La crisi dell’umano e l’emergenza educativa
 

FERMO–“La crisi dell’umano e l’emergenza educativa. Testimonianze della rinascita dell’io”. Questo il titolo di un convegno che si terrà domani sabato 4 maggio  2013 a Fermo, presso la Sala dei Ritratti, in Piazza del Popolo. 

 
Ogni anno negli istituti superiori statali quasi 200mila ragazzi abbandonano la scuola; siamo a livelli di autentico allarme. I giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, i NEET (Not in Education, Employment or Training), sono oltre due milioni; un vero e proprio dramma sociale. Il 38% dei quindicenni italiani definisce la scuola «un luogo dove non si ha voglia di andare»; il segno evidente di un disagio.  Quattro studenti italiani su dieci, con l’approssimarsi della chiusura dell’anno scolastico, ricorrono a ripetizioni private; è il fallimento di un’astratta idea egualitaria di scuola, che discrimina soprattutto i meno abbienti.
Nonostante che l’Italia sia tra i primi Paesi OCSE quanto a spesa per istruzione e presenti un tasso si scolarità tra i più alti al mondo, la nostra scuola appare inefficiente e di scarsa qualità, incapace di valorizzare i meritevoli e premiare l’impegno dei giovani che non sono dotati di mezzi, un luogo di disaffezione e abbandoni.  D’altro canto, sembra che niente sia in grado di interessare i giovani, smuoverli, metterli in movimento; il disimpegno cresce e la noia prevale. Ci troviamo di fronte ad una profonda crisi dell’umano, documentata dalla passività di tanti giovani e dallo scetticismo colpevole di tanti adulti: siamo ormai alla “emergenza educativa”.
In una lettera alla diocesi e alla città di Roma del 2008 il Santo Padre Benedetto XVI scriveva: «anima dell’educazione, come dell’intera vita, può essere solo una speranza affidabile. Oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, uomini “senza speranza e senza Dio in questo mondo”… Proprio da qui nasce la difficoltà forse più profonda per una vera opera educativa: alla radice della crisi dell’educazione c’è infatti una crisi di fiducia nella vita».
Per superare questa emergenza, questa crisi dell’umano, occorre che i nostri giovani incontrino qualcuno che risvegli in loro la libertà dell’io, «uno che incarni un modo di vita in grado di attrarre il cuore, di sfidare la ragione, di mettere in moto la libertà. Insomma, occorre una proposta vivente» (J. Carròn, Milano 25 gennaio 2013); occorre una presenza che riporti la speranza. 
Interviene  al convegno fermano Silvio Cattarina della Comunità terapeutica L’imprevisto.  Seguiranno testimonianze. Modererà l’incontro Tino Giardina, presidente di Diesse Marche.
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