ANCONA–Nell’incantevole scenario di Marina Dorica si è svolta sabato scorso ad Ancona, una delle tappe regionali del concorso più storico della nostra nazione dedicato alla bellezza femminile, quello appunto di Miss Italia.

Vincitrice della tappa dorica la 18enne Angela Crescenti di Falconara Marittima che con la fascia di Miss Alpitour Marche accede di diritto alle pre-finali nazionali di Jesolo

Angela è quindi una delle nove bellezze marchigiane che rappresenterà’ la nostra regione alle fasi prefinali del concorso.

Ben 19 le miss partecipanti alla tappa dorica provenienti da ogni parte della regione.

Seconda classificata, con la fascia di Miss Rocchetta Bellezza, Martina Guerra di Pedaso, Miss Alpitour terza classificata Elena Caputo di Civitanova Marche.

Quarto posto ed ottiene la fascia di Miss Tricologica Sofia Merli di Sirolo, quinto posto e la fascia di Miss Interflora ad Asia Patarca di Sant’Elpidio a Mare, sesto posto con la fascia di Miss Dermal Institute a Sara Barbatelli di Treia. La fascia di Miss Marina Dorica è andata a Lucia Giacomucci di Agugliano mentre la fascia di Miss Pasta di Camerino alla Civitanovese Rosa Setola.

Conduttore della serata l’eccellente Marco Zingaretti, presentatore ufficiale del concorso per la regione Marche. L’organizzazione è stata curata dall’Agenzia Pai e dalla Relife Servizi di Giuseppe Filloramo. insieme al consiglio di amministrazione di Marina Dorica, rappresentato in giuria dai componenti Silverio Dorsi, Giuseppe Mascino e dal Presidente Moreno Clementi, che ha svolto la funzione di presidente di giuria.

Il Presidente ha ringraziato le aspiranti Miss per la loro partecipazione evidenziando che “la loro più autentica bellezza sta nella capacità di rincorrere un sogno e nell’impegno profuso per realizzarlo” e che “ogni adulto che incontra il loro sguardo, viene fortemente richiamato alla propria responsabilità di dare ogni possibile e personale contributo per realizzare le condizioni perché i sogni di queste ragazze, passando per il loro impegno, possano un giorno diventare realtà concrete”.

Anche l’Amministrazione Comunale, rappresentata dall’Assessore alla Cultura e Turismo Paolo Marasca, ha voluto partecipare a quello che é ormai diventato un appuntamento fisso nell’Estate di Marinadorica.

PESARO–Nell’ambito dell’operazione di polizia marittima denominata “Mare Sicuro 2016” il personale militare della Guardia Costiera di Pesaro e Gabicce Mare, ha proceduto al sequestro di quattro costruzioni abusive, realizzate prevalentemente in legno, posizionate ai piedi della falesia del Parco Naturale del Colle San Bartolo, circa 200 metri più a nord dal porticciolo turistico di Baia Vallugola all’interno del territorio comunale di Gabicce Mare.

Le costruzioni in parola sono state realizzate in una zona demaniale marittima interdetta per il pericolo di frane (poiché posta proprio sotto la falesia attiva) ove sono vigenti appositi divieti di transito, campeggio e balneazione.

Per quanto sopra, le pattuglie della Guardia Costiera hanno proceduto al sequestro penale delle strutture che, oltre a causare il deturpamento del meraviglioso contesto ambientale del Parco Naturale del Colle San Bartolo, occupavano abusivamente una superficie demaniale marittima di circa 105 metri quadrati. Basti pensare che la struttura più grande presentava una rudimentale copertura in legno e custodiva all’interno lettini e suppellettili.

Si ricorda che il Colle San Bartolo è un elemento di elevatissima valenza naturalistica, censito all’interno della “Rete Natura 2000” del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed inserito in apposito elenco, per le sue peculiarità di conservazione della flora e della fauna, quale “Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale” ai sensi della Direttiva Habitat della Comunità Europea.

Dell’attività svolta dalla Guardia Costiera, a tutela dell’ambiente, è stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro per le conseguenti attività giudiziarie.

L’attività posta in essere dai militari della Guardia Costiera ha anche il fine di garantire la sicura fruizione del litorale da parte di tutti i cittadini e dei turisti che, ignari dell’alto rischio ovvero non curanti dei divieti, potrebbero essere attratti a trascorrere del tempo in luoghi pericolosi per frane della falesia.

“Gli uomini e le donne della Guardia Costiera” – ha sottolineato il Comandante del Porto di Pesaro Capitano di Fregata (CP) Angelo CAPUZZIMATO – “proseguiranno incessantemente nell’effettuazione di controlli sul demanio ed in mare, con il fine di salvaguardare la vita umana, la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino e costiero”.

