You are currently browsing the daily archive for giugno 27, 2013.

CIVITANOVA–Aveva rapinato una gioielleria a Civitavecchia (Roma) lo scorso 13 maggio 2013, ma era riuscito a fuggire facendo perdere le proprie tracce. Tuttavia i Carabinieri di Civitavecchia, durante le loro laboriose indagini, sono riusciti ad identificarlo. Si trattava di un 35enne di Cerignola, totalmente irreperibile. Il Tribunale di Civitavecchia, sulla scorta delle investigazioni dell’Arma coordinata dalla Procura, aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ma quell’uomo, ormai, agli ultimi domicili conosciuti di Civitavecchia e Foggia, non ci aveva messo più piede.

Gli accertamenti e le ricerche dell’Arma della cittadina del Tirreno hanno dunque coinvolto i colleghi della Compagnia di Civitanova Marche dove, si sospettava, il giovanotto avesse un flirt  con una ragazza delle Marche. Gli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Via Carnia hanno fornito la massima collaborazione. Sono così arrivati i primi riscontri,  individuando i luoghi che il pugliese stava frequentando. Si fermava spesso in un bar di Civitanova dove c’era anche quella donna e dove passava del tempo ai video poker. Stava ore ed ore a giocare con le macchinette. I carabinieri civitanovesi hanno acquisito informazioni del tipo che giocava sempre all’ora di pranzo; i carabinieri avevano saputo anche che ogni tanto  si muoveva con un certo fare circospetto. Informazioni e descrizioni del soggetto che, dalle orecchie dei carabinieri del Nucleo operativo di Civitanova, si riversavano subito ai colleghi della Stazione di Civitavecchia che lo stavano cercando. Dopo la certezza che potesse essere reperito a Civitanova, sono stati proprio i militari di Civitavecchia ad intervenire assieme ai colleghi civitanovesi, in quel medesimo bar, all’ora dell’aperitivo, solitamente frequentato dall’incallito giocatore-rapinatore. Si è visto circondare da Carabinieri che lo aspettavano al varco, simulandosi clienti e spendendo del tempo nel bar. Gli hanno fatto iniziare la partita e, avuta la certezza che fosse proprio lui, lo hanno potuto accerchiare in condizioni di assoluta sicurezza, proprio mentre era preso dal giochino. Ha commentato “così funziona a Civitanova?”,  con sottile ironia per essere stato interrotto durante la partita. L’uomo è  stato tradotto alla casa circondariale di Ancona.

                                             

LORETO–La Delegazione Pontificia di Loreto rende noto che domenica 30 giugno 2013 verrà inaugurata presso le Cantine del Bramante del Palazzo Apostolico di Loreto la mostra “Quasi dalla fine del mondo”: l’Argentina di Papa Francesco. L’appuntamento è alle ore 18,00 presso la Sala del Pomarancio della Basilica della Santa Casa, dove interverranno Mons. Giovanni Tonucci, l’Arcivescovo Delegato Pontificio di Loreto, e il Governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca. Di seguito si accederà alle sale espositive della Cantine del Bramante attraverso il cosiddetto Passaggio della Mula, recentemente recuperato.

La mostra, sebbene pensata prima che il Card. Bergoglio venisse eletto Papa, rappresenta un riguardoso omaggio al Santo Padre. Patrocinata dalla Regione Marche insieme alla Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù è stata organizzata da Artifex-Comunicare con l’Arte ed affidata alla curatela di Roberto Vega Andersen.

La Regione Marche – dice il Presidente Spacca – partecipa con grande convinzione a questo progetto che getta un ponte tra l’Italia e l’Argentina. E’ infatti anche attraverso la cultura che le relazioni istituzionali ed economiche tra Paesi possono svilupparsi. La mostra che si inaugura a Loreto ha già riscosso un grande successo nella sua tappa in Vaticano, dove è stata visitata in un solo mese da 40mila persone. Sono certo che anche i marchigiani e i turisti in visita nella nostra regione sapranno apprezzare con altrettanto calore questo progetto omaggio alla terra d’Argentina. Si tratta di un evento sostenuto dalla nostra Regione che offre un’occasione internazionale di promozione alla città di Loreto”.

