Il teologo e scrittore grande protagonista del dibattito con il presidente della comunità don Vinicio Albanesi, sul tema: “La coscienza occidentale in tempo di crisi”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERACAPODARCO DI FERMO – “Vengo non so da dove; sono non so chi; muoio non so quando; vado non so dove; mi stupisco di essere lieto”, parte dal famoso detto medioevale riportato dal fisolofo tedesco Karl Jaspers, Vito Mancuso, interrogato sul significato della vita dal presidente della Comunità don Vinicio Albanesi, durante il dibattito di apertura della X Festa della Comunità, dal tema “La coscienza occidentale in tempo di crisi”.

Di fronte a una platea di centinaia di persone, davanti a svariate personalità e autorità locali e nazionali, tra cui il sindaco di Fermo Nella Brambatti, il Prefetto Emilia Zarrilli, l’onorevole Paolo Petrini e il consigliere regionale Rosalba Ortenzi, il teologo milanese e il presidente della Comunità di Capodarco hanno dato vita a un dibattito ricco di spunti di riflessione e di analisi.

“Il segreto della vita” spiega il teologo “è armonia” e il compito della spiritualità consiste proprio nel risvegliare questa logica di armonia che l’uomo moderno sta perdendo.

Interrogato da don Albanesi sul rapporto tra coscienza e libertà, Mancuso, citando la famosa Critica della ragion Pura di Kant, spiega che la libertà è una delle tre antinomie per eccellenza. La libertà ci contraddistingue da ogni altro essere: “teoreticamente parlando” spiega “noi siamo libertà”, ma si tratta di una libertà non assoluta.  Per essere veramente liberi occorre acquisire una dimensione autonoma nella propria solitudine.  Non per niente Alfred North Whitehead, continua Mancuso, ci ha offerto “la più bella definizione di religione” proprio riferendola alla solitudine: “la religione”, scriveva Whitehead, “è ciò che l’individuo fa nella propria solitudine”: “deponendo ciò che sono per gli altri e restando solo me stesso” spiega lo scrittore  “sono libero”.

Interrogato su quali siano gli elementi da sviluppare nella dimensione moderna per riuscire ad acquisire la libertà, Mancuso suggerisce di coltivare un rapporto armonioso con la natura, di connettersi il più possibile con la realtà ma, soprattutto, di combattere sempre la menzogna, soprattutto quella che alberga dentro di noi. Infine avere sempre la massima apertura alla rivelazione continua  della vita e alla sua dimensione eucaristica: “in fondo” conclude  “noi siamo solo un pezzo di materia che diventa pensante”. Dopo questo incontro, la festa è proseguita con la tradizionale cena e l’esibizione del duo Frères Chaos, ex concorrenti di “X Factor” particolarmente amati dai giovanissimi.

Domani 23 giugno, è prevista una passeggiata nel bosco della Comunità e, dopo la cena, grande finale con l’atteso concerto del gruppo Marta sui Tubi, freschi partecipanti, tra i 14 big, all’ultima edizione del festival di Sanremo.