Ad “Altair 3” l’altro Challenge “Città di Civitanova Marche”, riservato al primo in tempo reale
Domani alle 10.30 una costiera nell’arcipelago di Sebenico

SEBENICO (Croazia), 1 luglio 2016. Se “Altair 3” (Sandro Paniccia) è stato il più veloce delle 28 imbarcazioni che hanno partecipato alla 16^ “Regata internazionale Civitanova – Sebenico”, aggiudicandosi così il Challenge “Città di Civitanova Marche”, la classifica in tempo compensato ha premiato la brillante performance di “Adrenalina a mille” (B. Bucciarelli), che guida la classifica provvisoria della manifestazione e si porta a casa il Challenge “Città di Sebenico”, precedendo “Altair 3” e “Folgore” di Piero Paniccia (leader nel raggruppamento B, in cui corrono gli scafi da regata più piccoli).

Degno di nota anche il 4° posto assoluto (primo fra le “Gran Crociera”) di “Vittoria” (Giorgio Paolucci), mentre “Illumia44” del navigatore oceanico Michele Zambelli è 15° assoluto (sesto nel raggruppamento B): “La nostra barca non ha trovato condizioni ideali, essendo progettata per le andature portanti – il commento del minista forlivese – La performance di oggi non è positiva in ottica Ostar, lo è invece per lo sviluppo dell’attività formativa della Tribù del Vento. Ho gareggiato insieme a 3 allievi della mia scuola, al debutto nella navigazione di alto mare. L’Adriatico non è l’Oceano, si sa, ma è un mare difficile e pieno di insidie che può insegnare tanto in termini di crescita tecnica e umana. Una ricorrente criticità? La bonaccia con cui anche noi abbiamo combattuto a poche miglia dalla costa croata, un duro banco di prova per la nostra resistenza”.

Nel frattempo, è approdata nel porto di San Benedetto del Tronto la barca di Marianna De Micheli, madrina di questa edizione della regata. L’attrice-autrice e velista, impegnata nella circumnavigazione dell’Italia in barca a vela con la sola compagnia del suo gatto, è stata ospite del Club Vela Portocivitanova mercoledì e giovedì scorsi, incontrando velisti e curiosi per promuovere il suo ultimo libro “Centoboline”.

Il programma prosegue questa sera con il gala nell’esclusiva cornice dell’Hotel Jadran, durante il quale si svolgeranno la premiazione della regata offshore e la sfilata Brosway, marchio leader nella produzione di gioielli fashion che omaggierà con dei preziosi i primi classificati nella prova lunga. Domani alle 10.30 è previsto il segnale di partenza della consueta “Regata tra le isole” dell’arcipelago di Sebenico mentre alle 21 tornerà la mondanità con un dinner informale, organizzato nella suggestiva Fortezza Barone, in cui sarà possibile gustare dell’ottima carne croata alla griglia, ammirando l’esclusiva veduta della città medioevale dall’alto, illuminata dallo spettacolo pirotecnico per la chiusura del (concomitante) “Festival del Bambino”.

CIVITANOVA–”C’è una evidente manovra di svilimento della sanità nell’area della provincia maceratese, alla quale non assisterò inerme, anzi intendo intraprendere ogni azione possibile, anche clamorosa, e credo che lo stesso faranno anche gli altri colleghi sindaci”. Lo afferma il Sindaco Dr. Claudio Tommaso Corvatta. “Il piano di riordino della rete clinica ipotizzato dalla Regione Marche prevede – stigmatizza – misure inaccettabili per l’Ospedale di Civitanova Marche. Verrà meno infatti l’unità operativa complessa di Pediatria, cioè verrà tagliato il primario del reparto; ci verrà tolta l’unità semplice di ematologia e non ci verrà concessa quella di fisiatria, che invece era stata promessa ormai da tempo. Non è un discorso di campanile per la struttura civitanovese, perchè è l’intera Area Vasta 3 ad uscire impoverita”.

“All’Ospedale di Macerata, ad esempio, viene preferito quello di Ascoli Piceno per la chirurgia vascolare – puntualizza il Dr. Corvatta – nonostante il nosocomio maceratese avesse tutte le carte in regola per ospitarlo. Sono tagli e ridimensionamenti immotivati che colpiscono l’intera provincia ed i suoi cittadini. Una scelta che ritengo scandalosa, anche perchè va a tagliare le ali alle vocazioni migliori della nostra sanità”.

