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MORROVALLE –Presso la Chiesa dell’Emanuele di Trodica di 
Morrovalle, l’Istituto Comprensivo di  via Piave di Morrovalle partecipando al 
progetto “Gocce di Solidarietà” ha organizzato, con leTIZIANA-foto CIMG2633 quattro scuole dell’
infanzia del territorio, l’evento “Una piantina per la vita”, con ricavato   a 
favore dell’associazione umanitaria “Famiglia Nuova” di Civitanova Marche.
E’ stato allestito un piccolo mercatino di coloratissimi vasetti di piante 
aromatiche, interamente dipinti dai bambini con il supporto delle insegnanti e 
la sempre preziosa collaborazione delle famiglie. L’iniziativa è stata molto 
apprezzata dalla comunità che ha contribuito con generosità ed entusiasmo a far 
concludere la vendita degli originali articoli in breve tempo.
L’incasso  è stato interamente devoluto 
all’associazione.

IL DIALETTO DI SAN SEVERINO  IN UN VOCABOLARIO. LA PRESENTAZIONE DOMANI AL CINETEATRO ITALIA CON L’AUTORE, ADRIANO BIONDI,  I CURATORI ED I PROF. DIEGO POLI, FRANCO FANCIULLO E NON SOLO

SAN SEVERINO MARCHE–Il dialetto di San Severino Marche racchiuso in un vocabolario. La presentazione del volume avrà luogo domani (domenica 21 aprile 2013) alle 18,30 al Teatro Italia, nell’ambito degli Incontri con l’Autore inseriti nel cartellone della nuova stagione de “i Teatri di Sanseverino”. Insieme all’autore, Adriano Biondi, interverranno la curatrice Marina Pucciarelli, ed i docenti dell’Università degli Studi di Macerata Daniele Maggi, Diego Poli ed Agostino Regnicoli. Ad introdurre i lavori sarà Franco Fanciullo, ordinario di Glottologia e Linguistica presso l’Università degli Studi di Pis Vocabolario-SSM-a e direttore scientifico della rivista “L’Italia Dialettale”. L’iniziativa viene sostenuta dalla Comunità Montana di San Severino Marche e dalla Comunità Montana di San Ginesio con il patrocinio del Comune di San Severino Marche. Il vocabolario è edito dalla Hexagon. Sono poche le città che possono vantare un vocabolario del proprio dialetto” – sottolinea con soddisfazione il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, che sarà presente alla presentazione del volume.

 

S circondò di grandi personaggi dell’arte e della cultura italiana dell’epoca, come Leo Longanesi, Mino Maccari, Cesare Zavattini, Giovanni Mosca 

TOLENTINO–Omaggio al poliedrico Luigi Mari. Un omaggio doveroso ricordare il tolentinate, tra l’altro fondatore della Biennale internazionale dell’umorismo nell’arte. Il Rotary di Tolentino e quello di Macerata hanno organizzato per questo un incontro all’Hotel 77 al quale hanno anche partecipato la figlia di Mari, Stefania ed il nipote, Massimo. L’evento si è rivelato interessantissimo. Nel corso della serata sono emersi particolari inediti anche riguardo l’attività di Mari rotariano, ma non solo. Luigi Mari – lo ricordiamo – nacque a Tolentino nel 1907 da una famiglia di media borghesia, proprietaria di una rinomata tipografia. Morì nel 1974. Dopo gli studi a Roma si laureò in medicina e scelse di esercitare la professione in Eritrea. Ritornò a Tolentino al termine della guerra. Per la comunità fece molto come medico e come sindaco, nonché per la cultura, fondando nel 1961 la Biennale internazionale dell’umorismo nell’arte, dedicandola allo zio materno Cesare Mercorelli, che lo avviò all’uso di matite e pennelli. Uomo di grande cultura, appassionato artista, pittore, caricaturista e ritrattista si circondò di grandi personaggi dell’arte e della cultura italiana dell’epoca, come Leo Longanesi, Mino Maccari, Cesare Zavattini, Giovanni Mosca, Giuseppe Novello. Il tolentinate, inoltre, fu per due anni presidente del Rotary di Macerata, dal 1960 al 1962. Il club tolentinate non era ancora nato, risale infatti al 1991 l’avvio dell’attività rotariana di Tolentino. Con Luigi Mari c’è stato un grande apporto del Rotary al rinnovamento culturale italiano, un aspetto importante che nel corso della serata è stato approfondito da Evio Hermas Ercoli, direttore della Biennale, giunta alla 27° edizione e del Museo internazionale dell’umorismo di Tolentino. Non sono poi mancati i riferimenti all’attività rotariana di Mari, grazie ai bollettini del Rotary di Macerata, stampati quando era presidente nella sua tipografia di via Pace di Tolentino, trovati rovistando tra gli archivi. I bollettini contengono caricature inedite realizzate da Mari, nonché le diverse problematiche affrontate all’epoca inerenti il territorio. Il tutto è stato illustrato nella serata da Mario Belloni. Oltre ai due presidenti del club tolentinate e maceratese, Giuseppe Moretti e Giorgio Piergiacomi, ha preso la parola anche il governatore del Rotary Distretto 2090, Mauro Bignami, che ha molto apprezzato l’evento. E’ intervenuto anche Ermanno Pupo che conobbe Luigi Mari. La serata è stata condotta dalla giornalista Carla Passacantando.