L’esposizione è dedicata in particolare alla figura del “gaucho”, tra tradizione, arte e fede. Divisa in diverse sezioni, è il risultato di un’attenta selezione di opere appartenenti a importanti collezionisti argentini che hanno generosamente messo a disposizione le loro opere. Conoscere l’Argentina, la sua cultura e la sua storia è l’intento dell’esposizione. La fratellanza fra il popolo argentino e italiano la rende un omaggio alle due nazioni che condividono un lungo percorso di storia.

Composta da oltre 200 opere, fra dipinti, stampe, fotografie antiche e artistiche, ori, argenti, preziosi tessuti antichi e moderni e documenti storici, presenta un percorso espositivo articolato in tre sezioni ben definite: la prima iconografica, con dipinti, stampe e libri, la seconda riguarda l’ergologia del “gaucho”, con particolare attenzione agli oggetti in argento e alle manifatture tessili che sono state utilizzate fin dalle origini. La terza è dedicata alla memoria di José Cura Brochero Gabriel del Rosario.

Nella prima sezione è ampia la panoramica sui luoghi e le genti, ritratti storici carichi di suggestioni e molte tranche-de-vie raccontano da vicino vita e costumi del popolo argentino. Fra questi spiccano il gaucho sudamericano di Mauricio Rugendas, il corpus di immagini straordinarie di Celine Frers e Daniel Sempé, le fotografie antiche in albumina che raccontano di gauchos, di contadini nei campi, o rimandano a scene romantiche cariche di intensità e bellezza. Acquerelli e stampe antiche hanno un ruolo importante nella descrizione dei paesaggi, delle pampas, e ancor più quale rimando ai costumi dell’epoca come in La guitarreada, in Bailando gato en el galpòn o in Leva de gauchos.

Con l’arrivo dei colonizzatori l’Argentina conobbe, unitamente al processo di evangelizzazione, la preziosa arte dell’oreficeria. Gli orafi spagnoli trasmisero le più raffinate tecniche per la creazione di oggetti liturgici: ostensori, calici, crocifissi che portarono a notevoli espressioni dell’arte orafa. Fra i metalli preziosi l’argento è stato sfruttato lungamente dai gauchos e dai contadini per la realizzazione di utensili ad uso domestico, per impreziosire l’abbigliamento e per le bardature e i finimenti dei cavalli.

Nella parte espositiva che vede protagonisti i manufatti in oro, argento, smalto e pietre preziose, la mostra si apre come un vero e prezioso scrigno su una collezione unica: la collezione Pallarols. Sette generazioni di orafi hanno composto un percorso di fede e arte che vede fra gli oggetti più preziosi lo Stendardo in argento, oro, pietre preziose e smalto realizzato da Carlos Pallarols Cuni, con ricami d’argento eseguiti dalla madre dell’orafo, doña Carolina Cuni, eseguito per la Confraternita del Santissimo Sacramento della Cattedrale Metropolitana della Città di Buenos Aires( 1934). Il Calice in oro, argento e pietre preziose, opera di Carlos Pallarols Cuni (utilizzato nel Congresso Eucaristico del 1934), il Pettorale d’oro realizzato per Sua Ecc.za Monsignor Enrique Rau, Vescovo del Mar della Plata da Carlos Pallarols Cuni (c.ca 1945), l’Incensiere d’argento con figura di uccello realizato da José Pallarols e Torras (c.a 1920), la Figura di Cristo in argento brillante e il Mate in argento opaco con figure di angeli realizzati da Juan Carlos Pallarols.

José Pallarols y Torras, di origine catalana, si stabilì a Buenos Aires all’inizio del XX secolo. Oggi, Juan Carlos Pallarols che rappresenta la settima generazione è l’orefice più autorevole dell’Argentina. La famiglia, nel tempo, ha risposto alle richieste più importanti della Chiesa e dei committenti argentini. I tesori realizzati dai Pallarols sono parte integrante del patrimonio argentino. Coinvolti nelle vicende politiche del paese, durante il governo peronista Carlos Pallarols Cuni venne chiamato a lavorare al mausoleo di Eva Duarte (Evita Peròn), ma alla caduta del regime i Pallarols dovettero fuggire e riparare nel convento francescano di Corrientes. Di ritorno a Buenos Aires strinsero ancor più i rapporti con la chiesa e con le famiglie più ricche del paese. Dalla bottega, luogo simbolo del fare prezioso, nasce un flusso ininterrotto di opere civili, religiose e istituzionali, come il bastone del comando presidenziale.

