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CIVITANOVA MARCHE–(16/07/2013)– “Giorgio Palombini, assessore provinciale al Bilancio e i consiglieri del PD hanno appena approvato la vendita dell’ex Liceo Scientifico, nonostante Corvatta & co. si siano detti sempre contrari, anche in campagna elettorale. Come la mettiamo?” L’interrogativo viene sollevato da Erminio Marinelli, già sindaco di Civitanova, oggi consigliere regionale.

Proprio Palombini – annota – ha redatto il “Bilancio di previsione 2013” dell’Amministrazione provinciale, nel quale Macerata ha confermato la volontà di vendere fabbricato e terreno, che risultano addirittura al primo posto nel Piano delle alienazioni allegato al bilancio.

Il Quartiere Quattro Marine aspettava da tempo anche il ciclo di incontri con la cittadinanza, promesso dal Sindaco della trasparenza e della partecipazione… Tuttavia Corvatta e la sua Giunta non si sono presentati e non hanno rivisto la destinazione urbanistica dell’area, senza prendere atto delle esigenze del quartiere.

Così come la trattativa con il Presidente della Provincia per giungere ad una strategia condivisa sulle sorti dell’area – prosegue Marinelli – è stata completamente trascurata dal Sindaco”.

“L’impegno di Corvatta era quello di giungere alla stesura di un nuovo Piano di iniziativa pubblica, del quale però non c’è traccia e quindi, ora come ora, la vendita dell’ex Liceo avverrebbe con la destinazione del vecchio Prg”.

“Come spesso accade con l’amministrazione Corvatta, ai grandi proclami non seguono poi azioni concrete. La città è bloccata e l’inerzia amministrativa ci sta portando verso un declino, che la maggioranza dei civitanovesi – conclude Marinelli – soffre come una condizione estranea alla propria natura (invece) estremamente dinamica”.

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MONTECOSARO– Nel tardo pomeriggio di ieri – martedì 16 luglio 2013 – il Presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, unitamente ai tecnici, fra cui l’ing. Mecozzi, ha effettuato una ricognizione presso il cantiere relativo alla costruzione del nuovo ponte sul fiume Chienti, che collegherà Montecosaro con Casette d’Ete e Montegranaro. Da qualche settimana, infatti, sono ripresi con una certa lena i lavori. Si sta realizzando la soletta, dopo che negli ultimi mesi erano state posizionate le campate in acciaio, che un anno fa poco tempo dopo essere portate sul posti erano rimaste si lati del letto del fiume.  Il Presidente Pettinari si è voluto sincerare direttamente, di persona, come aveva fatto in passato all’inizio dei lavori, dello stato di avanzamento dell’opera, che purtroppo – come noto – ha subito nell’ultimo anno e mezzo degli stop che non ci volevano per vicissitudine varie. Ora sembra che tutto possa procedere spedito e speriamo che i tempi per la fine dell’opera possano essere accelerati il più possibile, anche perchè il traffico sul ponte vecchio è sempre maggiore, non solo nelle ore di punta. La nuova infrastruttura è a carico per metà dell’amministrazione provinciale di Macerata e per l’altra metà di quella di Fermo.

CIVITANOVA–Venerdì scorso l’assessore ai Servizi Sociali di Civitanova AntonellaSGLAVO-ANZIANI-2013-6311LGG Sglavo (al centro della foto con gli anziani) si è recata alle Terme di Monticelli, nel cuore dell’Emilia, dove ha portato il saluto al gruppo di anziani che hanno effettuato il soggiorno estivo per ricevere le cure termali.

Ho trovato lo Stabilimento altamente efficiente e accogliente – ha detto al ritorno l’assessore Sglavo. Con l’occasione ringrazio il responsabile Brognoli per la calorosa accoglienza che ha riservato alla sottoscritta ed ai collaboratori comunali che mi hanno accompagnato”.

L’altro gruppo di over 55 ha usufruito delle Terme di Montecatini. Gli anziani sono tornati a casa sabato, dopo dodici giorni di cure, e hanno riferito di essere molto soddisfatti di questo soggiorno”. 

CIVITANOVA–OGGI  MARTEDì 16 LUGLIO 2013 MASSIMO MOBILI E FABRIZIO CIARAPICA, ESPONENTI DEL CENTRO-DESTRA A PALAZZO SFORZA, HANNO DIRAMATO UNA NOTA ALLASTAMPA CHE DI SEGUITO RIPORTIAMO.

“Occorre essere onesti con i cittadini, l’aumento dell’acqua non è un obbligo di legge – affermano  gli esponenti del Pdl – come vorrebbe far intendere il sindaco Corvatta, bensì una sua precisa scelta! Innanzitutto ci domandiamo per quale motivo nel piano tariffario dell’ATO, votato anche dal Sindaco di Civitanova, l’ATAC fatta eccezione per la sola ASSEM di San Severino, risulta essere l’azienda a cui è stato applicato l’incremento più alto e cioè l’8.4%, (5% per il 2012 e 3.4% per il 2013), quando invece per l’APM di Macerata ad esempio, è stata prevista addirittura una riduzione tariffaria dello 0.4% per il 2012! La giustificazione “poteva andar peggio”, non deve essere un vanto per chi amministra la città, bensì un fatto serio su cui riflettere e prendere provvedimenti: l’AEEG, prevede che venga applicato un aumento del 6.5% annuo, (quindi il 13% se si sommano 2012 e 2013), ma solo in quei casi, in cui i coefficienti forniti dall’azienda, non rientrino nei limiti imposti dalle disposizioni normative. Ci dica quindi il Sindaco, quali incongruenze ci sarebbero nei dati forniti da ATAC, non vorremmo che siano i civitanovesi a pagare le inefficienze altrui. Se poi a fronte di un aumento previsto dall’Autority, l’ATO in autonomia ha deciso di applicare una tariffa ridotta del 8.4%, ciò significa che non si tratta di obbligo di legge, ma di pura scelta politica. Ci spieghi inoltre Corvatta, visto che la tariffa deriva dalla somma tra costo dell’acqua, costi di gestione e investimenti, per quale motivo dinanzi a una riduzione degli investimenti sulle condotte, passati da € 2.065.468 del 2011, a € 1.640.875 del 2012 fino a € 1.480.000 del 2013, il costo per l’utente continua a crescere? Ma come non era Corvatta che in campagna elettorale parlava di “Colabrodo” della rete fognaria? Perché ora riduce gli investimenti del 30% e aumenta la tariffa? Forse sono cresciuti i costi di gestione di ATAC? Certo che avere un Presidente ed un amministratore delegato ben remunerati e non aver accorpato le municipalizzate, come promesso, comporta costi elevati che gravano sulla bolletta e che potevano essere evitati. La sostanza è che dopo la mazzata dell’IMU, il rincaro del gas, l’imminente stangata TARES, oggi di fatto viene aumentata anche l’acqua. Ci domandiamo se la sinistra abbia ben compreso – concludono Mobili e Ciarapica – la difficoltà del momento e i disagi delle famiglie e delle imprese che non riescono più ad andare avanti”.

  

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