You are currently browsing the daily archive for aprile 27, 2013.

TOLENTINO–E’ stata inaugurata ufficialmente la mostra “Aria e Fuoco” allestita nelle sale espositive della Galleria Sangallo, in piazza della Libertà a Tolentino, che propone le opere di Carlo Fammilume e Graziella Crialesi. L’esposizione, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Tolentino, è stata promossa in occasione del 60° anniversario della fondazione della sezione Avis di Tolentino. Infatti oltre alle opere dei due artisti Fammilume e Crialesi, prevede anche l’esposizione di alcune fotografie storiche dell’attività dell’Avis, associazione fortemente connotata nel tessuto sociale cittadino tolentinate. Sponsor tecnico Kbrush. All’inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il Sindaco Giuseppe Pezzanesi e il Consigliere delegato alla Cultura, Alessandro Massi. La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino al prossimo 5 maggio, dalle ore 10 alle ore 12.3

Il Sindaco Pezzanesi e Fammilume

Il Sindaco Pezzanesi  con Fammilume e Crialesi

Pezzanesi con il Presidente Avis

Pezzanesi con il Presidente Avis

0 e il pomeriggio dalle ore 16 alle ore 20. (ingresso libero). Carlo Fammilume è un artista molto conosciuto, che torna a esporre in una mostra dopo un lungo periodo. A Tolentino presenta opere dipinte negli ultimi anni, che bene rappresentano il suo percorso artistico, fatto di momenti che connotano il suo personale stile, sempre ben definito nella tecnica e soprattutto nell’uso sapiente di colori che vengono esaltati da volumi materici. Straordinari gli accostamenti proposti che danno vita a paesaggi onirici, vere e proprie visoni d’artista. Graziella Crialesi propone, invece, opere ispirate alle più importanti vicende umane, che trasmettono forti sentimenti legati alla donna e alla maternità. Interessante anche la mostra allestita dall’Avis con tante foto, che ripercorrono i momenti più importanti della storia dell’associazione e quindi della città, in questi ultimi 60 anni. 

 Una giornata da cavaliere. Successo di adesioni per un’esperienza al Castello della Rancia

TOLENTINOIl laboratorio ludico-didattico che si è tenuto lo scorso 25 aprile al Castello della Rancia ha registrato un successo per la partecipazione di piccoli e grandi. Le numerose adesioni raccolte hanno reso opportuno attivare una seconda sessione nel corso del pomeriggio, per dare occasione a tutti di partecipare. Oltre ai bambini sono stati sono stati coinvolti gli adulti che li accompagnavano, creando la possibilità di un raro momento di gioco educativo condiviso tra generazioni. Il laboratorio, realizzato dalla Compagnia d’Arme Grifone della Scala di San Severino Marche coordinato da Matteo Diamantini e proposto in collaborazione con l’Associazione Culturale Cometa, vedrà presto altre edizioni. Nell’immediato verrà riproposto durante la manifestazione “Oh che bel castello” che si terrà al Castello della Rancia nel fine settimana del 25 e 26 maggio 2013, occasione che vedrà la presentazione di nuovi laboratori tematici, a cura dell’Associazione Culturale Cometa in collaborazione con associazioni locali esperte nel settore.

TOLENTINO–Grande festa nel Quartiere Foro Boario di Tolentino per i cento anni di Elisa Gattari. La nuova “nonnina” della tolentinate è stata festeggiata praticamente da tutti i residenti nella zona, oltre ovviamente, a parenti e amici. Bellissima la grande torta su cui sono stati riportati tutti i simboli del quartiere stesso: il Torrione, il Formaggino, sede della banda e ovviamente la cartiera, con tanto di ciminiera fumante. A portare gli auguri della città di Tolentino il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, il Presidente del Consiglio comunale Mauro Scalvi, l’Assessore al Commercio, Turismo e Sport Orietta Leonori. La signora Elisa è nata il 25 aprile del 1913. Sposata con Giulio Marinelli, 

Il Sindaco Pezzanesi ha reso omaggio alla signora Elisa Gattari che ha compiuto cento anni.

