il Sindaco Corvatta ha detto che questo tornio è un simbolo, rappresenta il cuore pulsante della nostra operosità economica cittadina.
I Professori Vecchiarelli e Francinelli hanno espresso la massima gratitudine personale dell’Archeoclub a Faggiolati per questo suo interessamento, che ha ridato fiato e prospettiva al progetto di realizzare il “Museo della Cecchetti”. Ovviamente sollevato e soddisfatto Alvise Manni, che per anni aveva cercato di trovare una via d’uscita alla situazione di stallo che si era venuta a creare nella nostra città, spesso poco propensa a salvaguardare la “memoria storica”. Molte negli anni le occasioni perdute. Un altro passo in analogo senso – ha detto la Prof. Vecchiarelli – speriamo che si possa fare per il Museo marinaro, salvando quello che è rimasto del Trabaccolo Prudente, sul quale pure si è tenuto un convegno in primavera, rintracciabile anche nel nostro sito internet di Millepaesi. Molto apprezzato in sala consiliare anche il video di 7 minuti in Tre D realizzato da Image di Recanati, illustrato da Carlo Foschi, che ha spiegato efficacemente ai profani le varie parti del tornio e le sue modalità di funzionamento per levigare le ruote dei treni, usurate dalle brusche frenate e non solo.

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