“Alla luce di un piano di riordino del genere, parlare di Ospedale unico, tema sul quale la Conferenza dei sindaci dell’Area vasta 3 è chiamata a confrontarsi venerdì 1 luglio 2016, è una evidente presa in giro. E’ impensabile ragionare su un nuovo ospedale da costruire nei prossimi anni o decenni, quando ora si scava la fossa e si frantumano le fondamenta dell’attuale assetto sanitario del territorio”.

“Se dei tagli debbono essere effettuati – argomenta ancora Corvatta – esistono modalità differenti e senza dubbio più efficaci di contenimento della spesa. Penso ad una migliore e più funzionale organizzazione dei Poliambulatori nell’area montana, penso alla previsione di sinergie tra gli Ospedali di Civitanova e Macerata e quello che verrà costruito a Fermo come struttura di rete dell’Area vasta 4. Così com’è, questo piano di riordino non passerà – conclude il Sindaco di Civitanova – a costo di restituire la fascia di sindaco per protesta. Auspico un ravvedimento della Regione, anche perchè dubito fortemente che troveranno in tutta la provincia di Macerata un solo sindaco concorde con questo riordino della rete clinica”.

Un fine settimana all’insegna del buon cibo, della natura e dei giochi popolari

MONTEFIORE DELL’ASO–Si terrà domenica 28 giugno 2016 l’ottava edizione della Festa del Quartiere San Giovanni a Montefiore dell’Aso. L’iniziativa è organizzata dal Comitato Festeggiamenti San Giovanni, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco, l’Associazione Maialata in Piazza e l’Avis.

La giornata si aprirà con messa alle 9.15, per poi proseguire con il raduno di auto Citroen 2cv –Dyane – Mehari. Le iscrizioni resteranno aperte fino alle 10.30, seguirà un giro per il centro del paese, con una sosta gastronomica.

Al termine della santa celebrazione delle 19.00 la serata si animerà alle 21.30 con lo spettacolo di Rocco Borsalino “Hipnoticabaret Show”. Un’esibizione da non perdere, dove il pubblico diventa protagonista di esilaranti gag di cabaret, ma soprattutto di magie dell’ipnosi. Uno show che ha girato il mondo, attraverso diverse tournée, toccando anche il Sud Africa ed il Nepal. Inoltre stand gastronomici a pranzo e cena con pesce fritto, porchetta, olive fritte e patate.

Sarà l’occasione anche per visitare la chiesa di San Giovanni, che fino al 1882, anno della costruzione del nuovo Cimitero, ospitava sul retro il cimitero comunale per poi essere abbandonata.Intorno al 1940, per opera della famiglia De Vecchis, che aveva scelto questo luogo per edificare la tomba di famiglia, tutto fu rimodernato e sistemato ampliando la Chiesa e dando così all’edificio l’aspetto attuale. Il disegno dell’architetto Arturo Paoletti fu sapientemente attuato dalla ditta di costruzione “Giulio e Vittorio Ciuti”.

L’Accademia di Belle Arti di Macerata, in collaborazione con i Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, con le Teche Rai e con la Fondazione Filiberto Menna, ha promosso un’importante retrospettiva dedicata all’artista Magdalo Mussio, che si terrà negli spazi della GABA.MC – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata (in Piazza Vittorio Veneto 7 / dal 05 marzo al 05 aprile 2016), e contemporaneamente nelle stanze al piano terra di Palazzo Buonaccorsi (in Via Don Minzoni 24 / dal 05 marzo al 05 aprile 2016).

La retrospettiva, a dieci anni dalla scomparsa di Mussio, sarà inaugurata sabato alle 18 nella sede di Gaba.Mc, e sarà anche l’evento di punta di una due giorni (venerdì e sabato) di “Open day”. Da domani l’Accademia aprirà infatti, per il terzo anno, le porte agli studenti del liceo e a chiunque voglia scoprire l’attività dell’istituto maceratese. Sempre in occasione degli Open day nella galleria Mirionima di piazza della Libertà saranno esposte le opere degli studenti dell’Accademia. Soddisfatta la direttrice di Abamc, Paola Taddei, per «un investimento importante che come Accademia abbiamo fatto nella nuova galleria Gaba.Mc, che aspiriamo a far diventare centro nevralgico per l’arte contemporanea – ha detto Taddei – Abbiamo dotato gli spazi di innovative macchine luce che valorizzeranno di volta in volta le opere esposte». L’idea di organizzare una mostra bipolare, dislocata in due luoghi diversi, è frutto di un proficuo dialogo tra l’Accademia di Belle Arti, Macerata Musei – Palazzo Buonaccorsi e il comune di Macerata: e nasce dal desiderio di costruire un percorso espositivo che parte dai nuovi spazi dell’Accademia e giunge in un luogo storico (già sede dell’Accademia) dove l’artista ha insegnato per anni incisione.