Il Sindaco Pezzanesi ha reso omaggio alla signora Elisa Gattari che ha compiuto cento anni.

è rimasta vedova giovanissima, a soli 28 anni, essendo il marito morto in guerra. Ha avuto una figlia, Alessandrina, due nipoti Antonella e Giuliano e tre pronipoti tra cui l’ultima nata Gaia. E’ stata una grande lavoratrice, che ha saputo coniugare gli impegni familiari con il lavoro.

MACERATA–Dal 1° al 5 maggio 2013 si svolgerà la nuova edizione di “Macerata Racconta”, la festa del libro che quest’anno avrà per filo conduttore “le distanze”. Al suo interno si terrà anche la Fiera dell’editoria Marche Libri, che resterà aperta da venerdì 3 a domenica 5 maggio. Appuntamento nella sede dell’ex UPIM, in pieno centro storico, a Macerata a quattro passi dalla seicentesca Loggia dei Mercanti, simbolo della città, in Piazza della Libertà. Sarà presente, con un proprio stand, anche  la  casa  editrice  maceratese lanciata  a  livello nazionale  “Liberilibri”  d

LIBERILIBRI-SEVERINI-DECI DONNE-124

iretta da Canovari, che si è fatta largo in Italia per la sua determinazione nel riproporre gli scrittori italiani e stranieri del pensiero liberale, tra cui il marchigiano Bruno Leoni, che è stato docente all’Università di Pavia, la cui figura è stata tratteggiata nei giorni scorsi nel corso di un convegno svoltosi presso la facoltà di economia e commercio di Ancona. Questi gli orari di Macerata RaccontaVenerdì ore 16.30-22.00; Sabato ore 10.30-22.00; Domenica ore 10.30-22.00. Intanto tra le ultime novità di Liberilibri segnaliamo il volume che lo storico Marco Severini ha dedicato a “Dieci donne” marchigiane, che hanno avuto l’ardire di chiedere il diritto di voto con largo anticipo rispetto alla concessione avvenuta poi nel 2 giugno 1946. Le protagoniste di questa voglia di emancipazione erano in parte maestre di Jesi, che fecero leva su un vuoto normativo, che poteva offrire uno spiraglio al voto almeno amministrativo, ma se a livello locale l’istanza era stata ritenuta ragionevole dal centro venne opposto un netto rifiuto. Una pagina interessante che non ci si sarebbe aspettati nella nostra regione Marche, dove i fermenti culturali all’inizio del Novecento non erano certamente eccessivi. 

A “lezione” dai Carabinieri, “studenti investigatori” segnalano auto sospetta, controllato nei pressi della scuola; nel pomeriggio di oggi arrestato un albanese

CIVITANOVA–A “lezione” dai Carabinieri, nell’ambito del progetto di “cultura della legalità”, promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, un centinaio di alunni delle quarte e quinte elementari del “Raffaello Sanzio” di Porto Potenza Picena sono stati accolti nella Caserma Piermanni  di Civitanova dal capitano Domenico Candelli e dai marescialli Lucarelli, Gigante ed Artese. Hanno ascoltato tutti con interesse i messaggi lanciati sull’uso delle cinture, anche quando si è seduti sui sedili posteriori e si percorrono brevi tragitti, come nel percorso casa-scuola.