 

Un saggio della Treccani dedicato al giurista nato a

San Ginesio

  1. “Alle origini del diritto internazionale: Alberico Gentili”. Si intitola così il saggio scritto da Aldo Andrea Cassi per l’Enciclopedia Italiana Treccani, dedicato al giurista maceratese nato a San Ginesio  il 14 gennaio 1552 e morto a Londra il 19 giugno 1608. Il contributo scientifico appare nel volume “Diritto” (ottava appendice, relativa al Contributo Italiano alla Storia del pensiero). Tale volume, uscito sul finire del 2012, è in distribuzione in questi primi mesi dell’anno. Nel medesimo tomo si dedicano pagine altrettanto importanti, da parte di altri specialisti, anche a Bartolo da Sassoferrato, Benvenuto Stracca di Ancona, Emilio Betti  giurista-filosofo di Camerino, nonchè a giuristi del Novecento che hanno insegnato nelle nostre due Università del territorio, ovvero Camerino e Macerata.     San Ginesio, consapevole del valore del proprio figlio , negli ultimi decenni ha cercato, con dei qualificati convegni di studio promossi nell’ambito delle Giornate gentiliane, di promuovere e divulgare il pensiero Alberico Gentili. Aldo Andrea Cassi inquadra subito il contesto  in cui visse Gentili, vale a dire quello dei conflitti fra gli stati che gli storici chiamano “secolo di ferro”(1550-1650). In quel frangente, nel 1598 Gentili diede alle stampe il fortunato trattato intitolato “De iure belli” in base al quale egli “contende in effetti la palma di fondatore del diritto internazionale a due giganti del pensiero giuridico-politico dell’Europa moderna, ovverosia lo spagnolo Francisco de Vitoria (1485-1546) e l’olandese Ugo Grozio (Huig van Groot, 1583-1645)”. Alberico Gentili si laureò in diritto civile nello “Studium” di Perugia il 23 settembre 1572. Ricoprì dapprima la carica di giudice ad Ascoli, per poi ritornare a San Ginesio, dove svolse la professione di avvocato. Nel 1577 portò a compimento l’incarico di redigere gli statuti civici. Nel 1580 la svolta della sua vita, con il trasferimento a Londra, per poi approdare all’Università di Oxford, dove ottenne la cattedra di diritto civile.
Alberto Simonetti, Giorgio Squinzi e Basilio Ciaffardoni

Alberto Simonetti, Giorgio Squinzi e Basilio Ciaffardoni

Il tempo è scaduto”: così l’Amministratore delegato della Marina di Porto San Giorgio, Alberto Simonetti, ha scritto in una lettera aperta all’Amministrazione Comunale di Porto San Giorgio

