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PESARO–”Mi sento un Don Chisciotte, ma mi sono stufato di perdere”, così Matteo Renzi in diretta Rainews24 ai microfoni della direttrice Monica Maggioni, in una Rocca Costanza gremita di gente. 
Sollecitato dal tema di questa edizione di Popsophia Eroi e antieroi, il Primo Cittadino di Firenze ha confessato di sentirsi vicino al Cavaliere della Mancha più che a Batman. Immediato il riferimento alla situazione politica attuale e al PD.  Poi ha continuato: “Il Don Chisciotte è l’eroe che segue i propri ideali. Ciascuno di noi dovrebbe munirsi di questo spirito, magari capendo quali sono i mulini a vento”. Non abbandona il ruolo di puro politico e torna, pur nella chiave del festival, a parlare di quello di cui ha bisogno l’Italia di oggi: “Noi abbiamo bisogno di eroi e di smettere di immiserire i nostri sogni”.
Gli eroi cui si riferisce Renzi sono quelli del quotidiano, coloro che fanno bene il proprio lavoro e danno un valore all’Italia.
Salutando il pubblico Renzi ha inoltre sottolineato il suo interesse per il format del festival, ritenendo molto interessante il confronto tra politica e filosofia. L’intervento di Renzi a Popsophia è stato riproposto più volte su Rainews e sui vari Tg nazionali, compreso il Tg2. Oggi Renzi ha parlato a Treia (Macerata) nell’ambito del convegno promosso dalla Fondazione Symbola (Presidente Ermete Realacci), presente anche il Ministro del lavoro, Enrico Giovannini, già Presidente dell’Istat.  Anche in questo caso un estratto di quanto detto è stato ripreso da molti notiziari radiofonici e televisivi.

Intanto domani, domenica 7 luglio, si chiude con i big della filosofia internazionale l’edizione pesarese di Popsophia. Arrivano il padre dei “non luoghi”, Marc Augé e il teorico del Pensiero debole, Gianni Vattimo.
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MONTELUPONE-Si tinge di tricolore anche il 2013 delleSimone Rinaldi campione italiano 2013_5mag13 boccette monteluponesi: ai Campionati Italiani di Fermo Simone Rinaldi, 17 anni, ha bissato il successo dello scorso anno, riconfermandosi Campione italiano Under 18, dopo aver letteralmente sbaragliato i suoi avversari e superando in finale Roberto Bilancini di Perugia con il punteggio di 75-21. Grande exploit dunque per Rinaldi, giovanissimo tesserato dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport che nel 2012 ha anche ottenuto il secondo posto ai Campionati italiani UNVS, misurandosi e ben figurando con atleti di grande esperienza. Per questo è stato insignito del premio “Giovane atleta dell’anno”. Simone Rinaldi, che è stato proposto come testimone regionale del fair play, è un ragazzo dotato di grande talento che ha iniziato a giocare boccette qualche anno fa quasi per caso, osservando gli altri nella sala biliardo di un locale del centro storico e innamorandosi pian piano di questa disciplina. L’arte delle boccette l’ha appresa facendo tanto allenamento, ma sicuramente un ruolo importantissimo per lui lo ha rivestito Silvano Galassi, campione italiano Master per ben 15 anni, che ha tenuto un corso di 13 lezioni organizzato dal Comune di Montelupone svoltosi al Centro di Aggregazione Giovanile, sulla scia del successo dei Campionati Italiani di Biliardo svolti nella splendida cornice del Teatro Nicola Degli Angeli di Montelupone per tre anni consecutivi, dal 2006 al 2008. I Campionati Italiani di Biliardo hanno dato vita ad un movimento capace di coinvolgere anche numerosi giovani, tanto che nel Borgo sono nate ben due squadre di boccette, su iniziativa della Presidente Letizia Trovarelli, nelle quali Simone Rinaldi ha disputato degli ottimi campionati, e in questo 2013 altri due monteluponesi si sono laureati campioni d’Italia: si tratta di Michele Ambrosini e Franco Gattari, giunti primi ai Campionati italiani a coppia di Ancona validi per la terza categoria, che hanno iniziato a giocare a biliardo, nella specialità boccette, proprio con la nascita della compagine monteluponese. Di sicuro questo sport è un’ottima occasione di incontro tra generazioni, essendo praticato da giovani e adulti, ed incarna in maniera ottimale i valori che da sempre animano l’attività dei Veterani dello Sport.