Ma, fra la levata di “ditini” che preludono le domande di rito, le voci unanimi di alcuni bambini che sentono il dovere di segnalare una cosa strana. Hanno 10 anni, ma tanta coscienza civica. Negli ultimi giorni avevano più volte visto scorazzare una Opel Agila vicino all’Istituto Raffaello Sanzio, imboccando il vialetto che costeggia il Circolo Cidattico e passare a tutta velocità anche quando le classi uscivano da scuola. Erano determinati e scocciati dal comportamento di quel giovane al volante e sapevano che le condotte di guida pericolose possono essere fatali. Il maresciallo Artese, Comandante della Stazione porto potentina si è fatto descrivere il veicolo ed ha avuto conferma anche dalle insegnanti che quell’auto, negli ultimi giorni, era effettivamente passata a tutto gas nei pressi della scuola. Grazie alla conoscenza del territorio, i Carabinieri di Porto Potenza, seppur senza un numero di targa, sono subito risaliti a chi potesse averla in uso. Si trattava di un ispanico che, da qualche giorno alloggiava in un popoloso condominio della zona sud di Porto Potenza. I Carabinieri lo hanno individuato ed incontrato, approfondendo gli accertamenti per quelle condotte di guida piuttosto pericolose. L’uomo, già il giorno successivo del controllo dei carabinieri, ha lasciato il paese, dove dimorava solo occasionalmente.

Ancora una volta i carabinieri di muovono su segnalazioni di cittadini, ma non capita spesso di essere attivati da “studenti investigatori”, che fanno tesoro di quanto apprendono durante le visite alle Caserme dell’Arma e sviluppano, precocemente, un apprezzato senso civico.

Ma, torniamo alla visita alla Piermanni, fra le simulazioni effettuate nel cortile, proprio quelle di un sinistro stradale e delle forze centripete che spingono i corpi dei passeggeri fuori dell’abitato. Quelle prove coi Carabinieri hanno aiutato tutti a comprendere quanto le cinture possano salvare la vita! Ma chi guida non deve bere e responsabilizzare le future generazioni ad essere “tutor” dei loro genitori, quando hanno bevuto, forma le menti di chi deve ragionare con senso di responsabilità: si è parlato di guidatore designato, quale pratica della conduzione dei veicoli quando una comitiva va a divertirsi.

E, sempre a Porto Potenza, oggi pomeriggio i Carabinieri guidati dal maresciallo Artese hanno notificato ad  un 29 enne di origine albanese, un CC-27-4-2013-benvenuti in caserma_panoramica di cui era colpito in forza di una condanna a 4 anni e 10 giorni di reclusione per reati, in materia di stupefacenti, commessi in Trentino. Il provvedimento cautelare, emesso dalla magistratura di Trento, è stato eseguito e l’uomo è stato condotto alla Casa circondariale di Montacuto.

 

CIVITANOVA MARCHE ALTA– Performance calcografica domani, domenica 28 aprile 2013, dalle ore 17,30 alle 20,00, presso il  Laboratorio della Pinacoteca Marco Moretti di Civitanova Marche Alta (Corso AnMANUELA CEROLINI-SINGLEnibal Caro, in pieno centro storico) dell’artista civitanovese  Manuela Cerolini. L’artista stamperà l’opera dal titolo “Tarassaco”  di cm. 75x 150 ed esporrà inoltre opere datate ed inedite.

