La Confartigianato è contraria alla moratoria del Durc per il commercio ambulante

MACERATA–Gli effetti della congiuntura socio-economica sono più che evidenti soprattutto sulle classi più deboli con indubbi riflessi economici sulle attività a cui tradizionalmente esse si rivolgono per i loro acquisti: ci riferiamo agli operatori del commercio ambulante”.Lo afferma Confartigianato Macerata.

Questo è un settore economico particolarmente delicato, a rischio di estinzione, sia per gli elevati costi per la partecipazione ai mercati ed alle fiere, sia per il calo…vertiginoso delle vendite, sia per gli effetti dell’abusivismo e sia, infine, per la concorrenza sleale perpetuata da un numero sempre maggiore di operatori del settore.

La scorsa settimana sulle pagine della stampa locale abbiamo letto la proposta della Confcommercio di Fermo di una moratoria di ventiquattro mesi sulla esibizione, ai Comuni, del Durc (documento unico che attesta la regolarità contributiva dell’impresa).

Al riguardo – afferma Fabio Meriggi, coordinatore del settore per Confartigianato, la situazione è effettivamente gravissima e, come già abbiamo avuto modo di affermare in moltissime occasioni, a nostro avviso la questione deve essere affrontata in termini diversi; dobbiamo suggerire proposte e agire per ricreare condizioni tali da per permettere alle imprese di pagare i contributi e di sopravvivere: la moratoria aggraverà la situazione con conseguenze drammatiche sia per le imprese, sia per le persone >>.

“In questi ultimi cinque anni – prosegue Giacomo Delsere, Presidente Regionale del settore per Confartigianato – la prevalenza della nostra clientela è stata rappresentata da quella parte di popolazione che non arrivava alla quarta settimana del mese: i giovani, gli immigrati, i pensionati e le persone che, semplicemente volevano acquistare, allo stesso prezzo, due capi al posto di uno.

Possiamo affermare che abbiamo vissuto una sorta di mutazione genetica, ci siamo trasformati, giorno dopo giorno, da imprenditori ad operatori sociali.

Molte volte, nei momenti di sconforto, a tanti di noi è venuta voglia di mollare tutto, ci siamo ritrovati a discutere e a ripensare la nostra organizzazione di impresa, a ragionare su nuove forme di collaborazione con le Amministrazioni Pubbliche per il rilancio dei mercati, per la tutela delle nostre imprese e dei consumatori, con la ferma volontà quindi di resistere a questa difficilissima fase economica.

La moratoria non è la soluzione: fra ventiquattro mesi ci ritroveremo infatti senza soldi e con i contributi da pagare aggravati dagli interessi, sanzioni e quanto altro; a quel punto non ci rimarrà altro che cessare definitivamente le nostre attività.

Dobbiamo invece chiedere con forza ai Comuni – conclude Confartigianato – se ancora credono nel ruolo sociale, e culturale del mercato come rilancio anche del territorio – la sospensione del canone e della Tosap per almeno i prossimi cinque anni, dobbiamo agire cioè sull’abbattimento dei costi di gestione; dobbiamo chiedere inoltre, sulle manifestazioni fieristiche e sui mercati, la vigilanza necessaria atta a mantenere il rispetto delle regole civili di convivenza, dobbiamo infine creare le condizioni per la costituzione di momenti di incontro al fine di ripensare nuove forme di mercato e di fiere volte alla riqualificazione dell’offerta ed a favorire l’accoglienza. Soltanto attraverso una strettissima collaborazione con le Amministrazioni comunali, e qui la Regione e l’ANCI ci potrebbero dare una mano, possiamo riuscire a salvare questo nostro importantissimo settore”.