Nella foto: Simone Rinaldi ai recenti Campionati italiani di Fermo.

 

PESARO–Dare nuovo impulso alle opere già iniziate ed avviare nuove cantierizzazioni per completare il programma delle infrastrutture strategiche delle Marche, che prevede opere su tutto il territorio, da nord a sud, per circa 5 miliardi di euro.

Questo lo scopo dell’incontro istituzionale tra il presidente della regione Marche Gian Mario Spacca e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi che si è svolto questa mattina nella sede della Prefettura di Pesaro – Urbino.

L’occasione è stata fondamentale per approfondire una fattiva collaborazione istituzionale tra i diversi livelli di governo. Il presidente Spacca ha illustrato la situazione consegnando al Ministro Lupi un Rapporto completo sulle opere in corso di realizzazione sul territorio regionale.

Le Marche stanno recuperando uno storico gap di dotazione infrastrutturale, grazie anche allo straordinario sforzo progettuale e finanziario della Regione, ma ancora i ritardi e le penalizzazioni nella programmazione nazionale sono profondi. Una situazione insostenibile per   la regione con la più elevata vocazione produttiva in Italia, in termini di quota di occupati,  con il più alto tasso di imprenditorialità e  pertanto fortemente esposte alla congiuntura internazionale. La difesa della competitività del sistema regionale richiede necessariamente un impegno congiunto delle istituzioni per stimolare consistenti investimenti. In questo scenario, la dotazione infrastrutturale e la mobilità rappresentano fattori indispensabili per garantire competitività e sviluppo sul territorio. Tra le priorità infrastrutturali segnalate dal presidente Spacca, il completamento della terza corsia dell’A14 da Rimini a Pedaso e della E78 Fano-Grosseto, il progetto Quadrilatero Marche-Umbria, il collegamento tra il porto di Ancona e la grande viabilità.

Infrastrutture Viarie

In particolare, per la Fano-Grosseto, la Regione chiede al Governo nazionale di accelerare la valutazione del progetto perrealizzare l’opera con gli strumenti del contratto di disponibilità.  

Il progetto Quadrilatero invece è stato inserito dal Ministro Lupi nel giugno scorso nel decreto del Fare che riguarda l’accelerazione delle grandi opere per il rilancio economico del Paese e che prevede il sostegno finanziario agli investimenti infrastrutturali. Il decreto è fondamentale per la ripresa, quanto prima, dei lavori per la direttissima Ancona-Perugia perché costituisce una concreta speranza per lo sblocco dei cantieri di Quadrilatero dopo le difficoltà finanziarie di Impresa spa che ne avevano determinato la chiusura.

Quanto al collegamento porto Ancona – autostrada, su progetto Anas per 480 milioni di euro approvato dal Cipe nel maggio 2010,  la Regione Marche chiede di intervenire presso il competente Dipartimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per accelerare il completamento dell’aggiudicazione dei lavori.

Nel programma dei lavori rientrano poi il nuovo tracciato della SS16 e la realizzazione delle varianti (Pesaro- Fano; Ancona, Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto); i 63 km della Salaria per la chiusura a sud della rete marchigiana della grande viabilità; la Mezzina collegamento strategico tra le vallate di  Ascoli e Fermo e la Pedemontana, principale collegamento longitudinale con le aree più interne inserita, nell’ambito del progetto Quadrilatero, nel  “decreto del Fare” approvato dal Consiglio dei Ministri che consente il completamento della copertura finanziaria del progetto.

                Trasporti

Per quanto riguarda le ferrovie, la Regione Marche ritiene il raddoppio della tratta Orte–Falconara e la realizzazione del by-pass di Falconara una priorità infrastrutturale per lo sviluppo dei collegamenti trasversali Tirreno-Adriatico, che consentirebbero anche un rapido collegamento per i traffici, soprattutto delle merci, verso le destinazioni del nord Europa. E’ indispensabile l’attenzione del Ministero affinché RFI dia corso quanto prima ai lavori relativi al Nodo di Falconara e al miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza della tratta ferroviaria Fabriano-Foligno.

L’attuazione del Piano regionale dei porti  prevede un impegno di circa 256 Meuro di cui

–      per i  porti di competenza statale:  128 Meuro  per il completamento delle opere a mare del porto di Ancona; 20 Meuro per porto di Pesaro; 40 Meuro per il porto di San Benedetto del Tronto.