PORTO SAN GIORGIO–“Il tempo è scaduto”. L’Amministratore delegato della Marina di Porto San Giorgio S.p.A., Alberto Simonetti cita una recente esternazione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi per invitare le istituzioni ad avviare al più presto una seria e approfondita riflessione sul “futuro della nautica sangiorgese” e, soprattutto, del porto turistico di Porto San Giorgio. Nei giorni scorsi, infatti, alcuni articoli di giornale pubblicati sulla stampa locale (“Conferenza dei servizi, sì al porto” a Porto Recanati, “Darsena da 64 milioni di euro” a Porto Sant’Elpidio, ecc.) hanno riportato all’attenzione dei cittadini su scala regionale le spinte propositive e progettuali che alcune amministrazioni locali stanno riversando nel campo della diportistica, con progetti ex novo di infrastrutture portuali o con obiettivi di potenziamento delle stesse, ove già esistenti. Si citano, solo per riportare alcuni esempi, le esperienze di Porto Recanati, Porto Sant’Elpidio, Grottammare, Numana. Gli articoli sopraindicati e l’interessamento manifestato pubblicamente da amministrazioni locali al settore in questione hanno spinto dunque l’ad Alberto Simonetti a inoltrare una Lettera all’Amministrazione comunale di Porto San Giorgio per sensibilizzarla sul tema, evitando così che territori messisi in moto in termini di valorizzazione del diporto e, conseguentemente propositivi nella tutela ambientale e nell’ambito occupazionale, con encomiabile slancio propositivo surclassino la struttura portuale sangiorgese, da sempre un’eccellenza nel settore, ma purtroppo da anni immobilizzata nel suo rilancio. “I Comuni limitrofi fanno i salti mortali – scrive Simonetti – per poter riuscire a realizzare l’eccellenza tra le strutture turistico ricettive, i porti turistici. Pensare che chi ne è già in possesso non riesca a trovare le giuste soluzioni per il rilancio di una struttura turistica così importante per tutto il territorio, lascia tutti i protagonisti coinvolti profondamente amareggiati. Se il Comune di Porto Recanati riuscisse a costruire il proprio porto turistico prima dell’approvazione della variante al piano regolatore portuale della nostra struttura – il quale permetterebbe di realizzare tutte quelle strutture sia ricettive, commerciali e cantieristiche, sempre comunque in quantità sufficienti e indispensabili per il rilancio del porto – sia noi sia il territorio ne subiremmo conseguenze devastanti. Saremmo costretti a cercare di limitare al minimo i danni economici, vendendo tutti i posti barca per tutto il tempo ancora residuo, come da concessione. Il tempo è scaduto. Bisogna fare in fretta!”.

Il Cardinale Giovanni Minio da Morrovalle (1230/40-1313)
MORROVALLE ha dedicato convegno storico (fissato per domani domenica 21 aprile 2013) alla figura del Cardinale Giovanni Minio, in occasione del settimo centenario della morte. Del Cardinale, più conosciuto come Fra’ Giovanni da Morrovalle,  proponiamo una scheda biografica.  

La casa natale in via Cavour

Secondo una vecchia tradizione popolare la casa natale del Cardinale Minio era in Via Cavour, dove nacque tra il 1230/1240. Si trova a Morrovalle in via Cavour, al numero civico 6. La deduzione viene dal fatto che lo stemma cardinalizio in pietra, che oggi si trova situato sulla parte laterale del Palazzo Municipale, anticamente era posto sopra il portone d’ingresso di questa abitazione. Così secondo Marchetti, storico e poeta locale. Non abbiamo notizie certe sui primi anni della vita, ma la scelta monastica dovette attrarre sicuramente Giovanni sin da giovanissima età, al punto da indurlo a entrare presto nell’ordine francescano.

 La Fonte del Coppo

Nei pressi della Fonte del Coppo, sita in contrada del Coppo o dell’Angelo, sorse a Morrovalle il primo Convento dei frati Minori Osservanti. Si trattava di un piccolo romitorio, eretto intorno all’anno 1210. L’avvenimento che dà certezza dell’esistenza del romitorio francescano è la presenza in tale luogo il 21 agosto 1264 di Jordanus de Aglano. Il vicario del re Manfredi era venuto a portare uno speciale privilegio a favore di Montolmo, fedele al re, e un proclama contro gli abitanti di Petriolo, schieratisi a favore del Papa Alessandro IV.

Un altro documento che attesta la presenza dei Frati Minori a Morrovalle sin dal secolo XIII è la bolla di Papa Niccolò IV, con la quale veniva concessa l’indulgenza a tutti coloro che avessero visitato la chiesetta dei frati.

Anche Fra’ Ugolino da Montegiorgio, negli “Actus San Francisci” risalenti alla seconda metà del sec. XIII, fa menzione nello stesso luogo del primo convento  di Morrovalle.