sanita4ANCONA–“Cambia la domanda dei servizi, deve cambiare anche l’offerta, per continuare a garantire ai territori le prestazioni migliori e più adatte alle nuove esigenze”. Alla base della riforma sociosanitaria, promossa dalla Regione, c’è questa necessità, “non più eludibile e che richiede un miglioramento dell’organizzazione del sistema, fondata su tre livelli: alta specializzazione, rete dei presidi territoriale per acuzie, sistema dei presidi sociosanitari”. Lo ha affermato il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, in apertura dei lavori della Conferenza regionale che si è svolta oggi sabato 27 aprile 2013 all’Auditorium della Fiera della Pesca di Ancona.
“A fronte dei mutamenti in atto, occorre rendere più appropriate le modalità di erogazione delle cure e dell’assistenza, perché restare immobili significa aumentare le insicurezze e penalizzare i cittadini – ha sottolineato il presidente. Non ci muoviamo in una logica di tagli, ma di una riorganizzazione che  corrisponde al mutato quadro dei bisogni. La riforma parte da qui. Sono emerse richieste nuove legate soprattutto al progressivo invecchiamento della popolazione e all’evoluzione delle tecnologie. Dobbiamo quindi adeguare la risposta, assicurando una maggiore appropriatezza all’offerta attraverso una diversa articolazione del modello territoriale. Immobilismo, inerzia, conservazione delle rendite di posizione vanno a scapito dei servizi che la riforma, al contrario, intende migliorare”. Con la Conferenza regionale, ha aggiunto Spacca, “rendiamo trasparente e partecipato questo processo di riforma, partendo dalla proposta tecnica formulata nel mese di  febbraio dai nostri direttori e proponendo oggi una sintesi politico-amministrativa che non vuol penalizzare nessuno, ma aiutare tutto il sistema a migliorare. La riorganizzazione dei piccoli presidi ospedalieri è finalizzata proprio a dare risposte sociosanitarie più eque e appropriate, come è accaduto in altre Regioni, Toscana ed Emilia Romagna, dove già da diverso tempo questa formula organizzativa è un’apprezzata realtà. Le Marche ci arrivano solo oggi, dopo che le linee fondamentali della riforma sono state  condivise con i sindaci durante la definizione del Piano sociosanitario, poi declinato nei Piani di area vasta. Si tratta, dunque, di concludere un percorso avviato, con la necessaria coerenza rispetto a soluzioni già discusse”. Il presidente ha ricordato quindi che “la Regione compensa interamente, con fondi propri, l’azzeramento dei trasferimenti nazionali per le politiche sociali, consentendo l’invarianza delle risorse a disposizione degli Enti locali per le politiche del welfare a sostegno delle fragilità sociali. Ma l’aumento dei vincoli finanziari imposti dalla spending review mette a rischio l’equità e la coesione: una preoccupazione che deve scuotere e responsabilizzare anche i parlamentari eletti dal territorio, perché le scelte del governo nazionale votate dal Parlamento hanno una ricaduta locale pesante che il bilancio della Regione ha grandi difficoltà a riassorbire. A loro chiediamo, pertanto, di partecipare a questo processo di riforma con spirito costruttivo per le comunità di riferimento e di servizio per tutti i marchigiani”. Spacca ha ribadito che “per avviare questa riforma siamo dovuti partire necessariamente da una proposta tecnica elaborata dai direttori generali della sanità, che è stata acquisita dalla Giunta e sottoposta ai territori, alle organizzazioni sindacali e di categoria. Al termine di questo percorso, oggi portiamo la sintesi all’attenzione della Conferenza regionale, per rendere chiaro e trasparente un percorso che ha fatto della partecipazione il proprio punto di rifermento, a conclusione del quale il governo regionale adotterà la sua decisione”.

