URBINO–Luca Casettari (32 anni, originario di Cagli), assegnista d

Luca Casettari premiato dal Presidente di Euchis, Sevda Şenel

Luca Casettari premiato dal Presidente di Euchis, Sevda Şenel

i ricerca e professore a contratto del corso Tecnologia, socioeconomia e legislazione farmaceutica, Dipartimento di Scienze Biomolecolari – Scuola di Farmacia (Università di Urbino), ha ricevuto il “Braconnot Prize”, riconoscimento europeo per la sua attività di ricerca relativa all’applicazione di un particolare polisaccaride (chitosano) impiegato per il rilascio controllato di farmaci (Drug Delivery System).

Il chitosano, sostanza che si estrae principalmente dall’esoscheletro dei crostacei, è un copolimero altamente biocompatibile e biodegradabile che si ottiene dalla chitina (scoperta dal chimico e farmacista francese Henri Braconnot nel 1811). Dopo la cellulosa, la chitina è il più abbondante biopolimero presente in natura. Tra le sue tante applicazioni biomediche, il chitosano riveste un ruolo importante nella prevenzione delle infezioni, nella guarigione delle ferite e nella ricostruzione dei tessuti; può essere inoltre impiegato come eccipiente per formulare particolari sistemi a rilascio controllato di farmaci attraverso diverse vie di somministrazione. Inoltre, questo polimero viene utilizzato per incrementare l’assorbimento degli agenti terapeutici stessi (esempio proteine e vaccini) e come veicoloper la terapia genica.

Il premio “Braconnot Prize” viene assegnato dall’European Chitin Society (EUCHIS) ogni due anni ad un giovane ricercatore europeo che si è distinto per la propria attività di ricerca e per le relative pubblicazioni su riviste internazionali peer reviewed.

Luca Casettari ha ricevuto un premio in denaro (1.200 euro), ed è stato invitato a tenere una presentazione al convegno internazionale Euchis 2013 tenutosi in Portogallo.

Luca Casettari: «Grazie a questa attività di ricerca ho l’opportunità di fare esperienza e crearmi un background scientifico da poter spendere in un prossimo futuro. Ho inoltre la possibilità di interagire con diversi gruppi di ricerca non solo a livello accademico ma anche industriale, in Italia e all’estero. Queste collaborazioni infatti ci consentono di proseguire la nostra attività di ricerca e ottenere fondi di finanziamento. Stiamo inoltre cercando di convogliare le nostre ricerche di laboratorio per la creazione di una spin-off universitaria».

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