Alberto Simonetti, Giorgio Squinzi e Basilio Ciaffardoni

Alberto Simonetti, Giorgio Squinzi e Basilio Ciaffardoni

Il tempo è scaduto”: così l’Amministratore delegato della Marina di Porto San Giorgio, Alberto Simonetti, ha scritto in una lettera aperta all’Amministrazione Comunale di Porto San Giorgio

PORTO SAN GIORGIO–“Il tempo è scaduto”. L’Amministratore delegato della Marina di Porto San Giorgio S.p.A., Alberto Simonetti cita una recente esternazione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi per invitare le istituzioni ad avviare al più presto una seria e approfondita riflessione sul “futuro della nautica sangiorgese” e, soprattutto, del porto turistico di Porto San Giorgio. Nei giorni scorsi, infatti, alcuni articoli di giornale pubblicati sulla stampa locale (“Conferenza dei servizi, sì al porto” a Porto Recanati, “Darsena da 64 milioni di euro” a Porto Sant’Elpidio, ecc.) hanno riportato all’attenzione dei cittadini su scala regionale le spinte propositive e progettuali che alcune amministrazioni locali stanno riversando nel campo della diportistica, con progetti ex novo di infrastrutture portuali o con obiettivi di potenziamento delle stesse, ove già esistenti. Si citano, solo per riportare alcuni esempi, le esperienze di Porto Recanati, Porto Sant’Elpidio, Grottammare, Numana. Gli articoli sopraindicati e l’interessamento manifestato pubblicamente da amministrazioni locali al settore in questione hanno spinto dunque l’ad Alberto Simonetti a inoltrare una Lettera all’Amministrazione comunale di Porto San Giorgio per sensibilizzarla sul tema, evitando così che territori messisi in moto in termini di valorizzazione del diporto e, conseguentemente propositivi nella tutela ambientale e nell’ambito occupazionale, con encomiabile slancio propositivo surclassino la struttura portuale sangiorgese, da sempre un’eccellenza nel settore, ma purtroppo da anni immobilizzata nel suo rilancio. “I Comuni limitrofi fanno i salti mortali – scrive Simonetti – per poter riuscire a realizzare l’eccellenza tra le strutture turistico ricettive, i porti turistici. Pensare che chi ne è già in possesso non riesca a trovare le giuste soluzioni per il rilancio di una struttura turistica così importante per tutto il territorio, lascia tutti i protagonisti coinvolti profondamente amareggiati. Se il Comune di Porto Recanati riuscisse a costruire il proprio porto turistico prima dell’approvazione della variante al piano regolatore portuale della nostra struttura – il quale permetterebbe di realizzare tutte quelle strutture sia ricettive, commerciali e cantieristiche, sempre comunque in quantità sufficienti e indispensabili per il rilancio del porto – sia noi sia il territorio ne subiremmo conseguenze devastanti. Saremmo costretti a cercare di limitare al minimo i danni economici, vendendo tutti i posti barca per tutto il tempo ancora residuo, come da concessione. Il tempo è scaduto. Bisogna fare in fretta!”.