–      di competenza regionale: 15 Meuro per il Porto di Fano; 25 Meuro per il Porto di  Senigallia; 26 Meuro per il Porto di Civitanova; 12 Meuro per il Porto di  Numana.

Per la Regione è poi prioritaria la presenza della Piattaforma Logistica delle Marche, dotata di un alto potenziale infrastrutturale, con il porto di Ancona, l’aeroporto di Falconara Marittima, l’interporto di Jesi racchiusi in un raggio di 20 chilometri. Il completamento in tempi rapidi di tutte le opere a mare di difesa esterne e dei banchinamenti del porto di Ancona, con la contemporanea realizzazione dei collegamenti infrastrutturali, consentirà di sfruttare appieno le potenzialità dello scalo dorico. Dopo il raggiungimento del rilascio della concessione 35ennale da parte della società Aerdorica rimangono inoltre da definire alcune esigenze tra cui il ripristino del collegamento dell’Aeroporto delle Marche con Milano Linate e l’assegnazione di finanziamenti governativi a copertura di investimenti infrastrutture aeroportuali, già anticipati dalla Società, destinati allo sviluppo della capacità merci.

Infine i trasporti pubblici locali: ad oggi i fondi statali vengono trasferiti alle Regioni sulla base del criterio del riparto storico. Tale riparto tuttavia è profondamente iniquo per la nostra regione in quanto le regioni più piccole e con caratteristiche demografiche analoghe a quelle delle Marche (Basilicata, Liguria, Umbria e Molise) hanno un riparto per abitante di circa il doppio rispetto a quello attribuito alle Marche. Le Marche inoltre sono collocate all’ultimo posto anche dopo le regioni con maggiore densità abitativa come Puglia, Campania, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

E’ indispensabile che venga introdotto il criterio dei fabbisogni standard, elaborato per le 16 Regioni a statuto ordinario, che poggia sul principio che le necessità finanziarie di una regione sono espressione delle caratteristiche territoriali e degli aspetti socio demografici della popolazione residente.

SANT’ELPIDIO A MARE –  “La città non può permettersi di perdere le manifestazioni storiche che, da anni, la caratterizzano. Le difficoltà che si stanno verificando sul fronte dell’organizzazione della Contesa del Secchio, de La Città Medioevo e di tutte le iniziative correlate possono portare, ed in parte credo che abbiano già portato, solo un riscontro negativo per la città e, di riflesso, per la collettività tutta. A fronte dell’impossibilità dei presidenti delle Contrade di impegnarsi, anche dal punto di vista patrimoniale, in nome e per conto dei contradaioli che, di fatto, lavorano in modo volontario all’interno delle varie organizzazioni, mi sento in dovere di fare la mia parte, come Sindaco di questa città, affinché la situazione possa sbloccarsi”.

Il Sindaco, Alessio Terrenzi, propone dunque la sua soluzione per superare l’empasse che è venuta a crearsi sul fronte delle manifestazioni storiche. Lo fa con l’approvazione di tutta l’Amministrazione Comunale dimostrando, in questo modo, di avere a cuore quella manifestazione – Contesa del  Secchio – che è riconosciuta anche dallo statuto comunale così come La Città Medioevo e le iniziative ad esse correlate.

“L’Amministrazione Comunale è disposta a farsi garante, dal punto di vista economico, per conto delle Contrade che, da parte loro, hanno più volte ribadito la volontà di realizzare le manifestazioni storiche in cartellone secondo le modalità e nei termini consueti – osserva Terrenzi – L’Ente Contesa vuole garanzie dal punto di vista economico per gli impegni che, inevitabilmente, vanno assunti per l’organizzazione della varie manifestazioni al calendario: ebbene, questa Amministrazione si fida ciecamente delle Contrade che, ne sono certo, manterranno i propri impegni. Pertanto, garantiamo noi per loro”. Il Sindaco dà un segnale importante, così come un importante contributo alla realizzazione delle manifestazioni storiche dimostrando di avere a cuore il buon esito delle stesse e, di conseguenza, avendo a cuore la città tutta che, nel caso in cui la Contesa non dovesse realizzarsi, subirebbe degli indubbi danni su più fronti.

“Noi ci mettiamo di nostro – conclude Terrenzi – nella certezza che Contesa, Città Medioevo e tutto il resto si faranno, per il bene di tutta la città”.

