Circa 256 milioni di euro l’anno. A tanto ammonta lo spreco di cibo — e i costi a esso connessi — nella provincia di Macerata, mediamente 2.000 euro a famiglia. “E’ sconcertante — spiega Daniele Sparvoli, presidente del Cosmari — assistere allo scarico dell’umido e trovarvi filette di pane, frutta intera, verdura non consumata, o pasta cotta che poteva essere riutilizzata ma che è stata gettata nel sacchetto. Un vero e proprio schiaffo per chi ha davvero difficoltà nel far fronte alla propria sopravvivenza. Ma anche un costo enorme per lo smaltimento. Uno scandalo che non può continuare”.

Cosa si può fare per arginare il fenomeno?
“Non è facile. Saremo chiamati a una maggiore attenzione finalizzata alla riduzione dello spreco alimentare. Ogni giorno, purtroppo, sempre più scarti di cibo finiscono nella pattumiera in maniera indiscriminata. Per quanto ci riguarda, abbiamo contattato il prof. Andrea Segrè, dell’Università di Bologna, che da anni combatte su questo fronte, e speriamo di poterlo avere in un convegno, previsto per marzo, per il quale inviteremo Comuni, associazioni, cittadini, con l’obiettivo di sensibilizzarli su questa tematiche e per poter avviare, di conseguenza, comportamenti virtuosi”.

Nient’altro?
“Certo. Abbiamo intenzione di aprire un tavolo con le diverse catene di supermercati attivi in provincia e cercare con loro strategie che riducano lo spreco, a partire dall’utilizzo dei prodotti in scadenza. E, poi, coinvolgere chi opera nell’aiuto ai più bisognosi, in modo tale che, comunque, alla fine, per dirlo con una battuta, il cibo finisca in bocca a qualcuno, piuttosto che andare nella spazzatura”.

Che cos’è il progetto ‘RicicloChip’, previsto in diversi Comuni?
“E’ un sistema che prevede l’impiego di sacchetti ‘intelligenti’ e dotati di microchip e che consentirà ai Comuni di introdurre nella Tares l’auspicato principio meritocratico: chi farà meno rifiuti e meglio differenzierà pagherà di meno. A Civitanova, in particolare, la gestione dei rifiuti sarà ‘su misura’, con la riorganizzazione e riqualificazione del sistema porta a porta, l’applicazione del RicicloChip in parte della città, la riduzione dei cassonetti e la raccolta a domicilio di pannolini e pannoloni”.

Annunci