CIVITANOVA–OGGI  MARTEDì 16 LUGLIO 2013 MASSIMO MOBILI E FABRIZIO CIARAPICA, ESPONENTI DEL CENTRO-DESTRA A PALAZZO SFORZA, HANNO DIRAMATO UNA NOTA ALLASTAMPA CHE DI SEGUITO RIPORTIAMO.

“Occorre essere onesti con i cittadini, l’aumento dell’acqua non è un obbligo di legge – affermano  gli esponenti del Pdl – come vorrebbe far intendere il sindaco Corvatta, bensì una sua precisa scelta! Innanzitutto ci domandiamo per quale motivo nel piano tariffario dell’ATO, votato anche dal Sindaco di Civitanova, l’ATAC fatta eccezione per la sola ASSEM di San Severino, risulta essere l’azienda a cui è stato applicato l’incremento più alto e cioè l’8.4%, (5% per il 2012 e 3.4% per il 2013), quando invece per l’APM di Macerata ad esempio, è stata prevista addirittura una riduzione tariffaria dello 0.4% per il 2012! La giustificazione “poteva andar peggio”, non deve essere un vanto per chi amministra la città, bensì un fatto serio su cui riflettere e prendere provvedimenti: l’AEEG, prevede che venga applicato un aumento del 6.5% annuo, (quindi il 13% se si sommano 2012 e 2013), ma solo in quei casi, in cui i coefficienti forniti dall’azienda, non rientrino nei limiti imposti dalle disposizioni normative. Ci dica quindi il Sindaco, quali incongruenze ci sarebbero nei dati forniti da ATAC, non vorremmo che siano i civitanovesi a pagare le inefficienze altrui. Se poi a fronte di un aumento previsto dall’Autority, l’ATO in autonomia ha deciso di applicare una tariffa ridotta del 8.4%, ciò significa che non si tratta di obbligo di legge, ma di pura scelta politica. Ci spieghi inoltre Corvatta, visto che la tariffa deriva dalla somma tra costo dell’acqua, costi di gestione e investimenti, per quale motivo dinanzi a una riduzione degli investimenti sulle condotte, passati da € 2.065.468 del 2011, a € 1.640.875 del 2012 fino a € 1.480.000 del 2013, il costo per l’utente continua a crescere? Ma come non era Corvatta che in campagna elettorale parlava di “Colabrodo” della rete fognaria? Perché ora riduce gli investimenti del 30% e aumenta la tariffa? Forse sono cresciuti i costi di gestione di ATAC? Certo che avere un Presidente ed un amministratore delegato ben remunerati e non aver accorpato le municipalizzate, come promesso, comporta costi elevati che gravano sulla bolletta e che potevano essere evitati. La sostanza è che dopo la mazzata dell’IMU, il rincaro del gas, l’imminente stangata TARES, oggi di fatto viene aumentata anche l’acqua. Ci domandiamo se la sinistra abbia ben compreso – concludono Mobili e Ciarapica – la difficoltà del momento e i disagi delle famiglie e delle imprese che non riescono più ad andare avanti”.

  

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