La seconda sezione della mostra è dedicata ai gauchos e alla cultura gauchesca. Il gaucho è il personaggio simbolo delle pampas rioplatensi. Abile cavallerizzo e mandriano, figura centrale, fortemente evocativa e parte integrante della storia del paese, accresce la propria storia attraverso il rapido sviluppo dell’allevamento del bestiame bovino ed equino portato dai conquistadores. All’origine, nelle estancias dei Gesuiti che fornivano il bestiame alle missioni che la Compagnia di Gesù amministrava in Paraguay, Brasile, Argentinas e Uruguay, i gauchos erano indigeni evangelizzati, creoli di radice ispano-indigena e schiavi neri. Il gaucho, nato in queste circostanze, adotta una personalità ribelle ma molto rispettosa di un codice proprio di giustizia e carico di fede. Da guardiano delle grandi praterie, con la caduta nel 1810 del governo monarchico spagnolo, il gaucho viene inserito nelle file dell’esercito patriota. Nel nord argentino, i gauchos de Güemes capitanati da Martín Miguel de Güemes, scrissero un capitolo importante della storia del paese.

Consolidato il proprio ruolo, non solo economico, all’interno della nuova struttura del paese, il gaucho si caratterizza per il forte gusto di lussuosi finimenti in argento che esibisce con orgoglio nelle feste domenicali, nelle celebrazioni nazionali, durante le battaglie. Con l’avvento della ferrovia il suo ruolo è ridimensionato ma acquista la valenza del mito. Il poema epico Martín Fierro, scritto da José Hernández nel 1872, divenne il libro più importante del secolo. Il modello ergologico dei gauchos venne adottato anche dai proprietari delle estancias e dai cittadini di Buenos Aires. Persino gli emigranti, che dalla fine dell’800 invadono l’Argentina, adottano questo costume locale, bevono il mate e si fanno ritrarre con l’abito del gaucho e la barba finta per mostrare ai parenti lontani la loro nuova vita. A tutti gli effetti i gauchos trasformano la cultura contadina in modello suggestivo e caratteristico, ed emblema della storia rioplatense.

La mostra presenta anche un nucleo unico e significativo di argenteria di uso “gauchesco”: erpici, mates, bombillas, brocche, bardature complete, redini, cavezze, staffe, freni, pretales, pastoie, fruste, speroni, accendini, tabacchiere, coltelli “verijeros”, coltelli da cintura.

Una intera sezione della mostra è dedicata ai “poncho”, realizzati con vari materiali: lana di agnello, seta, cotone e vigogna, di differenti stili, epoche e provenienza (patagonica o settentrionale). Completano la sezione oggetti di abbigliamento per il gaucho e il cavallo, tutti pezzi di rarità eccezionale e altissima qualità.

L’ultima sezione della mostra ricorda José Cura Brochero Gabriel del Rosario, sacerdote diocesano di origine argentina e di famiglia cattolica italiana, nato nel 1840 nella città di Santa Rosa de Rio Primero in Provincia di Cordoba. Il 20 Dicembre 2012 Sua Santità Benedetto XVI ha firmato il decreto per la sua beatificazione, un passo ulteriore verso la sua canonizzazione.

La proiezione all’interno della mostra di diversi video provenienti dall’Argentina, daranno una significativa testimonianza del paese.

Giorni e orari di apertura:

– dal 1/7 al 7/7 compresi, dal lunedì alla domenica dalle ore 16.00 alle 20.00

– dal 8/7 al 28/7 compresi, dal giovedì alla domenica dalle ore 16.00 alle 20,00

Termine della mostra martedì 30 luglio 2013.

