di Raimondo Giustozzi

Passano gli anni ma la pervicacia di tenere vivo il consueto appuntamento estivo “Quattro passi nella città alta” è sempre la stessa. Ventuno le edizioni dell’iniziativa, del tutto gratuita, senza nessun costo per nessuno, promossa inizialmente soltanto dal locale Archeoclub d’Italia, affiancata da alcuni anni anche dal “Centro Studi Civitanovesi”. Il ritrovo dei partecipanti è avvenuto sotto le logge, presso il bar “Cerolini”, in piazza della Libertà, alle ore 18,00, Sabato 10 Agosto 2013. Quaranta circa i presenti, tra adulti e ragazzi. Pochissimi direbbe qualcuno che vorrebbe sempre avere le piazze piene. Queste si riempiono solo in occasione del teatro dialettale e di spettacoli musicali. Fare la conta dei presenti a certi appuntamenti culturali o gonfiarne le cifre è un’operazione da provinciali. Quaranta poi sono più dei venticinque lettori di manzoniana memoria. Tra questi quaranta c’erano anche dei civitanovesi che forse, per la prima volta, hanno conosciuto direttamente alcune pagine di storia legate a Civitanova Alta, la città bassa non c’era ancora o meglio  quella romana era andata distrutta ai tempi della guerra gotica. Che si chiamasse “Cluana”, che fosse qui o a Porto Sant’Elpidio, è ancora tutto un cantiere aperto per gli storici ed i ricercatori in generale. 

L’occasione della ventunesima edizione era ghiotta per conoscere un altro tassello di storia: il rinvenimento di una nuova piantina, attribuita a Papirio ed a Simone Bartoli, risalente al 1613, più vecchia di quella del Lauro e del Mortier. I curatori dell’appuntamento, Alvise Manni ed Anna Maria Vecchiarelli, hanno provveduto a distribuire ai partecipanti un bel pieghevole con tutte le illustrazioni contenute nella piantina in oggetto. “Hanc suae patriae plantam, cum picturis fideliter factam”.

Questa la pianta di Civitanova Alta riprodotta fedelmente con le rappresentazioni. Le rappresentazioni sono quelle relative al gioco della Pallacorda, alla Giostra del Saracino o Quintana, ambedue praticate all’aperto, “lungo la via principale ed indoor nella palestra o teatro, i cui resti sarebbe interessantissimo cercare di ritrovare archeologicamente”.

I due intrattenimenti furono introdotti a Civitanova Marche quasi sicuramente dal duchi Cesarini, padroni di Civitanova Alta dal 1551 al 1817. Ricordo che alcuni anni fa uno storico locale sosteneva che non era bene interessarsi di un periodo storico dominato da una famiglia venuta da fuori a spillare denaro e che non aveva nulla da spartire con Civitanova Marche. A questo storico rispondeva un altro il quale ribadiva e giustamente che non si può tenere sotto silenzio tre secoli di storia durante i quali la gente nasceva, viveva e moriva. La storia riguarda tutti gli uomini del mondo, che lottano, faticano e muoiono e se è così, scriveva A. Gramsci al suo figlioletto Delio, non può non piacerti. Certo, nella ricostruzione storica occorre superare l’erudizione fine a se stessa e riuscire ad interessare il lettore o chi ascolta con una narrazione avvincente e con un linguaggio chiaro.

La nuova mappa offre altri mille spunti di riflessione storica, dal Torrione al Santuario di Santa Maria Apparente, alle scene di caccia con le reti e la pesca con la lenza e la sciabica, ai Conventi degli Ordini Religiosi esistenti in città, alle barche in navigazione sul fiume Chienti, agli armenti ed alle torri a palombara sparse nel contado. E’ stata ritrovata a Londra nel corso del passato anno. Fu concepita e disegnata molto probabilmente dal Papirio verso il 1585, anno di elevazione a ducato dei possedimenti di Civitanova Marche, dal 1551 saldamente in mano dei Cesarini, edita a Roma da Simone Bartoli, nel 1613, quasi sicuramente incisa dal Greuter e dedicata a Giuliano o Giovan Giorgio Cesarini, signore di Civitanova e gonfaloniere perpetuo del Papa.

La mappa è stata anche oggetto di uno studio dettagliato, pubblicato nell’ultimo numero della collana “Civitanova Immagini e Storie”, nuova serie 3 (16), presentato sabato 29 giugno 2013, alle ore 11,00,  presso la sala polifunzionale dell’ASUR, piazza Garibaldi 8, a Civitanova Alta.  

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