Questo il pensiero  del Presidente Coordinamento Direttori generali, Paolo Galassi


ANCONA–“Potenziare il saper fare, ovunque sia”. Questo lo slogan che racchiude il principio di fondo che muove il processo di riforma del sistema sanitario regionale, come è stato evidenziato nell’intervento del presidente del Coordinamento dei Direttori generali, Paolo Galassi, questa mattina sabato 27 aprile 2013 ad Ancona nel corso della Conferenza regionale sulla sanità. “Rivisitare il Sistema sanitario regionale – ha detto Galassi – non può prescindere dal toccare tutti i punti salienti, prendendo in esame tutte le fonti di spesa secondo i parametri di efficacia, efficienza e qualità. Per questo ci siamo concentrati su tre linee: la rete ospedaliera, dell’emergenza e le reti cliniche”. Sulla rete ospedaliera, l’obiettivo è la riduzione della frammentazione con la riconversione delle piccole strutture per garantire servizi sempre più rispondenti ai bisogni dei cittadini; la soppressione delle unità operative complesse; l’organizzazione per intensità di cura e l’attivazione di strutture per l’assistenza al paziente sub acuto. “Intendiamo creare – ha spiegato Galassi – una sanità più vicina al territorio, di eccellenza e di qualità. Una qualità che passa attraverso il potenziamento della rete dell’emergenza e nell’organizzazione delle reti cliniche, di cui si discute tanto a livello nazionale e che la Regione Marche è riuscita a mettere a punto per discipline, patologie, e linee produttive”.
“Riconvertire le strutture ospedaliere di piccole dimensioni – ha affermato Galassi – significa ridurre la frammentazione. Questo processo va di pari passo con la riorganizzazione della rete territoriale di soccorso. In particolare, la nuova dotazione di mezzi di soccorso avanzato (MSA) salirebbe, in rapporto al numero di abitanti e all’ampiezza territoriale (rapporto 32,5 rispetto all’attuale 31,5)”.
Galassi ha concluso insistendo sull’organizzazione delle reti cliniche: “Un’innovazione organizzativa che mira a consolidare e migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, l’equità di accesso alle cure e la sostenibilità economica delle scelte”.

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