PIERGALLINI 24.38 SUI 200 DI FERMO, RECORD REGIONALE
La sprinter anconetana eguaglia il primato marchigiano juniores e realizza il minimo per gli europei under 20

FERMO–Si corre veloce sulla pista di Fermo, al meeting regionale di giovedì 27Piergallini MARTINA-2013 giugno. La juniorMartina Piergallini (Sef Stamura Ancona) vince infatti la gara dei 200 metri nel tempo di 24”38 con vento nullo: un risultato che eguaglia al centesimo il record regionale di categoria, stabilito da Lara Corradini (8 giugno 2008 a San Benedetto del Tronto), e soprattutto è inferiore al minimo richiesto di 24”45 per la partecipazione agli Europei under 20 di Rieti (18-21 luglio). Adesso la Piergallini si trova al terzo posto nelle graduatorie italiane juniores dell’anno, mentre alla recente rassegna tricolore si è piazzata due volte sesta (100 e 200 metri). Rimasta ferma durante la scorsa stagione per un infortunio al ginocchio, ha ripreso sotto la guida tecnica di Annalisa Gambelli, dopo essere stata scoperta e seguita da Carmelo Cannata. Nata ad Ancona il 1° ottobre 1994, nel 2011 si è aggiudicata il successo alla finale nazionale dei Giochi sportivi studenteschi sui 100 metri, in precedenza è stata argento tricolore nel 2010 con la staffetta 4×100 allieve della Sef Stamura Ancona (in quell’anno una maglia azzurra indossata al triangolare di Chiuro), invece nel 2009 ha conquistato l’oro nella 4×100 e l’argento sugli 80 metri ai Campionati italiani cadette.
Nella riunione di Fermo, buoni risultati anche dalle pedane dei lanci: nel peso il campione italiano juniores Lorenzo Del Gatto (Tecno Adriatletica Marche) si conferma sopra i diciotto metri con 18.06, poi l’allievo Matteo Totò (Sport Atl. Fermo) ottiene la misura di 56.66 nel martello.

CIVITANOVA–Una chiamata al 112 della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche giunta oggi pomeriggio da parte di una donna che lavora nella zona commerciale “Aurora”. “Carabinieri, c’è un gattino nel motore” esordiva all’operatore dell’Arma. Un miagolio continuo e lancinante che preoccupava tanto passanti e operatori commerciali. Proveniva dal cofano motore di un’auto in sosta e, subito, veniva inviata una gazzella del radiomobile civitanovese. Un accertamento alla banca dati per identificare e rintracciare l’intestatario del mezzo  ma, nel frattempo, gli uomini dell’Arma chiedevano il supporto dei Vigili del Fuoco di Civitanova. Quel proprietario del veicolo non si riusciva a rintracciare subito e, con la sapiente opera dei pompieri, si riusciva ad aprire l’auto, accedere al vano motore e raggiungere il micio, un meticcio, randagio, molto piccolo. Si era infilato nel vano motore di quell’auto parcheggiata forse per trovare calore, ma era rimasto incastrato negli ingranaggi. Se le commesse non si fossero accorte del miagolio probabilmente l’auto, alla riaccensione, avrebbe ferito con la catena di distribuzione il cucciolotto. Invece è stato estratto vivo, sano e salvo. Ad adottarlo, subito, si è proposta una giovane commessa a cui il cucciolotto è stato affidato dagli stessi carabinieri. Rintracciato, poco dopo, anche il proprietario del veicolo, ovviamente ignaro dell’episodio.

DA MARSILIO MARSILI, RESPONSABILE DELLA CAMERA DEL LAVORO DI CIVITANOVA MARCHE RICEVIAMO E PUBBLCHIAMO • NELLE FOTO DELEGAZIONI CIVITANOVESI ALLA MANIFESTAZIONE SINDACALE NAZIONALE DEL 22 GIUGNO 2013 A ROMA

CIVITANOVA–”In questi giorni vediamo che la politica si attiva con mezzi straordinari rispetto alla profondità della crisi che colpisce le realtà produttive con grandi numeri che hanno certamente una forte immagine sul territorio e fanno temere conseguenze negative di grande impatto sociale.CGIL-CIVITANOVA-CGIL ZONA-1267LG

 Giustamente rispetto a realtà produttive di tale portata si richiede il cambio dei piani strategici delle imprese e l’intervento del governo nazionale a sostegno delle vertenze dei lavoratori che vedono in prima fila le istituzioni locali.