Il convento-eremo di Fonte dell’Angelo fu tanto caro al Cardinal Minio che si oppose sempre a ogni tentativo di chiusura; anzi cercò di valorizzarlo, ottenendo dal Papa francescano Niccolò IV una particolare indulgenza da lucrare visitando devotamente quella umile chiesetta.

 Alla Sorbona di Parigi

Sappiamo che nel 1272 era certamente Ministro Provinciale delle Marche. Nel 1283 lo ritroviamo studente alla Facoltà di Teologia, presso la Sorbona, prestigiosa Università di Parigi, centro importantissimo di studi filosofici e teologici del mondo cattolico. Nel 1289 conseguì il titolo di “Maestro di Teologia”, per divenire poi professore della cattedra di Teologia. Da lì a poco, e precisamente nel 1291, viene chiamato dal Papa Niccolò IV a lasciare la cattedra della Sorbona per trasferirsi a Roma e dedicarsi totalmente alla Curia Romana, nella nuova veste di Maestro del Sacro Palazzo.

 Ministro Generale dell’Ordine Francescano

Morto Niccolò IV, dopo il breve pontificato di Celestino V, viene eletto Papa alla guida della Chiesa Romana Bonifacio VIII che, deposto il precedente ministro fra Raimondo di Gaudfroid, nomina nel 1296 nel Capitolo generale straordinario di Anagni, fra’ Giovanni Minio da Morrovalle Ministro Generale  alla guida dell’Ordine Francescano.

 La missione tra i sovrani d’Europa

Molti e impegnativi incarichi vennero svolti dal nuovo Ministro. Tra questi, la particolare difficile missione di pace tra il re di Francia Filippo il Bello e Edoardo I, re d’Inghilterra.Bonifacio VIII nell’agosto del 1297 nomina, come suoi legati pontifici, il Ministro Generale dei Frati Minori fra’ Giovanni Minio da Morrovalle e il Maestro dell’Ordine dei Domenicani Fra’ Niccolò Boccassini, con l’incarico di consegnare lettere ai due re e all’Imperatore di Germania.

In queste missive il Papa sollecitava i tre sovrani ad accogliere i due legati come suoi degnissimi rappresentanti, investiti di ampia facoltà di trattare e avanzare opportune proposte per una tregua, per risolvere i contrasti in essere e raggiungere una pace solida e duratura.

Infatti il 28 gennaio 1298, nell’Abbazia di San Martino di Tornai, i procuratori di Edoardo I e di Filippo IV il Bello sottoscrissero solennemente una tregua di due anni, come era stato richiesto dal Papa Bonifacio VIII.

 Committente di Giotto per le Storie Francescane

Sappiamo dal grande storico dell’arte Vasari che fu il Cardinal Minio a commissionare a Giotto gli affreschi della Basilica Superiore di Assisi, ove si ammirano le 28 storie della vita di San Francesco. L’informazione è certamente attendibile, se si pensa che Giotto nel 1300 era sicuramente a Roma, chiamato nell’imminenza del Giubileo, mentre era impegnato nella realizzazione del ciclo delle “Storie Francescane”. E sappiamo anche che, nello stesso anno Fra’ Giovanni Minio è presente a Roma in veste di Ministro Generale. Il grande ciclo delle “Storie Francescane” che si ammirano nella Basilica Superiore sopra lo zoccolo delle due pareti, se si eccettuano le ultime tre, è quindi legato alla pressoché certa committenza del Ministro Generale Fra’ Giovanni da Morrovalle: personaggio di più elevata autorevolezza nell’Ordine francescano e tra i più influenti nella Curia Romana.

 

Fra’ Giovanni Minio Cardinale di Santa

Romana Chiesa

Il 15 dicembre 1302 il Minio viene nominato Cardinale di Santa Romana Chiesa. Il suo stemma, oggi posizionato sulla parete laterale del palazzo municipale di Morrovalle, è sovrastato dal cappello cardinalizio con una calata di nappe ai lati. Al centro ha uno scudo diviso orizzontalmente in due parti uguali: sopra si evidenzia una grossa croce, sotto si evidenziano una seconda croce mozza e delle barre su fondo rugoso.