 

MACERATA–“Mentre il piano telematico,AGOSTINI-Nazareno-2013 approvato nel 2009, è ancora in allestimento, la Provincia di Macerata ha abbandonato il progetto di realizzazione della dorsale telematica Civitanova-Macerata-Tolentino- Camerino, autofinanziata con altri enti utilizzatori, che avrebbe permesso agli Ospedali e a tutti i luoghi di ricovero e cura di scambiare file e immagini ad alta definizione, nonché l’attivazione di servizi di videosorveglianza e la sicurezza pubblica, di promozione turistica”. La nota critica giunge da Nazareno Agostini (nella foto), consigliere provinciale Pdl, già sindaco di Montelupone. Per quanto concerne l’accordo ministeriale con le due Università (Macerata e Camerino), secondo Agostini, è stato completamente svuotato dalle azioni attuative necessarie a rafforzare le istituzioni e ridurre i costi fissi. In due anni, cosa è stato fatto per unificare i servizi informatici? Nulla o quasi, forse in attesa che i benefici economici si esauriscano e qualcuno finisca assorbito da altri più forti. Questa inoltre è la provincia – prosegue Agostini – che continua a pagare ingenti spese di trasporto a studenti e affitto palestre, anziché impegnare le stesse somme per costruire economici impianti geodetici, aperti anche alle associazioni sportive locali. Perfino l’ultimo treno è stato perso, quando si potevano allestire – senza alcun costo per l’ente – coperture fotovoltaiche nelle scuole, la cui energia avrebbe costituito una forma di autofinanziamento degli istituti scolastici”.

“Sul tema della viabilità arriviamo – sempre secondo il consigliere Agostini – alla confusione completa. Sono note le vicissitudini di alcuni lavori che si trascinano da anni (ponte Villa Potenza e ponte Montecosaro), su cui si stanno avviando indagini e che resteranno purtroppo opere fini a se stesse, in quanto non si prevedono ulteriori lavori per collegarle ai nodi viari principali. Nessun progetto per la penalizzata Valle del Potenza.

Quando tra pochi mesi verrà completata la Superstrada fino a Foligno, grazie a Mario Baldassarri (già vice-ministro dell’economia, ndr), a suo tempo sempre ostacolato dalla sinistra, si evidenzieranno tutte le carenze della mancata realizzazione delle connessioni con la viabilità locale (lo sbocco a Civitanova, lo svincolo di San Claudio, la bretella Villa Potenza – Piediripa, la Tolentino-San Severino, la Pedemontana, la Mezzina da Montecosaro-Recanati), progetti ed opere che vedono la nostra provincia abbandonare ogni ruolo. Almeno si faccia attenzione alla manutenzione ordinaria delle strade, al taglio dell’erba, alla chiusura delle buche, alla pulizia di fiumi e fossi. Ma anche qui tutti possono giudicare in base a quello che vedono quotidianamente: pochissimi soldi messi a disposizione e scarsa valorizzazione del personale stradale. Eppure le risorse economiche si potrebbero trovare, se solo si avesse il coraggio di fare scelte chiare e precise. Anche dove non servono risorse economiche, ma solo capacità di coinvolgimento e coordinamento di più soggetti pubblici e privati, la giunta Pettinari – stigmatizza Agostini – non incide: solo pochi mesi or sono è stata autorizzata un’altra nuova area commerciale sulla Strada Regina in comune di Porto Recanati, anziché stimolare il piccolo commercio e l’artigianato nei centri storici. Del polo fieristico di Villa Potenza nessuno più ne parla, come del progetto di metropolitana di superficie Civitanova-Macerata. L’elenco potrebbe continuare, ma quello che più conta è che non è assolutamente vero che la crisi in atto ci vincola a stare fermi e non fare nulla; anzi proprio in questa fase – conclude Agostini – si valutano le capacità di visione e innovazione concreta dei pubblici amministratori”. 

