ANTICHI SPLENDORI MONTEVIDONESI: RICORDI DI ISTANTANEE E ARTE”

MONTE VIDON COMBATTE–Sabato 22 giugno alle ore 17.30, presso la Chiesa di San Procolo di MonteStampa Vidon Combatte verrà inaugurata la mostra fotografica “Antichi Splendori Montevidonesi: ricordi di istantanee ed arte”, evento organizzato dal Comune di Monte Vidon Combatte e inserito nell’ambito del Progetto Ecomuseo della Valle dell’Aso e delle sue identità,neo-istituzione nata da un finanziamento regionale dedicato a “I luoghi dell’animAzione” e impegnata nella gestione e valorizzazione del territorio della Valdaso, con le sue identità storico-artistiche, naturalistiche e sociali.

 Grazie al contributo dei cittadini Montevidonesi, sono state raccolte circa 200 foto che vanno dai primi del 900 agli anni ’70: sono paesaggi, scorci di vita quotidiana contadina, gite di paese e feste religiose; uno spaccato della realtà dell’epoca carico di suggestioni ed emozioni che quel periodo ha fatto riaffiorare.

Di particolare importanza è la location della mostra che ne fa da cornice: la Piccola Chiesa antica di San Procolo è un piccolo gioiellino architettonico da tutelare e custodire e futuro Centro d’interpretazione dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso.

La chiesetta, di proprietà della Parrocchia ma chiusa al pubblico, risale al XII secolo circa ed è un monumento tanto importante ai fini storico-artistici quanto sconosciuto; quindi con questa mostra – riferisce il sindaco Luciano Evandri – è nata la volontà di accendere i riflettori su di un bene che purtroppo risulta ignoto anche agli stessi cittadini di Monte Vidon Combatte.

  struttura ha subito negli anni numerose modifiche, tra le quali, non ultima, la recisione della parte anteriore,con annessa facciata principale e torre campanaria.

Ad intervenire sull’aspetto storico – culturale della chiesa sono stati chiamati l’Arch. Paola Mazzotti – Dirigente P.F. Conservazione del patrimonio culturale e recupero dei beni culturali della Regione Marchee il Dr. Stefano Papetti Direttore delle Raccolte comunali di Ascoli Piceno; con loro si analizzerà sia l’importanza architettonica che quella artistica della Chiesa.

La Chiesetta, essendostata costruita conmateriale recuperato da precedenti costruzioni provenienti da diverse zone, presenta nellfacciata laterale, elementi in laterizio, travertino, mattone in cotto e perfino arenaria decorata secondo iclassici stili longobardi, oltre che, nella parete sud incastonata nella pietra, resti di un’antica macina.

L’importanza artistica ricade, invece, su una serie di affreschi votivi che è possibile vedere su livelli diversi e quindi sovrapposti, presenti in un ambiente raccolto con copertura a capriate euna zonaabsidale conaltareinpietra. Gli affreschi quattrocenteschi vengono attribuiti a diverse scuole: latesipiùaccreditata indicherebbecome autori dei lavori alcuni esponenti della scuola, definita dal Crocetti, “Farfense”in particolare M.Colada S.Vittoria, discepolo di Fra Marino Angeli,di cui èstato trovato un polittico, proprio nella chiesetta di S.Procolo.

Sullo sfondo si staglia l’affresco absidale: una Crocifissione con l’Addolorata e S. Giovanni; quasicomeunapalad’altare, essaècircoscritta in altodallarco ogivaledellavoltadellacappella. Nella parete interna dell’arco, sul lato sinistro, definito da una cornice diarchetti goticitroviamounaMadonna conBambino, mentre suquellodestro due rappresentazioni di S.Sebastiano, purtroppo entrambe acefale.

Oltre a questi interventi di carattere storico artistico è prevista la presenza della Regione Marche e della Provincia di Fermo.

L’Assessore alla Cultura Giuseppe Buondonno ha, infatti, sostenuto tale iniziativa con la collaborazione dell’Associazione Belvedere con l’inserimento della mostra all’interno della fototeca provinciale di recente avviata dalla stessa amministrazione Provinciale.

La mostra si configura, inoltre, come evento conclusivo del progetto Work Experience nei piccoli comuni promosso dalla Provincia di Fermo, che ha permesso ad una giovane laureata in Conservazione dei Beni Culturali, la Dott.ssa Daniela della Pelle, di sviluppare un progetto di promozione e tutela culturale e ambientale.

La mostra ha ottenuto il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo, e il Patrocinio di Italia Nostra (sezione di Fermo) e dell’Associazione Altidona Belvedere.