 Ma è pur necessario riflettere sulla scarsa attenzione in termini strategici con riguardo alla devastazione produttiva di interi territori, provocata dalla delocalizzazione di tante imprese che, rispetto a quelle che creano maggiore allarme, sono di minore dimensione che comunque nei territori dove erano situate hanno fatto la loro fortuna con la collaborazione impegnata dei nostri lavoratori ed hanno fatto credere di essere parte integrante della comunità territoriale e quindi legate al destino di quelle realtà, per poi lasciarle al loro destino senza tentare lo sviluppo di alcun progetto alternativo che potesse scongiurare la crisi locale.CGIL-CIVITANOVA-STRISCIONE-1268LG

 Ciò che è avvenuto dimostra che lo sviluppo e la coesione sociale non possono essere affidati allo spontaneismo del mercato che si è dimostrato funzionale solo a pochi soggetti.

 E’ in questo momento che la politica deve dimostrare la sua essenzialità ai fini democratici; la sua funzione di impedire l’imbarbarimento rispetto allo spontaneismo che spesso diventa selvaggio; cioè di essere alternativa culturalmente al profitto senza regole, che considera insignificante la sofferenza sociale provocata dalla crisi.

Certamente le istituzioni non possono tutto ma occorre che dimostrino uno sforzo per cercare di ricucire, tentando di rimettere insieme le forze dei singoli territori in grado di ridisegnare un progetto di rilancio.

 Pensare di andare avanti rincorrendo quella crisi o l’altra con la presenza e la disponibilità anche alla denuncia delle emergenze, oppure cercando di distribuire le poche risorse, che pure sono importanti nel momento dell’emergenza che tocca le famiglie, alle file di persone in difficoltà che spesso non rappresentano la dimensione vera della profondità del bisogno, è insufficiente e può significare lasciare andare la società ad una lenta agonia senza alcun tentativo di invertire la tendenza.

I segnali di questo andamento li abbiamo ogni giorno, quando misuriamo l’accanimento dei rapporti nei luoghi di lavoro, la presenza di guerre psicologiche, le sospensioni dal lavoro non formalizzate che creano la punta massima del disagio allorché colpiscono padri e madri di famiglia.

E’ pertanto il momento della politica vera, quella del senso comune delle cose, che deve tentare di coinvolgere le forze migliori del territorio in progetti di crescita democratica collettiva anche se siamo fortemente in ritardo”.

 

 

PORTO POTENZA PICENA–La storica festa dedicata a S. Anna, Patrona di Porto Potenza, non cede il passo alla crPPP-FESTA-S-ANNA-1000362-leggeraisi e alle difficoltà del momento. Anzi, si rilancia e proprio dal momento difficile intende trarre nuova spinta per dare vita ad un momento aggregante in cui tutta la comunità possa riconoscersi. A tal proposito, per dare vita a una piattaforma comune di partenza in cui tutti i portopotentini possano identificarsi, è sorta nelle scorse settimane l’ “Associazione comunità in festa S. Anna Porto Potenza Picena”. Soci fondatori del sodalizio sono Fausto Cavalieri, Marcello Morciano, Giuseppe Marcantoni, Fernando Malatini, Roberta Sagripanti e Carolina Paolucci (queste ultime nella foto rispettivamente vice presidente e presidente della nuova associazione con don Francesco). “Con la strettissima cooperazione del Consiglio pastorale e di tutte le realtà associative legate alla Parrocchia – afferma Carolina – stiamo organizzando i prossimi festeggiamenti per S. Anna. Il periodo non è dei più semplici, per i motivi che tutti conosciamo, ma tra il rinunciare alla festa di S. Anna e il protrarre questa tradizione, che è parte della storia di Porto Potenza, si è deciso di andare avanti e di tenere duro”. Certo, in tempi di tagli alle spese e di difficoltà economiche per famiglie e aziende, risulta impresa piuttosto ardua reperire le risorse per allestire un calendario di iniziative della durata di dieci giorni. Ma la nuova associazione, in cui Roberta e Carolina giocano un ruolo di primo piano, affiancate dal parroco Don Francesco Miti e da don Cesare Di Lupidio, da settimane sta lavorando per raggiungere il risultato ed evitare che Porto Potenza perda un appuntamento annuale storico. E’ stato necessario rivedere le spese e i budget “ma questo – dice Roberta – ci ha indotto a guardare ai talenti nostrani, generando così il positivo risultato di un notevole coinvolgimento, nell’organizzazione delle vari iniziative, di gruppi teatrali, band musicali, associazioni tutti del territorio”. Il calendario dei festeggiamenti è praticamente pronto. Per ora, a prescindere da quali e quante saranno le iniziative messe in programma, all’ “associazione comunità in festa S. Anna” va certamente riconosciuto il merito di essere riuscita a tenere viva la tradizione degli attesi e sentiti festeggiamenti per la Patrona S. Anna.