La Cavalcata dell’Assunta alla festa delle Pro Loco
 
PORTO SAN GIORGIO–Cavalcata dell’Assunta protagonista alla “Pro Loco in festa” di Porto San Giorgio: domani una delegazione della rievocazione storica fermana prenderà parte all’ultima giornata della manifestazione, sfilando per le vie del centro costiero in abiti quattrocenteschi. Ad accompagnare il corteo saranno i tamburini e gli sbandieratori della Cavalcata dell’Assunta, che già ieri hanno partecipato alla cerimonia d’apertura della tradizionale festa delle Pro Loco del territorio, allietando con i loro spettacoli e le loro coreografie pubblico e turisti presenti a Porto San Giorgio. I gruppi Alfieri e Musici della Cavalcata dell’Assunta hanno tenuto alto il nome della Città di Fermo anche a Recanati, dove martedì scorso si sono esibiti nella stupenda cornice di Piazza Leopardi in occasione dell’avvio del Trofeo delle Regioni-Kinderiadi di pallavolo. Intanto, è in agenda per questa mattina l’incontro tra la Cavalcata dell’Assunta e l’Arcivescovo di Fermo Mons. Luigi Conti, presso il Palazzo Diocesano. La consueta visita è stato anticipata rispetto agli scorsi anni per i numerosi impegni che attendono l’Arcivescovo Conti, da qualche settimana investito anche della carica di Amministratore Apostolico della Diocesi di Ascoli Piceno.

FERMO-–Durante l’odierna riunione del Consiglio provinciale, tenutasi a Monteleone di Fermo, il Presidente della Provincia Fabrizio Cesetti ha richiesto al Presidente del Consiglio Luigi Marconi ed alla Conferenza dei Capigruppo la convocazione dell’assise consiliare – entro i primi giorni del mese di agosto, e, comunque, prima dell’esame in Parlamento del disegno di legge costituzionale sull’abolizione delle Province – per discutere un Ordine del Giorno sul futuro delle Province.

La seduta consiliare servirà per ribadire l’importanza della Provincia quale istituzione della Repubblica con pari dignità con le altre istituzioni, così come riconosciuto di recente dalla Corte Costituzionale, che ha dichiarato in contrasto con la Costituzione tutti i provvedimenti riguardanti le Province proposti dal precedente Governo ed approvati dal precedente Parlamento e, soprattutto, per chiedere ai Parlamentari eletti nel territorio fermano di non approvare il disegno di legge costituzionale, licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri.

E’ infatti fondamentale una grande mobilitazione nel nostro territorio, come nell’intero Paese, per indurre – si afferma in un nota – quanti più Parlamentari possibili a non votare il disegno di legge perché lo stesso non consegua, comunque, in caso di approvazione del Parlamento la maggioranza dei 2/3 per poterlo così sottoporre a referendum, come prevede l’articolo 138 comma 2 della Costituzione.

La scelta del Governo, come osservato dall’UPI nazionale, “è frettolosa e poco lungimirante, in quanto il Governo interviene nuovamente su una materia su cui si è pronunciata la Corte costituzionale senza neppure aspettare di conoscere le motivazioni della decisione, che potrebbero dire qualcosa anche sul rapporto tra le disposizioni costituzionali sulle province (articoli 114 e seguenti Cost.) e i principi fondamentali della Costituzione (articoli 1 e 5) che non possono essere modificati neanche per via costituzionale.

Questa scelta è altresì, contraddittoria – prosegue ancora la nota –  in quanto il Parlamento ha approvato delle risoluzioni in cui ha richiesto al Governo di avviare un percorso complessivo di riforme costituzionali e questa richiesta è stata recentemente accolta dal Governo attraverso il Disegno di legge costituzionale “Istituzione di un Comitato parlamentare per le riforme costituzionali”, oggi già approvato dalla Commissione competente del Senato della Repubblica (AS 813). Come è noto, il disegno di legge prevede che tutte le proposte di modifica costituzionale, comprese quelle del titolo V, parte II, della Costituzione, rientrano nella competenza di questo Comitato e devono essere ad esso assegnate. Perciò sarebbe incoerente e palesemente in contrasto con il Ddl. Cost. AS813 un percorso separato per un disegno di legge ad hoc solo sull’abolizione delle Province dalla Costituzione”.

“Ma la scelta è anche in contrasto con il percorso già avviato il 4 giugno dal Governo attraverso la nomina degli esperti componenti della Commissione per le riforme costituzionali, che ha già cominciato ad istruire il tema delle Province nell’ambito della discussone sulla riforma del titolo V, parte II, della Costituzione”.

“Stanco di annunci contraddittori e superficiali, di fronte alle vere emergenze economiche e sociali, il Paese oggi richiede al Governo riforme serie e non provvedimenti bandiera. Sbandierare diversi ed estemporanei percorsi di riforma costituzionale sulla stessa materia, senza neppure coinvolgere le istituzioni interessate come richiesto all’Italia dalla raccomandazione dei Consiglio d’Europa del 19 marzo scorso, non è certamente segno di coerenza e testimonia soltanto la mancanza di una chiara volontà riformatrice”.

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