Con più di cento opere che coprono l’intero percorso artistico di Mussio, la mostra vuole evidenziare l’attitudine multidisciplinare di un intellettuale totale che ha spaziato con disinvoltura dall’editoria alla grafica creativa, dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione. «Un poliglotta dell’arte», come lo definisce Antonello Tolve, curatore della mostra. Si tratta di un momento espositivo e assieme riflessivo che rende omaggio non solo a una ricerca straordinaria «svoltasi all’insegna dei rapporti fra scrittura e pittura, fra parola e immagine» (Pignotti), ma anche ad un uomo la cui curiosità e il cui senso del fare hanno costruito, negli anni, un caleidoscopio allusivo e illusivo legato alla eco del passato, alla memoria del presente, alla nostalgia del futuro «ricca di intimi supplizi e embrione di immaginazione operante, sommersa e prensile, quasi musica penetrante» (Villa).

Accanto ad una serie di opere in cui è possibile leggere la sperimentazione miocinetica di un equilibrista che cammina sul filo della trasparenza, la mostra propone la visione dei film Il potere del drago, Il reale dissoluto e Umanomeno realizzati da Mussio nel triennio 1971-1973 e il documentario Rai Detto tra noi (firmato da Alessandro Sartori nel 1986) che disegna l’artista nella sua casa di Pollenza. Conclude la mostra una sezione documentaria di libri, quattro testi critici e una biografia dettagliata dell’artista a firma di Ilaria Tamburro.

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Magdalo Mussio nasce a Volterra nel 1925 e si forma a Firenze, dove termina prima gli studi di architettura all’Università e poi di scenografia all’Accademia di Belle Arti, con una tesi dal titolo I canovacci e la scenografia della Commedia dell’Arte. Si dedica per un breve periodo al teatro sia come regista che come scenografo e di li a poco rivolge il proprio interesse al disegno animato. Le sue prime esperienze sono al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con Antonio Rubino e per la società di produzione dei fratelli Gagliardo, Corona Cinematografica, realtà particolarmente attenta alla produzione di film d’artista.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, si trasferisce in Canada dove avvia ricerche sperimentali per disegni d’animazione e collabora con Norman MacLaren per la National Film Boarding di Montreal, esperienza che gli consente di svolgere un’intensa attività negli Stati Uniti, in Francia e in Inghilterra. Contemporaneamente esordisce nelle arti visive con la sua prima personale nel 1955 alla Galleria l’Indiano di Firenze sostenuta da Giuseppe Ungaretti, che in seguito verrà abbinata al Premio Viareggio e trasferita a Parigi. L’incontro tra l’esperienza cinematografica e quella delle arti visive favorisce la riflessione sulla relazione tra segno e poesia, tra parola e immagine, analisi fondante della ricerca verbovisiva che segna tutto il suo percorso artistico.

Al ritorno in Italia nei primi anni Sessanta, Mussio si inserisce tra i protagonisti della neoavanguardia, scrittore, poeta, editore e insegnante, aderisce al Gruppo ’63 supportando lo sconvolgimento del comune ordine linguistico per rivelare la falsità dei modelli di comunicazione imposti dal progresso della società capitalistica.

In quegli anni per la Fondazione Lerici realizza diversi documentari, tra cui I ragazzi di Terezin e diventa redattore della Casa Editrice Lerici di Milano. Nel 1966 è art director del «Marcatrè. Rivista di cultura contemporanea», diretta da Eugenio Battisti – laboratorio a cui partecipano attivamente, tra gli altri, anche Germano Celant, Enrico Crispolti, Umberto Eco, Gillo Dorfles, Filiberto Menna e Edoardo Sanguinetti – e della collana Marcalibri di cui cura anche l’aspetto grafico. Ma Mussio continua a lavorare ancora per il teatro e nel 1967 realizza le scenografie del Majakovskij & C. alla rivoluzione d’Ottobre per la regia di Carlo Quartucci, in scena al Teatro Alfieri di Torino.

Il rapporto tra scrittura ed esistenza, tra la storia e la memoria, assume forma di libro e a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta Mussio pubblica volumi di scrittura visuale come il Fastidio delle Parole (Edition d’ecriture, Paris, 1968), In pratica (Lerici Editori, Milano, 1968) e Praticabile per memoria concreta (Lerici Editore, Roma, 1970). Negli stessi anni è nuovamente attivo nella Capitale dove realizza alcuni film d’animazione tra cui Reale dissoluto, Il potere del drago e Umanomeno, film animato accompagnato da musiche dei Pink Floyd che viene premiato nel 1972 con il Nastro d’Argento.

