APPIGNANO–In un magico connubio di terra e fuoco, i forni di carta e dAPPIGNANO-2013-Festai fibra hanno rivelato, d’un tratto, le sagome enormi, incandescenti, di una brocca e del campanile del paese. Sono i simboli di Appignano, l’omaggio dei Maestri Vasai Laura Scopa e Orazio Bindelli a questa Leguminaria 2013 che fa spettacolo alla Mostra mercato della terracotta e della ceramica e che, con oltre 10 mila visitatori, si conferma fra le rassegne più amate dell’autunno marchigiano, capace di valorizzare il territorio. 

Gli arrivi da fuori regione, lievitati rispetto al 2012, danno ragione al Comune che, da undici anni consecutivi, grazie al sostegno della Regione Marche e della Provincia di Macerata, alla creatività della Pro Loco e dei Maestri Vasai Appignanesi e all’energia delle associazioni cittadine, sportive e non solo, punta su questa originalissima manifestazione, che abbina i legumi al APPIGNANO-Osterie2vino e alle ceramiche, per promuovere le sue eccellenze: l’agricoltura di qualità e l’artigianato artistico. 

È il sodalizio vincente che fa di Leguminaria non una semplice rassegna, ma un modello di sviluppo sostenibile. Merito dei contadini custodi dell’Associazione “I Legumi di Appignano” e dei Maestri Vasai della Scuola di Ceramica M.A.V., entrambe fortemente volute dall’Amministrazione comunale, per non disperdere un patrimonio di ricchezza. Comune Bandiera Verde Agricoltura, Centro italiano della Ceramica: Appignano è da anni impegnato nel recupero e nel mantenimento in purezza dei suoi caratteristici cece Quercia, fagiolo Solfì “Occhio di luna” e roveja rosso mattone, attraverso il programma di ricerca scientifica condotto dal Centro di Monsampolo del Tronto (Ap), così come a mantenere viva l’arte della lavorazione della terracotta, facendo nel contempo sistema con le altre città marchigiane per migliorare le varie iniziative. 

Un lavoro minuzioso che, quest’anno, è sfociato, in collaborazione col Sistema museale della Provincia di Macerata, nell’istituzione della Collezione civica della terracotta e della ceramica popolare di Appignano che, nel Palazzo comunale, raccoglie 160 manufatti, un tornio e 16 pannelli con foto d’epoca.

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