ANCONA–Rete territoriale del soccorso, rete ospedaliera, riorganizzazione dei piccoli ospedali, riorganizzazione delle reti cliniche. Sono gli ambiti del processo di riforma del sistema sociosanitario regionale portati al confronto con il territorio e che il direttore dell’Asur, Piero Ciccarelli ha illustrato nel corso dei lavori della Conferenza regionale. Rispetto alla proposta tecnica dei direttori generali del febbraio scorso, il confronto ha portato a modifiche significative che recepiscono le esigenze del territorio. La principale è che tutte le piccole strutture, trasformate in Case della salute, manterranno il Punto di primo intervento, ridefinito con una modifica della legge 36/98. Era una delle questioni maggiormente avvertite che ha trovato una positiva soluzione rispetto alle sensibilità locali. Una scelta che ha imposto un potenziamento della rete territoriale di soccorso, con una dotazione superiore agli standard nazionali. L’obiettivo è quello di garantire un servizio capillarmente diffuso sul territorio, in grado di assicurare la risposta più appropriata e tempestiva nel luogo ove si verifica l’evento e di trasportare il malato nel posto giusto, nel tempo giusto. Per fare questo si procederà a una ricollocazione dei mezzi, a una revisione della continuità assistenziale con la costituzione di una Centrale operativa unica, alla modifica del rapporto convenzionale dei medici del 118, alla valorizzazione del ruolo professionale degli infermieri.
Altro nodo cruciale della riforma è rappresentato dalla riorganizzazione dei posti letto (PL) il cui limite, imposto dal decreto Balduzzi, è pari al 3,7 per 1.000 abitanti. Attualmente nelle Marche, il rapporto è di 3,99 con 6.251 PL. Complessivamente, tenendo conto della mobilità passiva extraregionale (95 PL) e i PL per cure intermedie (195), si arriva a una dotazione regionale di 5.991 PL con un rapporto di 3,82 per mille abitanti, quindi superiore ai limiti nazionali. La distribuzione territoriale ne prevede 3,16 nell’Area Vasta 1 (geograficamente intesa, comprensiva della struttura di Marche Nord) – 4,72 nell’Area Vasta 2 (compreso il presidio ospedaliero di Torrette) -3,84 nell’Area Vasta 3 – 3,05 nell’Area vasta 4 – 3,54 nell’Area Vasta 5. Questa distribuzione avvia un percorso di maggiore equità nella distribuzione dei posti letto ereditata dal passato, fortemente sperequata, con 5,17 per mille nell’Area Vasta 2- 4,13 per l’Area Vasta 3 – 4,07 Area Vasta 5 – 2,92 Area Vasta 1 e 2,60 Area Vasta 4. “È necessario offrire una risposta adeguata ai bisogni attuali di salute, sempre più collegati all’aumento delle patologie cronico-degenerative, alla fragilità e ai nuovi bisogni sanitari – ha detto Ciccarelli – La Casa della salute è il luogo ove si sviluppano le cure primarie e intermedie, dove queste esigenze troveranno risposte adeguate”. Per questo il centro della riorganizzazione è il nuovo ruolo che sono chiamati a svolgere i medici dell’assistenza primaria, medici di famiglia e di continuità assistenziale, pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali. Per quanto riguarda le reti cliniche, Ciccarelli ha detto che la loro riduzione avverrà attraverso la soppressione delle duplicazioni, utilizzando, come criterio, il bacino di utenza e i volumi minimi di efficienza per migliorare qualità e sicurezza delle risposte ai bisogni della salute: “Non dovrà più accadere che una donna, con una patologia seria alla mammella, sia operata in un centro che non garantisca almeno 100 interventi l’anno, quelli che assicurano un miglior risultato clinico e una migliore sicurezza”.

 