Dai primi anni Settanta si trasferisce nelle Marche, dove assume la direzione artistica della casa editrice Nuovo Foglio per cui dirige la collana Altro-Altrouno e nel 1973 è redattore della rivista romana «Harck». Successivamente per le Edizioni Out of London Press dirige la collana d’arte Altro e, nel 1978, è responsabile editoriale della rivista «La città di Riga» editata da La Nuova Foglio. All’attività editoriale, ma soprattutto artistica, che lo porta ad esporre presso diverse gallerie, musei e istituti culturali in tutto il mondo come, ad esempio, il Finch Museum di New York, la National Gallery of Victoria di Melbourne e l’Università di Sydney, affianca per lungo tempo l’insegnamento di Tecniche della grafica e dell’incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Infine dopo aver vissuto per circa un trentennio nella campagna maceratese, a Pollenza, dove compone anche il suo ultimo libro, Monodico/Radure dell’essere (riedizione di un volume, Chiarevalli monodico. 1963/1986, simbolo di una ricerca trentennale), nel 2005 si stabilisce a Civitanova Alta, luogo in cui porta ancora avanti la sua ricerca artistica e dove scompare il 12 agosto del 2006.

a cura di Ilaria Tamburro

Alla ricerca della parola dimenticata

di Antonello Tolve

In tutte le fasi dell’opera di Magdalo Mussio, il rapporto tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, tra visione pratica e attenzione teorica si confonde sulla superficie di un racconto emotivo, sul solco di un infinito intrattenimento metodologico e collaborativo, sulla temperatura rovente di un dispositivo estetico che sorpassa l’esclusivo processo di trasformazione delle cose per disegnare una eterotopia cosmografica e disporre simultaneamente di un patrimonio visivo che contiene e trattiene la presenza del passato, la nostalgia del presente, la sensibilità visionaria del futuro, il freddo sapore dell’ora preumana. Guadando la storia del suo fare è possibile percepire immediatamente un flusso continuo e inarrestabile di sollecitazioni, di ricerche incrociate che oscillano tra gli archetipi dell’immaginario collettivo (tra l’originario e l’originale) e le esigenze transemiotiche di un artista la cui onnivora attività intellettuale è riuscita a costruire negli anni uno spazio espressivo, unico nel suo genere, che assorbe al suo interno la revisione degli stilemi avanguardistici, i lasciti della stagione informale, la parabola dell’atmosfera verbovisiva (e della visione multicodica) degli anni ’60 e ’70.

Dall’editoria alla grafica creativa (come non ricordare i modelli sperimentali offerti nella redazione del marcatrè, la rivista diretta da Eugenio Battisti, o gli straordinari impaginati della casa editrice La Nuova Foglio), dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla scenografia, dal teatro alla videoanimazione, dalla scultura all’insegnamento, per giungere via via, tra il 1975 e il 1995, al felice sodalizio con Alfio Vico e Lucy Passett della Galleria Il Falconiere (dove approdano alcuni dei nomi più interessanti dell’arte – Yarrott Benz, Giosetta Fioroni, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Suzanne Santoro, Mario Schifano e Nanda Vigo ne sono esempi evidenti), l’attività interdisciplinare e sentitamente indisciplinata di Mussio, incarna l’esigenza di riflettere sulla storia delle cose, sulla leggerezza e la trasparenza della parola, sulle trame dell’archiviazione, sulla lingua del ricordo scordato, del numero dimenticato, della parola immaginata.

Uscite da una lampisteria dei sogni, da un pensiero che si sofferma sulla soglia del pensiero per leggere – del pensiero stesso – i flussi e gli innumerevoli ragionamenti del quotidiano, le immagini prodotte da Magdalo Mussio trattengono e tratteggiano la cultura di massa, la «memoria di un codice» da decifrare, il silenzio traforato dal buio della mente, il gusto alchemico della sapienza materiale, la parola ricercata e detta per caso, il «terrore della propria immagine», l’attesa atavica dei segni.

Come apparizioni su superfici sempre diverse che costituiscono una vera e propria cartografia poligrafica – cartografo amanuense della differenza è l’etichetta applicata all’artista da Alberto Signorini nel ’91 – le sue opere catturano lo spettatore e, quasi a creare una tattica di accerchiamento laterale della realtà, lo invitano in un territorio magico dove tipografia, macchina da scrivere e scrittura manuale si intersecano ad architetture impossibili, a brani poetici, a preesistenze e assenze necessarie, al sapore tiepido della cancellatura, al capriccio della ragione, allo «speciale rapporto con l’errore» del chiarevalli monodico e al difetto eccezionale.

