STUDENTE UNIVERSITARIO A BOLOGNA • QUEST’ANNO HA VINTO IL PREMIO SERRAPETRONA • HA PUBBLICATO ADESSO CON AFFINITA’ ELETTIVEIL LUSINGHIERO GIUDIZIO DI DAVIDE RONDONI

Un giovanissimo poeta siciliano, Giuseppe Nibali (nella foto), di appenaNIBALI GIUSEPPE 22 anni, si sta facendo largo nel panorama letterario italiano. E’ nato a Catania nel 1991, studente all’Università di Bologna, dove è laureando in lettere, collaboratore di giornali e riviste anche nazionali. Millepaesi aveva già parlato di lui – alcuni mesi orsono –per la sua vincita del Premio Serrapetrona. Ora Nibali ha pubblicato il volume “Come dio su tre croci”, edito da Affinità Elettive. Il noto poeta e critico letterario italiano Davide Rondoni ha scritto nella quarta di copertina dell’opera di Nibali: “Ecco un libro esagerato. Perché esagerata – qualsiasi sia la misura della sua voce e l’intesità del dettato – è la poesia, arte che non sta da nessuna parte e ovunque. Nibali alla sua prima pubblicazione si mostra poeta di movimenti primari (il sacro, la memoria, l’amore, la terra…) e sembra lottare e amare sperdutamente la lingua con cui, musicalmente, tenta di dare rilievo a ciò che della vita è imperdibile, nel bene e nella pena. Una prova di forza, nibali-COPERTINA LIBRO-mossa da una segreta umiltà di servo, per contendere con l’arma fantastica e povera delle parole il senso della vita a ogni buio o viltà che vorrebbero negarlo. Un libro veramente impegnato, perché impegnato con tutto e con il destino.”

Quali sono stati finora i tuoi poeti preferiti?

“I miei modelli principali si diramano dal meraviglioso blocco ottocentesco, quello di Leopardi e del Foscolo, per intenderci, passando poi attraverso tutta la tradizione novecentesca, da Quasimodo, che io reputo centrale nella storia letteraria italiana, a Ungaretti e Montale. Dall’ermetismo e dal post-ermetismo. Ho in mente, più recentemente, poeti come Luzi, Gatto, Pasolini. Leggo molto anche poeti contemporanei. È bene infatti fare capire che i poeti sono vivi, e io, collaborando con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna, ho avuto la possibilità di imparare da maestri, penso soprattutto a Davide Rondoni, della cui collana fa parte il mio libro, e Giancarlo Sissa”.

Quali gli scrittori e poeti siciliani di cui ti sei nutrito maggiormente?

“Quasimodo, come dicevo, è stato per me “folgorante”, soprattutto il Quasimodo l’ultimo periodo, quello che dall’ermetismo tendeva già la mano verso qualcosa di ignoto, verso qualcosa d’altro. In più trovo in lui le tematiche care alla mia poesia: la terra, la carne bella e putrida della Sicilia. Questa sera, tutta foscoliana che diventa, da Catania a Palermo, un eterno presente. Poi naturalmente, esulando dalla poesia, nel pensiero, nel “modo” siciliano, Sciascia e Pirandello rimangono tanto grandi da essere essenziali, per uno studio sull’uomo siciliano e sul suo palcoscenico “serale”. Quest’uomo pirandelliano, nello sfondo quasimodiano della sera diventa – per dirla con Sciascia – “metafora” italiana e universale. Sono loro le “tre corone” siciliane”

Com’è il panorama letterario attuale della Sicilia?

“Il problema nasce proprio qui, nel presente, muto, ma pieno di bollori. C’è un’isola nascosta, silenziosa che lavora dalle viscere di questo paese in frantumi eppure muove, spinge, con la dignità che compete. Penso al lavoro di poeti e critici come Giuseppe Condorelli e Paolo Lisi che, pur fra mille difficoltà, riescono ogni anno a organizzare un evento interessante e culturalmente elevato come “IsolaPoesia”, evento a cui ho avuto l’onore di partecipare questa estate. Per quanto riguarda i poeti siciliani, sono tanti, per lo più “diasporati” nelle principali città italiane, incerti sempre fra l’esilio e la salvezza della casa. Ma vivi, anche, per dirla ancora con Quasimodo, nella «rottura impetuosa/ con la terra impareggiabile».

Giuseppe Nibali • Nota bio • bibliografica 

Giuseppe Nibali è nato a Catania il 15 luglio 1991. Vive a Bologna dove è laureando in Lettere moderne presso l’Alma Mater Studiorum. Avendo cominciato molto presto l’attività di corrispondente, oggi vanta collaborazioni con quotidiani e periodici siciliani e nazionali, fra i quali “La Sicilia”, “Il Mercatino”, “Timeo” e “Avviso ai naviganti”.

Ha ideato e diretto il programma radiofonico “Spes Publica” in onda su RVS. Nel 2013 ha vinto il premio nazionale di poesia “Serrapetrona • Le stanze del tempo” ed ha ricevuto una Menzione d’onore al premio nazionale “Inedito • Premio colline di Torino”. Compare nella antologia poetica “100.000 poets for the change – primo movimento”. Nel secondo semestre del 2013 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica: “Come dio su tre croci”, edito da Affinità Elettive di Ancona, animata da Valentina Conti.            Ennio Ercoli

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