ANCONA–“La riforma sociosanitaria, per venire compresa, non può che essere vista alla luce dei mutamenti sociali in atto nel nostro Paese”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani, in apertura dei lavori della Conferenza regionale. “Una riforma imposta dai cambiamenti dei bisogni, dovuti alla trasformazioni avvenute. Occorre mantenere il sistema sul piano finanziario o rischiamo di scivolare verso forme che potrebbero determinare iniquità maggiori rispetto a quelle odierne. Alle vecchie povertà ne stanno subentrando delle nuove: un milione di famiglie non ricorre a cure mediche che in altre situazioni sarebbero indifferibili. Dobbiamo confrontarci con questo quadro di riferimento e agire di conseguenze. Posizioni e rendite del passato non sono più giustificabili. È il momento di mettersi in discussione, oltre che avanzare rivendicazioni”. Il percorso costruito in questi anni non è più sufficiente, ha continuato Mezzolani. “Abbiamo combattuto gli sprechi, abbiamo snellito l’organizzazione burocratica e amministrativa per ridistribuire le risorse ai servizi per i cittadini. A chi oggi chiede un ritorno alla personalità giuridica dell’Area Vasta, diciamo no, perché sarebbe un ritorno a una forma di autonomia che ha affossato il sistema del passato. Occorre delineare un modello nuovo che sappia contrastare e contenere gli effetti dei tagli lineari nazionali che hanno raggiunto un impatto al limite della sostenibilità economica e sociale. Un modello in grado anche di dare risposte ai nuovi bisogni dei cittadini, oggi espressi da un incremento delle patologie croniche, rispetto a quelle acute, proprio dovuto all’invecchiamento della popolazione”.
“Rivendichiamo con forza la coerenza del percorso intrapreso con il nuovo Piano sociosanitario. Da quel Piano discendono quelli di Area vasta discussi e condivisi con il territorio. Oggi diversi sindaci reclamano un mancato rispetto degli impegni, senza però considerare che a luglio è arrivata la spending review, con tagli triplicati rispetto alla previsione. Per affrontare questa situazione è stata necessaria un rimodulazione della proposta tecnica, in grado di riorientare i tagli in proposte organizzative. Abbiamo ascoltato i territori, apportando le modifiche che hanno riguardato la distribuzione dei posti letto e i punti di primo intervento, senza sconvolgere li quadro di riferimento”. Se alcuni possono sfuggire alle proprie responsabilità, “a non noi non è concesso – ha concluso Mezzolani. Sappiamo che la riforma è necessaria per continuare a garantire l’universalità del nostro servizio sociosanitario”.

Questo il pensiero  del Presidente Coordinamento Direttori generali, Paolo Galassi


ANCONA–“Potenziare il saper fare, ovunque sia”. Questo lo slogan che racchiude il principio di fondo che muove il processo di riforma del sistema sanitario regionale, come è stato evidenziato nell’intervento del presidente del Coordinamento dei Direttori generali, Paolo Galassi, questa mattina sabato 27 aprile 2013 ad Ancona nel corso della Conferenza regionale sulla sanità. “Rivisitare il Sistema sanitario regionale – ha detto Galassi – non può prescindere dal toccare tutti i punti salienti, prendendo in esame tutte le fonti di spesa secondo i parametri di efficacia, efficienza e qualità. Per questo ci siamo concentrati su tre linee: la rete ospedaliera, dell’emergenza e le reti cliniche”. Sulla rete ospedaliera, l’obiettivo è la riduzione della frammentazione con la riconversione delle piccole strutture per garantire servizi sempre più rispondenti ai bisogni dei cittadini; la soppressione delle unità operative complesse; l’organizzazione per intensità di cura e l’attivazione di strutture per l’assistenza al paziente sub acuto. “Intendiamo creare – ha spiegato Galassi – una sanità più vicina al territorio, di eccellenza e di qualità. Una qualità che passa attraverso il potenziamento della rete dell’emergenza e nell’organizzazione delle reti cliniche, di cui si discute tanto a livello nazionale e che la Regione Marche è riuscita a mettere a punto per discipline, patologie, e linee produttive”.
“Riconvertire le strutture ospedaliere di piccole dimensioni – ha affermato Galassi – significa ridurre la frammentazione. Questo processo va di pari passo con la riorganizzazione della rete territoriale di soccorso. In particolare, la nuova dotazione di mezzi di soccorso avanzato (MSA) salirebbe, in rapporto al numero di abitanti e all’ampiezza territoriale (rapporto 32,5 rispetto all’attuale 31,5)”.
Galassi ha concluso insistendo sull’organizzazione delle reti cliniche: “Un’innovazione organizzativa che mira a consolidare e migliorare la sicurezza e la qualità delle cure, l’equità di accesso alle cure e la sostenibilità economica delle scelte”.

AN-sanita-27-4-2013-8

Categorie

METEO CIVITANOVA

Clicca sulla cartina Meteo Marche
aprile: 2013
L M M G V S D
« Feb   Mag »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930