*** Con questa mostra l’Accademia di Belle Arti di Macerata vuole ricordare l’uomo, l’amico, il docente: e, a dieci anni dalla sua scomparsa, restituire – per quanto possibile – il ritratto di un intellettuale totale della cultura italiana il cui impegno ha abbracciato i vari campi del sapere.

 

FERMO–“Alvaro Valentini: una figura il cui ricordo è ancora vivo per l’opera e le opere che ci ha lasciato”. Sono le parole dell’assessore alla cultura Francesco Trasatti nel presentare il convegno patrocinato dal Comune di Fermo e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, in programma domenica 21 febbraio 2016, nella Sala di Lettura della Biblioteca Comunale “Romolo Spezioli” di Fermo, alle ore 16.30 con cui verrà celebrato Alvaro Valentini scrittore, poeta, saggista, docente universitario, critico letterario, ma anche traduttore e favolista, grazie all’Associazione Artistico Letteraria  “Alvaro Valentini” nel ventennale della morte.

Ricordare Valentini – ha proseguito Trasatti – si iscrive in un programma con cui stiamo ricordando importanti figure fermane che tanto hanno fatto per la nostra comunità. Per questo è un dovere pubblico ricordarlo. Ringrazio per il sostegno la Fondazione Carifermo e Grafiche Fioroni che sta stampato un prezioso volumetto”.

Non è una commemorazione, ma è un voler aumentare la conoscenza critica della sua opera letteraria e stimolare l’attività di ricerca” – ha detto a seguire Nadia Jommi, Presidente dell’Associazione artistico-culturale “Alvaro Valentini”.

La Fondazione sostiene questa iniziativa proprio perché riconosce le grandi qualità e la grandezza culturale del Prof. Valentini, di cui sono stato tra l’altro allievo – ha detto Alberto Palma, Presidente della Fondazione Carifermo. Suo è stato il primo contributo al primo volume d’arte della Cassa di Risparmio di Fermo, di cui è stato anche fra i soci”.

Nella sala lettura della Biblioteca R. Spezioli si terrà l’incontro di domenica e non è un caso: la sua donazione di ben 9.999 fra volumi e opuscoli e qui, al Gabinetto Stampe e disegni, c’è un suo busto realizzato dal Maestro Del Zozzo – ha ricordato la direttrice Maria Chiara Leonori.

In chiusura del convegno verrà presentato, a cura del prof. Luigi Martellini, fermano ma docente di letteratura moderna e contemporanea all’Università della Tuscia di Viterbo, il quaderno di autografi poetici Frammenti, pubblicato per l’occasione dalle Grafiche Fioroni, che nella presentazione odierna erano rappresentate da Enzo Marinacci (socio insieme a Sauro e Leonello Alessandrini) e dal grafico ed artista Agostino Cartuccia

All’incontro di domenica 21 febbraio, condotto da Nadia Jommi, interverranno: la Prof.ssa Laura Melosi (Università di Macerata) presentando Alvaro Valentini critico letterario; il Prof. Domenico Silvestri (Università di Napoli “L’Orientale”) parlerà di Alvaro Valentini  traduttore; il prof. Diego Poli (Università di Macerata) di Valentini favolista;   il prof. Luigi Martellini (Università della Tuscia – Viterbo) del poeta Valentini; la prof.ssa Giulia Corsalini (Liceo Classico di Recanati e Università di Macerata) ne traccerà un ricordo.

Nato a Fermo nel 1924, orfano di padre, Alvaro Valentini si distinse subito negli studi per intelligenza, acume e buona volontà. Conseguita nel 1946 la laurea in lettere all’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulla poesia di Vincenzo Cardarelli (genitori originari delle March), discussa con l’indimenticabile Giuseppe Ungaretti, si diede subito all’insegnamento e ben presto cominciò la sua produzione letteraria (un romanzo, raccolte di versi, traduzioni, racconti, saggi sui maggiori poeti moderni italiani). Dopo aver insegnato in varie scuole e, da ultimo, al Liceo Classico Annibal Caro di Fermo, passò all’Università di Macerata, come docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea. Valentini ha ricoperto anche la carica di Vice-Presidente del Centro Leopardiano di Recanati, per cui pubblicò numerosi saggi su Leopardi, e membro del Centro Nazionale di Ricerche. Morì a Fermo il 21 febbraio 1996.