Morto Bonifacio VIII, al Conclave di Perugia del 1305 Minio fu tra i candidati al pontificato. Tale fu il suo prestigio, dovuto anche all’abilità con cui fronteggiò la dura crisi tra il Papato e la Francia. Ma la spaccatura nel Collegio Cardinalizio tra bonifaciani e antibonifaciani portò all’elezione di Bertrand de Got vescovo di Bordeaux, noto come Papa Clemente V che, su pressione del re di Francia Filippo il Bello, trasferì la sede pontificia ad Avignone.

 Clemente V lo nomina Cardinale Protettore del suo Ordine

In virtù di questa nomina, Fra’ Giovanni Minio continuò a occuparsi autorevolmente dei suoi confratelli francescani. Morì tra il 13 e il 18 aprile del 1313 ad Avignone, nel Convento dei Minori, detto Convento dei Cordiglieri. Fu sepolto nella Chiesa annessa e, per suo volere, in una tomba anonima.

 

MORROVALLE–Domenica culturalmente e spiritualmente intensa a Morrovalle. Il 21 aprile è infatti il secondo giorno dedicato al settimo centenario della morte del Cardinale Giovanni Minio da Morrovalle, deceduto nel 1313 ad Avignone, ove Papa Clemente V lo nominò protettore dell’Ordine francescano cui egli apparteneva. Al Cardinale, che svolse compiti di primo piano anche nella diplomazia romana come legato pontificio di Bonifacio VIII, viene dedicata una giornata di studi per approfondire la conoscenza di una personalità tanto prestigiosa, assurta ai più alti gradi della carriera ecclesiastica. L’appuntamento si tiene nell’Auditorium San Francesco nei seguenti orari: 9,30 – 12,30 con prosecuzione dalle 15,30 alle 17,30. Sono previsti interventi di professori universitari ed esperti del mondo della Chiesa. Di seguito, i relatori e il programma della giornata.

Roberto Lambertini, professore di Storia Medioevale presso il Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Macerata

La Chiesa e l’Europa al tempo del Cardinal Minio”

 ● Monsignor Mario Sensi, membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche

Siti micaelici sanfrancescani: il caso di Morrovalle”

 Guido Alliney, professore di Storia della Filosofia Medioevale presso l’Università di Macerata

Giovanni Minio teologo a Parigi”

 Padre Ferdinando Campana, Ministro Provinciale dell’Ordine Francescano

Giovanni Minio al vertice dell’Ordine dei Frati Minori”

 Stefano Papetti, storico dell’Arte

Il cardinale Minio e la committenza francescana

 Letizia Pellegrini, professoressa di Storia del Cristianesimo e della Chiesa nell’Università di Macerata

Il conclave di Perugia”

 Simone Settembre, restauratore di opere d’arte

L’iconografia e l’Araldica del cardinal Minio. Il restauro del ritratto nella Pinacoteca Comunale”.

Monsignor Fortunato Frezza, sottosegretario del Sinodo dei Vescovi

Giovanni Minio da Morrovalle . Minorità evangelica di un cardinale francescano.

 Nel frattempo oggi sabato 20 aprile 2013 il Comitato Promotore delle celebrazioni, organizzate in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ha scoperto una targa che ricorda il Cardinale, apposta nei giorni precedenti sulla facciata principale di quella che viene ritenuta la casa natale del Minio, ubicata in via Cavour al civico 6, nel Centro storico, a ridosso della Piazza Vittorio Emanuele II. Sempre oggi è stata inaugurata nei locali dell’Auditorium un’esposizione di lavori, rievocativi della vita del Minio: si tratta di produzioni degli alunni delle scuole locali, messi a punto per l’annuale Concorso Archeo Junior che la sezione locale dell’Archeoclub d’Italia ha ideato e sempre curato negli ultimi anni. La presidentessa dell’associazione culturale Nazarena Acquaroli Cerone, motore essenziale dell’intera organizzazione per le celebrazioni nell’ambito del Comitato Promotore, con l’iniziativa del concorso tra i ragazzi ha realizzato l’obiettivo di divulgare tra i giovani di Morrovalle la conoscenza di una personalità così importante del nostro Medio Evo.nIl 27 aprile i giovani autori saranno premiati in una cerimonia ospitata nell’Auditorium comunale.

