ANCORA SULLE  CELEBRAZIONI PROVINCIALI MACERATESI PER IL 25 APRILE.

 

CIVITANOVA-Il dolore, ancora forte, che ha scosso la città il 5 aprile 2013, giorno del triplice suicidio, pervade i toni della manifestazione a carattere provinciale che si è svolta questa mattina a Civitanova per celebrare l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, dedicata quest’anno al lavoro e alla dignità. Nessun discorso celebrativo o di circostanza per il suo primo 25 Aprile con la fascia da Sindaco del Comune di Civitanova. Tommaso Claudio Corvatta lo ha sottolineato, in premessa, dal palco allestito in Piazza XX Settembre dopo aver posto le corone d’alloro davanti ai monumenti ai caduti di tutte le guerre, rivolgendosi alle autorità e ai rappresentanti politici di tutta la provincia accompagnati dai civici gonfaloni, all’Anpi, e alle Forze dell’ordine e ai cittadini, dedicando di fatto il suo primo pensiero alle tre persone che si sono tolte la vita lo scorso 5 aprile.25 APRILE-CORVATTA-MANZI-COSTAMAGNA-P1080193w

“Il confronto delle opinioni, delle idee e delle ideologie – ha detto Corvatta ancorando la storia all’attualità – va fatto con la realtà. E la targa di Piazza Gramsci che abbiamo trovato oggi imbrattata testimonia come la memoria non sia affatto condivisa. Non dobbiamo aver paura di paragonarci agli altri, e non dobbiamo temere di accogliere l’altro e fare con lui comunque squadra, comunque comunità. Nessuna lettura ambigua deve esserci di quello che accadde nel 1945: i partigiani che hanno combattuto erano dalla parte giusta per porre le basi di una democrazia ancora incompiuta”.

Anche il Presidente della Provincia Antonio Pettinari, ricordando le vittime del disagio e della crisi attuale ha rimarcato la necessità di tenere vivi e alti valori che hanno dato coraggio a coloro che hanno lottato per la libertà. “La nostra provincia – ha ricorda nel suo discorso – ha avuto una grande parte nella Resistenza ed oggi siamo qui per ricordare i tanti maceratesi e non maceratesi che trovarono la morte tra il 1943 e il 1944 nella nostra provincia: a Montalto di Cessapalombo, a Muccia, Camerino, Caldarola, Chigiano di San Severino, Frontale di Apiro, Braccano di Matelica ed altre località. Spesso furono uccisi anche inermi cittadini, uomini e donne, giovani ed anziani. Oggi viviamo una fase drammatica della nostra società ed il lavoro rappresenta la punta cruciale di questo dramma. Dobbiamo impegnarci per far si che questa festa della Liberazione sia reale, affinché il lavoro sia garantito e con esso la libertà vera, affinché la dignità sia restituita. Rischieremmo, altrimenti, oggi di vanificare i sacrifici fatti finora. Occorre anche guardare dunque al 25 aprile 1945 come una data d’inizio e non di fine”.

Alle donne invece è stata dedicata l’orazione finale dell’onorevole Irene Manzi, che ha riproposto una lettera scritta nella prigione di Pavullo, il 26 novembre 1944, da Irma Marchegiani, medaglia d’oro al valor militare, fucilata da ufficiali tedeschi del Comando di Bologna alle ore 17 di quello stesso giorno. “La sua – ha sottolinea l’on. Manzi – è la voce di una delle trenta mila donne che, nei diversi ruoli, si sono rese protagoniste, troppo spesso taciute o trascurate dall’opposizione all’occupazione nazifascista. Ho l’orgoglio di rappresentare in questa sede, un’istituzione in cui siedono 197 parlamentari donne, presieduta da una donna, on. Laura Boldrini. Oggi come allora deve accomunarci la coscienza verso l’impegno nella costruzione di un paese pienamente giusto e libero dal bisogno. Facendo questo renderemo ancora forte e vitale quel messaggio di speranza e fiducia nell’avvenire che questa data rappresenta per tutti noi”.