 

 

FERMO–Alvaro Valentini scrittore, poeta, saggista, docente universitario, critico letterario, ma anche traduttore e favolista, verrà ricordato, grazie all’Associazione Artistico Letteraria  “Alvaro Valentini” nel ventennale della morte, con un convegno patrocinato dal Comune di Fermo e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, domenica 21 febbraio 2016, nella Sala di Lettura della Biblioteca Comunale “Romolo Spezioli” di Fermo, alle ore 16.30. All’incontro, che verrà condotto da Nadia Jommi, Presidente dell’Associazione artistico-culturale “Alvaro Valentini”, interverranno: la Prof.ssa Laura Melosi (Università di Macerata) presentando Alvaro Valentini critico letterario; il Prof. Domenico Silvestri (Università di Napoli “L’Orientale”) parlerà di Alvaro Valentini  traduttore; il Prof. Diego Poli (Università di Macerata) di Valentini favolista;   il Prof. Luigi Martellini (Università della Tuscia – Viterbo) del poeta Valentini; la Prof.ssa Giulia Corsalini (Liceo Classico di Recanati e Università di Macerata) ne traccerà infine un ricordo.

Nato a Fermo nel 1924, orfano di padre, Alvaro Valentini si distinse subito negli studi per intelligenza, acume e buona volontà. Conseguita nel 1946 la laurea in lettere all’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulla poesia di Vincenzo Cardarelli, discussa con il grande Giuseppe Ungaretti, si diede subito all’insegnamento e ben presto cominciò la sua produzione letteraria (un romanzo, raccolte di versi, traduzioni, racconti, saggi sui maggiori poeti moderni italiani). Dopo aver insegnato in varie scuole e, da ultimo, al Liceo Classico Annibal Caro di Fermo, passò all’Università di Macerata, come docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea. Fu Vice-Presidente del Centro Leopardiano di Recanati, per cui pubblicò numerosi saggi su Leopardi, e membro del Centro Nazionale di Ricerche. Morì a Fermo il 21 febbraio 1996. In chiusura verrà presentato, a cura di Luigi Martellini, il quaderno di autografi poetici Frammenti, pubblicato per l’occasione dalle Grafiche Fioroni. 

 

Grido di allarme del Presidente della Croce Verde, la maggiore Associazione civitanoveseBartolucci: “La Bcc di Civitanova è da sempre vicina alla nostra città. Assurdo che la “governance” si sposti altrove, come ipotizzato dalla riforma”. • L’appello a tutte le realtà territoriali ed alle Istituzioni: Facciamoci sentire, in difesa della nostra Banca!”

CIVITANOVA–“Come Socio della Banca e come Presidente della Croce Verde di Civitanova sono davvero arrabbiato per quanto disposto dal decreto legge approvato ieri. Non è possibile una riforma del genere che depaupera il nostro territorio dell’unica Banca realmente nostra, locale e che da sempre è vicina alla nostra gente”. Lo ha affermato il Presidente della Croce Verde di Civitanova Dr. Cesare Bartolucci.

E’ assurdo pensare che, in un periodo di grandi difficoltà economiche come quello che noi tutti stiamo attraversando – ha proseguito Bartolucci – il territorio possa perdere un punto di riferimento come la Banca della nostra città. La Bcc di Civitanova è da sempre vicina alla nostra città. Assurdo che la “governance” si sposti altrove, come ipotizzato dalla riforma. Sarebbe un colpo duro, durissimo che verrebbe inferto ad un territorio già estremamente colpito non solo dalla crisi globale ma da quanto accaduto all’altro Istituto di credito del territorio ed alle ripercussioni che ha avuto sui risparmiatori”.

Ancora una volta, scelte miopi, dettate da esigenze che vanno ben oltre la salvaguardia degli interessi dei valori del territorio – sostiene il Dr. Bartolucci – rischiano di doversi appiattire ai voleri del re. Ancora una volta una realtà virtuosa, che ha sempre operato correttamente e che ha sempre sostenuto lo sviluppo delle nostre realtà economiche rischia di scomparire in un anonimo calderone ben lontano dalle esigenze del territorio”.

Nella attuale contingenza è quanto mai fondamentale sapere che i nostri risparmi vengano gestiti in modo oculato e che vengano rimessi in circolo per il sostegno del nostro territorio, delle nostre famiglie, dei nostri giovani, delle nostre imprese e delle nostre Associazioni”.

Quello tra Croce Verde e Bcc cittadina è un connubio storico. “Da sempre la Banca ci è stata vicino e ci ha sostenuto – continua Bartolucci, tra l’altro uno dei primissimi Soci della Banca – dai tempi in cui mio padre era presidente della Croce verde ed avevamo le sedi una di fronte all’altra. Tanti ricordi, fatti di collaborazione, profonda stima reciproca con i vari uomini che hanno guidato la Banca in passato ed oggi”.

