di Stefania Monteverde* 

Macerata e il suo territorio, come del resto tutta la regione Marche, hanno una naturale vocazione ad essere “distretto culturale”: la bellezza paesaggistica, la ricchezza dei beni museali e archeologici, i borghi storici, la creatività imprenditoriale diffusa in tanti settori, l’investimento culturale in teatri, nella musica, due Università (Macerata e Camerino), l’Accademia di Belle arti, la qualità enogastrLACCHE'angelo ventrone_RETTORE luigi lacchè_lucia marianionomica. Un mix di qualità che può diventare strategico per lo sviluppo se accompagnato da buone politiche, investimenti, capacità di impresa. La drammatica crisi in atto costringe a ripensare un disegno di sviluppo. La Regione Marche punta sulla cultural economy e lancia una sfida: un bando regionale per la realizzazionenelle Marche di distretti culturali quali sistemi territoriali di relazione tra pubblico e privato per lo sviluppo di progetti a traino culturale. L’obiettivo è l’incentivazione di nuove professionalità e l’integrazione tra beni e attività culturali e produttive dentro filiere di impresa che integrino le istituzioni e le imprese. Il Dce Marche nasce in coerenza con le indicazioni riportate nel Libro Verde della Commissione Europea sul tema “Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare” (aprile 2010), che individua le imprese ad alto contenuto di conoscenza come traino dello sviluppo e opportunità di riequilibrio economico. Il territorio delle Marche diviene pertanto Laboratorio d’idee progettuali e di prime sperimentazioni che possano configurarsi anche come “incubatori” di casi di eccellenza. Il bando chiede la presentazione di proposte progettuali entro il 21 maggio da parte di reti di soggetti pubblici e privati, il cui capofila sia un ente pubblico, finanziabili per il 40% e fino a un massimo di cinquecentomila euro. Macerata ha cominciato subito a lavorar

Il Prof. Flavio Corradini, Rettore dell'Università di Camerino

Il Prof. Flavio Corradini, Rettore dell’Università di Camerino

e come una fabbrica delle idee. Le istituzioni pubbliche del territorio si sono incontrate più volte per confrontarsi. Molti incontri pubblici insieme all’assessore regionale alla cultura, Pietro Marcolini, hanno permesso di disseminare sul territorio lo spirito che anima questa opportunità. E’ chiaro a tutti che non è una distribuzione di contributi, ma un vero e proprio start up di impresa che mira a radicare sul territorio una nuova realtà produttiva. Una sfida raccolta a Macerata. L’Università di Macerata sarà l’ente capofilaper il progetto di Dce Macerata. Al convegno pubblico, promosso dall’Università di Macerata il 9 aprile 2013, il Rettore Prof. Luigi Lacché (foto al centro in alto a sinistra) in alta lanciato l’idea: “Al nostro territorio, bellissimo e ricco, manca un catalizzatore identitario che rafforzi l’identità percettiva e aumenti la sua riconoscibilità. Noi pensiamo all’individuazione di catalizzatori distintivi che consentano di creare una rete che unisca e scambi cultura ed economia. Pensiamo al paradigma della piramide di Pei: il Louvre ha cambiato volto dopo il 1989 con la costruzione della piramide in vetro di Ming Pei come spazio nuovo, destinato all’accoglienza del pubblico, una sorta di «hub» della cultura di tutto un territorio. Anche noi abbiamo bisogno di una «piccola» piramide di Pei, di catalizzatori. La nostra Piramide di Pei non è tanto un luogo «nuovo», quanto piuttosto è un vedere con occhi nuovi quel che abbiamo.” E poi ha lanciato un’idea: “Lo Sferisterio può essere la nostra piramide di Pei”. Lo Sferisterio può essere un incubatore culturale intorno a cui far nascere una visione nuova. Innanzitutto, dello spazio fisico da ripensare come luogo operativo tutto l’anno per produzioni culturali, ma anche economiche, spazio dinamico per l’accoglienza turistica, ma anche outlet della nostra produzione. Allo stesso tempo può diventare il brand identitario di un territorio che siconnette attraverso i sistemi del web 2.0, le nuove risorse tecnologiche che mettano in evidenza come tutta la nostra ricchezza può essere accessibile con i nuovi linguaggi. Lo Sferisterio deve poter parlare di Casa Leopardi, di Urbisaglia, delle nostre spiagge, dei nostri Sibillini, dei tanti musei diffusi, delle nostre Case editrici, ma anche dei nostri outlet, alberghi, agriturismi. Per sviluppare tutto questo occorre che giovani talenti creativi mettano in campo progettualità innovative, ma anche spirito imprenditoriale. Insieme all’Università di Macerata, ente capofila per il Dce Macerata, la Camera di commercio di Macerata, la Provincia, la Fondazione Symbola, il Comune di Macerata e tanti altri enti stanno creando una rete attiva e aperta alle proposte progettuali che qualsiasi impresavoglia mettere sul tavolo del confronto. E’ un’occasione importante per imprese e start up di imprese, soprattutto di giovani. Entro il 30 aprile si raccolgono le idee progettuali di quanti sono interessati a partecipare alla realizzazione di un Dce Macerata (per info: http://ricercascientifica.unimc.it o mail: ricerca.ilo@unimc.it). Al convegno ha partecipato anche il Rettore dell’Università di Camerino, Prof. Flavio Corradini, che sta lavorando per un Dce nel territorio montano: insieme potranno certamente integrarsi come due moduli complementari. Le due Università sono motore di traino culturale del nostro territorio che, ne siamo certi, di fronte a questa tragica crisi saprà superare diffidenze storiche tra comuni, istituzioni, pubblico/privato per raccogliere la sfida di un nuovo sviluppo economico.

                                                                                 Stefania Monteverde  

                               (*Assessore ai Beni culturali Comune di Macerata)