CIVITANOVA–Si sono svolti domenica il 23 giugno 2013 nella piscina di Chiaravalle i Campionati Regionali di Nuoto Estivi per la categoria Esordienti B. Sedici le squadre marchigiane in vasca; tra queste non poteva mancare l’A.S.D. Ippocampo Civitanova Marche che – con undici atleti – ha guadagnato questa finale passando attraverso le qualificazioni delle gare disputate a livello provinciale. Conquistano il podio e vanno a medaglia: Daniele Micucci argento nei 100 dorso, Naomi De Michele bronzo nei 100 rana, Lorenzo Forani bronzo nei 400 stile libero. Terzo posto e relativa medaglia di bronzo inoltre per la staffetta maschile 4×50 misti nuotata da Daniele Micucci, Jacopo Rossi, Lorenzo Forani e Luca Marinangeli.

Gli altri atleti che hanno onorato magnificamente questa finale sono stati: Iris De Angelis, Sofia Doria, Aurora Lazzarini, Marco Muzi, Giulia Pepi, Lorenzo Valentini.

Dal bordo vasca fanno il “tifo” e fanno i complimenti per l’ottimo campionato regionale disputato l’allenatrice Pamela Pasquali e il presidente Stefano Carletti, che augura inoltre a questi giovani atleti ancora tanti anni di gare ed un sano divertimento agonistico.

ANCONA–Un incontro cordiale e un confronto sui principali temi che minano la coesione sociale della comunità regionale. È la sintesi del colloquio tra il vice presidente della Giunta regionale, Antonio Canzian, e il presidente nazionale delle Acli, Gianni Bottalico, ricevuto mercoledì 26 giugno 2013

CANZIAN-BOTTALICO-ACLI-0861_rid a Palazzo Leopardi. Bottalico sta visitando le Marche per incontrare i vescovi e i dirigenti della strutture di base dell’associazione, nel contesto della difficile situazione economica che sta colpendo anche la nostra regione. Il vicepresidente ha focalizzato l’attenzione sulla crisi del sistema produttivo e sul dramma degli ammortizzatori sociali in esaurimento. Ha richiamato la necessità di riscostruire il tessuto sociale per salvaguardare la coesione della comunità marchigiana e l’impegno della Regione Marche per contrastare gli effetti della crisi che si stanno evidenziando nella loro gravità. “Le scelte operate dal governo regionale, come quella di promuovere la macroregione adriatico ionica – ha detto Canzian – rappresentano un’intuizione perché consentono di puntare sulle risorse europee, le uniche oggi disponibili e alle quali è possibile accedere solo dimostrando una grande capacità progettuale. Anche il riordino della rete ospedaliera, oltre a garantire una maggiore appropriatezza delle prestazioni e dei servizi, mira a liberare risorse per recuperare la necessaria operatività economica che l’attuale situazione richiede, allo scopo di contrastare gli effetti, anche sociali, della crisi in atto”. Il presidente Bottalico ha anticipato che, alla chiusura della campagna fiscale, le Acli presenteranno uno studio nazionale che fotografa la situazione del Paese sulla base del reddito delle famiglie. I dati saranno disponibili su ambito territoriale e potranno rappresentare un utile supporto a disposizione delle istituzioni e del governo nazionale per orientare scelte e ricercare soluzioni ai problemi in atto.

 Miscellanea n. 3 16 2013 Bozza Manifesto copia

Categorie

METEO CIVITANOVA

Clicca sulla cartina Meteo Marche