Proprio recentemente la Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro ha donato 15 mila euro alla Croce verde civitanovese. “Una somma di denaro – ricorda Bartolucci – con la quale la Banca ci ha consentito di ottemperare a scadenze improrogabili relative al pagamento di discrete somme contributive. Quella somma è stata la più recente di una lunghissima sequenza di interventi che la Banca ha fatto a sostegno di un’associazione come la nostra che è preziosa e di fondamentale importanza non solo per Civitanova, ma per l’intero territorio limitrofo, a cui la popolazione è profondamente legata da un rapporto di grande affetto”.

Con la più recente donazione – aggiunge Bartolucci – abbiamo avuto l’ennesima conferma che per la Bcc di Civitanova l’utile non è solo economico e che solidarietà e sociale sono parole sempre presenti nel vocabolario di questa Banca”.

Non vorrei che questo mio appello finisca qui. Sarebbe fondamentale – ha concluso il Dr. Cesare Bartolucci – che tutte le realtà territoriali, associazioni e Istituzioni, si facciano sentire, in difesa della nostra Banca!”.

 

CIVITANOVA (13/02/2016) – Civitanova  protagonista del giorno alla Bit, ovvero alla Borsa Internazionale del Turismo che si sta svolgendo a Milano. A partire dall’esibizione degli Oregon Tape Crew che creano un grande movimento prima della conferenza, incuriosendo numerose persone. “Civitanova si presenta alla Bit con la sua caratteristica di città dei festival – ha affermato l’assessore al Turismo e alla Cultura Giulio Silenzi – . Dal mese di giugno, abbiamo un programma denso con la danza, Futura, Rive, il Festival del cinema e Vita Vita. Ogni sera, come è stato per l’estate 2015, c’è sempre qualche iniziativa da seguire. Chi viene a Civitanova deve provare una forte emozione, positiva. Investiamo sui talenti, sui giovani e sulla cultura”.

Insieme a Silenzi, il direttore TDiC Alfredo Di Lupidio che ha sottolineato l’importanza dell’Azienda dei Teatri nell’organizzazione di eventi complessi come i Festival – “un braccio operativo che, con cura, si impegna al massimo per la logistica e la realizzazione di queste manifestazioni” -, e Gilberto Santini, direttore artistico di Civitanova Danza che ha annunciato la grande sorpresa. “In questa nuova edizione accadrà di tutto: avremo le grandi stelle, con la musa italiana della danza internazionale Eleonora Abbagnato che inaugurerà un nuovo palcoscenico, al Palasport, con la Carmen del regista Amedeo Amodio. Inoltre, apriremo uno spazio per le famiglie, per danzare con i figli. La danza è una chiave d’ingresso importante per questo territorio. È un faro, in ognuna delle sue forme”.

Riflettori anche su Futura, il Festival che si svolge nella Città Alta (meraviglioso centro storico medievale), dal 22 al 31 luglio 2016, con la direzione artistica di Gino Troli. “Questa quarta edizione – ha aggiunto Silenzi – dal titolo Vita Nova porterà grandi nomi di rilievo internazionale della letteratura e del cinema a dibattere sui temi del futuro e una sezione sarà dedicata al 450esimo anniversario della morte di Annibal Caro, poeta e traduttore dell’Eneide, nostro illustre concittadino. Come gli anni passati, ci sarà la presenza di collaboratori di fama nazionale come Massimo Arcangeli, Edoardo Boncinelli, Diego Fusaro, Filippo La Porta, Italo Moscati e Paolo Di Paolo. Possiamo già anticipare un grande evento che riguarda la recente scoperta sulle onde gravitazionali, con i più grandi protagonisti del progetto Virgo”.

Durante la presentazione c’è stata l’incursione di Patrizio Roversi, conduttore della trasmissione Turisti per caso, che ha detto “Sono stato di passaggio a Civitanova. Posso dire che le Marche sono davvero una regione che rappresentano una grande pluralità”. E da qui un simpatico dibattito con Silenzi sull’unica regione, la nostra, al plurale e sull’unicità della conformazione territoriale, fortemente caratterizzata da valli, a volte non comunicanti.

In chiusura, spazio per un’altra bella novità: nella prossima stagione, il territorio correrà veloce anche sui pedali. Questo grazie alla Bike Long Marche, progetto promosso da Marche Bike Life, azienda specializzata in cicloturismo internazionale. Si tratterà di un itinerario in bicicletta dalle Marche fino a Londra: 2100 chilometri attraversando l’Europa promuovendo le Marche. “Un evento che vuole far conoscere il territorio – ha spiegato Mauro Fumagalli, ad di Marche Bike Life – attraverso il cicloturismo e le aziende ed eccellenze del territorio”.

 

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