LORETO–La Delegazione Pontificia e il Centro Studi Lauretani ricordano che si è svolta ieri presso la Sala degli Svizzeri del Museo-Antico Tesoro di Loreto (Palazzo Apostolico) l’inauguraLotto Gentiluomo 19.4.2013 Bzione della mostra “Lorenzo Lotto: Gentiluomo con cane bergamasco. Ricerche, indagini riflettografiche, curiosità intorno ad un dipinto”. Dopo il saluto dell’Arcivescovo Delegato Pontificio, Mons. Giovanni Tonucci, che ha annunciato una giornata di studi specificatamente dedicata al dipinto ora esposto a Loreto, è intervenuto il Prof. David Frapiccini, dell’Università La Sapienza di Roma. Il dipinto secondo Frapiccini costituisce un tassello significativo nella ricostruzione critica della ritrattistica lottesca risalente agli estremi anni di attività, al tempo dell’ultimo soggiorno marchigiano (1549-1556). La conduzione pittorica si inserisce pienamente nella ricerca del pittore veneto verso nuove mete espressive, nella linea indicata da opere collocabili lungo l’epilogo lauretano, quali il Trasporto di Cristo al sepolcro della Collezione Seilern e l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al tempio del Museo-Antico Tesoro di Loreto. Inoltre, una certa affinità è riscontrabile con il ritratto di balestriere della Pinacoteca Capitolina di Roma, eseguito ad Ancona nel 1551-1552. La mostra sarà visitabile fino al 9 giugno 2013 secondo gli orari di apertura del Museo (per informazioni: 071.97.47.198). 

PIOBBICO–”Abbiamo in cassa 600 mila euro ricevuti dall’assicurazione per riparare i danni della neve dello scorso anno, ma il patto di stabilità ci impedisce di spenderli, con grande svantaggio per il nostro Comune”. Lo ha detto, nel primo pomeriggio di oggi sabato 20 aprile 2013, il sindaco di Piobbico (PU) Giorgio Mochi, al microfono di Maurizio Blasi, conduttore della consueta diretta del sabato del TGR Marche, che da anni contribuisce – in maniera molto interessante – a far conoscere le Marche ai marchigiani. In particolare l’amministrazione avrebbe voluto riparare il tetto del Palazzetto dello sport, assieme a tante altre cose, ma questi vincoli nazionali hanno impedito finora l’impiego dei fondi giacenti in cassa. La diretta Rai su Piobbico ha quindi offerto una panoramica del paese, che vanta il Castello dei Conti Brancaleoni, un maniero medioevale, poi rimaneggiato nell’epoca del Rinascimento. Si tratta di un meraviglioso complesso di ben 130 stanze (all’interno stucchi del Brandani), che nulla ha da invidiare a tanti altri castelli italiani e stranieri, che ospita tra l’altro una collezione di abiti del Cinquecento ed una di fossili. Le telecamere della Rai Marche si sono quindi soffermate sulla barocca chiesa ottagonale dedicata a San Carlo Borromeo, che da “pellegrino lauretano” ebbe a sostare proprio a Piobbico. Molto attiva a Piobbico anche l’attività speleologica. Sono state trovate grotte con 60 crani di animali preistorici. Piobbico vanta anche un Istituto Alberghiero e tre fornaci romane. La seconda puntata in diretta della Rai alle ore 19,35 di oggi. 

Pro African Hospitals”: l’inaugurazione della mostra fotografica sull’attività di solidarietà svolta da medici civitanovesi e marchigiani, tra cui il Dr. Massimo Mobili già sindaco di Civitanova Marche

 POTENZA PICENA–Si terrà domani (domenica 21 aprile 2013), alle ore 17 preso i locali della Fototeca “Bruno Grandinetti” in Corso Vittorio Emanuele 12, l’inaugurazione della mostra fotografica “Pro African Hospitals”, con le immagini della fotografa Carla Martella, in collaborazione con il Fotoclub potentino. La mostra è dedicata all’attività svolta in Uganda dall’associazione “Civitanova Pro African Hospitals” e resterà aperta fino al prossimo 28 aprile, tutti i giorni feriali e festivi, dalle ore 17 alle 19,30. L’associazione “Civitanova Pro African Hospitals” è sorta nel 2005 e si propone, nell’ambito del volontariato, di adoperarsi per le strutture sanitarie in Africa. Attualmente l’Associazione segue il Kisubi Hospital in Uganda e l’Health Center di Moshono in Tanzania. Nel gennaio 2005 iniziò l’avventura tra l’Ospedale di Civitanova ed il Kisubi Hospital-Uganda. Nel frattempo sono state numerose le iniziative promosse. 

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