MACERATA–In questi giorni è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’avviso dell’obbligo della dichiarazione annuale per i gas fluorurati da compilare entro il 31 maggio prossimo. In pratica, un nuovo adempimento per quei soggetti – privati o imprese – che utilizzano apparecchiature contenenti 3 kg o più di gas fluorurati. “È incredibile come il Ministero dell’Ambiente continui a creare problemi alle imprese e ai cittadini, senza rendersi conto che la misura è colma” – sostiene con una nota Confartigianto Macerata. “Siamo di fronte a un nuovo adempimento cui debbono attenersi diverse aziende ma che, pur concedendo poco tempo per mettersi in regola, in caso difficoltà a rispettare i tempi di scadenza comporta sanzioni molto pesanti. Entro fine mese le aziende (e non solo loro) hanno l’obbligo di inviare la dichiarazione annuale in formato elettronico all’Ispra e se non lo fanno rischiano una sanzione da 1.000 a 10.000 euro. Peccato che alla data del 21 maggio il meccanismo stabilito per l’invio della dichiarazione ancora non funzionava. Va inoltre considerato che la norma sui gas fluorurati introduce anche l’obbligo di tenuta sia di un registro dell’apparecchiatura sia di un altro per il sistema di protezione antincendio e, ovviamente, se questi non sono presenti in ditta, le sanzioni possono arrivare fino a 100.000 euro, una assurdità per degli adempimenti amministrativi. Così facendo si mettono sempre più in difficoltà le piccole imprese che, vista la congiuntura attuale, oggi più che mai andrebbero invece aiutate e non appesantite da ulteriori fardelli burocratici. E, nel caso in questione, addirittura siamo in presenza di un nuovo adempimento, pesantemente sanzionato se disatteso, che si basa su un modello di dichiarazione reso pubblico a pochi giorni dalla scadenza. Che dire? Che ancora una volta siamo di fronte a uno Stato burocrate indifferente alle difficoltà del mondo economico? Chiediamo e pretendiamo più rispetto per gli imprenditori – conclude Confartigianato – chiediamo di essere messi nelle condizioni di rispettare una normativa che però dovrebbe esser palesemente sensata e non inutilmente vessatoria. Pertanto ci aspettiamo una immediata proroga dei termini per la scadenza altrimenti fissati al 31 maggio, data altrimenti, come detto, assolutamente impossibile da rispettare”.

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