CIVITANOVA– “Da ex sindaco e da cittadino sono preoccupato dagli annunci di dismissioni di cui sento parlare da mesi. Prima per il patrimonio immobiliare e poi per le municipalizzate che, invece di essere accorpate, sembrano destinate ad una vera e propria svendita”. Lo afferma Erminio Marinelli, attuale consigliere regionale.

“Un buon Sindaco, in questi casi dovrebbe farsi due domande: quanti mancati guadagni futuri e quali obiettivi di mandato comportano tali vendite?

“Si possono alienare patrimonio e risorse? Secondo me quasi mai. Non si possono vendere gli immobili che rappresentano il risparmio e la garanzia della collettività e che a Civitanova sono cresciuti in numero e valore con il Centrodestra (da Sindaco ho aumentato il patrimonio acquistando l’ex Liceo Classico e poi la Casa di Annibal Caro dov’è oggi la Pinacoteca). Né tantomeno si dovrebbero vendere aziende ben funzionanti come Gas Marca, Civitas e Farmacie, che rappresentano un introito continuo per il Comune. Si fa cassa oggi per essere ancora più poveri domani?”

Le farmacie inoltre rappresentano a Civitanova uno storico baluardo, a favore del contenimento dei prezzi. La metà delle farmacie della città sono pubbliche, 5 su 10, svolgono un vero e proprio ruolo sociale, e ciò consente di dare un servizio essenziale per la cittadinanza.

Per cosa si venderebbe poi? Per pagare la spesa corrente? Non vedo grandi opere né finanziare né sociali all’orizzonte”.

“Corvatta aveva annunciato che c’erano debiti della nostra gestione per 2mln euro e con questa scusa ha aumentato all’eccesso l’IMU. Oggi, dopo aver scoperto che il Centrodestra gli ha lasciato non debiti, ma un’eredità di 2mln di euro, ha comunque dichiarato che gli mancano 6mln per chiudere il bilancio.

Dove finiscono questi soldi? Io vedo da parte sua solo leggerezza e superficialità. Civitanova non è di Corvatta. Invito il sindaco a presentare le sue strategie in Consiglio comunale”, queste le conclusioni di Marinelli, membro dell’Assemblea legislativa delle Marche, Gruppo “Per le Marche”.